Mi
sento un po’ una donna d’altri tempi quando sminuzzo grandi quantità di frutta
e armeggio con zucchero e pentoloni per preparare le marmellate e se la sola
idea fino a qualche anno fa mi faceva inorridire, ora mi fa sorridere ….
Ho
scoperto che tenermi impegnata con questa attività mi fa bene e difatti ogni
volta mi ritrovo estasiata nell’ammirare la frutta che lucidata dallo zucchero
in cottura, assume colorazioni via via più scintillanti, mentre schiuma e borbotta,
inondando la cucina di un profumo avvolgente e dolciastro, a dir poco irresistibile ….
Così
non appena ho trovato delle fragole belle e intensamente aromatiche, non ho resistito alla
tentazione di conservarle in un vasetto trasparente di vetro
seguendo
la ricetta di C. Ferber, la regina alsaziana delle confetture che prepara
delizie “marmellotose”, suddividendo i tempi di preparazione in due o tre step
per altrettanti giorni, riuscendo così a ridurre notevolmente i tempi di
cottura, a vantaggio di un gusto finale molto più fruttato e meno “caramellato”
rispetto a quello delle metodiche classiche.
L’unico
handicap, se così possiamo definirlo, è che prevede una dose massiccia di
zucchero con la finalità di favorire una gelificazione più veloce della frutta
in cottura che io ho ridotto (come lei), poiché sapevo, prima ancora di
iniziare, che avrei consumato in breve tempo la confettura e così è stato ….