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sabato 23 maggio 2009

Control (2007)


Anton Corbijn nel 2007 firma il suo primo film, dopo una lunga carriera come regista di videoclip (famosa la sua lunga collaborazione coi Depeche Mode). E data la forte passione per la musica che l'ha portato da giovane a trasferirsi a Londra e a scattare le prime foto, cominciando così la sua carriera, non sorprende un film dedicato a uno dei gruppi più importanti e seminali della storia della musica, nati in una "fabbrica magica" che era l'Inghilterra della fine degli anni 70.
"Control" è un film biografico che ripercorre la storia personale e artistica (a dire il vero più personale) di Ian Curtis, voce dei Joy Division, personaggio ormai leggendario e di culto grazie alla sua immagine di giovane decadende e depresso ma ancor più grazie (si fa per dire) alla sua prematura scomparsa, il 18 Maggio 1980, all'età di soli 23 anni dopo essersi impiccato nella sua casa di Macclesfield nella ormai famosa Burton Street, al numero 77.
Temevo seriamente un ritratto di Curtis troppo stereotipato, una cosa tipo il Jim Morris di Stone, per capirci. Una caricatura del personaggio più che della persona, sempre se questo sia possibile. Il film, in un bianco e nero che credo sia sembrata una scelta ovvia e "intonata" alla materia, ci rende inizialmente un Curtis ragazzino in bilico fra la voglia di essere famoso come i suoi idoli David Bowie, Lou Reed e Iggy Pop e la tristezza quasi fisiologica delle poesie e pensieri che continuamente colleziona nei suoi quaderni. Distratto a scuola, sognante nella sua cameretta tappezzata di poster, mentre si trucca e si atteggia allo specchio cantando " Jean Genie".
Un ragazzino come tanti, oggi forse lo chiameremo "emo" (dio, che ho detto!!?). Direi che pensavo peggio tutto sommato.
All' innamoramento per Debbie, ragazzina goffa e ingenua, segue a breve il matrimonio, troppo affrettato e dettato più dall'impulso di un amore giovanile che dalla ragione. 19 anni entrambi e già accasati. Un errore che segnerà profondamente Ian.
I Joy Division nascono e neanche lo spettatore se ne rende conto, segno che la vita di Ian è la protagonista, non la band. An Ideal for Living, apparizioni televisive, concerti e la vita matrimoniale si sgretola. Nel tentativo di porre rimedio, un'altra improvvisa uscita di Ian: "Facciamo un figlio!", ma questo non sarà mai veramente voluto da lui, tanto che dopo aver assistito alla nascita della bambina correrà fuori probabilmente a chiedersi: "Ma che ho fatto??".
Annik Honorèe, una giornalista belga entra nella sua vita e se ne innamora. Non sa che fare, la situazione è troppo complicata e non sa neanche lui cosa vuole.
Inoltre arrivano le crisi epilettiche, gli impegni con la band aumentano e lui se ne vorrebbe tirar fuori. La fine la conosciamo tutti.
Senza lode e senza infamia.
Fantastici i "siparietti" sui Buzzcocks, presi per culo in varie occasioni.
Per chi lo volesse vedere in streaming: http://filmpertutti.com/control/