Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...
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venerdì 2 febbraio 2018

Quando scrivere è terapeutico....


Nel blog scriverelavita
si parla di un bellissimo progetto
di Writing Therapy.

Non potevo non condividere
quanto scritto nel post di Rosalia
ricordando 
con affetto ed emozione
le mie compagne di scrittura Laura Lorella Manuela Maria Pia
e la psicologa Tatiana
nel progetto del laboratorio di Scrittura Espressiva 
organizzato dall'Irst di Meldola 
per i  pazienti
e dal quale è nato 


venerdì 3 novembre 2017

Sentieri di parole ... il libro



Questo è il libro "nato" dal laboratorio di scrittura espressiva
Sentieri di Parole che l' Irst IRCCS di Meldola 
mette a disposizione dei propri pazienti.


Dalla prefazione della dott.ssa Tatiana Bertelli
....
... L'obiettivo del lavoro non è produrre dei "bei testi", degli scritti che abbiano un " valore letterario", ma quello di offrire al paziente un tempo in cui prendersi cura di sé, un momento piacevole per staccare, ma anche porre riflessione, su una quotidianità che implica fatica. Il laboratorio rappresenta uno spazio per ciascuno in cui manifestare se stesso nella propria interezza, facendo emergere la propria personalità e le proprie emozioni, un luogo in cui sperimentare una modalità che rende possibile la rielaborazione delle proprie esperienze di vita, un'occasione di incontro, confronto e condivisione con un gruppo di persone che sta vivendo un'esperienza analoga.
...
Da questo gruppo (edizione 2015), un gruppo di sole donne, a dir poco "vulcaniche" (nella scrittura, nella chiacchiera, nell'intensità, nella strabordante simpatia) è emerso il desiderio di PORTAR FUORI i testi prodotti: fuori dalla sala dell'Irst in cui si scriveva, agli altri pazienti e a chi vi gira intorno, ma anche fuori dalle proprie mura interiori, quelle dell'implosione, della solitudine, dei pregiudizi, della fatica difficile da condividere.
....
Sono testi che parlano, qualche  volta, di malattia, molte altre volte di quotidianità.
...
Sono testi pieni di VITA. Di voglia di vivere.


Il ricavato del libro va all'Irst IRCCS di Meldola per progetti di umanizzazione delle cure.

Il libro lo si può trovare in libreria ma anche negli store online, qui oppure qui, oppure qui oppure qui ecc ecc.


Azzurrocielo

Ps: io sono orgogliosamente una delle cinque donne 

martedì 7 marzo 2017

Eccoci.... il nostro libro!

   Domani sarà il giorno della presentazione 
del nostro libro
Sentieri di Parole
frutto del laboratorio di scrittura espressiva 
che l'Irst di Meldola
organizza per i pazienti
Il nostro gruppo è formato da 5 donne 
diventate amiche
 ne avevo parlato qui  qui .

Per maggiori dettagli dell'evento lascio il link



Ps: vado a "prepararmi"...sono leggermente tesa....

Azzurrocielo

lunedì 8 febbraio 2016

Una sera ci incontrammo...

Una sera ci incontrammo ma il nostro non fu propriamente un incontro galante.
Fu sotto la doccia. Lei dopo una calda giornata estiva trascorsa in ufficio, aveva bisogno di  rilassarsi. Sotto l’acqua che scorreva,  mentre si passava la mano insaponata sul seno, si fermò.
Oh, cavolo! Forse mi aveva scoperto! 
E dire che avevo fatto di tutto per passare inosservato, mica le avevo dato fastidio 
 Non le procuravo nessun dolore, neppure il minimo doloretto che le facesse pensare che ci fosse qualcosa di strano.
La mano ripassava sopra al nodulo, sopra di me insomma, indugiava incredula, poi passava a toccarsi l’ascella.
 Ecco, a questo punto se le sue dita fossero state esperte,  si sarebbe accorta che lui, il linfonodo che sta di sentinella, era KO.
 La sentinella era stata attenta. 
.Cosicché decisi di rimanere al mio posto ma  mi nutrivo per diventare sempre più forte e grande.
Lei, ancora sotto la doccia, si fermò a pensare.
 Finì  di sciacquarsi e se ne andò a letto, ma forse ancora non credeva alla mia presenza.
La notte si girò e rigirò nel letto senza riuscire a dormire ma sapevo che stava pensando a me.
Nei giorni successivi dita e mani esperte mi tastarono, mi misurarono, poi mi fotografarono, a lei   perfino fecero dei tatuaggi per delimitare quanto fossi grande.
Poi un mattino, arrivò una sorpresa
. Un liquido rosso potente,  mi schiaffeggiò, mi distrusse un pezzettino alla volta, periodicamente.
 Poi ne arrivarono altri due, implacabili liquidi che mi tolsero perfino  quello di cui mi nutrivo.
Mani esperte continuarono puntualmente a tastarmi e misurarmi.
 Di me ormai però non rimaneva quasi nulla, se non qualche frammento e... un peduncolo che tenevo nascosto, 
ah! questo non lo avrebbero visto e sarei ripartito da lì, proprio da quella piccola parte sfuggita a mani esperte e macchinari.
Credevo fosse così.
 Ma poi un liquido che le iniettarono dove io ero stato per un pò di tempo indisturbato, mi illuminò davanti ad un macchinario e proprio quel mio peduncolo fu scoperto.
Nel momento in cui mi separarono da lei, mi trasformai in un pensiero e mi nascosi nella sua anima. Io ero, in fondo, una parte di lei.
D'accordo ero una parte un pochino anarchica, non avevo rispettato le regole alle quali le altre cellule di lei  diligentemente ubbidiscono.
 Ma io ero, in fondo, come ho già detto una parte di lei e il nostro incontro fu speciale, perché riuscii a cambiarle la vita. Niente per lei fu come prima di conoscermi, ma molto fu meglio di prima.

venerdì 10 luglio 2015

Tenerezza

Ieri sono stata all' irst di Meldola.
Entro e noto appena entrati prima di me
un uomo e una donna anziani
che si tenevano per mano.
Si guardavano, in mano avevano una ricetta rossa
e si guardavano
con un tenero sguardo spaurito  ....

Prontamente li ha avvicinati uno dei volontari dello Ior
che sono preziosissimi quando arrivi
per la prima volta e non sai dove andare
nonostante tutte le scritte di indicazione, 
ma si sa che una diagnosi di cancro
ti stordisce, almeno inizialmente
e io personalmente ero pure un pò rincitrullita
Perciò GRAZIE ai volontari Ior .

Tornando alle due persone di prima
ecco, mi sono commossa.
E' stato lo sguardo di complice tenerezza
tra di loro
dovuto sicuramente ai tanti anni di Vita passati insieme
a quel "capirsi" anche senza parlare
a quella loro Paura di una situazione nuova, grande
nella quale si sono trovati catapultati.
Se ti viene detto che hai il cancro e sei giovane
magari
ti scatta l'incazzatura , quasi automatica, hai questa rabbia 
che ti fa affrontare le terapie a muso duro
per me almeno è stato così,
ma se sei anziano accetti il cancro 
con rassegnato fatalismo
nel Day Hospital
ne ho trovato tanto 
nelle persone più anziane
"..E' così, che ci vuoi fare?"
mi dicevano.
Si, certo è così non ci posso far nulla 
al fatto che abbia incontrato il k 
sul mio cammino 
ma mi ha fatto arrabbiare tanto tantissimo...
anche ora sono un pochino meno arrabbiata
ma mica tanto però...

L'immagine di quelle due persone anziane 
che si tenevano per mano 
per rassicurarsi, per non sentirsi soli
per affrontare una  nuova sfida della Vita
mi è rimasta nel cuore...


La tenerezza è il linguaggio segreto dell'anima
Rudolf Leonhardt

giovedì 7 maggio 2015

Sentirsi ... "a casa" ....

Sempre uguale:
Arrivo, parcheggio, mi dirigo a piedi verso l'entrata;
oltrepasso il cancello e 
arrivo di fronte alla porta automatica
si apre, due passi e si apre l'altra porta
qualche passo 
saluto con un "buongiorno! " il ragazzo in portineria
ancora qualche passo
arrivo al totem
eccomi ... mi sento "a casa"

Dove sentirmi "a casa" non 
si identifica  col "essere a casa", "essere dove si vive"
ma
essere " a casa"  è, cioè, in quel  luogo nel quale ti senti 
protetta, nel quale ti senti al sicuro
perchè sai che c'è qualcuno che si occuperà di te...

Ed è così che mi sono sentita e che mi sento ogni
volta che ritorno all'Irst a Meldola.


domenica 19 aprile 2015

il mio albero... ovvero .To hug a tree !

l'ultima volta che l'ho visto
è stato tre settimane fa
quando ero stata all'Irst a Meldola.
Ne avevo scritto
quando era ancora addormentato 
nell'inverno.
Ma giovedì quando gli sono passata sotto 
i rami 
con l'auto, mi sono fermata


l'ho ammirato
e mi sono detta : "finalmente 
lo rivedo con le prime timide tenere foglioline 
della primavera"

aspettavo questo momento:
per me ha un significato particolare
questo albero..il mio albero...
ne avevo scritto qui

rivederlo alto imponente con lo sfondo di 
un cielo azzurro così bello...
quando i rami si stanno colorando di verde
con le foglie...
allora penso che ...
beh... amo la Vita!!!

Avrei voluto abbracciarlo
ma , ve lo immaginate se mi avesse poi visto qualcuno ???
Non è semplice spiegare che 
potrei abbracciare il mio albero
per ricevere la forza da questo abbraccio...




martedì 17 marzo 2015

E' successo in DH ... tempo fa

Sempre dalla sacca dei ricordi...

Percorro il corridoio del Day Hospital
accanto all'infermiere col sorriso che mi è venuto a chiamare
in sala d'attesa.
Un corridoio che all'inizio, alle prime terapie mi sembrava lunghissimo
forse inconsciamente lo paragonavo al percorso
che dovevo fare per curare il mio cancro...
Entriamo nella stanza , mi siedo in poltrona
e mi guardo attorno.
 Guardo il cielo azzurro fuori dalla finestra  
il cielo, 
il mio cielo azzurro....
Stanza 23....
C'è la signora ultraottantenne
incredula che alla sua età debba anche combattere 
un cancro.
Ha avuto tante vicissitudini nella sua vita
ma mai avrebbe pensato che le sarebbe
capitato anche un cancro...
E dillo a me, ho pensato io...

Poi , nel letto di fronte  c'è una donna
un pò più grande di me
forse qualche anno in più.
Ha la testa spelacchiata, i capelli le sono caduti
non tutti o forse le stanno ricrescendo piano piano
Sfoggia la sua testa con naturalezza
Mi fa tenerezza vederla senza capelli
mi fa ripensare a qualche mese prima
quando anche io avevo una testa spelacchiata
ma che portavo  sempre coperta
da una bandana o un foulard
Mai sarei riuscita  a sfoggiare la 
mia testa pelata...
mai mi sono guardata allo specchio in quei mesi...
I nostri sguardi si incrociano
ci sorridiamo
con tenerezza, ci comprendiamo,
forse i nostri pensieri sono all'unisono
forse lei , vedendomi, pensa che fra qualche mese
riavrà i capelli, magari anche più belli di prima
ce li siamo meritati dei bei capelli!

Poi, nell'altro letto c'è una signora , distinta, 
capelli lunghissimi, belli, sembrano quasi veri...
Passa quasi tutto il tempo al cellulare
conversando e programmando una serata
a cena in pizzeria con gli amici...

La vita che scorre, la vita che modelli attorno ai tempi
delle terapie , degli effetti collaterali, delle visite, delle analisi,
dei vari controlli,
perchè il tuo tempo è assorbito dal prenderti cura di
te stessa e cercare di sconfiggere il cancro,
il tuo tempo
 che ora ha avuto un cambiamento di rotta
e che se, fortunatamente riavrai, 
dovrai riconvertirlo
e sarà come riprogrammare la Vita...

mercoledì 4 marzo 2015

Calma apparente...

Calma apparente.. E' lo stato in cui mi ritrovo ultimamente.
Ci sono giorni che svolazzano leggeri
ricchi di impegni di lavoro, impegni la sera con gli amici
con la famiglia, 
ma poi 
basta un niente, a volte anche solo una parola
e questa sorta di calma apparente svanisce.
Mi si scatena un tornado dentro
quasi da togliermi il respiro
 da farmi piangere a dirotto con le lacrime 
che scendono incontrollate
infinite
con il respiro che sembra strozzarsi in gola
 e con  l' aria che sembra non riesca a passare 
ed arrivare nei polmoni...

E' quello che mi è successo nel pomeriggio di ieri
mentre ero sui sentieri di parole....

Mi sono sentita persa, in questo tornado che mi si era scatenato.
Mi sono sentita improvvisamente sola e abbandonata.
Ora.
So che non è così , ma saperlo è una cosa e sentirlo in certe circostanze è un'altra cosa.

Ho combinato un mezzo casino , ma per fortuna
con me c.'era la dott.ssa T.che trova sempre le parole giuste da dirti per aiutarti

e poi c'è stato il mio oncologo, che riesce sempre a trasmettermi positività
e a tranquillizzarmi.
Mi sono bastati due minuti, e con le sue parole mi sono calmata
 per riprendere fiato e ritornare sui miei passi lungo i sentieri di parole.

La melma in fondo al pozzo è sempre lì , mentre a fatica risalgo verso la luce.
A volte , come ieri risprofondo, ma poi cerco e trovo una mano a cui aggrapparmi
che mi aiuta e accompagna nella risalita.

Tante sono le mani che trovo tese attorno a me, 
Grazie, ad ognuna di queste mani...

ora aspetto giorni leggeri, perchè ne sono sicura, ci saranno


martedì 17 febbraio 2015

Un pomeriggio di pensieri leggeri...

l'ho trascorso oggi all'Irst al laboratorio di scrittura espressiva
Sentieri di parole....
ed è proprio su questi sentieri che ci siamo incamminate,
a volte ci siamo fermate.
Ma quello che mi piace  è che tutto il gruppo è formato da persone speciali, 
persone con le quali si condividono esperienze simili di  percorsi di Vita.
Perchè c'è sempre del positivo in ognuno, 
magari i pensieri, le emozioni che si scrivono di getto
sono enormi, hanno un "peso" non indifferente
ma poi ci si ironizza sopra, insieme, 
e tutto può diventare più leggero.
Ognuna ha il suo fardello, ma nel gruppo i pesi si distribuiscono 
e il mio fardello  diventa più sopportabile
Oggi avevo bisogno di pensieri leggeri
e grazie alla dottoressa T.,  che ci ha guidate su questi sentieri di parole, 
li ho trovati.

martedì 3 febbraio 2015

Sentieri di parole ....

E' il nome del Laboratorio di scrittura espressiva
organizzato dall'Irst di Meldola per i suoi pazienti..
E' sera, sto ritornando a casa
dopo l'incontro
in cui ho  riso, scritto, riflettuto su me stessa, 
pianto .
Le "compagne di scrittura" non sono le
stesse dell'altro mini laboratorio di soli 4 incontri 
a cui avevo partecipato in maggio
(ne avevo scritto qui )
ma mi sono sentita subito a mio agio
e in sintonia con ognuna di loro.
Credo che il cancro mi abbia cambiato anche 
nell'essere più aperta (io sempre stata timidissima)
verso gli altri.
Più  facile, ovvio se sono persone con le quali
puoi condividere
sensazioni , situazioni , sentimenti particolari
in questo particolare percorso che 
abbiamo fatto o stiamo facendo.
Dopo il brano e le indicazioni guida della dott.ssa B.
lascio che la mente e il cuore scrivano 
quello che nel profondo o nel meno profondo 
di me stessa sostano dormienti
fino a quando una frase, una poesia , un brano 
li fanno  riemergere prepotentemente 
e devi scriverli, fissarli con la penna o la matita  su
un quadernetto
e li voglio leggere per rendere partecipi e condividere con altre
queste angosce , queste gioie, questi ricordi dolorosi o festosi.
Poi torno a casa con un tornado dentro l'anima,
si è smosso il mondo, è come se tutto si fosse
spezzettato in tante parti ed ogni parte deve trovare 
la collocazione giusta.
Sulla strada del ritorno,   la campagna intorno
non ha forma nè colore avvolta nel buio della sera, 
illuminata dalla luna piena.
La guardo di sfuggita anche se vorrei fermarmi per 
ammirarla, guardare le stelle
e respirare in questa serata l'immensità bella e brutta dell' Universo
  

martedì 13 gennaio 2015

L'importanza delle parole ... . "ci prenderemo cura di te"


Stavo riflettendo riguardo ad un articolo
pubblicato sul corriere di qualche tempo fa
qui..

Niente di più vero.
L'ho provato io stessa:il bisogno di 
raccontare , di parlare e di essere ascoltata, 
è inarrestabile. .

Probabilmente anche per la difficoltà 
che trovi in chi ti sta accanto
che, certo involontariamente, non 
riusce  a capire cosa si prova 
veramente quando si ha un cancro.
(L'ho scritto qui   )

 Il risultato è che , dopo , che mi sono  tenuta dentro
tutto, nei sei mesi di chemioterapia,neadiuvante
 prima dell'intervento
ho iniziato a scrivere,  a parlare, a raccontare
come un fiume in piena
iniziando da (qui)  e
talmente era grande questo bisogno 
che ho aperto questo blog
  
Sono comunque stata fortunata nell'aver trovato
medici che mi hanno ascoltata, 
sempre, senza mai darmi l'impressione di avere fretta.
lasciandomi parlare ... parlare....parlare....
raccontare dei dubbi, delle paure
Ma ho anche ascoltato e
quando avevo bisogno di essere rassicurata
ho trovato nelle parole dei medici
quella rassicurazione che cercavo
.
Ci stavo pensando la settimana scorsa 
quando sono stata al controllo dal cardiologo dell'Irst.
Ricordo la prima visita fatta proprio da lui
prima ancora di andare dall'oncologo.
Già mi agito quando mi si misura la pressione 
in condizioni normali, 
figuriamoci quanto sarà stata in quell'occasione a 
qualche giorno dalla diagnosi di cancro!!
E proprio in quell'occasione il cardiologo mi disse
una frase che mi tranquillizzò non poco:
"non preoccuparti , noi ci prenderemo cura di te"

E c'è una grande differenza da un  "curare"  ad un  "prendersi cura"  

martedì 6 gennaio 2015

Appoggiare i piedi sulle certezze.....

Ok. 
Passata la mazzata ricevuta l'altro giorno al Pronto soccorso, 
penso a quello che mi ha detto il medico
che, fra parentesi , credo fosse un angelo vestito da medico chiusa parentesi.
Avevo voglia di un pò di tranquillità, è vero. 
ma ,appena mi rilasso un attimo
zàcchete !!!
qualcosa arriva
e allora...lasciamo perdere la tranquillità
non esiste e va bene così, continuerò ad essere 
inc...ata ancora con 'sto cancro.
C'è di peggio, lo so.
La trombosi la risolviamo, lo so.
Devo concentrarmi e appoggiare i piedi sulle certezze.
Al momento non c'è ripresa della malattia.
E questa è una certezza.
E questa è una fortuna
una grande fortuna
un'immensa grandissima fortuna..
ok.
Poi l'altra certezza è che, anche se finirò presto le terapie 
e non dovrò andare all'Irst a Meldola con la frequenza
con cui ci sono stata finora,
i controlli continueranno, ogni 6 mesi .
Ok. so già che arriverò alla fine dei 6 mesi con i capelli dritti
stressatissima agitatissima
ma ci arriverò e troverò l'oncologo  
che, spero possa tranquillizzarmi dandomi 
buone notizia e  conferme.
E aver trovato degli oncologi fantastici
è una fortuna e una certezza.
ok.
Poi c'è la mia famiglia, tutta. 
Su cui posso sempre in qualunque momento contare.
Poi qualche amica,
Poche, alcune sono sparite a gambe levate quando 
hanno saputo del cancro, ma questo è noto:
il cancro spaventa come se fosse una malattia contagiosa
e non aver a che fare con pazienti oncologici 
probabilmente è come avere un amuleto 
in tasca contro questa malattia.
Ma di questo ne scriverò in un altro momento.
ok.
Poi c'è il coro.
Ognuno di loro mi è stato vicino sempre  e
 per questo ognuno di loro occupa un posto particolare nel mio cuore

Poi le cose succedono è vero , capitano a tutti,
magari quando ti capita sei un tantino stanca e vorresti un pò di pace,
ma c'è di peggio.
E mi ritengo fortunata .
Sono veramente una persona fortunata. 

E appoggio i piedi sulle certezze ...
o almeno ci provo

martedì 30 dicembre 2014

il mio albero... di nuovo.....

Ne avevo già scritto  qui a metà agosto.
L'albero che , incontro sulla strada per l'Irst di Meldola,
che segna più o meno la metà del tragitto, 
e segna il Tempo
la Vita
che trascorre
e che cerco di riacciuffare...
Qui  lo avevo visto di un verdissimo
rigoglioso verde estivo, 
poi
il Tempo passa
e me lo sono ritrovato un mese fa
così




mentre stava preparandosi al riposo invernale


e vedendolo così
non potevo non guardarmi indietro 
e ripensare a quanto Tempo e Vita 
c'era stata 
dal verde estivo al giallo autunnale
del mio albero
Avevo fatto la riabilitazione per il braccio
la radioterapia
e avevo continuato con le terapie ogni 21 giorni 
di Herceptyn.

Tanta strada, tanta Vita 
 .

Ieri sono stata all'Irst per la manutenzione straordinaria 
del Picc per cercare di tenerlo efficiente 
almeno fino alla fine delle terapie: ne mancano solo due

e il mio albero ora è a riposo
col suo grigiore nel riposo dell'inverno
ma ha sempre un suo fascino per me


non è bello e rigoglioso come
in estate
ma lo sarà di nuovo
e il pensiero che lo 
rivedrò fra qualche mese
di nuovo verde e pieno di foglie
magari quando andrò
all' Irst per i controlli in follow up
mi riempie di speranza...

La Vita
che scorre
nonostante tutto

lasciandosi alle spalle i ricordi i dolori 
la sofferenza del corpo e dell'anima..

e scandisce il Tempo

che ho rischiato di perdere
e che mi è stato ridato
e che in qualche  modo devo vivere

sabato 20 dicembre 2014

L' importanza delle parole .... buona giornata



Ci sono parole hanno che un "peso"
parole che non lasciano indifferenti
soprattutto quando sei un paziente oncologico.

Ci sono frasi che ti feriscono
(qui , ad esempio, ma ne potrei fare un elenco piuttosto lungo)
ed è per questo che diventi più attenta 
a quello che ti viene detto.
Mi sono sentita dire frasi assurde, 
ma di questo ne scriverò in un altro momento
perchè oggi vorrei scrivere
invece di quelle  frasi giuste , quelle, per intenderci, che ti 
fanno stare bene.

Quando ho iniziato ad andare all'irst a Meldola 
per curare il cancro, mi ha colpito il fatto che 
spesso lì ti senti dire " buona giornata"
che può sembrare banale  
ma che mi ha sempre fatto riflettere.
Io vi ho letto  un significato grandissimo
perchè quando sai che hai il cancro ci sono
due parole che perdono significato "tranquillità" e " futuro".
Il futuro lo pensi in termini di brevissimo tempo 
e quindi mi sta bene che mi si dica "Buona giornata"  
perchè era così che vivevo: giorno per giorno;
ogni giorno un passo, un passo dopo l'altro.

E la giornata era il tempo più lungo a cui pensavo: 
ogni giorno che passava aveva una sua storia , 
una fatica, un dolore, ma anche una gioia.
Ragionavo quindi in termini di "Giornata"
e sentirmi augurare di passare una " buona giornata" era
l'augurio più grande che mi si potesse fare in quel periodo.

E arrivai ai giorni precedenti ilNatale, incazzata al massimo per 'sta storia 
del cancro, facendo la chemio una volta alla settimana.

 Era il 24 dicembre, ed aspettavo il mio turno per fare gli 
esami per l'infusione di chemio che avrei dovuto fare 
il 27 , dopo le feste.
Stavo bene attenta a quello che le infermiere dicevano, nessuna di loro 
faceva gli auguri di Buone Feste o Buon Natale
se non rispondendo ai pazienti che per primi facevano loro gli auguri.  
E questo, scusate,   mi sembrava un gesto di grande sensibilità.
Perchè io, personalmente , non avevo voglia di  sentirmi fare gli auguri
ma sentirmi augurare un "buona giornata" questo sì ,che aveva senso.

Quel 24 dicembre mi chiamò l'oncologo , il dott. Esse. 
per dirmi che gli esami non andavano bene 
e che , quindi avrei saltato quella  settimana la chemio e 
prima di chiudere la telefonata, pur essendo la vigilia di Natale
mi disse "ti auguro una buona giornata"
"grazie dottore, buona giornata anche a te" 






mercoledì 26 novembre 2014

ospite di una rubrica del blog ....






in breve, un pò della mia storia





Nella rubrica  "Punto di svolta" del blog amichescrittrici.blogspot.it 





giovedì 13 novembre 2014

.... sto uncinettando ....



Sto preparando le mie granny
per questo progetto.
La settimana prossima sarò all'irst
per alcune visite
e ne approfitterò per consegnarle
ma
anche se uncinetto 
il cervello è sempre in modalità bradipo!!!!
le mani sono trooooppo lente
ufff....