Secondo me chi ama New York ama anche allontanarsene. Proprio per riprovare la gioia del ritorno. Una sorta di masochismo ispirato al Romanticismo più radicale.
Se volete tornare anche voi a New York, ma al momento non avete sufficiente pecunia, la soluzione si chiama Cheap bastard guide.
In questa guida (immancabile in casa dei newyorchesi doc) troverete tutte le dritte per poter bere, mangiare, ballare, divertirvi (se non ricordo male, anche dormire) senza tirare fuori un penny. Vi avverto però, nella maggior parte dei casi serve una bella faccia di bronzo. In altri, per fortuna, basta godersi la preziosa segnalazione.
Qualche mese fa, grazie a una dritta della CBG sono scesa dalla metro che finisce a South Ferry (metro rossa che porta fino alla punta di Manhattan) e mi sono imbarcata gratis per Staten Island.
La traversata è molto piacevole. Si vede la "fine" della City, si passa vicino alla Statua della Libertà (che non mi è mai interessata più di tanto, devo dire) e a Ellis Island (l’isola dove sbarcavano gli immigrati e dove venivano ispezionati prima di poter ottenere il lascia passare per gli Stati Uniti, come in Il nuovo mondo di Crialese, per capirci).
A bordo i passeggeri si dividono in: abitanti di Staten Island e possessori della Cheap Bastard Guide (o di turisti ben informati). La corsa dura circa trenta minuti. Appena scendete, potete risalire subito e godervi la punta di Manhattan che si riavvicina. E vedrete il buco: quello delle Torri Gemelle, oggi sovrastato da un massiccio work in progress.
Nel frattempo, forse anche voi avrete apprezzato questa dolce altalena che allontana e avvicina Manhattan. Se così fosse, al tramonto, il mio consiglio (tranquilli, è gratis lo stesso) è di incamminarvi per il ponte di Brooklyn. La vista alle vostre spalle è mozzafiato. La passeggiata lunghetta (tornate poi con il taxi).
Leaving New York, never easy cantano i R.E.M. Ma I'm here again canta Thelma Houston.