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15 December, 2009

Have a nice Gourmet!

Natale. Tempo di gourmet (non solo, ovviamente). E tempo di regali. Per questo oggi vorrei richiamare la vostra attenzione sui cesti natalizi, ma non quelli con il panettone, bensì quelli che potrebbe ricevere chi vive a New York. E sui fantastici Party Platters.


Andiamo allora a The Garden of Eden, una vera e propria mecca del gourmet. Basta entrare in una delle sei location a Manhattan per rimanere estasiati da un carosello di colori e di profumi.


La cura maniacale di ogni singolo alimento fa sembrare questo supermercato una gioielleria, eppure i prezzi sono assolutamente abbordabili (ovviamente dipende da cosa si compra, ma per farvi un esempio una scatola di biscotti francesi al vino costa 4 dollari).
Dal pesce al formaggio, dalle salse al caffè, qui si trova davvero il top di ogni tipologia di alimento. Si aggiungono poi il servizio di catering e i Party Platters, la mia passione. Si tratta di piatti artistici (in certo casi) da portare via per una occasione speciale.


Ce ne è per tutti i gusti: immaginate un cesto strapieno fiori colorati. Così si presenta il Veggie classic crudite, con tutte le verdure tagliate in modo da sembrare dei fiori freschi di serra (la foto non è il massimo ma non c'è sempre Dede:).



O il mitico European Cheese con un mix di formaggi provenienti da tutta Europa, dal manchego al pecorino... ci sono anche i cestini per il pic-nic e quelli a tema. Ma qui si possono far preparare meravigliosi cesti regalo.

Forse nei lettori di questo blog abituati alla perfezione dei piatti giapponesi (come ci raccontò con un bellissmo post Zen) il Party Platter non susciteranno troppa emozione, ma trovo interessante vedere vicinanze e lontananze tra due città così affascinanti.

E visto che il Natale è alle porte, vi rimando al post sull'accensione dell'albero al Rockfeller Center, tanto è un rituale che si ripete ogni anno. Non ho volutamente parlato della magica atmosfera di Natale a Manhattan, perché credo che sia una esperienza da vivere dal vivo. Siete d'accordo?

22 December, 2008

The Green Apple


"Scopri un altro lato di NY"

Il celebre logo I NY fu creato da un’agenzia pubblicitaria (che vinse la gara) per promuovere il turismo in tutto lo stato. Ma Milon Glaser, il graphic designer che la inventò, non avrebbe mai immaginato che quella scritta sarebbe diventata per più di trent’anni lo slogan di una delle città più visitate del mondo. Solo quest’anno, infatti, accolto tra mille polemiche, è stato presentato il nuovo logo di New York: identico al vecchio ma con l’aggiunta di una farfalla e di uno scoiattolo (ospite fisso del Central Park). Questo spiega come mai le magliette bianche con la celebre scritta venivano vendute ultimamente a 99 cents… C’è chi dice che sia un richiamo alla natura dello stato, che non si riduce a una singola città. Personalmente, ci ho visto un richiamo all’ecologia, a cui Manhattan è sempre più interessata. Basta pensare alla vicenda dell’albero che ogni anno illumina vista e cuori dal 30 novembre al 6 gennaio: il mitico albero di Natale del Rockfeller Center.




La sua accensione è un vero e proprio evento, come il count-down di Time Square la notte del 31 dicembre. 30.000 lampadine per un fusto alto 22 metri, ma come scrive ecoblog:

Quest’anno l’albero è decorato con 30′000 lampadine a LED, che a parità di luminosità consumano 1/3 delle normali lampadine natalizie. In pratica, il consumo giornaliero di corrente elettrica dell’albero passa da 3510 KWh a 1297.

...Quando l’albero sarà di plastica avremo completato l’opera.
Comunque sia, lo spettacolo è assicurato. Chi ha passeggiato almeno una volta per Manhattan sotto le feste di Natale non potrà mai dimenticare le splendide luci e le lussuose decorazioni.



Sarà banale, ma rimane un momento per poter ancora sognare. E non è certo non ammetendolo che si combattono il consumismo sfrenato e la crisi. Oggi, in tempi di recessione, come tanti anni fa, magari in tempi meno duri, la neve che cade sulla Quinta consola, rincuora come i ragazzi che pattinano spensierati davanti alla statua di Prometeo.
O almeno, nel mio Natale c’è anche questo.

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