Come sempre molto interessanti gli interventi di ANDREA FORNASARI.
Illuminante direi, in questo caso.
Per il pensatore russo dell'Ottocento Nikolai Federov (1828-1903) la natura è un nemico, perché condanna l'individuo all'estinzione.
L'unico progetto umano degno di nota è dunque la lotta titanica per raggiungere l'immortalità: non solo quella delle generazioni future, ma di tutto il genere umano.
La sfida dell'uomo è la resurrezione tecnologica dei morti.
Sembra incredibile che queste fantasie possano aver avuto un'influenza pratica, eppure il pensiero di Federov fu una delle correnti intellettuali che plasmarono il regime sovietico.
I bolscevichi credevano che l'uomo fosse destinato a dominare la natura e, influenzati da Federov, credevano che la tecnologia potesse emancipare l'umanità persino dal pianeta terra.
Le idee di Federov ispirarono l'ingegnere missilistico Konstantin Tsiolovsky (1857-1935) e attraverso lui la prima generazione di cosmonauti, pervadendo il regime sovietico per tutta la durata della sua storia. La visione federoviana di un'umanità come specie eletta, destinata a dominare la terra e a sconfiggere la morte, è la formulazione moderna di una fede antica. Il platonismo e il cristianesimo hanno sempre pensato che gli esseri umani non appartengono al mondo naturale: essi immaginavano un'umanità che potesse disfarsi di tutti i limiti che gravano sulle altre specie animali. E i pensatori dell'Illuminismo hanno semplicemente rinnovato, con nuove parole, questo antico errore.
Federov era indubbiamente un'estremista, ma questa sintesi di fede e gnosticismo tecnologico e umanesimo, ha ispirato tanto Saint-Simon quanto Comte e Karl Marx.
Gli effetti pratici del culto federoviano-marxiano della tecnologia furono ovviamente rovinosi.
Ispirandosi a una filosofia materialista e ad una fede misticheggiante, l'Unione Sovietica danneggiò il proprio ambiente fisico più gravemente di qualsiasi regime precedente.
Verdi pianure trasformate in deserti, livelli altissimi di inquinamento.
Dalla distruzione della natura, però, l'Unione Sovietica non ricavò alcun vantaggio per l'umanità: i cittadini sovietici non vivevano né meglio né più a lungo.
Lo scetticismo generale nei confronti delle pianificazioni in stile federoviano, oltre ovviamente a tutte le altre considerazioni, contribuì a innescare il collasso sovietico. L'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl rafforzò la protesta. Pare che molta ostilità nei confronti di Gorbaciov fosse dovuta al suo progetto di modificare il corso di alcuni fiumi siberiani, cosa che avrebbe provocato l'allagamento di grandissimi territori e modificato di conseguenza anche il clima.
L'eredità lasciata alla Russia post-comunista dal regime sovietico è un ambiente devastato: un'eredità semi-criminale e folle.
Solo il capitalismo "taglia e brucia" ha saputo provocare catastrofi più grandi.
Ma il culto dell'immortalità tecnologica continua.
E continua nei paesi capitalistici più avanzati.
In California vi sono organizzazioni che promettono la resurrezione tecnologica di corpi congelati (la criogenia).
Questo genere di culti è la prova evidente che, per la maggior parte di noi, eredi del cristianesimo e dell'Illuminismo, l'escatologia e la tecnologia si appartengono reciprocamente.
Resuscitare i morti, probabilmente, non sarà impossibile per sempre.
Forse ci si riuscirà. L'inghippo fatale nella promessa dell'immortalità criogenica non è tanto quello di sopravvalutare i poteri della tecnologia.
È dimenticarsi che le società che credono alle promesse di immortalità tecnologica sono esse stesse mortali.
I fautori dell'immortalità tecnologica pensano che la società odierna durerà per sempre, o comunque devono sperarlo. In realtà, i morti congelati si saranno già sciolti da tempo quando forse si riuscirà a disporre della necessaria tecnologia.
Guerre, rivoluzioni, catastrofi naturali, crisi economiche avranno già distrutto i mausolei criogenici.
La ricerca tecnologica dell'immortalità spacciata come progetto scientifico non è per niente un progetto scientifico.
Essa promette quel che le religioni hanno sempre promesso: affrancare l'umanità dal suo passato di animale come tutti gli altri e liberarla dal fato e dai limiti naturali.