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10 March, 2010

La famiglia Lauren

Hp de sito Ralph Lauren

Ogni volta che sento parlare di famiglie ebree immigrate a New York penso al mio film preferito di tutti i tempi, C’era una volta in America. Sono stata dentro l’Excelsior di Venezia per vedere la Sala degli Specchi, quella in cui Noodles balla con Deborah il loro addio o a Delancey Street, dove furono girate alcune scene. Ma torniamo al 1939 e alla famiglie. Nasceva a New York, nel Bronx, Ralph Lifschitz in arte Ralph Lauren. Ralph creerà nel 1967 la nota linea di abbigliamento con il marchio che raffigura il cavallino con il giocatore: la Polo Ralph Lauren.

Immagine profumo Ralph Lauren

Il resto è abbastanza noto: fu il primo ad aprire un negozio da uomo dentro i mitici magazzini Bloomingdale e all'inizio degli anni 70 reinventò il taglio della camicia maschile adattandola al femminile. È considerato il 158° uomo più ricco del mondo. Chi è passato per New York avrà sicuramente fatto un salto in uno dei suoi perfetti negozi, primo tra tutto quello sulla Fifth Avenue (al 575). Anche solo in nome di Rachel, il personaggio di Friends interpretato da Jennifer Aniston, che lavorava appunto in uno di questi Store.

"Rachel" di Friends

Ma la cosa davvero interessante della storia di famiglia è quella che riguarda la figlia di Ralph. È lei che qualche anno fa ispirandosi al film "La fabbrica di cioccolato" aprì a Manhattan il negozio di caramelle più grande del mondo: Il Dylan Candy Bar.

Dalla locandina del film


Dal sito dello store

15 mila metri quadri dedicati a lecca lecca e cioccolatini, ma anche prodotti per il corpo e abbigliamento mooolto dolci.


Dal sito dello store

Io suggerisco l’esfoliante alle zucchero e la maglietta con la scritta "voglio una caramella" in tutte le lingue.

Dal sito dello store

Dal dolce all'amaro: il figlio dello stilista, invece, è il fidanzato storico di una cugina delle gemelle Bush.

Direttamente dalla fotocamera di Dede che ringrazio per il gentile invio last second ecco qui Rugby Ralph Lauren:
Pubblica post

26 February, 2009

Giorgio on my mind


Nel mese di febbraio, tra i blogger che scrivono su New York se ne è aggiunto uno d’eccezione: Giorgio Armani. Il blog The Moment dedicato alla moda sul NYT ha, infatti, ospitato una serie di post del noto stilista.

Sarà perché è nato lo stesso mio giorno, sarà perché ultimamente le mie passeggiate si sono sempre concentrate al di sotto della quarantaduesima, oggi mi concedo un salto nella strada più lussuosa di Manhattan, in occasione (ne hanno parlato in tanti) dell’apertura del palazzo Armani a New York.


Gli architetti che si sono occupati del progetto (due qualunque, si tratta solo di Massimiliano e Doriana Fuksas) hanno concentrato le loro energie sulla scala: davvero un’opera d’arte, sembra di stare al Guggenheim. Inutile dire, che è il collegamento tra i vari piani di questi 4.000 metri quadri dedicati a donne e a uomini stregati dal Made in GA. All’ultimo piano, immancabile, una splendida terrazza, con Central Park sul fondo e il ristorante (cucina innovativa e raffinata, proposta da Lorenzo Viani e dal suo Chef). A Milano, Armani ospita il ristorante Nobu di cui ricordo un eccezionale merluzzo al miso nero, che qui a Manhattan ha diverse sedi, più a "sud".

Trovo imperdibile il video che riassume tutti i lavori, dalla stretta di mano al taglio del nastro. Nonché i numerosi Vip accorsi per l’evento, da Ricky Martin a Vittoria Beckham:



Ora la Fifht ha la sua griffe in più. Ma la domanda sorge spontanea: chi invece si è fatto da parte? Secondo le mie ricerche al 717 della Quinta, fino a qualche anno fa c’era la sede Merryll Linch, banca d'investimento con sede a New York.


Va ricordato che Giorgio ha fatto una cospicua donazione al The Fund for Public School in occasione dell'inaugurazione del suo concept store e che quelli del PETA, hanno manifestato fuori dallo store (pare che Giorgio si fosse impegnato a non utilizzare pellicce per le sue collezioni... e invece).


In ogni caso, benvenuto Giorgio. Sicuramente, dopo aver letto il post di Zen sullo store Armani a Tokyo hai voluto aprire anche qui, per dare modo anche a The City di scrivere sullo stesso argomento. L'ho capito solo ora. Grazie di cuore.
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