Ho impiegato ben 3 anni a scrivere questo post, da quando cioè questo blog è nato, 3 anni fa tra qualche giorno per l'appunto.
L'ho cominciato e messo da parte non so quante volte, l'ho scritto nella mia mente, poi l'ho buttato via, poi ci sono ritornata.
Non per la complessità della ricetta, decisamente no, ma perchè la zuppa di fagioli e castagne era uno dei piatti preferiti di mio nonno.
Non volevo scrivere un post melenso e sciancacore con lacrime, abbracci e fazzoletti alla Raffaella Carrà, ma neanche mi piaceva l'idea di sorvolare sull'argomento.
Allora lasciatemi ricordare di quando in un piovoso pomeriggio d'inverno di almeno 25 anni fa a bordo della sua 126 bianca targata NA 897019 girammo tutta la città alla ricerca disperata delle castagne secche e lasciatemi anche sorridere ricordando i suoi improperi quando volevano a tutti i costi rifilargli le castagne del prete, più umide e poco adatte alla zuppa di fagioli.
Allora castagne secche e castagne del prete mi sembravano assolutamente identiche e non riuscivo proprio a spiegarmi la sua ostinazione, mi ci sono voluti più di 25 anni per capire.
ZUPPA DI CASTAGNE E FAGIOLI
per 4 persone
300 g di fagioli secchi tipo borlotti
100 g di castagne secche
olio
sale
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
1 pezzetto di pancetta
Mettere i fagioli e le castagne ammollo in 2 recipienti separati per almeno 1 notte.
In 2 tegami separati lessare ben al dente le castagne ed i fagioli ciascuno con una foglia di alloro.
In un tegame abbastanza capiente mettere un filo d'olio un po' di pancetta a pezzetti piccoli e far rosolare insieme ad 1 spicchio d'aglio, eliminare l'aglio ed aggiungere le castagne ed i fagioli con i loro liquidi di cottura. Portare a cottura.
Se vi piace potete passare qualche fagiolo per ottenere una zuppa più cremosa.
Completare con un filo d'olio
3 anni di gestazione
giovedì 10 novembre 2011
Pubblicato da Lydia 29 commentialle 06:05 29 commenti | Posta un commento
un post che mi sta a cuore
martedì 18 ottobre 2011
Pubblicato da Lydia 21 commentiOttobre è il mese della prevenzione dei tumori al seno e come l'anno scorso sento il dovere di ricordare soprattutto a me stessa, ma anche agli avventori di questo blog, che una buona prevenzione si fa anche a tavola.
Non sono un medico e mai mi permetterei di sostituirmi a chi ne sa più di me e a questi studi dedica la sua vita, ma oramai è arcinoto che le cattive abitudini alimentari, che l'abuso di alcool, che il sovrappeso, che mangiare molti grassi animali, molte carni rosse e zuccheri raffinati, aumentino la predisposizione a certi tipi di tumori.
Quindi accolgo con gioia l'appello di Stella e pubblico oggi una ricetta "sana" impegnandomi a mangiare in maniera sana tutti i mesi dell'anno, non solo quello di ottobre.
Perchè sano e gustoso non sono il contrario l'uno dell'altro.
Se volete saperne di più ed approfondire l'argomento vi consiglio di leggere le 10 regole d'oro per prevenire il cancro diffuse dal WCRF, il fondo mondiale per la ricerda sul cancro, e di consultare il sito della campagna Nastro rosa
ZUPPETTA DI CECI, TOTANI E ROSMARINO
per 4 persone
250 g di ceci secchi
1/2 kg di totani già puliti
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di sale
Mettere i ceci in ammollo per 7/8 ore, lessarli in acqua con 1 rametto di rosmarino o utilizzare la pentola a pressione (io li cuocio per 15 minuti dopo il fischio).
In un tegame con un cucchiaio d'olio mettere uno spicchio d'aglio e quando l'olio si sarà riscaldato aggiungere i totani a rondelle, fateli cuocere lo stretto necessario evitando che induriscano.
Passare al passaverdure metà dei ceci e mettere i ceci ed il passato di ceci in un tegame sul fuoco, aggiungere un po' del liquido dei totani e fate insaporire.
All'ultimo momento aggiungere i totani tagliati a pezzetti e qualche ago di rosmarino, controllate il sale, se dovesse servire aggiungetene lo stretto necessario, e servite la zuppetta con un filo d'olio a crudo
alle 06:06 21 commenti | Posta un commento
tempus fugit
lunedì 23 maggio 2011
Pubblicato da Lydia 32 commentiNon ho intenzione di cominciare un pippone sull'inesorabilità e sull'ineluttabilità del tempo che passa.
Tanto meno mi lamenterò delle mie rughe, degli anni che non tornano ma volano, dei capelli grigi, dei dolori di schiena, degli acciacchi e dei reumatismi.
Non voglio neanche fare una dissertazione filosofica sul concetto di tempo partendo dai paradossi di Zenone, passando per Newton e Leibniz, fino ad approdare alla teoria della relatività di Einstein. Non ne sarei in grado, vanto il primato di essere stata rimandata in filosofia ogni anno del liceo.
Voglio solo dire che ho approfittato di piselli, carciofi e fave fresche, che tra un po' non avremo più, per fare questa pasta.
PASTA MISTA CON PISELLI, FAVE E CARCIOFI
per 4 persone
200 g di piselli freschi già sgusciati
100 g di fave fresche già sbucciate e private del picciolo (le più tenere che trovate)
2 carciofi di medie dimensioni o 1 grande
3 cipollotti freschi
50 g di pancetta o di gambetto di prosciutto crudo
olio extra vergine d'oliva
sale
parmigiano reggiano
300 g di pasta mista
In 3 tegami separati fate appassire i 3 cipollotti (1 per tegame) affettati sottili.
Nel frattempo pulire i carciofi delle foglie esterne e della barbetta interna e tagliarli e pezzetti.
Quando i cipollotti saranno ben appassiti, in uno dei tegami aggiungete la pancetta a pezzetti piccoli e fatela colorare, a questo punto versare nel tegame con la pancetta i piselli, in un altro le fave e nell'ultimo i carciofi.
Cuocere al dente aggiungendo un po' di acqua calda o di brodo vegetale leggero, vedrete che ciascun ortaggio/legume necessiterà di un diverso tempo di cottura.
A questo punto prendete un tegame abbastanza capiente da contenere tutti gli ingredienti, versare piselli, carciofi e fave e i loro liquidi di cottura, salare e portare ad ebollizione, calare la pasta e portare a cottura aggiungendo, quando è necessario, dell'acqua calda salata, mescolando di tanto in tanto, come fareste per un risotto.
Aggiungere una bella grattugiata di parmigiano, lasciare riposare qualche minuto e servire.
La pasta deve avere una consistenza "cremosa" non brodosa
alle 06:05 32 commenti | Posta un commento
la pigrite acuta
lunedì 9 maggio 2011
Pubblicato da Lydia 34 commentiVi è mai capitato di essere colpiti da pigrite acuta?
Voglia di fare nulla, ma proprio nulla nulla, men che mai cucinare, massimo sforzo possibile la lettura di un libro, poco impegnativo però, possibilmente l'ultimo Camilleri, ma anche la settimana enigmistica può andar bene, per carità evitate le cornici concentriche, quelle stancano.
E' inutile che facciate i vaghi e continuiate a fischiettare, so molto bene che nessuno ne è immune.
Per la famosa ennesima legge di Murphy è proprio in questi periodi che si è sommersi da cose da fare e da non poter rimandare, da beghe e noiosi imprevisti di varia natura e da cene...
E quindi, colpita da pigrite acuta, eccomi a razziare il web in cerca di ricette "poco sforzo, tanta resa", la vittima è ancora una volta lui: Gio, che forse ora, poverino, si sentirà pure perseguitato.
Stavolta ho razziato e straziato i suoi pea custard, senza menta però, non la amo
PEA CUSTARD
per 2 persone
350 g di piselli freschi (già sbucciati)
Timo 1 rametto
2 uova
200 g di yogurt greco
Limone, un cucchiaio di succo
Sale
Sbucciate e lavate i piselli. Metteteli a bollire in una pentola con abbondante acqua salata fino a che saranno belli teneri
Scolate e raffreddate con acqua fredda per far conservare un bel colore alle verdure.
In un mixer mettete le tre uova con lo yogurt e il timo e fate andare per qualche secondo. Aggiungete appena un po’ di succo di limone, poco meno di un cucchiaio. Unite quindi i piselli e mixate per qualche altro minuto, finche il composto non diventa omogeneo e leggermente spumoso.
Versate in due pirofile imburrate e cuocete in forno a bagnomaria a 160° per circa 20 minuti.
alle 06:07 34 commenti | Posta un commento
visioni notturne di un'insonne (english version included)
giovedì 28 aprile 2011
Pubblicato da Lydia 36 commentiSDONG!
Questo è il rumore che quasi ogni mattina attorno alle 3 si sente nella mia camera da letto.
Non sono io che rientro sbattendo la porta dopo una nottata di bagordi, nessun topo d'appartamento introdottosi furtivamente, nessun munaciello* trasferitosi a Milano, sono solo i miei occhi che dicono BASTA e SDONG! si spalancano.
Ora, chi come me soffre di insonnia cronica sa bene che è inutile continuare a girarsi e rigirarsi nel letto lottando nervosamente e febbrilmente con Morfeo perchè vi riprenda tra le sue braccia, che è molto più sano e meno snervante dedicarsi ad altro.
Diciamo pure che in questi anni avrei fatto in tempo a prendere una laurea in fisica nucleare ed una in filologia moderna, avrei potuto ricamare a tombolo un corredo a cento e scrivere un romanzo storico sulla Repubblica Partenopea del 1799.
Non essendo mai stata particolarmente ferrata in fisica, non avendo mai preso in mano un tombolo e non essendo una scrittrice, spesso e volentieri quelle sono le ore che dedico al blog, scrivo i post, elaboro le fotografie, penso alle ricette e a volte cucino.
Era da un po' che le mie nottate mi vedevano impegnata a pensare a come utilizzare degnamente le calle del Pastificio dei Campi, una sorta di calamarata tagliata in obliquo.
Se per avventura dovessero mancarvi le calle vi consiglierei di usare un pacchero o un mezzo pacchero.
* nel folklore napoletano il munaciello è uno spiritello dispettoso che vive all'interno di alcune case e che si diverte a nascondere o rompere oggetti, ma spesso anche a farli ritrovare o a lasciare regali
CALLE DEI CAMPI CON PISELLI E CALAMARI SU CREMA DI PATATE E LIMONI
per 2 persone
150 g di calle dei campi
100 g di piselli freschi già sgusciati
200 g di calamari
1/2 cipollotto fresco
olio extra vergine d'oliva
buccia di 1/2 limone non trattato grattugiato
sale
per la crema di patate
1/2 cipollotto fresco
olio extra vergine
100 g di patate
300 g di latte intero
50 g di acqua
sale
1/2 limone spremuto
Preparate la crema di patate.
Lessate le patate con la buccia, nel frattempo fate consumare il cipollotto affettato in un tegame con un filo d'olio (aggiungere dell'acqua per evitare che scurisca troppo).
Quando le patate saranno cotte sbucciatele, fatele a pezzetti e mettetele nel tegame con il cipollotto, copritele con il latte e l'acqua e fatele cuocere una mezz'ora.
Con l'aiuto di un frullatore ad immersione frullate le patate e il cipollotto, aggiungete il succo del limone e salate.
Tenete la crema da parte.
In una padella capiente versate un filo d'olio e mettete a consumare il cipollotto affettato, aggiungete i piselli e fateli cuocere aggiungendo un po' d'acqua e aggiustate di sale.
Nel frattempo pulite i calamari e tagliateli a pezzetti piccoli.
Lessate le calle al dente in abbondante acqua salata, terminate la cottura della pasta insieme ai piselli e ai calamari (avendo tagliato i calamari a pezzi piccoli avranno bisogno di poco tempo per la cottura).
Servite la pasta su un mestolo di crema di patate calda completando con una grattugiata di buccia di limone
ENGLISH VERSION
SDONG!!!!
That’s the noise everybody can hear in my bedroom at 3 a.m.nearly everyday.
It’s not me bumping my head after a busy night. It’s not burglars sneaking into my flat neither are they poltergeists moving along to Milano.
It’s my eyes which get wide open. Those who suffer from insomnia as I, do perfectly know that there’s no point in tossing and turning all night long looking forward to Morfeo to embrace us again. At such a stage, we’d better devote to some other more relaxing activities.
In those years, I may have graduated at University (Physics or whatsoever) or may I have plunged into lace pillow…
As I am not cut out at Physics and nor at embroidering, I devote myself to cooking or writing for my blog when I wake up in the night and cannot get to sleep again.
I have spent most of my nights thinking how to properly use le calle del pastificio dei Campi (kind of calla lily shaped pasta).
Calla lily pasta with peas, squids on a potato and lemon cream
Servings 2
150 g calla lily pasta
100 g fresh shelled peas
200 g squids
½ fresh shallot
Extra virgin olive oil
½ grated organic lemon zest
Salt
For the potato cream
½ fresh shallot
Extra virgin olive oil
100 g potatoes
300 g full fat milk
50 g water
Salt
½ squeezed lemon
Prepare the potato cream.
Boil the potatoes. In the meanwhile, let the shallot gently cook with a little oil, add some water should it darken too much. When the potatoes are ready, peel them, chop them and put them in a pan along with the shallot, cover them with milk and water and let them cook during half an hour.
Liquidize the potatoes and the shallot with a blender, pour in the lemon juice and salt.
Put the cream aside.
In a large pan, pour a little oil and gently cook the shallot , add the peas and let them cook adding water and salt.
In the meantime, clean the squids and chop them in small pieces.
Boil the pasta, when nearly cooked, add the peas and the squids ( they will take very little to cook as they are thinly chopped).
Dish up the pasta together with a spoonful of hot potato cream sprinkling some grated lemon zest.
alle 06:06 36 commenti | Posta un commento
il baccalà viaggiatore (english version included)
giovedì 7 aprile 2011
Pubblicato da Lydia 25 commentiC'era una volta un povero merluzzetto, nato e cresciuto al freddo e al gelo dei Mari del Nord, un bel giorno (o brutto, dipende dai punti di vista) questo povero merluzzetto viene pescato, viene ripulito ben bene, salato e poi essiccato e viene spedito a Napoli attraversando mezza Europa per più di 2000 km.
Il povero merluzzetto, oramai divenuto baccalà, è finalmente felice, pensa di potersene stare un po' tranquillo in panciolle a godersi il sole e il caldo e a strafogarsi di pizza e sfogliatelle.
Invece il povero merluzzetto, oramai baccalà felice, si imbatte in una pazza scriteriata con una collana vistosa e uno smalto alle unghie un po' pacchiano che decide di rimetterlo in viaggio e di riportarlo al Nord, un po' più al Nord.
Dopo l'ennesimo lungo viaggio, dopo aver attraversato mare e monti, dall'ombra del Vesuvio il baccalà viaggiatore arriva alla fine sotto la Madunina, e qui arriva anche la sua fine.
Qui la pazza scriteriata con la collana vistosa e lo smalto pacchiano gli rende giustizia, prima con uno sformatino ai carciofi, e poi con una fantastica zuppa di fagioli e baccalà, che forse in foto non rende, ma che è davvero molto molto buona
ZUPPA DI FAGIOLI E BACCALA'
per 2 persone
100 g di baccalà tenuto in ammollo per 2 giorni cambiando l'acqua spesso
200 g di fagioli borlotti secchi
2 carote
1 gambo di sedano
1/2 cipolla
olio extra vergine d'oliva
brodo vegetale
In una pentola con un filo di olio extra vergine d'oliva fate rosolare per qualche minuto la cipolla, le carote ed il sedano tutti a pezzetti piccoli, aggiungete i fagioli, tenuti a bagno per tutta la notte, del brodo vegetale e portate a metà cottura.
Potete usare anche la pentola a pressione, 5 minuti dal fischio.
Aggiungete il baccalà privato delle spine e della pelle e fatto a pezzi.
Terminare la cottura e aggiustare di sale.
Servire con crostini ed un filo d'olio a crudo
ENGLISH VERSION
The nomad cod
Once upon a time, a poor, tiny cod, born and grown up in cold places in the Northern Sea. One day, the poor thing was caught and cleaned, salted and dried to be shipped to Naples crossing half of Europe over 2000 km.
The poor tiny cod, which has now become dried salt codfish is finally happy and thinks of lying in the sun polling about and enjoying the warmth stuffing itself of pizza and sfogliatelle.
On the other hand, our codfish bumps into a kind of daredevil woman wearing tawdry necklaces and with a showy nail varnish. Such a madcap woman decides to put it back on track somewhat northwards again.
Ahead of the long journey, after having travelled by the sea and mountains, in the shadow of the Vesuvio volcan, the travelling codfish gets to the Madonnina and close, very closet o its end.
There, the madcap does justice to it …first with an artichoke pie and then with a wonderful beans and codfish soup which is really very, very good and tasty.
BEANS AND CODFISH SOUP
Two servings
100 gr codfish soaked for two days (often changing the water)
200 gr dried beans
2 carrots
1 celery stalk
½ onion
Extra virgin olive oil
Vegetable stock
Pour a little extra virgin olive oil in a pan and let the onion brown along with the carrots and the celery all diced.
Add the overnight- soaked beans, some vegetable stock and bring to half cooking. You can even use a pressure cooker (5 minutes since the whistle).
Add the boned , chopped codfish .
Finish to cook and salt.
Serve with toasted bread croutons and a little extra virgin olive oil.
alle 06:06 25 commenti | Posta un commento
solo un piatto di pasta...solo?
giovedì 10 febbraio 2011
Pubblicato da Lydia 33 commentiNanni Moretti mi ha insegnato che le parole sono importanti, ed io a volte me ne dimentico.
Qualche giorno fa un amico mi chiede cosa preparo per cena ed io, un po' sovrappensiero, gli dico "nulla, solo un piatto di pasta".
Se quell'amico si fosse chiamato Nanni e di professione avesse fatto il regista mi avrebbe gridato "MA COME PARLI???? LE PAROLE SONO IMPORTANTI!!!" e probabilmente mi avrebbe anche insultato in malo modo.
Solo un piatto di pasta...solo???
PASTA FAGIOLI E SPINACI
per 2 persone
olio extra vergine d'oliva
1 pezzetto di carota
1 pezzetto di sedano
1 pezzetto di cipolla
1 fettina di lardo
200 g di fagioli bianchi secchi, messi in ammollo e lessati al dente, di cui terrete da parte l'acqua di cottura
(io ho usato i fagioli a formella, varietà campana che deve il suo nome alla caratteristica forma schiacciata simile ad un bottone, formella in napoletano)
1 pugno di spinaci lessati, strizzati e sminuzzati
(non esagerate con gli spinaci, il loro sapore non deve prevalere sui fagioli)
200 g di pasta mista
In un tegame con un filo d'olio fate stufare lentamente gli odori e il lardo sminuzzati.
Aggiungete i fagioli e gli spinaci, fate insaporire qualche minuto.
Calate la pasta nei fagioli e spinaci e portate a cottura aggiungendo lentamente l'acqua di cottura dei fagioli bollente e continuando a mescolare, come fareste con un risotto.
A fine cottura la pasta deve risultare bella cremosa.
Lasciatela riposare qualche minuto e servitela con un filo d'olio a crudo
alle 06:06 33 commenti | Posta un commento
solo profumo di risotto, altro che smog
venerdì 28 gennaio 2011
Pubblicato da Lydia 36 commenti
In questi giorni Milano profuma di risotto.
Le voci che corrono circa il superamento del limite delle polveri sottili sono false e tendenziose, non credete a quello che vi dicono giornali e telegiornali, l'unica polvere che si vede in questi giorni è il grana per mantecare i risotti, null'altro.
Le centraline ARPA hanno preso lucciole per lanterne.
Che qualcuno avverta la signora Moratti, o chi per essa, che rimuova il blocco delle auto domenica e ci lasci andare tranquilli e sereni in via Gattamelata.
In questo clima risottifero e nell'attesa di Un risotto per Milano, Winelove ed Identità Golose non potevo che preparare un risotto.
Si ringrazia la Spilucchina per la fornitura di baccalà mantecato, la ricetta originale è da lei, io per comodità e completezza la riporto anche qui.
RISOTTO CON CREMA DI CECI E ROSMARINO E QUENELLE DI BACCALA' MANTECATO
per 2 persone
200 g di riso carnaroli
100 g di ceci secchi (io ho usato i ceci di cicerale per campanilismo e perchè mi piacciono, voi usate quelli che volete)
rosmarino
olio extra vergine d'oliva
cipolla
baccalà mantecato
Mettere a bagno i ceci la sera prima e poi lessarli in abbondante acqua con qualche rametto di rosmarino.
Frullarne buona parte condendo con dell'olio e.v.o.
In un tegame con dell'olio appassire mezza cipolla di piccole dimensioni (aggiungere eventualmente un po' d'acqua per evitare che si attacchi), versare il riso e farlo tostare.
A questo punto aggiungete la crema di ceci ben calda, e poi pian piano dell'acqua bollente in cui avrete messo in infusione un rametto di rosmarino, e portare a cottura.
Terminata la cottura mantecare con dell'olio e.v.o. e completare con le quenelle di baccalà mantecato.
BACCALA' MANTECATO ALEX ASNAGHI
baccalà già ammollato
olio buono
uno spicchio d'aglio tagliato in quattro
pepe
cucchiaio di legno e santa pazienza
Mettere il baccalà in acqua fredda e farlo bollire 15 minuti circa. Scolarlo (io ho conservato un bicchiere d'acqua di cottura), pulirlo dalla pelle e dalle lische, peparlo e inserirlo in un contenitore alto e stretto. Iniare al lavorare il pesce con il cucchiaio di legno aggiungendo pian piano, olio a filo. Rigiratelo come se fosse una polenta, rompendo a poco poco così le fibre e montando in questo modo il composto. Continuate aggiungendo olio fino alla consistenza desiderata (io alla fine ho aggiunto un paio di cucchiai d'acqua di cottura). Distribuirlo in un contenitore e infilarci dentro per mezz'ora lo spicchio d'aglio tagliato in quattro a dare profumo.
alle 06:05 36 commenti | Posta un commento
ulisse, le sirene e la dieta (english version included)
venerdì 19 novembre 2010
Pubblicato da Lydia 46 commenti
Comincio a sospettare che a scuola non ci abbiano sempre detto la verità.
Secondo voi Ulisse, al passaggio davanti alla Costa delle Sirene, si fece legare all'albero maestro della sua imbarcazione per resistere al canto ingannatore di 4 sirene stonate e pare anche un po' racchie, o semplicemente perchè si era messo a dieta e passando davanti alla Costa Cilentana non avrebbe saputo resistere al richiamo di Carciofi di Paestum, Olio, Fagioli di Controne, Mozzarella di Battipaglia, Fusilli, Fichi Cilentani, Alici di Menaica* e Ceci di Cicerale?
Secondo me, Ulisse le 4 velone acquatiche dei nostri giorni manco se le filava, il suo problema era solo cercare di placare l'ira della cara Penelope.
Passi il decennale ritardo, avrebbe dato la colpa agli amici, passino le scappatelle in giro, avrebbe negato fino alla morte, passino persino le rughe ed i capelli ingrigiti, avrebbe dato la colpa agli orrori della guerra, ma Penelope non avrebbe mai tollerato pancia e maniglie dell'amore, sarebbe stato davvero troppo.
Quindi Ulisse nel disperato tentativo di far rientro alla sua petrosa Itaca dalla sua amata Penelope con il bel fisico dei tempi andati, si fece legare all'albero maestro della sua nave perchè voleva dimagrire a tutti i costi e doveva resistere alle delizie della terra cilentana.
Siccome io non sono Ulisse e non devo neanche farmi perdonare da Penelope, ho messo insieme ceci di Cicerale e alici di menaica* e ne ho fatto un semplicissimo quanto gustoso piatto di pasta alla faccia dei Proci tutti messi insieme.
PASTA MISTA AI CECI DI CICERALE, ALICI DI MENAICA E ROSMARINO
per 2 persone
100 g. di ceci secchi
6 alici di menaica* dissalate
90 g. di pasta mista
rosmarino
olio extra vergine d'oliva
sale
acqua
Mettere in ammollo i ceci per una notte, lessarli in acqua e salarli una volta cotti (io uso la pentola a pressione, 15 minuti dopo il fischio) e tenerli da parte.
Prendere 2 o 3 rametti di rosmarino (se è poco profumato anche qualcuno in più), metterli in una pentola con 1, 1/2 lt di acqua e far bollire qualche minuto.
Nel frattempo stemperare le alici di menaica dissalate in un tegame con un filo d'olio a fuoco dolce e aggiungere i ceci (tenendone da parte un mestolo che frullerete con il minipimer aggiungendo un po' di acqua al rosmarino).
Quando i ceci saranno ben caldi aggiungere la pasta e versare qualche mestolo di acqua bollente al rosmarino, mescolando. Portare a cottura aggiungendo acqua al rosmarino quando serve, continuando a mescolare (un po' come fareste per un risotto).
A fine cottura aggiungere la purea di ceci, mescolare bene, aggiustare di sale e lasciare riposare una decina di minuti. Mi raccomando che non sia brodosa!!!!
Non dimenticate un filo d'olio e un rametto di rosmarino prima di servire
* le alici di menaica, presidio slowfood, sono pescate a Marina di Pisciotta tra aprile e luglio con una rete detta menaica che seleziona solo le alici più grandi. In questa rete le alici guizzano nervosamente perdendo in breve il loro sangue.
Vengono poi conservate in vasi di terracotta sotto sale e stagionate almeno 3 mesi.
Hanno un sapore più delicato delle comuni alici sotto sale
ENGLISH VERSION
Uhm… I start being suspicious abotu what we’ve been taught at school…
Do you think Ulysses made himself tie onto the mainmast just in front of the Mermaids’ Coast to resist to the enchanting songs of four tone death, seemingly dog pop mermaids or just because he was on a diet so that he did not give in to the Cilentan Coast’s tempting Paestum’s artichockes , oil, Controne’s beans ,Battipaglia’s mozzarella cheese , Cilento’s figs and fusilli pasta, Menaica’s anchovies and Cicerale’s chickpeas?
To me, Ulysess did not take care of the four enchanting mermaids at all!!
Penelope would have accepted his beloved’s wrinkles and white hairs…
He was only afraid of Penelope’s reaction should he have put on some weight and would not tolerate any fattish hips!!!
So that’s what Ulysses made: being tied onto the mainmast so that he could be fit and resist to Cilento’s delicatessen!!
As I am not Ulysses and I do not need any forgiving , I combined Cicerale’s chickpeas and Menaica’s anchovies and I made out a very plain dish of pasta no matter what the Procis say!!
CICERALE ‘S CHICKPEAS, MENAICA’S ANCHOVIES AND ROSEMARY MIXED PASTA
Serves 2
100 gr dry chickpeas
6 Menaica’s anchovies unsalted
90 g mixed pasta
Rosemary
Extra virgin olive oil
Salt
Water
Soak the chickpeas overnight, cook them in water and salt them just when cooked ( I use the pressure cooker ; 15 minutes to go after the whistle) and keep them aside.
In the meantime, gently melt the unsalted anchovies with a little oil and add the chickpeas (leave aside a dipper which you will blend with a processor by adding some rosemary scented water ).
When the chickpeas are well warm, add the pasta together with some hot rosemary water: mix.
Keep on cooking as you made for a risotto, add some boiling water when needed and often mix.
When the pasta is done, add the chockpeas puree, mix well and let it rest for 10 minutes.
Before serving, add a little oil and a little rosemary
alle 06:08 46 commenti | Posta un commento
solo una manciata di fave (english version included)
lunedì 20 settembre 2010
Pubblicato da Lydia 21 commenti
Cosa è rimasto di quest’estate?
L’abbronzatura è sparita, andata, fuggita, kaputt, doccia dopo doccia i tubi di scarico l’han portata via con sé.
Il sole e il mare della Grecia sono rimasti in Grecia e a Milano più che ad un pic nic sui prati del Sempione non si può anelare.
Il vento che ti spettina i capelli e l’odore inebriante del mare manco me li ricordo più.
Ah si, una cosa è rimasta qui a Milano con me: le fave per il purè acquistate ad Itaca.
Quelle che in Grecia chiamano fave sono dei piselli gialli secchi e spaccati.
La ricetta è copiata pari pari da Jean Michel.
FAVA
Per 4 persone
200g di piselli gialli seccati e spaccati (si trovano nei negozi esotici che vendono prodotti indiani, sotto il nome di “chana dahl”), oppure 250g di lenticchie rosa dette anche lenticchie turche.
1cipolla rossa media divisa in due
½ limone
Olio extra-vergine
Sale e pepe
Fare cuocere i piselli secchi in acqua addizionata di sale, poco olio e una mezza cipolla intera. Non mettere moltissima acqua all’inizio ma piuttosto aggiungerne via via che i piselli la assorbono, fino a quando non sono cotti del tutto e già quasi disfatti. Non dovrebbe esserci più acqua da scolare ma se il caso scolateli.
Passate il purè al mixer per lisciarlo, con il succo di limone, sale e pepe e olio extra-vergine in quantità moderata.
Sistemate il puré nel suo contenitore da portata e copritelo con fettine sottilissime di cipolla cruda.
Servire tiepido o freddo.
ENGLISH VERSION
Summer: there’s very little left..
My, your tan has faded away, almost disappeared after so many showers which washed it away…
The sun of Greece and its beautiful sea are in Greece and you have to make do of a picnic on Sempione Park’s lawns.
The wind caressing your hair and the heady smell of the sea are just a far memory well behind.
I actually succeeded in carrying one pleasant treat: broad beans for the puree.
Dry yellow cracked peas are called broad beans in Greece.
BROAD BEANS
(serves 4)
200 gr dry cracked yellow beans ( you may buy them in exotic food stores and are called ‘chana dahl’)
Or
250 gr pink dry lentils also known as turkish lentils
1 medium onion halved
Lemon
Extra virgin olive oil
Salt and pepper
Boil the broad beans in salted simmering water with salt, little oil and just one halved onion (whole). Do not use too muh water and add it as long as your beans cook; just let them asborb it little by little.Let them cook until tender and nearly mashed. In case there were some water left when cooked, strain it.
Process the bean puree in a mixer until smooth and add lemon juice, salt, pepper and oilve oil (not so much).
Lay the puree in a serving dish and cover it with very thin raw onion slices .
Serve lukewarm or cold.
alle 06:13 21 commenti | Posta un commento
scene da un rientro (english version included)
mercoledì 1 settembre 2010
Pubblicato da Lydia 37 commentiVolete sapere come fare a perdere in meno di 1 ora tutti i benefici tanto faticosamente conquistati in ben 3 settimane di mare e sole trascorsi in Grecia?
Semplicissimo: basta farsi balenare la strabiliante idea di andare a fare la spesa all’Esselunga di Lorenteggio ( ma va bene qualunque centro commerciale o megasupermercato di qualunque città o provincia italiane), nella domenica del grande esodo di rientro dalle ferie d’agosto (attenzione, questa è una condizione essenziale).
Mi raccomando, fate come me e scegliete con cura l’orario in cui addentrarvi nel malefico girone dantesco, che sia un orario intelligente, cioè quello di apertura.
Pare che il 70% della popolazione italiana scelga come me l’orario intelligente (siamo un popolo di furbi, non c’è che dire…) e si apposti scalpitante ai cancelli come cavalli da corsa all’apertura dei box.
Una volta guadagnato, miracolosamente incolume, l’ingresso, mi è capitato di assistere a scene degne di rifornimenti per un conflitto nucleare: carrelli stracolmi di qualunque cosa, e per qualunque intendo dire proprio qualunque cosa.
In quanto tempo pensate che una famiglia media possa consumare 20 confezioni di cetriolini sott’aceto assolutamente non offerta? (giuro le ho contate).
E vi risulta che il sedano sia un prodotto in via di estinzione? Un signore davanti a me ne ha preso ben 5 cespi. La mia immaginazione non è ancora riuscita a spiegare cosa si possa fare con 5 cespi di sedano, si accettano idee.
Ah già, dimenticavo l’allegra quanto misteriosa vecchina alla “Arsenico e vecchi merletti”con la sua immensa scorta di vaschette di alluminio e pellicola trasparente. Chi legge troppi libri gialli come me potrebbe anche farsi strane idee sull’uso di quelle vaschette…
Dopo questa faticosa quanto interessante esperienza ero talmente stremata da non avere la forza di cucinare, quindi accontentatevi di una “misera” non-ricetta di insalata di lenticchie ed accettate i miei saluti ed un caloroso ben ritrovati.
INSALATA DI LENTICCHIE
Lenticchie lessate al dente
Sedano
Pomodori
Freselle
Olio
Sale
Basilico
Quantitativi e procedimento ad libitum e “ad fantasiam”
ENGLISH VERSION
I am going to tell you how to waste all the benefits you could enjoy after three weeks’holiday in Greece on a boat in the sun..
It’s really straightforward! Just go shopping to one of the many glittering supermakets or malls on a Sunday when the big ‘exodus’ takes place. By ‘exodus’ I mean all the people who come back from their Summer holidays at the end of August.
I suggest you go to the shopping center as I did. Choose a ‘clever’ time to go: i.e. the opening time when most of the people go because they think that it won’t be that crowded!!
Once I succeeded in conquering the entrance I saw things which could be only compared to what could happen at the eve of a nuclear war! People were rushing and bought everything they saw; someone pushing his/her caddy packed with pickles. Do you think celery is dying out? A middle-aged gentleman bought five !!!
A nice, friendly little old woman with her stock of food trays and plastic wrap…whoever is fond of detective stories knows how those trays could be used.
After such a tiring experience I was so exhausted that I did not feel like cooking.
So just enjoy this ‘recipe’ which is not a proper recipe dealing with lentils salad.
Welcome back !!!
LENTILS SALAD
Al dente boiled lentils
Celery
Tomatoes
Freselle (rustic, stale bagel- style bread)
Oil
Salt
Basil
Quantities and preparation as you like
alle 06:06 37 commenti | Posta un commento
riciclando avanzi
lunedì 14 giugno 2010
Pubblicato da Lydia 22 commentiInvece no, questa è una ricetta nata in tutta fretta per riciclare avanzi, nello specifico un po’ di ricotta che urlava vendetta e qualche cecio lessato sull’orlo del suicidio. Ah dimenticavo qualche pomodorino avvizzito.
GNOCCHI DI RICOTTA CON CREMA DI CECI E POMODORINI
per 2 persone
Per gli gnocchi di ricotta
Ingredienti:
125g di ricotta
80gr di farina circa (il quantitativo di farina dipende molto dalla consistenza della ricotta)
3 cucchiai di parmigiano reggiano
1 uovo piccolo
sale.
Mescolare la ricotta, la farina, 2 cucchiai di parmigiano e l'uovo. Otterrete un impasto abbastanza sodo (attenzione a non aggiungere molta farina altrimenti gli gnocchi potrebbero diventare un po' duri) che farete riposare in frigorifero coperto per circa mezz'ora.
Prelevare delle piccole quantità d'impasto e, su un piano infarinato, formare dei bastoncini delle dimensioni di un dito e tagliare dei tocchetti di circa 2 centimetri, a cui, se vorrete, potrete dare un incavo facendo pressione con il dito medio.
Disporre gli gnocchetti su un vassoio infarinato e proseguire in questo modo fino ad esaurimento dell'impasto
Per il condimento
100 gr di ceci lessati
Olio extra vergine d’oliva
Sale
Qualche pomodorino a pezzetti
Frullare a crema i ceci, aggiungendo un po’ d’olio ed un po’ di liquido di cottura, fino ad ottenere una crema.
Lessare gli gnocchi in acqua bollente salata e aspettare che vengano a galla. Condirli con la crema di ceci e con i pomodorini a pezzetti
alle 06:06 22 commenti | Posta un commento
Glowigmania
mercoledì 9 giugno 2010
Pubblicato da Lydia 22 commenti
Oramai per Giovanna e per me è ufficialmente Glowigmania.
Oramai non parliamo d’altro.
Oramai siamo diventate pressocchè monotematiche.
Il mio incontro con la cucina di Oliver Glowig è stato del tutto casuale.
Ammetto che prima di vedere il suo libro della Gribaudo fare bella mostra di sé in libreria qualche mese fa, mi era pressocchè ignoto.
Grave, anzi gravissimo.
Perché Oliver Glowig è uno di quegli chef di cui si parla ingiustamente troppo poco, una di quelle persone che lavora alacremente senza tanto clamore, per gli amanti del genere può anche fregiarsi di 2 stelle Michelin.
Il libro, ve lo consiglio vivamente, è davvero bello, pieno di piatti realizzabili, semplici, nessun ingrediente astruso, vi viene voglia di farli tutti.
La sua è una cucina legata al territorio, Capri per l’esattezza, perché Oliver è lo chef dell’ Olivo del Capri Palace, ma allo stesso tempo mai banale e scontata.
Oliver Glowig è tedesco, ma è talmente padrone della cucina mediterranea che ve ne dimenticate assaporando i suoi piatti.
Si, perché Giovanna ed io i suoi piatti abbiamo anche avuto la fortuna di assaporarli, se non vi annoiate date pure uno sguardo qui.
SPAGHETTI CON CREMA DI FAGIOLI E SALSA DI OLIVE, CAPPERI, ACCIUGHE E ORIGANO
Ingredienti per 4 persone
Per gli spaghetti
320 g di spaghetti
Olio extra vergine di oliva
Sale
Per la crema di fagioli
500 g di fagioli freschi sgusciati
100 g di carote
100 g di sedano
100 g di porro
1 testa d’aglio
6 rametti di timo limone
2 foglie di alloro
Olio extra vergine d’oliva
Sale
Per la salsa
28 filetti di olive di Gaeta
28 capperi si Pantelleria sotto sale
28 rombi di acciughe di Cetara dissalate
12 petali di pomodoro canditi
44 fagioli
1 spicchio d’aglio
1 pezzetto di peperoncino piccante
Olio extra vergine d’oliva
Per completare
2 fette di pane cafone raffermo
2 acciughe
2 rametti di timo
Olio extra vergine d’oliva
Sale
Preparazione
Preparare la crema di fagioli. Tagliate le carote, il sedano e il porro a bastoncini e legateli.
Mettete in una casseruola i borlotti con le verdure, 3 rametti di timo, uno spicchio d’aglio, l’alloro e sale, coprite con acqua, portate ad ebollizione e cuocete. Quando i borlotti sono cotti, scolateli e fateli marinare coperti d’olio con l’aglio e il timo rimasti per 12 ore, poi frullateli aggiungendo qualche cucchiaiata della loro acqua di cottura per ottenere la consistenza di una crema.
Salate e passate il composto al colino cinese.
Fate seccare il pane cafone in forno e frullatelo con acciughe e timo, poi tostatelo in padella con un filo d’olio.
Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata. Nel frattempo, preparate la salsa: fate saltare l’aglio con il peperoncino in poco olio. Aggiungete gli altri ingredienti e bagnate con un po’ d’acqua della cottura della pasta.
Scolate gli spaghetti, versateli nel tegame della salsa e mantecateli con olio. Togliete l’aglio e il peperoncino e aggiungete origano fresco tagliato a julienne.
Stendete su ciascun piatto un cucchiaio di crema di fagioli, componetevi sopra gli spaghetti con la loro salsa e completate con il pane tostato alle acciughe e con un ciuffo di origano fresco (io non avevo l’origano fresco ed ho usato quello secco)
Per i petali di pomodoro canditi
5 filetti di pomodoro ramato senza buccia
5 foglie di alloro
10 rametti di timo limone
6 spicchi d’aglio
Olio extra vergine d’oliva
Stendete i filetti di pomodoro sulla placca del forno, conditeli con olio, sale e copriteli con alloro e timo.Tagliate l’aglio a lamelle e distribuitelo sui pomodori. Fate candire i pomodori in forno caldo a 80° C per 40 minuti, girateli e finite la cottura per altri 40 minuti
alle 06:01 22 commenti | Posta un commento
vi propongo un quiz
venerdì 21 maggio 2010
Pubblicato da Lydia 47 commenti
Vi propongo un quiz facile facile, di quelli a cui, però, non si vince nulla, di quelli a cui si partecipa per la gloria, per poter dire “anch’io”.
Potrete però dar lustro al vostro curriculum inserendolo accanto alle partecipazioni a convegni e seminari, mica roba da poco.
Bando alle ciance, veniamo a noi.
Nella foto di apertura del post cosa vedete:
A) Un babà con panna e fragoline di bosco
B) Una tartelletta alla nocciola
C) Un piatto di spaghetti al pomodoro giallo del piennolo
D) Una tartelletta con ceci e baccalà
E) Un piatto di melanzane a funghetto
Se avete risposto A-C o E vi consiglio di andare da un oculista, ma uno di quelli bravi, molto ma molto bravi.
Se la vostra risposta è la B, siete caduti nel mio tranello, se, invece, ritenete che la risposta esatta sia la D, complimenti, perché mangiate pane e volpe.
Queste tartellette sono un trompe l’oeil, un inganno, all’apparenza potrebbero sembrare una frolla con una crema alla nocciola, nella realtà non sono neanche un dolce, sono una tartelletta di brisèe con crema di ceci e baccalà, anzi, se dobbiamo essere precisi questa pasta non è propriamente una brisèe, causa presenza di uova.
Per la brisèe
280 gr farina
120 gr burro
3 tuorli
Un goccio d’acqua se necessario
10 gr sale
Preparate la pasta come siete abituati a fare, io impasto tutto, compreso burro a freddo, nell’impastatrice con la foglia e lascio riposare in frigo per qualche ora.
Foderare gli stampi per tartellette e metterli in freezer per qualche minuto. Ricoprirli di legumi per tenere la pasta bene in forma ed infornare a 180 gradi per un quarto d’ora circa.
Per la crema ceci e baccalà
100 g. di ceci già lessati
100 g. di baccalà dissalato e lessato nel latte
Olio extra vergine d’oliva
Frullare i ceci e il baccalà in un frullatore aggiungendo lentamente un po’ d’olio.
Riempire i gusci di brisèe con la crema e decorare a piacimento
alle 06:04 47 commenti | Posta un commento
anche i falafel hanno un'anima
venerdì 7 maggio 2010
Pubblicato da Lydia 33 commentiI segnali di questi giorni nefasti si intravedono già dalle prime luci dell’alba, quando la pioggia incessante ed incalzante sembra sbeffeggiarsi del vostro umore già nero, allora vi alzate dal letto per fare colazione e vi accorgete di aver dimenticato di comprare latte e biscotti, senza cui non siete in grado di cominciare la giornata degnamente, poi arrivano le prime inesorabili telefonate del mattino, quelle a cui, già sapete, fareste meglio a non rispondere, a metà mattinata vantate già un lungo elenco di persone con cui avete discusso e mandato a quel paese.
A questo punto, se foste delle persone intelligenti, capireste che non è aria e che l’unica cosa saggia da fare sarebbe prendere il primo volo disponibile per il posto più lontano e caldo.
Siccome non tutti sono furbi ed intelligenti, ci sono anche persone che, sfidando la sorte, decidono di mettersi ai fornelli.
Io sono tra queste.
Ho in mente da un po’ delle polpettine di ceci su una crema di baccalà.
Semplice, le polpettine devono essere una sorta di falafel non speziato, consulto i tomi di cui dispongo, faccio qualche ricerca su internet, e ritengo, in un rigurgito di delirio di onnipotenza, di poter trasformare il falafel a mia immagine e somiglianza
Lesso i ceci, li scolo, li frullo, lascio riposare il composto, formo le polpettine e decido di metterle in forno.
Ommamma, stupore, le polpette diventano delle schiacciatine meringose. Ebbene si, modestamente ritengo di essere l’inventrice delle meringhe di ceci: un troiaio clamoroso, credetemi.
Voi penserete che a questo punto io sia su un taxi diretta all’aeroporto, come farebbe qualunque persona sana di mente.
Invece no, sono ad impastare polpettine, perché, mi è chiaro l'errore, le polpettine devono essere fritte, i falafel sono fritti, mica al forno.
Metto a scaldare l’olio nel pentolino, immergo la mia polpettina e, meraviglia, cosa vedo, anzi cosa non vedo, la mia polpettina si dissolve come sabbia nel mare.
E allora?
Non paga lesso una patata e trasformo il finto falafel in una polpettina di patata e ceci.
Alla fine, dopo aver buttato via non so quanti ceci di Cicerale, dopo aver sprecato non so quanto olio extravergine d'oliva pugliese, abbandono una cucina che in confronto Roma dopo il sacco dei Lanzichenecchi era pulita e ordinata, me ne vado a letto e chiudo qui la mia felice giornata.
POLPETTINE DI CECI E PATATE SU CREMA BI BACCALA’
Per 4 persone
Per le polpettine
1 patata media di circa gr 200
Ceci lessati (io ho usato i ceci di Cicerale)
1 tuorlo d’uovo
1 cucchiaio di pangrattato circa
Sale
Sesamo
Olio per friggere, io uso l'extra vergine d’oliva
Per la crema di baccalà
100 gr di baccalà già dissalato e ammollato
Latte
Per le polpettine
Lessate la patata, ancora calda passatela allo schiacciapatate, frullate i ceci, calcolandone lo stesso quantitativo in volume delle patate.
Mescolate le 2 puree, salate, e aggiungete il tuorlo e il pangrattato. Con il pangrattato sappiatevi regolare in modo che il composto abbia una consistenza non troppo dura.
Formate delle palline, passatele in semi di sesamo e friggetele in olio extravergine d’oliva.
Per la crema di baccalà
Lessare il baccalà in 2 dita di latte intero e cuocetelo per una ventina di minuti.
Frullate il baccalà con parte del latte in modo da ottenere una crema.
Servire le polpettine tiepide sulla crema di baccalà calda
alle 06:00 33 commenti | Posta un commento
il potere obnubilante della cenere vulcanica
venerdì 23 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 30 commentiTutta colpa della cenere del vulcano islandese dal nome impronunciabile che mi ha obnubilato il cervello, che non mi ha lasciato il tempo per riflettere e per capire che la padella per paella dal diametro di 50 cm è una di quelle cose senza cui non si può vivere.
Quell’accidenti di nube mi ha fatto perdere di vista la realtà, non ho comprato nessuno stampo astruso, nessuna tipica carabattola maipiùsenza.
Vabbè di inciarmi strani non ne ho comprati, ma il potere obnubilante della cenere vulcanica dal nome impronunciabile non ha potuto nulla al cospetto di questi bellissimi fagioli verdi.
Erano lì che mi guardavano da una vetrinetta del mercato coperto di San Miguel e mi facevano l’occhiolino, non potevo assolutamente lasciarli lì.
La commessa della bancarella mi ha solo detto di metterli a bagno 24 ore e di mangiarli con i mariscos, null'altro ho saputo da lei su questi fagioli.
Io, in seguito ad una superficialissima ricerca su internet, non ho trovato quasi nulla in proposito.
Potrebbero avere qualunque origine, potrebbero arrivare diritti da Marte, essere frutto di esperimenti transgenici, come potrebbero essere un raro prodotto di un anziano coltivatore locale ultimo detentore dei semi di fagioli verdi anzi, vi prego, se doveste avere notizie in tal proposito, di farmelo sapere, ve ne sarei grata in eterno.
INVOLTINI DI ALICI E PROVOLA SU CREMA DI FAGIOLI
Alici
Pezzettini di provola affumicata tenuta in frigo almeno una notte
Pane grattugiato
Fagioli
Lessare in fagioli, avendoli tenuti a bagno, salarli e ridurli in crema con un frullatore ad immersione.
Deliscare le alici, impanarle con del pangrattato, mettere un paio di pezzettini di provola al centro e arrotolare. Adagiarle su una teglia oleata, metterci un filo d’olio ed infornare in forno caldo per qualche minuto, fino a che non si dorino.
Mettere la crema di fagioli calda su un piatto e appoggiarci gli involtini di alici
alle 05:54 30 commenti | Posta un commento
pubblicità progresso
giovedì 8 aprile 2010
Pubblicato da Lydia 41 commentiTranquilli, non si tratta di materassi, e neanche di pentole o pillole per dimagrire.
Voglio invitarvi, sempre che non lo abbiate già fatto, a comprare un legume che troppo spesso consumiamo surgelato (io per prima, quando non è il suo periodo) o in scatola: i piselli.
Con l’arrivo della Primavera arriva anche la stagione dei piselli freschi.
Quanto è semplice e veloce acquistare una busta di piselli surgelati o una scatola di latta da aprire sollevando una linguetta, ma quanto sono più buoni i piselli freschi.
Comprate un kg di piselli freschi e sgranateli, poi cucinateli come più vi pare.
La ricetta che segue è di una banalità disarmante, perdonatemi, ma è solo un mezzo per fare una pubblicità spudorata ai piselli freschi.
PASTA E PISELLI
1 kg di piselli freschi
Sgranare i piselli.
Affettare i cipollotti a striscioline sottili e farli appassire con un po' di olio, e un pochino di acqua, unire poi il prosciutto crudo tagliato a pezzetti e farlo rosolare per qualche minuto. Unire infine i piselli, farli cuocere a fuoco vivo per qualche minuto, aggiungere dell’acqua calda e fateli cuocere ¼ d’ora circa.
Portare a cottura aggiungendo, quando necessario, dell’acqua calda e mescolando di tanto in tanto.
Aggiungere una bella grattugiata di parmigiano grattugiato e lasciare riposare prima di servire.
A Napoli la pasta e piselli è un piatto asciutto, non brodoso
alle 05:54 41 commenti | Posta un commento
falsi miti
mercoledì 17 marzo 2010
Pubblicato da Lydia 27 commentiMa di quanti falsi miti ci hanno imbottito il cervello?
Da bambini ci dicevano di mangiare tanti spinaci perché sono ricchi di ferro, pare invece che gli spinaci contengano ferro quanto gli altri ortaggi.
Hanno lasciato credere a noi donne che prima o poi sarebbe arrivato a prenderci il principe azzurro, state tranquille, e smettete di aspettarlo in groppa al suo destriero bianco, il principe azzurro non esiste e non è mai esistito.
Quanti di voi si sono ritrovati ad assistere alla comparsa del primo capello bianco, e quanti di voi non lo hanno strappato per paura che al suo posto ne saltassero fuori altri 8?
Alzi la mano chi non ha mai pensato che il soufflé fosse una preparazione estremamente lunga e laboriosa.
In grande ritardo, anche se non è mai troppo tardi, ho scoperto che il soufflé è semplice, veloce ed estremamente versatile.
Questo è a base di zucca e di farina di ceci.
Qui trovate il mio primo soufflé
Qui trovate il mio soufflé per “scatti di gusto”
SOUFFLE ZUCCA E FARINA DI CECI
2 uova
25 gr burro
35 gr farina di ceci
160 gr latte
300 gr di polpa di zucca cotta al forno
Sale
Schiacciare con una forchetta la polpa di zucca cotta in forno.
Preparare una bechamelle con il burro, il latte e la farina di ceci.
Lasciate raffreddare, aggiungere la zucca, il sale ed i 2 tuorli.
Montare a neve gli albumi (non devono essere montati a neve ferma) ed aggiungerli delicatamente al composto senza farli smontare.
Versare in 2 stampini da soufflé in ceramica da forno imburrati e mettere in forno a 160/170 gradi per 30 minuti circa.
Servire immediatamente
alle 05:59 27 commenti | Posta un commento
so di non sapere
mercoledì 13 gennaio 2010
Pubblicato da Lydia 38 commenti
A cosa serve un blog di cucina se non anche a diffondere sapori della propria terra in via di estinzione?
Non solo non avevo mai mangiato le cicerchie, ma ignoravo anche che a 2 passi da casa mia, in luoghi in cui ho lavorato per anni, splendidi, ricchi di cultura e tradizioni ma molto poco noti: i campi flegrei, se ne producesse una qualità davvero notevole.
Io ignoravo che la cicerchia fosse un legume conosciuto già dai romani con il nome cicercula, ignoravo che si seminasse a gennaio e si raccogliesse a luglio e agosto e naturalmente ignoravo che dopo l’essiccazione si usasse battere la pianta con un attrezzo chiamato “vivillo” per separare i semi dai baccelli.
Già Ciboulette aveva parlato di questo legume oramai desueto, e ne aveva acquistato una varietà umbra, queste cicerchie, invece, sono campane d.o.c.
Ne ho fatto una semplice zuppa con spinaci, crostini ed un filo d’olio e.v.o del cilento, usando, per l’appunto, le cicerchie dei campi flegrei.
ZUPPA DI CICERCHIE E SPINACI
250 gr di cicerchie dei campi flegrei
250 gr di spinaci mondati
Olio e.v.o. del cilento
Aglio 1 spicchio
Sedano 1 costa
Sale
Mettere a bagno le cicerchie per una notte, sciacquarle e rimuovere le eventuali pietruzze presenti.
Lessarle con del sedano ed uno spicchio d’aglio (che poi rimuoverete).
Mettere gli spinaci in acqua bollente e salata, quando l’acqua riprende il suo bollore, toglieteli dal fuoco, strizzateli per bene, sminuzzateli ed uniteli alle cicerchie, lasciando cuocere ancora per una ventina di minuti.
Servite con crostini di pane cafone ed un filo d’olio e.v.o
alle 05:57 38 commenti | Posta un commento
Sandra non ne potrà più
lunedì 27 luglio 2009
Pubblicato da Lydia 17 commentiCi sono delle cose che in casa non devono mancare mai, chessò: il latte, le uova, il burro, la farina, il sale, l’olio, la pasta.
Nel mio elenco a tutto questo aggiungete la farina di ceci.
Se la farina di ceci la mescolate con un po’ di acqua e un po’ d’olio otterrete una delle cose più buone, rapide e semplici che ci siano. Chiamatela cecina, chiamatela farinata, chiamatela come più vi piace, ma sempre buona resta.
Vi prego solo di essere magnanimi se riscontrate delle inesattezze su tale preparazione, ricordate che non sono né ligure né toscana e che a Napoli una roba del genere non esiste.
Questa è un’altra ricetta che va ad aggiungersi alle innumerevoli già presentate per il contest di Sandra in collaborazione con palatifini.
Mi auguro solo che non si configuri il reato di stalking, e che Sandra accetti pazientemente ancora quest’altra preparazione, giuro è l’ultima.
SANDWICHES DI CECINA AL PESTO
Per la cecina
100 gr di farina di ceci
3 cucchiai di olio
300 gr di acqua
Mescolate la farina e l’acqua evitando che si formino grumi, aggiungete sale ed olio e versare in una teglia da 26 cm di diam ben oleata, fare riposare un’oretta ed infornare a 200 gradi per una decina di minuti, nel caso in cui si presentasse ancora umida accendete per qualche minuto il grill.
Lasciare raffreddare e sformate.
Con un coppapasta tagliate dei cerchi di cecina ed accoppiateli tra loro farcendoli con un po’ di pesto alla genovese
Semplice, veloce ed ottimo aperitivo
alle 05:52 17 commenti | Posta un commento