Visualizzazione post con etichetta Alan Bradley. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alan Bradley. Mostra tutti i post

mercoledì 6 maggio 2020

La morte non é una cosa per ragazzine



La morte non é una cosa per ragazzine
Alan Bradley
ed. Sellerio
****

Secondo appuntamento per me con questa simpaticissima ragazzina di 11 anni che vive a Bishop's Lacey, ha una passione sfrenata per la chimica, una fissazione per i veleni, un padre che vive nel suo mondo, un maggiordomo-autista-giardiniere che ogni tanto ha dei black out, una cuoca che cucina male e due sorelle dispotiche.
Flavia De Luce, che avevo già avuto modo di incontrare nel primo libro di questa serie "Flavia De Luce e il delitto nel campo di cetrioli", libro divertente che avevo scelto come primo libro dell'anno per cominciare con allegria e che non mi aveva delusa, é sempre la stessa, impicciona e arguta, ma che proprio grazie a queste sue doti riesce sempre a risolvere il mistero.

In questo secondo libro il mistero si svolge attorno ad una coppia di burattinai che giunge al paese con un furgone attrezzatissimo ma scassato.
Inutile dire che tutti gli indizi sparsi qua e la, alla fine del libro si allineeranno e permetteranno anche questa volta di trovare l'assassino.

Trama dal sito dell'editore:
Rupert Porson e la compagna Nialla burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette, si fermano per qualche giorno a Bishop’s Lacey. Ma che ci fanno i due in quell’angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni Cinquanta? A Flavia basta un’ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune.
A Bishop’s Lacey, il paesino addormentato dove dimora l’undicenne Flavia de Luce, qualche scompiglio e un po’ di bizzarria sono portati da una strana coppia. Sono Rupert Porson e la compagna Nialla: un guitto che recita spesso quando parla e una maliarda dai capelli rossi, burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette. Ma che ci fanno i due in quell’angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni Cinquanta? Davvero sono lì solo per recitare Il fagiolo magico in parrocchia? A Flavia basta un’ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune. E infatti è la chimica a offrirle il primo spunto per le sue scoperte indiscrete e curiose. Fuggendo ad ogni momento dal maniero semirovinato, dove il suo tempo trascorre tra il laboratorio, un litigio con le sorelle e un tè con il padre, incontra strane persone: una matta che gira per il bosco e sembra conoscere segreti, un tedesco ex prigioniero di guerra bello come un dio; orecchia di nascosto sospette conversazioni; apprende dal dolore insano di una madre la storia di un bambino morto impiccato. Fino a che si trova ad essere spettatrice di un’altra, clamorosa, morte, carica di un sinistro simbolismo, continuazione forse di un più antico enigma.
«È normale a 11 anni essere inaffidabile», ma stavolta Flavia rischia grosso.

18/2020
Sfida personale 75. un libro Sellerio

Ho imparato che le cose non sempre sono come sembrano, e che a volte scavando escono delle verità che venivano nascoste.

sabato 25 gennaio 2020

Flavia De Luce e il delitto nel campo dei cetrioli


Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli
Alan Bradley
pag. 440
Ed. Sellerio
****

Come ogni anno, comincio l'anno con un libro divertente, e questo mi ha fatto ridere o sorridere in diverse occasioni.
Ho scoperto per caso Flavia De Luce su un blog, ma purtroppo non mi ricordo dove, la trama del libro mi ha incuriosita molto, sono andata a curiosare ed ho scoperto che quello di cui si parlava era il sesto o il settimo della serie.
Ho scaricato sul telefono un estratto e l'ho divorato, non avevo ancora finito di leggerlo che già avevo prenotato il libro alla biblioteca cantonale.

Fin dalla prima pagina mi sono innamorata di questa ragazzina con la passione per la chimica, molto arguta e che in sella alla sua bicicletta, da lei affettuosamente chiamata Gladys, percorre i paesini attorno a Bishop's Lacey dove abita, cercando di sbrogliare la matassa che ruota attorno all'omicidio del uomo trovato nel campo di cetrioli della sua tenuta.
Una famiglia un po' strana, due sorelle dispotiche, dei domestici strampalati e una manciata di abitanti fuori dagli schemi, ma così simili a quelli che abitano ogni paese, fanno da corollario a questa storia veramente piacevole da leggere.

Dopo aver letto il libro non ho capito bene se é un giallo per ragazzi o no, ma non ha molta importanza perché mi é piaciuto moltissimo, e cosa ancora più importante ha qualcosa che io amo nei libri: mi ha fatto conoscere cose nuove, in questo caso la storia dei primi francobolli Penny Black.

Penso sia superfluo dire che il secondo libro "La morte non é cosa per ragazzine" sarà una delle mie prossime letture.

Trama dal sito dell'editore (Sellerio)
Flavia de Luce fa un’orrida scoperta. Nell’orto dei cetrioli, proprio sotto la finestra della sua camera da letto, in mezzo agli attrezzi disordinati del bravo Dogger, il giardiniere autista tuttofare, inciampa in piena notte in un corpo semisepolto; esalando l’ultimo respiro, l’uomo sussurra una strana parola: «Vale!». Poco prima, dietro la porta di una delle infinite stanze di Buckshaw, il castello di famiglia, aveva sentito parole inquietanti pronunciate in una conversazione del padre con uno sconosciuto: «Twining? Il vecchio Tazza? È morto da trent’anni...». «E lo abbiamo ucciso noi». E ancora prima sulla soglia della cucina, il padre era quasi svenuto di fronte al freddo corpicino di un uccellino con un francobollo infilzato nel becco.
Segnali, premonizioni che stuzzicano la curiosità dell’undicenne Flavia, temeraria detective. Lei, come il segreto modello Sherlock Holmes, sa usare la chimica da esperta per i suoi misteri, che la spingono in moto perpetuo per campagne e stradine di Bishop’s Lacey, di cui i de Luce sono i signori decaduti. Sempre in lotta con le dispettose sorelle maggiori, Daffy e Feely, con loro condivide il vetusto maniero, insieme all’altrettanto annosa servitù, tutt’e tre orfane di una dama avventurosa e rimasta presente nel ricordo e non solo. Chi era Twining? E chi è quel tipo con cui papà ha urlato? Che significa quel francobollo infilzato nel becco? E come si lega tutto questo all’infausta tragedia, trent’anni prima, nel college? La «chimica» della serie di Flavia de Luce – di cui questo è il primo romanzo – è fatta di diversi elementi: l’ingegno costruttivo da giallo classico, l’ironia scabrosa e impudente, il realismo macabro, la maliziosa innocenza di ragazzina, la carrellata di caricature da vecchia Inghilterra dickensianamente verosimili e originali. Una miscela che si imprime in chi l’apprezza come quasi un sottogenere giallo a sé stante, di grande successo in tutto il mondo, e combina il sorriso, la risata, un sottofondo di brivido e la sorpresa.

1/2020
Sfida personale
154. Il primo libro di una lunga serie