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mercoledì, aprile 19, 2023

Andy Warhol - Serial identity @MaGa Gallarate (Varese)


ANDY WARHOL, la sua figura, la sua arte sono state ampiamente sfruttate, scandagliate, omaggiate nel corso degli anni.

E' una piacevole sorpresa la mostra in corso fino al 18 giugno nello stupendo, accogliente e raffinato Museo MAGA di GALLARATE (VA) che, attraverso 200 opere, proiezioni di film e filmati, copertine di dischi, copie della sua rivista "Interview" e tanto altro, riesce ancora a colpire ed emozionare.

Per la prima volta in Italia, in collaborazione con l’Archivio di Ronald Nameth, viene presentata l’installazione immersiva del video di Nameth Andy Warhol’s Exploding Plastic Inevitable with The Velvet Underground and Nico, documentazione della fantastica performance del 1966.

Inoltre la serie completa degli episodi dello show televisivo Andy Warhol Fifteen Minutes (1985-87) e gli estratti del celebre Saturday Night Live in cui l’artista compare.
Allestimento perfetto, filmati degli spettacoli dei Velvet Underground, opere originali, location curatissima.

In apertura una sezione permanente con la “Sala Arazzi Ottavio Missoni” con una scelta di tessuti in maglia alcuni dei quali già esposti nel 1975 alla sua prima mostra alla Galleria Il Naviglio di Venezia. Una serie di dipinti policromi in acrilico su tavola creati in forma sperimentale nei primi anni ’70.

Tutti i dettagli qui: https://www.museomaga.it/

La mostra qui: https://www.museomaga.it/it/mostre/199/andy-warhol-serial-identity

lunedì, giugno 20, 2022

Obou


La tanto bistrattata "televisione" offre sempre, avendo la pazienza di cercare le cose, spunti di riflessione e scoperte altrimenti impossibili da trovare nel "web-dove-c'é-tutto".

Nella trasmissione di Rai5 Y AFRICA ho trovato OBOU, artista ivoriano, che mi ha letteralmente conquistato.

"La mia arte è figlia della cultura del mio popolo e della crisi della regione in cui sono cresciuto...ero giovanissimo e ho visto troppe atrocità e cose brutte. Una grande fonte di ispirazione per me è la cultura del mio popolo".

https://www.facebook.com/Peintre-Obou-247641368935838/

https://www.raiplay.it/video/2021/02/YAfrica---E7-4f1cddfa-e2a5-4ace-ac5a-d0d178828219.html

mercoledì, giugno 02, 2021

Warhol e Schifano in mostra a Pescara


Riprendo l'articolo firmato per Il Manifesto lo scorso sabato.

Ha riaperto a Pescara, nel nuovo polo museale Imago Museum, inaugurato da poco, dedicato all’arte moderna e contemporanea e promosso e realizzato dalla Fondazione Pescarabruzzo, una mostra (aperta al pubblico fino a settembre) che affianca due geni della Pop Art, Andy Warhol e Mario Schifano, con centinaia di opere dei due autori.

Affiancati e messi a confronto tra similitudini e correlazioni ma con anche evidenti divergenze.
Entrambi sperimentatori, al passo con il loro tempo, spesso anticipatori e conseguentemente entrati in contatto con quella controcultura che negli anni Sessanta espresse al meglio il suo lato eversivo e innovativo, prima di essere progressivamemte e definitivamente omologata e industrializzata, il “rock”.

Il flirt tra arte e musica rock é sempre stato frequente e non si contano gli esempi di alto profilo che hanno caratterizzato copertine, poster, loghi e le stesse canzoni.
Non mancano autori celebri con un talento che esulava dal semplice ambito musicale ma si spostava con risultati più che apprezzabili nella pittura o grafica (da John Lennon a David Bowie al chitarrista dei Rolling Stones, Ron Wood, eccellente pittore).

Inutile sottolineare come il connubio più importante, famoso e meglio riuscito, sia stato quello tra Andy Warhol e alcune tra le espressioni più autorevoli del rock 'n' roll.
Warhol é stato l'artefice della popolarità iconica del primo album dei Velvet Underground & Nico del 1966, uno dei lavori più importanti nella storia della musica rock.
La sua “produzione” non ebbe nulla a che fare con l'aspetto sonoro ma furono sue la celeberrima copertina con la banana (nella prima edizione rappresentata da un adesivo “sbucciabile”) e l'idea del light show che accompagnò i primi concerti.
Il disco vendette davvero poco ma a posteriori fu rivalutato e considerato una pietra miliare della musica pop contemporanea, oltre ad avere influenzato generazioni di nuovi musicisti.
Anche la copertina di Sticky Fingers dei Rolling Stones (per i quali provvederà anche a quella di Love You Live) con tanto di vera zip che apriva i jeans del modello Joe D'Alessandro (nonostante si fosse spesso ipotizzato si trattasse dello stesso Mick Jagger) fu opera sua e così perfino Made In Italy della “nostra” Loredana Berté (della quale diventò intimo amico) e Milano-Madrid di Miguel Bosè.
Il suo interesse per l'ambiente rock sarà ricambiato da David Bowie con la sua Andy Warhol (che, a detta dello stesso Bowie, Warhol odiava e quando gliela fece ascoltare alla Factory, non fece altro che girare le spalle e andarsene), da Lou Reed con Andy's Chest, che, successivamente, nel 1988, dopo la sua morte, avvenuta un anno prima, si ritroverà con l'ex sodale dei Velvet Underground, John Cale, per omaggiare il loro mentore con lo strepitoso album Songs for Drella (soprannome di Andy, unione di Dracula e Cinderella/Cenerentola a rappresentazione dei due suoi antitetici caratteri).

“Warhol più che al contenuto specifico dell'immagine é interessato alla sua qualità meccanica e al trattamento che l'immagine stessa riceve dai mass media; quando impiega i colori ad olio lo fa in maniera meccanicamente esatta, conforme, identica, all'autentico...nella sua rappresentazione non esiste partecipazione o compromissione dell'artista con il soggetto rappresentato, trasmutato definitivamente in prodotto.” (Generoso Bruno dal catalogo della mostra).

Il concetto di Pop-Art warholiano (inteso, in maniera generica come “Arte Popolare”) si riassume bene nella sua dichiarazione dal libro The Philosophy of Andy Warhol.
From A to B & Back Again:
“Quel che é davvero grande in questo paese é che in America si é affermato il costume secondo cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del consumatore più povero.
Liz Taylor beve Coca Cola e anche tu puoi berla e nessuna somma di denaro ti può garantire una Coca migliore di quella che beve il barbone all'angolo della strada.
Liz Taylor lo sa, lo sanno il Presidente e il barbone e anche tu lo sai”
.

Il percorso di Mario Schifano é solo apparentemente simile, anche se cammina negli stessi sentieri della Pop Art.
I due si incontrano nel 1963 a New York e si piacciono ma l'italiano ha un approccio completamente diverso. Schifano dipinge, non replica serigraficamente le immagini.
“La Coca Cola di Schifano non omaggia una merce le cui proprietà materiali sono già quelle della mercificazione, bensì la pittura e con essa i suoi pittori di insegne. L'operazione concettuale che Schifano istintivamente compie non riguarda il semplice trasferimento dell'immagine dal contesto visivo dell'iconosfera urbana al supporto pittorico, ma sulla tela direttamente o sul velo zigrinato della carta da pacchi, la mano dell'artista muove verso la neutralizzazione significante dello stigma del proprio tempo. Gli emblemi privati della funzione e del significato originario, si dischiudono a nuove letture e ulteriori livelli di percezione e significato.” (Generoso Bruno dal catalogo della mostra).

Anche Schifano realizza il “suo” Velvet Undeground italiano. Le Stelle di Mario Schifano, gruppo psichedelico di cui l'artista entra a far parte effettiva, pur non suonando nulla, riprendono il progetto di Warhol con Lou Reed e soci, realizzando nel 1967 l'album Dedicato a, (come accadde ai Velvet Underground, vendette pochissime copie, ora ricercatissime dai collezionisti, grazie anche e soprattutto alla confezione grafica curata dall'artista con copertina argentata e l'interno sfogliabile con le foto del gruppo ritoccate) e suonando un primo concerto a Roma con il film dello stesso Schifano, Anna Carini in agosto vista dalle farfalle, proiettato sui musicisti sul palco, poi a Torino e infine al “Piper” di Roma, presente anche Gerard Malanga della Factory, con quattro schermi panoramici su cui vengono riprodotte immagini dalla guerra in Vietnam e film dell'artista.
Nei suoi frequenti viaggi a Londra conosce i Rolling Stones, inserisce una partecipazione di Mick Jagger e Keith Richards (oltre a Carmelo Bene e Alberto Moravia, tra gli altri) nel suo film del 1969, Umano non umano e intraprende una chiacchierata relazione con l'ex di Mick, Marianne Faithfull. Jagger e Richards ricambiarono l'amicizia dedicandogli il brano degli Stones, Monkey Man da Let it bleed del 1969 (“I'm a cold Italian pizza...” recita uno dei primi versi). Non dimenticando la copertina disegnata per uno dei più significativi album italiani dei Sessanta, Stereoequipe dell'Equipe 84.

"Tra Warhol e Schifano lì dove l’arte Pop prova ad elevarsi a classicità contemporanea, la pittura – il più classico dei mezzi della rappresentazione – disperatamente prova ad aggrapparsi alla vita moltiplicata del tempo presente.
Se Warhol è identificabile in un processo statico, per i suoi procedimenti di isolamento, dilatazione e ripetizione seriale dell’immagine, per convesso, Schifano pone dinamicamente il soggetto rappresentato nella condizione di poter forzare i margini dello spazio di rappresentazione e di proseguire la sua proiezione oltre il limes pittorico. Il confronto tra un artista che quasi non dipingerà mai ed un altro che invece proverà, nello spazio della società contemporanea, ad elevare la pittura a medium di massa, non può che procedere, concettualmente, per scarti.
È solo nella lettura di questi movimenti contrapposti che, per approssimazione, possiamo avvicinarci ad una verità possibile".
(Generoso Bruno dal catalogo)

I DETTAGLI QUI: https://imagomuseum.it/

domenica, febbraio 16, 2020

Ecstatic Peace Library - Londra



Thurston Moore, già membro dei Sonic Youth ha aperto, il 5 febbraio, un negozio di dischi a Stoke Newington, nel nord di Londra, al 96 di Church Street, in collaborazione con l’artista Savage Pencil e con il boss della Soho Music e Zippo Records, Pete Flanagan.

Oltre a dischi nell' ECSTATIC PEACE LIBRARY ci sono poster, opere d’arte, libri, magliette.
Servirà anche come galleria d’arte.
"Sarà uno spazio per artisti, poeti, musicisti e chiunque non discrimina".

Il negozio rimarrà aperto fino al 14 marzo ma se avrà successo Moore conta di proseguire ancora per un po'.

https://www.facebook.com/Ecstatic-Peace-Library-346362294368

giovedì, febbraio 06, 2020

Mimmo Rotella



Mimmo Rotella nacque a Catanzaro nel 1918.
La sua prima mostra risale al 1951 a Roma, dove si era trasferito.
Una borsa di studio dalla Fullbright Foundation gli consentì di trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare l’Università di Kansas City.

In Usa conosce Robert Rauschenberg e Jackson Pollock e sviluppa la tecnica artistica del “Dècollage” ovvero ricomporre sulla tela frammenti di manifesti pubblicitari stappati per strada.
Il primo manifesto lacerato verrà esposto nell’“Esposizione d’arte attuale” a Roma.

Aderisce al movimento “Nouveau Realisme”, sviluppa la sua tecnica, arriva agli “Assemblage” inserendo nelle sue opere anche oggetti come tappi e frammenti di corde.

Tra il 1967 e 1973 realizza gli “Art-type”, prove di stampa incollate sulla tela .
Nel 1975 alla pubblica il suo primo disco dal titolo "Italiano di poemi fonetici".

Nel 1980 si trasferisce a Milano dove realizza le “Blanks” in cui i manifesti pubblicitari venivano coperti con fogli bianchi richiamando la pratica di coprire le pubblicità scadute.
Si avvicina al graffitismo e lo ritroviamo a tracciare tags sui muri delle città.

Negli anni Novanta, sarà presente al Centre Pompidou di Parigi, al MOMA e al Guggenheim di New York e al Museum of Contemporary Art di Los Angeles.
Rotella morì a Milano l’8 gennaio del 2006.

Un documentario che ne racconta la vita:
https://www.youtube.com/watch?v=y-bsiXWFjng

I Poemi fonetici di Mimmo Rotella
https://www.youtube.com/watch?v=JHGroT5WV4I

mercoledì, novembre 20, 2019

Jamie Reid



Quando Malcom McLaren è in procinto di lanciare i "suoi" SEX PISTOLS si ricorda di un compagno di classe al Croydon Art College, tale Jamie Reid classe 1947, attivista nelle frange anarchiche e situazioniste.

Sarà lui a occuparsi delle copertine della band, creando uno stile unico, immediatamente riconoscibile, provocatorio, aggressivo, che diventerà un marchio indimenticabile per la scena PUNK ROCK.

Diventerà l'autore delle copertine dell' album "Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols" e dei singoli "Anarchy in the UK", "God Save The Queen" "Pretty Vacant" e "Holidays in the Sun".

Ha poi continuato a lavorare in ambito grafico, esponendo e riproponendo nel trentennale l'iconico "Never trust a punk" e collaborando con le Pussy Riot.



Sempre polemico e pungente ("Apprezzerei Banksy se donasse i soldi che guadagna agli homeless. Mi sembra solo una truffa"), continua ad essere attivo politicamente e socialmente, occupandosi di cambiamento climatico, crisi economica, potere delle banche.



"Le idee radicali saranno sempre appropriate.
L'establishment deruberà sempre tutto ciò che potrà, perché non ha la capacità di essere creativo.
Ecco perché devi essere sempre in movimento".


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