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martedì 19 novembre 2013

Tibisay ad Abilmente: il filmato di Pane, Amore e Creatività

Ieri mattina ho trovato una bellissima sorpresa sul blog di Linda: Pane, Amore e Creatività (si, Linda, ti ho rubato una foto, va bene?).
Questo portale è stato uno dei primi che ho iniziato a seguire quando ho scoperto il magico Mondo della Rete ed ho assistito anche all'evoluzione di questo "piccolo" blog che piano piano si è trasformato in uno dei più grandi portali italiani dedicati alla creatività.
Linda ci lavora tantissimo e da sempre ci siamo molto simpatiche: da anni ci promettevamo che ci saremmo viste, e finalmente durante l'ultimo Abilmente ce l'abbiamo fatta!
E Linda in questa bella occasione, dopo aver chiacchierato una buona mezz'ora per "metterci in pari", mi ha fatto un bellissimo filmato, dove si parla di maglia, di Crowdknitting e dello Stitch'nd Spritz.
Cliccate QUI per arrivare al post sul portale di Linda ed "enjoyatevelo"!!!

domenica 30 giugno 2013

Magliabimbi Speciale Estate 2013

Un paio di giorni fa mi è arrivato a casa il nuovo numero di Magliabimbi Speciale Estate.
Sono stata così contenta di collaborare! Il mio pattern è addirittura in copertina!
Magliabimbi è una rivista per la quale ho rilasciato già due interviste e quando mi chiamano sono sempre contenta di dare il mio contributo.
Per una semplice appassionata come sono io è sempre una grande soddisfazione vedere stampato un tuo progetto: è vero che il web può arrivare dappertutto ma ci sono anche molte persone che il computer proprio non ce l'hanno e questa è l'unica maniera per "raggiungerle".
Questa volta, poi, ho avuto il grandissimo piacere di segnalare alla rivista alcune persone che reputo ormai amiche e della quali stimo moltissimo il lavoro... e quindi con grandissima gioia ho visto pubblicato il mio UovoSodo assieme ai lavori di alcuni dei miei "web - amici" più cari.
Il piacere della pubblicazione è stato così moltiplicato all'infinito!
Ed allora, ecco la "sfilata" (per una volta non di moda) dei lavori proposti: il mio sacco per la nanna con il cappellino abbinato (naturalmente, come avrete capito, il prototipo andrà a Cuore di Maglia)...
... l'abitino con cappellino di Anna Tecchiati (che parla QUI della sua esperienza)...
... Annalisa Dione con delle scarpette davvero deliziose...
... Barbara Ajroldi con uno scamiciato sfizioso...
... ecco il tenero coniglietto amigurumi di Ilaria Caliri...
... la mia dolce amica e compagna di mille avventure Liliana Giovenco con il suo abitino (che le altre non se ne abbiano a male, ma la Lilly per me è speciale)...
... il gilet stiloso di Lucia Maria Lanzafame...
... la supercarina cuffietta di Maria Modeo...
... Mette Buchreitz che porta addirittura 3 progetti! Un'applicazione...
 ... delle sfiziose coroncine...
 ... ed una salopette!
Paolo Dalle Piane, oltre a presentare uno stupendo zainetto, è stato anche il soggetto di un'interessante intervista...
... ed infine, ultima ma non ultima, Rosalba Brucculeri con un pratico kimono!
Naturalmente non eravamo i "soli" a partecipare a questo numero speciale, c'erano anche Catiuscia Santucci, Antonietta Favre, Filomena Lanzara e Anna Maria Giannotti.
ma io ho parlato solo e volutamente di quelli che sono speciali per me!
Eccoci qua, infine, tutti insieme!
N(ota) D(i) M(e): le foto sono "scribacchiate" perchè sia proprio impossibile copiare il modello dalla foto! Correte a comprare la rivista!

lunedì 10 giugno 2013

WWKIPD 2013 al Giardino Pubblico!

Da "Il Piccolo" di venerdì 7 giugno 2013
AGENDA >> AL GIARDINO PUBBLICO
Tutte a sferruzzare a maglia per "vestire" busti e alberi

Sferruzzatrici o aspiranti tali di tutta Trieste e provincia unitevi e uscite allo scoperto. Metaforicamente, ma anche letteralmente. Perchè domani, infatti, in occasione della Giornata mondiale del lavoro a maglia in pubblico, il popolo dello Stitch'nd Spritz, la comunità del diritto e del rovescio triestino, si dà appuntamento al giardino pubblico per sferruzzare e tricottare tra le panchine dei vialetti in zona circolo ARAC e dintorni.
Armate di gomitoli colorati, ferri, uncinetti e soprattutto voglia di condividere l'amato hobby con chiunque desideri avvicinarsi al knitting (da "to knit", lavorare a maglia). O semplicemente assaporare il piacere di farlo in compagnia e per di più all'aria aperta e in mezzo al verde. Archiviato l'ammuffito stereotipo del passatempo per nonne e zitelle sulla sedia a dondolo, da quando a fare da testimonial al lavoro a maglia ci sono i bei nomi dello star system - per dirne solo due eccellenti, Sarah Jessica Parker e Uma Thurman - dedicarsi ai ferri e matasse di lana è diventato trendy, socializzate e soprattutto, a quanto riferiscono gli appassionati del gomitolo, più rilassante di una lezione di yoga. Ed è così che per fare di questa antica ma solitaria arte manuale un hobby di gruppo che a New York nel 2005 debutta il primo WWKIPD ossia il World Wide Knit In Public Day. Che dai 25 eventi di lavoro a maglia collettivo della giornata nel mondo raggiunge nel 2009 i 751 appuntamenti condivisi.
Se in Italia i gruppi stregati dalla passione per i ferri e gomitoli sono composti per lo più esclusivamente da donne, negli Stati Uniti, invece, infischiandosene altamente dell'eventualità di essere considerati delle femminucce, sferruzzano con grande entusiasmo pure gli uomini. Dal macho per eccellenza, ossia il testosteronico gladiatore Russel Crowe all'attore sex symbol inglese Ryan Goslin, che tra una scena e l'altra sul set lavora di dritto e rovescio per abbassare lo stress. "Lo Stitch'nd Spritz ha preso piede molto bene a Trieste ed è conosciuto in tutta Italia, grazie anche alla omonima pagina facebook e al blog tibisay-artherapy.blogspot.com, poichè le community in rete non conoscono limiti geografici", spiega Valentina Cosciani, l'anima della versione triestina del fenomeno stitch'n'bitch, vale a dire sferruzza e chiacchiera, che da noi si è trasformato simpaticamente in spritz. "Siamo state infatti tra i primi gruppi italiani a portare la giornata mondiale nei posti pubblici", aggiunge la fondatrice del sodalizio che per la lunga maratona di domani (dalle 9 alle 19) ha anche in serbo una simpatica iniziativa parallela.
Oltre a inforcare ferri e uncinetti, le knitters triestine decoreranno infatti busti, cespugli, alberi e panchine con pezze di maglia colorate per "vestire" - con il consenso degli assessorati alla Cultura e al Verde Pubblico del Comune - il parco cittadino e i suoi illustri personaggi. In primis, anticipano, il busto di Anita Pittoni, la loro "nonna putativa" e quello di Letizia Fonda Savio.

Patrizia Piccione

venerdì 31 maggio 2013

Cuore di Maglia sul "Piccolo" di Trieste

Da "il Piccolo" di giovedì 30 maggio 2013
INIZIATIVA BENEFICA EATON
Al "Burlo" i corredi "Cuore di Maglia"
Anche grazie a un finanziamento della multinazionale Eaton, suggerito dalla sede di Monfalcone, "Cuore di Maglia" arriva all'Ospedale Burlo Garofolo: l'associazione di volontarie di Alessandria che dal 2008 realizza microvestitini per i reparti di neonatologia di tutta Italia, fornirà i corredini il Reparto neonatale triestino. Laura Nani, presidente del sodalizio, ha consegnato alla Terapia intensiva neonatale, al primario Demarini e alla caposala Cragnolin il "pacco dono": scarpine, cuffiette, body, copertine e corredini tutti realizzati a mano con filati naturali come lana purissima, cashmere e merinos, una necessità costosa per i bambini nati pretermine.

Ieri è uscita questa bella foto sul "Piccolo" di Trieste... mi riporta alla mente grandi emozioni e tanta voglia di andare avanti.
Insieme a me e a Cristiana (Laura stava facendo la foto) c'è lo staff del TIN del Burlo ed alcuni rappresentanti dell'azienda Eaton di Monfalcone, gli sponsor del progetto.
Cuore di Maglia c'è anche a Trieste!

sabato 24 novembre 2012

Magliabimbi di ottobre - novembre 2012: la mia intervista

La rivista Magliabimbi, con la quale avevo già avuto i primi contatti in occasione dell'intervista sul nostro libro, mi ha nuovamente contattata e, questa volta, l'intervista è stata direttamente a me... che emozione!

Due chiacchiere... sferruzzando
Quando il lavoro a maglia non viene vissuto solo come un passatempo solitario, può diventare un modo semplice e divertente per stringere amicizie e condividere ambiziosi progetti.

Nello scorso numero vi abbiamo presentato il libro "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro", una raccolta di schemi e storie di donne che hanno affrontato con coraggio il calvario della malattia. Il progetto, il cui ricavato, ricordiamo, è devoluto interamente in beneficenza a favore della LILT (Lega Italiana contro i Tumori), nasce da un gruppo di vivaci knitters solite incontrarsi in rete, ma spesso anche dal vivo, grazie ai simpatici aperitivi "Stitch'nd Spritz", organizzati proprio da una delle autrici del libro, Valentina Cosciani. Abbiamo incontrato "Tibisay", come Valentina ama farsi chiamare in rete, dove cura il blog Art-therapy, per capire come un hobby solitario può trasformarsi in una miniera di idee condivise e progetti da realizzare insieme.

Le origini storiche dell'iniziativa
Ci parla degli aperitivi di knitting chiamati "Stitch'n Spritz"?
Gli incontri nascono dall'idea anglosassone risalente alla Seconda Guerra Mondiale dello "Stitch'n Bitch", ovvero "Sferruzza e Chiacchiera": le donne inglesi si riunivano in un unico ambiente per risparmiare luce e gas e ciascuna sferruzzava capi utili e caldi da indossare o da inviare al marito al fronte. Con il tempo questa usanza è sparita, non essendoci più la necessità di risparmiare elettricità e riscaldamento, ma è tornata in auge da qualche anno, ossia da quando la maglia è tornata prepotentemente di moda e con essa la voglia di condividere la propria esperienza. Quando ho scoperto questo fenomeno, che in Italia non è ancora molto diffuso, ho deciso insieme alla mia amica Tzugumi, di fondare il primo "Stitch'n Spritz", un incontro, che si svolge a Trieste: per appassionate di maglia e uncinetto declinato in una versione decisamente più brillante e piacevole degli "Stitch'n Bitch" di triste memoria.

Cosa accade durante questi appuntamenti?
Durante i nostri incontri, assolutamente gratuiti e aperti a tutti, davanti a un cocktail o a un tè aromatizzato, si chiacchiera di maglia, si scambiano piccoli segreti, si dividono trucchi e schemi, in un clima del tutto rilassato e cameratesco. Scattiamo anche molte fotografìe per mostrare alle amiche lontane gli ultimi lavori. Tutto questo con un occhio attento alla moda e cercando di far passare l'idea che lo sferruzzare non è più solo "roba da nonnine", ma anche un modo divertente e stimolante per coltivare il nostro lato creativo. E così, tra un punto e l'altro (il consiglio che diamo è quello di non portare un lavoro troppo complicato da seguire, per non perdere il filo...) ci si diverte da matti!

C'è molta voglia di incontrarsi fra appassionate di knitting?
Ormai lo "Stitch'nd Spritz" raccoglie partecipanti da quasi tutto il Friuli Venezia-Giulia e perfino dal Veneto! Da poche che eravamo all'inizio, ora siamo tantissime, soprattutto nei mesi invernali: abbiamo dovuto aggiungere un ritrovo in più al mese per venire incontro alle esigenze delle partecipanti, desiderose di incontrarsi più spesso. Infatti le sferruzzataci di oggi sono desiderose di uscire da casa, confrontarsi, apprendere nuove tecniche che aiutino a terminare prima i propri lavori... insomma, è assolutamente "out" sferruzzare chiuse in casa da sole!

Durante questi incontri sono nate molte iniziative?
Le partecipanti allo "Stitch'nd Spritz" sono avide dì novità e molto attente a quello che succede loro attorno, durante i nostri incontri ci sono sempre nuove idee da ascoltare. Per questo è recentemente nata anche l'Associazione "Stitch'nd Spritz", che raccoglie le più attive fra noi e si propone di promuovere varie attività, tra cui anche l'organizzazione di eventi pubblici gratuiti a semplice scopo divulgativo.

Una passione che viene da lontano
Lei, Valentina, quando ha realizzato il suo primo lavoro a maglia?
Il mio primo ricordo legato alla maglia, in realtà riguarda l'uncinetto: mia mamma che insegna a me e alle mie amiche come fare un baschetto. Tutte le mie amiche avevano lane abbinate e molto graziose mentre io avevo un'accozzaglia coloratissima e assolutamente non coordinata. Inutile dire che odiavo quel baschetto! Solo dopo anni ho capito l'importanza di dare fondo al proprio "stash" (lane avanzate): perfino in quell'occasione mia mamma si era in realtà comportata da vera "knitter" professionista!
Come nasce la passione per la maglia?
L'amore per il filo è di famiglia, mia nonna Amelia lavorava un filo bianco sottilissimo con un uncinetto microscopico e creava delle altrettanto microscopiche piastrelle. Queste piastrelle hanno poi formato una tovaglia immensa che mi ha regalato come dono di nozze... circa 20 anni dopo! E la conservo ancora. Nella mia famiglia quando si fa una cosa, deve durare almeno per quattro generazioni! Durante la giovinezza ho molto trascurato la maglia. L'ho riscoperta da poco tempo, circa 4 anni. Per me, ha significato il riappropriarmi di me stessa e assaporare la libertà di creare qualcosa in modo "leggero", senza sovrastrutture inutili. E, non ultimo, mi ha dato la possibilità di socializzare, fare nuove amicizie, vedere la vita in modo positivo, Non male, vero?

Qual è stata finora ìl sua più grande soddisfazione legata alla maglia?
Indubbiamente quando ho ricevuto a casa le prime copie del volume "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro". Vedere messo nero su bianco il lavoro durato oltre un anno mi ha letteralmente commossa: mi sono messa a piangere come una bambina!

Il lavoro a maglia non è più lo stesso
È cambiato il modo di lavorare a maglia?
Sì, è molto cambiato, ma in Italia ce ne accorgiamo solo ora. In realtà è dagli anni '50 che la famosa Elisabeth Zimmermann ci ha spiegato che lavorare "alla continentale" e con i ferri circolari è molto più veloce e più facile. Fino a pochissimo tempo fa non era possibile trovare spiegazioni di maglie in italiano che non fossero realizzate con ferri diritti, realizzate a pezzi e poi cucite alla fine del lavoro. Le "knitter" di oggi preferiscono utilizzare altre tecniche per la realizzazione dei maglioni, per esempio cominciando dal collo e scendendo lungo il corpo e le maniche. Questa tecnica ha il pregio di far risparmiare filato e di poter modellare il lavoro seguendo la nostra corporatura, visto che si può provare il capo man mano che procediamo! Inoltre si risparmia sulle cuciture. Oppure si comincia dal basso, ma si lavora il maglione tutto insieme, grazie ai cavi lunghi dei ferri circolari.

Il knitting sta diventando un fenomeno di moda?
Molti stilisti ultimamente si rivolgono alla maglia realizzata a mano: hanno finalmente capito che un capo "unico" acquista un grandissimo valore e dona a chiunque un'aura di esclusività. Lavorare a maglia oggi è di moda come non mai: importanti attrici ed attori (Uma Thurman e Russell Crowe, tanto per citarne due) la usano per rilassarsi durante le pause nella lavorazione dei film, e questo momento di relax è stato paragonato alla preghiera o alla meditazione per lo stato di benessere che porta a chi la pratica. E, oltre a questo, alla fine di un'intensa sessione di "knitting" possiamo ritrovarci con dei meravigliosi capi d'abbigliamento. In rete ci sono, inoltre, moltissimi designer che, seguendo le ultime tendenze, creano dei maglioni che non sfigurerebbero in una sfilata d'alta moda: quindi non abbiamo più scuse per non lavorare a maglia!

Per lei, in particolare, che cosa significa lavorare a maglia?
Mi dona serenità, e vedere crescere il lavoro sotto le dita mi riempie di gioia. Quando poi mi viene un'idea per qualche progetto originale sono felicissima e voglio condividerlo gratuitamente sul mio blog per "sdebitarmi" di tutto quello che la maglia mi ha regalato. Lavorare a maglia mi permette di essere me stessa, in un modo gioioso, libero e leggero, come non mi succedeva più da tanti anni.

giovedì 23 agosto 2012

Magliabimbi di agosto - settembre 2012 (tutta l'intervista)


Reportage
Un libro che scalda il cuore
"23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro" è un libro che raccoglie non solo schemi di lavori a maglia ma anche storie di donne che sono passate lungo il calvario della malattia.


Il progetto "Wasabi" di Valentina "Tibisay" Cosciani.

"Prendete quattro "sferruzzatrici", ognuna con il suo blog.
Fate in modo che s'incontrino sulla Rete, trovandosi subito simpatiche.
Immaginate che a queste quattro donne venga la folle idea di incontrarsi veramente e che questo incontro avvenga nell'ottobre 2010.
Ora lasciatele chiacchierare a ruota libera in un salotto triestino per ben quattro giorni tra un sorso di the, un Martini Rosé ed una tartina al baccalà mantecato.
Bene, il risultato di tutto questo è il libro "23 progetti dimaglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro", nato con tante buone speranze che le storie con un lieto fine siano sempre di più, che le persone imparino che certe cose non succedono solo agli altri, che le donne soprattutto imparino a conoscere il proprio corpo e ad amarsi di più.
A raccontarci questa esperienza è Valentina Cosciani, conosciuta in rete come Tibisay, energica animatrice di un blog ricco di spunti e idee che già dal nome, Art-therapy, fa capire che ci si può trovare un po' di tutto, non solo schemi, punti e maglie.

"Ci vuole un Fiore", progetto di Knitting Bear (Annalisa Dione)

Knitters innamorate della vita
Abbiamo intervistato Valentina, chiedendole di parlare del libro "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro" perché siamo convinti che il lavoro a maglia possa scaldare non solo i nostri bambini, ma anche il cuore di molte persone.

Come è nato il progetto di questo libro?
Fin da subito, la nostra intenzione era di raccogliere non solo gli schemi per i progetti a maglia e uncinetto, ma anche raccontare storie di donne che in prima persona hanno lottato contro il cancro. Naturalmente non avremmo mai potuto portare avanti questo ambizioso progetto da sole.
Per fortuna hanno risposto al nostro appello moltissime altre knitters indomite: impiegate, casalinghe, medici e infermiere, mamme e nonne, zie e sorelle. Persone meravigliose che hanno deciso di mettere a frutto la loro passione e il loro talento per raccogliere fondi per la ricerca: tutto quello che è stato raccolto tramite questo libro è stato interamente devoluto alla LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
Anche il fotografo e le modelle, tutte non professioniste, hanno prestato il loro lavoro del tutto gratuitamente!

Le babbucce create da Lizzie.

Sono molte le persone che hanno partecipato al progetto?
Sono moltissime in effetti! Innanzitutto ci sono le designer che hanno donato uno schema creato da loro per il libro. Le metto per prime perché senza di loro non ci sarebbe stato nessun materiale. Il loro apporto è stato fondamentale e la loro generosità mi ha colpito profondamente.
Poi ci sono state le donne che hanno contribuito scrivendo la loro storia nella lotta contro il cancro: non tutte sono a lieto fine ma la nostra speranza è che quest'ultime siano sempre di meno. Anche questi scritti sono fondamentali per il nostro libro, distinguendolo da tutte le altre "semplici" raccolte di schemi di maglia e uncinetto.
E poi ci siamo noi quattro: Ciami (Samantha Oliva), Lilly (Liliana Giovenco), Tzugumi (Giuseppina Flamini) ed io (Tibisay), che abbiamo preso in mano le redini del progetto e ci siamo spartite i compiti: a Tzugumi sono toccate le revisioni dei progetti, a me la segreteria, a Lilly la gestione del blog e a Ciami la direzione generale ed i contatti con le aziende, gli sponsor e la LILT.

Come si sono svolte le varie fasi di scrittura del libro?
Lavorare a distanza è stato davvero molto impegnativo. Eravamo sparse letteralmente ai quattro angoli della Penisola!
Questo ha comportato un grande dispendio soprattutto di tempo: ci mettevamo in contatto tramite mail e abbiamo consumato le tastiere a forza di scriverci.
Ma questo, io credo, è stato anche anche il nostro punto di forza: il confrontarci su tutto in modo diplomatico, perchè la parola scritta ha un ben altro peso che quella semplicemente detta, ha fatto si che tutto alla fine filasse liscio.
Anche la grande fiducia che avevamo l'una nelle capacità dell'altra ha contribuito non poco... c'è da dire che la nostra Tzugumi era anche incinta e che, nonostante questo, ha tenuto duro ed è sempre stata puntualissima con le sue "consegne"!

I1 manicotto "Bolle" di Granadiriso (Mirella Sbolci).

Un progetto eclettico
Ma alla stesura del libro non hanno partecipato solo le appassionate di knitting, giusto?
Passata la prima fase della selezione dei pattern e della loro correzione, bisognava pensare alle foto, ed ecco che Federico Sangiorgi, ottimo fotografo, ha prestato la sua opera in modo del tutto gratuito. Come anche le modelle, del resto!
Infine è arrivata la fase dell'impaginazione e dell'editing e Ciami è stata affiancata da una validissima collaboratrice, Petula (Chiara Quaglia).
Infine vorrei aggiungere altre persone senza le quali nulla di tutto questo sarebbe successo: Alice Twain (Silvia Elisa Costa) che si è occupata dei disegni degli schemi, i designer che non sono ancora entrati nel libro ma che ci hanno regalato lo schema, chi ha comprato la lana degli sponsor, e soprattutto tutte le tester che hanno provato se gli schemi scritti realmente "funzionavano"… spero di non essermi dimenticata nessuno!

Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a portare a termine il progetto?
Molto spesso ad ognuna di noi è venuto il pensiero di mollare tutto e di non portare a termine il lavoro: la stanchezza in certi momenti era tanta e non si intravedeva una fine!
Ma questi attimi di sconforto erano di breve durata, perché a turno ci davamo coraggio e sostegno psicologico.
I motivi che ci hanno spinto ad affrontare il progetto sono diversi per ognuna di noi: le esperienze personali di lotta contro il cancro hanno sicuramente pesato non poco in questa scelta, ma una grande parte l'hanno avuta l'amicizia e il desiderio di poter portare un piccolo contributo alla ricerca, in modo che le storie tristi da raccontare nell'interminabile ma fruttuosa lotta contro il cancro siano sempre di meno.

Come è stato accolto il libro?
I1 riscontro che abbiamo avuto finora è assolutamente sorprendente: moltissime persone, appena il libro è uscito, si sono precipitate ad acquistarlo, anche più di una copia, magari per regalarlo alle amiche.
Questo ci ha fatto un enorme piacere e ci ha ripagate del lavoro, durato un intero anno, non senza qualche difficoltà dettata dal fatto di lavorare a distanza l'una dall'altra.

È vero che i libro varcherà i confini italiani?
Il progetto è sempre attivo. A breve uscirà sul blog Unitecontroilcancro l'annuncio che alcuni schemi del libro saranno tradotti in altre lingue, quindi acquistabili anche da knitters straniere: il nostro pubblico si allarga!
E dopotutto, presto il libro verrà tradotto in inglese e forse altre lingue, per raggiungere un pubblico sempre più numeroso.

Lo scaldacuore "Celtic Plait Shrug" di Tzugumi (Giuseppina Flamini)

Progetti per tutte le mani
Che tipo di progetti sono raccolti nel libro?
I progetti raccolti nel libro sono molto diversi l'uno dall'altro, così come il grado di difficoltà: si spazia da scialli di pizzo e perline molto complessi a berretti lavorati con lana molto grossa da poter terminare in un pomeriggio, da coprispalle abbelliti con trecce complicate a set berretto - scaldacollo e scaldamani - impreziositi da spiritosi fiorellini, da copertine per bambini a scacchi colorati a manicotti lavorati con insolite bolle.
Ce n'è davvero per tutti i gusti, impossibile non trovare un progetto che si desideri realizzare!

La particolarità del libro sta anche nei racconti di vita vera contenuti in esso. È così?
Sì, e sono tutti racconti molto toccanti perché narrano di esperienze vere, documenti della lotta contro questo male, raccontate da chi le ha vissute o da chi gli è stato vicino. Alcune sono a lieto fine, altre purtroppo no. Ma anche quelle che si concludono con l'amaro in bocca ci danno la forza di continuare a lottare, a non mollare mai, a non cedere. Questo è il messaggio che desidereremmo arrivasse a tutti: anche attraverso un'antica arte come quella della maglia e dell'uncinetto si può arrivare al cuore delle persone con un messaggio di speranza.

lunedì 20 agosto 2012

Magliabimbi di agosto - settembre 2012

Eccomi qua a svelare la seconda sorpresa di agosto... ve l'avevo promesso, non è vero?
Ebbene, dopo il cardigan Spaghetti, arriva una novità, anche se di tutt'altro genere! E direi anche di tutt'altra soddisfazione...
A giugno sono stata contattata da Roberta da parte della redazione della rivista Magliabimbi che mi proponeva un'intervista... potete immaginare la mia emozione!
E non un'intervista qualunque!
Un'intervista sul mio/nostro progetto del cuore... il libro "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro".
Dal fitto scambio epistolare tra me e Roberta sono scaturite fuori 4 pagine piene di foto veramente emozionanti, che mi hanno riportato alla mente il duro lavoro fatto per la pubblicazione del nostro amato progetto...
Bene, volete leggerle anche voi? Potete farlo! Dal 15 agosto la rivista è in edicola, correte!
Vi lascio con il titolo:"Un libro che scalda il cuore "23 progetti di maglia e uncinetto per la ricerca contro il cancro" è un libro che raccoglie non solo schemi di lavori a maglia ma anche storie di donne che sono passate lungo il calvario della malattia."
E vi ricordo anche che il libro lo potete trovare QUI. Compratelo ora per regalarlo a Natale!

mercoledì 9 novembre 2011

Il libro al Knulp

Beh, il momento è arrivato.
Come "che momento?" Il momento di raccontare che cosa è successo l'ultima domenica di ottobre al Knulp, ricordate?
Come sarebbe a dire "era ora, dopo tutto quello che ci hai fatto aspettare" Donne avide ed insaziabili, mica posso stare al computer tutto il giorno!
In ogni caso, se avete voglia di partecipare, se non c'eravate, se siete solo curiose, correte QUI e leggete.
La foto l'ho fregata a Bubi, che ha parlato dell'incontro qui. E no, Bubi, no che non te la torno.

lunedì 13 giugno 2011

WWKIPD a Trieste - La Rassegna Stampa


Da "Il Piccolo" di lunedì 13 giugno 2011
PRIMO WORLD WIDE KNIT
Tutte a sferruzzare all’aperto oggi in piazza Goldoni


Un punto dritto e uno rovescio. E poi gomitoli, matasse, ferri a una punta, a due punte o circolari. Lo “sferruzzamento”, il fare a maglia – in inglese “knitting” – stamattina esce dalle mura domestiche, dai salotti, dai circoli, dalle cucine o dai circoli che gli dedicano frequentati appuntamenti. Oggi scende in piazza, tra la gente, tra i curiosi proprio per rendere pubblica una passione che sta entusiasmando sempre più triestine. Dalle 10 alle 14 tra i tavoli di Casa Masè di piazza Goldoni si terrà il primo World Wide Knit in Public Day, l’iniziativa promossa a livello mondiale che ha l’obiettivo di attirare l’attenzione di quelle persone che hanno sempre desiderato imparare a fare a maglia ma non sanno a chi rivolgersi.
“Io – racconta Valentina Cosciani, l’organizzatrice dell’appuntamento triestino – o coltivato fin da adolescente questa passione ma senza conoscere dei punti di riferimento dove imparare, condividere ed affinare la tecnica dello “sferruzzamento”. Quest’anno l’iniziativa in piazza Goldoni è stata organizzata all’ultimo momento, un po’ in velocità e senza troppa pubblicità – spiega – ma dal prossimo anno lo faremo diventare una vera e propria “performance”, un appuntamento più importante.”
Negli Stati Uniti questa passione non riguarda solo le nonne o il mondo femminile comune, ma è diventata anche una tendenza tra le star: Uma Thurman, Julianne Moore e Sarah Jessica Parker non ne possono più fare a meno. Nella terra della statua della libertà i Knitting Group sono una tendenza ormai radicata: si lavora ai ferri nei negozi di maglia, nei bar e perfino nelle gallerie d’arte. E spopolano anche le community su Internet di chi è unito dalla stessa passione, lo knitting. A New York migliaia di persone si incontrano più volte al mese in luoghi diversi per condividere l’arte del ricamare e creare opere di prezioso filato, imparando le une dalle altre i segreti dell’abilità manuale. Dallo scorso ottobre anche Trieste ha il suo appuntamento fisso con ferri e matasse: l’ultima domenica del mese una quindicina di appassionate – ma le “novelle” knitters sono accolte a braccia aperte – si danno appuntamento il pomeriggio nel locale Knulp in via Madonna del Mare, armate di ferri, lane ed uncinetti.
E se non si sa neppure tenere in mano i ferri? “Niente paura, dice la Cosciani – qualcuno te lo insegnerà. L’importante è incontrarsi nei locali stabiliti magari accompagnando quattro chiacchiere ad un bicchiere di vino, una fetta di prosciutto e tanta voglia di stare in compagnia divertendosi.” Una passione per il fai da te che sta vivendo dunque una seconda giovinezza, sostenuta anche dalla globalizzazione e dalla tecnologia:”Io ho riscoperto il fare a maglia proprio grazie a Internet – riferisce Valentina – è per questo che curo con dedizione il mio blog (tibisay-artherapy. blogspot.com): un modo per avvicinare nuove fan, per scambiarsi opinioni e dettagli sulle nuove tecniche o per soccorrere con qualche consiglio “sferruzzatrici” in difficoltà.

Laura Tonero

domenica 6 marzo 2011

We are famous!!!

Da "Il Piccolo" di sabato 5 marzo 2011
COSTUME >> RINASCE LA PASSIONE PER LA MAGLIA
"Stitch 'nd Spritz", il tricottage rivisto in chiave triestina
Lo sferruzzare in compagnia è ormai una moda internazionale con tanto di siti. Appuntamento l'ultima domenica del mese al Knulp di via Madonna del Mare.


Un hobby da nonnette sulla sedia a dondolo che passano le giornate a confezionare sciarpe per i nipotini? Ma neanche per idea! Da quando anche le star di Hollywood, come Julia Roberts, Urna Thurman, e persino il machissimo gladiatore Russel Crowe, sono state paparazzate sul set con i ferri da maglia in mano, sferruzzare non è mai stato cosi trendy.
Una passione per il fai da te che sta vivendo una seconda giovinezza, sostenuta dalla globalizzazione e dalla tecnologia: le fan del tricottage, infatti, non lavorano a diritto e rovescio stando chiuse in casa, ma s'incontrano nei knitcafè, nelle community virtuali, e circumnavigano gagliarde l'immenso mare dei siti dedicati al gomitolo.
E soprattutto, spopola anche in Italia lo "Stitch 'n Bitch", che sarebbe come dire "sferruzza e chiacchiera" dove bitch non ha nulla a che vedere con i facili costumi ossia l'appuntamento al caffè tra knitter (dall'inglese to knit, fare a maglia) per lavorare in compagnia, scambiarsi opinioni e tecniche, ma anche fare quattro chiacchiere tra donne.
Dallo scorso ottobre anche Trieste ha il suo appuntamento fisso con ferri e matasse: l'ultima domenica del mese, all'incirca una quindicina di appassionate - ma le new entry sono accolte a braccia aperte - si danno appuntamento il pomeriggio al Knulp in via Madonna del Mare, armate di ferri, lane e uncinetti. E poiché la tradizione cittadina si prestava al gioco di parole, l'incontro è stato ribattezzato "Stich 'n Spritz".
«Va da sé che fare a maglia in compagnia è sicuramente più divertente, oltre ad offrire, peraltro, la possibilità di confrontare il proprio lavoro con le altre, e allo stesso tempo socializzare: come da sempre in Inghilterra, che è il paradiso del tricottage, anche se pure a Milano i knitcafé stanno prendendo piede. Purtoppo da noi andrebbe valorizzato, poiché continua ad essere considerato un hobby demodé», spiegano Valentina Cosciani e Giuseppina Flamini, anime dello "Stich 'n Bitch" triestino, le due blogger che dopo essersi conosciute in rete, sono passate dallo sferruzzamento virtuale tra amiche a quello reale.
Dalle 16 alle 19, dunque, tra una tazza di thè, uno stuzzichino o un aperitivo, tirate fuori dalle borse matasse, uncinetti e aghi da lana, si trascorrono alcune ore a disquisire di punti, pattern e filati, lavorando di buonalena.
«Da sfatare invece - aggiungono - il mito che a dedicarsi al lavoro a maglia siano solo le casalinghe con tanto tempo libero». Tra le fila delle signore legate dal fil rouge della lana si contano architetti, bancarie, psicologhe, insegnanti, e madri di famiglia, triestine e non, che grazie a quest'hobby condiviso, hanno trovato peraltro un modo per inserirsi nel tessuto sociale cittadino.
Gli incontrisonoapertia tutti, anche alle signore che hanno perso dimistichezza con l'arte dello sferruzzare.
I riferimenti web di Cosciani e Flamini sono tibisayartherapy.blogspot.com, e knittingcakes. blogspot.com.

Patrizia Piccione