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16 January, 2010

W la W



Le città che amiamo andrebbero viste da più punti di vista possibili. Il video che apre questo post è il risveglio da una camera al 14° piano del W Hotel di Barcellona. La sua forma a vela ricorda moltissimo la struttura extralusso di Dubai.

Dubai- Barcellona

Vedere ai propri piedi tutta la città, anche di notte con le sue luci e - nello stesso tempo - sentirsi in mezzo al mare, è una bella sensazione.

Foto dal sito del W hotel Union Square - NY

Gli hotel W sono sparsi in tutto il mondo e fanno parte della catena Starwood.
A New York ce ne sono 4, uno anche a Time Square, ma il mio preferito è quello di Union Square, soprattutto perché è strutturato come gli Starbucks, ossia con una vetrata per osservare i passanti. Gli amanti di Manhattan adorano sedersi con un caffè "in vetrina" e lasciarsi intrattenere dai passi, dai ritmi e dai look che sfilano su qualunque marciapiede. Rubo una bella descrizione scritta da Matteo nel suo blog:

Dall’angolo privilegiato di uno Starbucks, guardo la Quinta Strada. Non i grattacieli modernisti, decò o futuristi, non le vetrine barocche, novelli ambienti rocaille, ma il dinamismo collettivo, il moto browniano macroscopico di uomini, automobili, taxi, altri uomini, altri taxi.

Qui trovate i W hotel di prossima apertura o i più recenti (tra cui anche quello a Barcellona, aperto da pochi mesi).

27 July, 2009

Anche New York va in ferie: Bufale a Barcellona

Oggi vi porto a Barcellona, visto che mi ci trovo, e vi propongo un racconto dedicato al viaggio e al gusto:


Barcelona posat guapa, "Barcellona fatti bella". È questo il motto della città che conosco in molte delle sue manifestazioni più segrete. Sì perché dopo la Sagrada Familia, il Museo Picasso, Placa Catalunya… ci sono un'infinità di lati nascosti da scoprire. Uno dei più belli, purtroppo, non c'è più. Si trovava a Calle St. Judici, proprio una di quelle stradine popolari della Barceloneta.

Carmen teneva sempre la saracinesca della sua casa/ristorante semi-abbassata, ma la apriva a braccia aperte quando una persona le andava a genio. La sala avrà avuto al massimo cinque tavoli, un pianoforte e in alto infinite mensole abitate da gatti panciuti.
Tra un pulpo a la Gallega e i cannolicchi alla brace (e fiumi di vino, ovviamente), la serata sembrava una piccola magia, e la maga era Carmen, che mai dimenticava di raccontare l'aneddoto sulla visita di Almodovar e Fellini al suo locale.


Ma un giorno traslocò a La Coruña, lasciando i suoi fan a bocca asciutta, in tutti i sensi.

Tra le varie esperienze che Barcellona può offrire, una delle più inesplorate è la ricerca di un buon fornitore di mozzarella di bufala.


Per esperienza vi dico: alla Boqueria comprate solo tutto il resto. Se cercate una buona mozzarella una possibilità è questa: qualche traversa prima dell'incrocio con Traversera de Gracia (stando su Gran de Gracia). Questa tienda è nuova, non mi pare di averla mai vista prima. Pasta Gragnano, salsa di pomodori secchi (chi la apprezza deve assolutamente provare la salsa tipica catalana, la Romesco) e in fondo, in splendida forma ovoidale, una mozzarella di bufala che almeno all'apparenza convince tutti.


Per ora è lei a detenere il titolo di migliore bufala catalana. La sua consistenza aveva mantenuto l'equilibrio tra densità e liquidità. Non trovando l'Asprigno, però, abbiamo optato per un Albariño, un vitigno gallego, minerale, con forte personalità.
Barcellona fatti bella e donaci un'altra buona mozzarella. Hasta pronto.
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