Le meravigliose eco-bag giapponesi griffate Hirocoledge.Ampia, robusta, pieghevole e, soprattutto, ecologica.
Da qualche anno in Giappone un vero e proprio esercito in gonnella si è armato di
eco-bag, dando vita a un movimento ecologico con l'intento di ridurre drasticamente l'emissione di CO2 dovuta all'eccessivo utilizzo dei sacchetti di plastica.

Presentando alla cassa del supermercato la propria
eco-bag (in Giappone affettuosamente chiamata anche
my-bag), si riceve una card; ogni volta che si rinuncerà al sacchetto di plastica, su di essa verrà apportato un timbro. Completata la card, si verrà omaggiati di 100 yen di sconto.
Nel 2007 in Giappone l'
eco-bag è stata riconosciuta come l'oggetto di maggior successo regalato in occasione della
Festa della Mamma. Passata alla storia la geniale operazione commerciale della famosa stilista inglese
Anya Hindmarch che, nel luglio dello stesso anno, ha lanciato la sua "
I'm NOT A plastic Bag". Messa in vendita al costo di 2000 yen (circa 16 euro) in edizione limitata, questa
eco-bag è inaspettatamente diventata in pochi giorni un vero e proprio oggetto di culto, godendo inoltre del supporto mediatico di diverse celebrità in tutto il mondo.
Keira Knightley ritratta sulle strade di Londra, dal sito ufficiale di Anya Hindmarch.Stessa strada è stata intrapresa un anno prima dalla nostra Benetton, che da sempre può contare su un massiccio numero di sostenitori nel Paese del Sol Levante. Con le sue coloratissime
eco-bag pieghevoli, in vendita all'incredibile prezzo di 500 yen (circa 4 euro), nel giro di un anno ha superato il milione di pezzi venduti.
Le eco-bag di Benetton in vendita su Rakuten.Per le strade di Shibuya, tra le
my-bag più gettonate c'è sicuramente la sobria e capiente
reusable tote di
Dean and De Luca, il grocery store più chic di NY, soprattutto nella sua versione
full black.
Grazie a the City per aver ispirato questo post ^^