Dai diamanti non
nasce niente, dal letame nascono i fior, cantava
Fabrizio de André.
Che
cosa può nascere di buono da un terremoto?
In apparenza sembra tutta sofferenza. E per larga parte è così,
però gli eventi
catastrofici della vita, a volte, spingono le persone a fare del bene
e a mostrare la loro parte migliore,
a mettersi in gioco per dire che, nonostante tutto, c'è ancora
speranza.
Dalle
rovine del terremoto che ha messo in ginocchio larga parte della
nostra bella Italia, questa volta, è venuto fuori un piccolo fiore:
un libro.
Ed è di questo che vi voglio parlare oggi.
Gironzolando
in rete sui social sono venuta a conoscenza di
Buck e
il terremoto e ho
scoperto che conosco alcuni degli autori coinvolti, così oltre a
comprarlo per sostenere la causa e a leggerlo (perché i libri si
comprano per quello, no?),
ho
pensato di invitare qui Paolo Cestarollo
(noto in rete come
Seme Nero del
blog
Semi
d'inchiostro) per parlare
del lavoro suo e di altri scrittori che hanno portato a questo libro
che non sfrutta il terremoto per suscitare pietà e compassione, ma,
anzi,
parla di forza,
coraggio e speranza.
Ma
non voglio dilungarmi troppo.
Ringrazio
infinitamente Paolo
per aver accolto il mio invito a scrivere questo articolo, ma,
soprattutto, ringrazio
lui e gli altri per questo seme di speranza
lanciato dove tutto era rovine e sangue. Ce n'era e ce n'è bisogno.
Buck
e il Terremoto, una storia di solidarietà di
Paolo Cestarollo
Cosa fai quando ti
si presenta l'opportunità di fare del bene con un piccolo gesto?
Capita a tutti, ogni
giorno, ed è capitato anche a me e ai miei compagni di viaggio.
Ci è stato chiesto
di scrivere un racconto a testa. Poche pagine.
Una storia
con un messaggio di speranza, solidarietà, amore in tutte le sue
forme.
Noi
abbiamo risposto: sì.