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venerdì 3 febbraio 2017

"La luna è dei lupi" di Giuseppe Festa

Proprio in queste ultime ore si sta festeggiando, con sollievo ma anche una certa cautela, il rinvio del cosiddetto "Piano Lupo" (un programma di abbattimento controllato di questa specie protetta)... e io dunque oggi vi propongo una lettura ad hoc, perfetta per conoscere questi animali meravigliosi ma ancora più azzeccata se si vogliono comprendere davvero le dinamiche di una corretta convivenza tra uomo e lupo, considerati tutti gli interessi in gioco (nostri, dei lupi e della natura). La penna è ancora di Giuseppe Festa, di cui ho decantato le doti di narratore già con "Il passaggio dell'orso", e anche in questo caso non delude: "La luna è dei lupi" è una storia che colpisce al cuore, oltre ad insegnare davvero moltissimo sul lupo che abita i nostri boschi italiani. La storia è ambientata sui monti Sibillini, ampiamente omaggiati dall'autore con magnifiche descrizioni mozzafiato: è qui che il lupo Rio e il suo branco devono conquistarsi ogni giorno la sopravvivenza e un posto sicuro.


Le cose non sono affatto semplici come potrebbero sembrare: la sopravvivenza di un lupo adulto, così spesso dipinto come un predatore crudele e inarrestabile, non è mai scontata e anzi si traduce in una lotta quotidiana contro la fame e il freddo, in competizione con altri branchi di lupi e con lo stesso essere umano (avido di tutto, lui sì crudele e inarrestabile) per garantirsi un po' spazio vitale. Le vicende di Rio e dei lupi si intrecciano e si susseguono veloci, non c'è un attimo di respiro tra pericoli, imprevisti, vicissitudini che rendono ardua la vita di un lupo nel mondo di oggi. Ma al contempo, sullo sfondo, troviamo un respiro più ampio, potente, calmo e continuo: quello della natura selvaggia che, pazientemente, continua a esistere anche ai margini delle nostre città, negli spazi che le restano, pronta a riconquistare terreno e ad accogliere animali e uomini (almeno quelli che sanno ascoltarla). In tutto ciò, aggiuntiva nota di merito è data da alcune informazioni scientifiche sui lupi, sulla vita del branco e sui metodi per studiarli e aiutarli da parte dell'uomo che abbia a cuore le sorti di questa specie. Romanzo consigliato anche dal WWF Italia (il quale non manca di occuparsi della sorte dei lupi italiani), "La luna dei lupi" è un libro al contempo semplice e profondo, favolistico e realistico, emozionante ma anche estremamente ragionevole, che fa venir voglia di entrare in quei boschi, su quelle montagne e in quei territori dove vivono Rio e i suoi compagni, sperando di vederli magari correre liberi, finalmente al sicuro. E ci auguriamo che anche nella realtà i lupi continuino a venir compresi, rispettati e tutelati il più possibile.

mercoledì 30 novembre 2016

"25 grammi di felicità" di Massimo Vacchetta (con Antonella Tomaselli)

Cari amici, mentre Natale si avvicina a grandi passi, approfitto dell'atmosfera che ci circonda per "fare luce" su una storia speciale, naturalmente una storia vera, che potrà allietare tutti voi che deciderete di leggerla e... perchè no, di prenderne parte, in un qualche modo.
Quanto può pesare la felicità? Nel caso di Massimo Vacchetta, veterinario che si trovava ad un punto morto della sua vita professionale e personale, ha avuto il peso di 25 grammi: così poco pesava infatti Ninna, una cucciola di riccio orfana, in pericolo di morte senza la mamma. Prendersi cura di un riccio da svezzare non è cosa di poco conto: bisogna rintracciare il latte specifico, avere cura dei bisogni fondamentali del piccolino, somministrargli costanti poppate (anche durante la notte), sorvegliare su tutto. E così Massimo, abituato a curare solitamente bovini e animali d'allevamento, si trova a preoccuparsi invece per quest'esserino così leggero, così precario, così bisognoso di qualcuno che si faccia carico della sua sopravvivenza. Ma la responsabilità per Ninna si trasforma ben presto in qualcosa di più: affetto, amore, empatia, voglia di fare la differenza per quelle creature solitamente ignorate. E mentre Ninna supera le fasi più delicate della crescita, diventando un bel riccio adulto e in salute, Massimo si accorge che il mondo è pieno di richieste di aiuto: salva e raccoglie altri ricci in difficoltà (vittime di incidenti stradali, oppure denutriti e sottopeso, malati e disabili), mentre un sogno inizia a prendere forma... perchè non aprire un centro di recupero solo per ricci?


La storia scritta a quattro mani da Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli è il racconto di un uomo che, grazie all'inaspettato incontro con un piccolo riccio in difficoltà, ha l'opportunità di cambiare vita, dando un senso più profondo alla sua professione, reinventando se stesso e il suo lavoro. Oggi il Centro di Recupero Ricci "La Ninna", in provincia di Cuneo, è una realtà, un luogo di cui c'era davvero bisogno! 
Ma la storia narrata in "25 grammi di felicità" non è solo il racconto di come nasce e si avvia un Centro di Recupero per animali selvatici... è anche la storia di un uomo innamorato dei suoi animali, preoccupato per la loro salute ma anche dei loro bisogni fondamentali... uno su tutti, la libertà. Perchè i ricci sono animali selvatici e la loro tutela significa, alla fine, salvarli per liberarli, restituendoli a quella natura così piena di pericoli che è però la loro unica, vera casa. E così "25 grammi di felicità" è una storia ancora più bella, più profonda, piena di sentimenti e considerazioni contrastanti: sarebbe bello poter salvare sempre ogni riccio, ogni creatura in difficoltà... e Massimo Vacchetta si impegna ogni giorno per questo, nel suo Centro "La Ninna". Sapendo bene che il più grande regalo che potrà mai fare ai "suoi" ricci, sarà di restituire loro la libertà. Un libro, una storia, una realtà che meritano di essere conosciuti da quante più persone possibili: regalatevelo e regalatelo per Natale (una parte dei fondi andrà a a sostegno del Centro "La Ninna"!)... e scoprirete come un piccolo riccio potrà cambiarvi la vita.

venerdì 2 settembre 2016

Vito, il micio ferrarese con una zampa bionica!

Oggi vi racconto una bellissima storia a lieto fine, una storia che nei mesi scorsi ha girato tanto sul web e ancora di più sui quotidiani locali tra Ferrara e Rovigo, perchè il gatto protagonista delle vicende è talmente unico da meritare davvero tanta popolarità! Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, la mala sorte volle che un piccolo gattino di due mesi finisse tra le lame di una falciatrice: così dura e dolorosa è stata la partenza di Salvo, che nell'incidente perse entrambe le zampette posteriori e rischiò di morire. Il micio, in condizioni disperate ma ancora vivo, venne soccorso e portato al Gattile Comunale di Ferrara, dove le ragazze di "A Coda Alta" si sono subito occupate della sua emergenza: curato al meglio possibile, è stata avviata una raccolta fondi per poterlo operare adeguatamente. Al momento del suo ritrovamento Salvo era più morto che vivo, ma questo piccolo micetto coraggioso ha lottato con la forza di un leone e ha tenuto fede al suo nome, salvandosi davvero. La sua prima operazione è riuscita e, pur senza le zampine posteriori, non ha mai perso vivacità, entusiasmo e voglia di giocare, come tutti gli altri micini di pochi mesi. 

Vito al Gattile di Ferrara
Affettuoso e socievole, quando è stato il momento di cercargli un'adozione la sua buona stella non lo ha abbandonato: è diventato il micio di Valentina, volontaria di OIPA di Rovigo, una sezione territoriale dell'Organizzazione Internazionale Protezione Animali particolarmente attenta a mici disabili. Se il destino aveva già riservato a Salvo una seconda occasione, grazie a Valentina ne ha gudagnata certamente una terza. Ribattezzato Vito, il gattino con il procedere dei mesi è stato seguito e curato, fino ad un'ipotesi che gli avrebbe potuto cambiare la vita: tornare in sala operatoria, per inserirgli una protesi al titanio ad una delle due zampine amputate. L'operazione sarebbe stata delicata, costosa e soprattutto rivoluzionaria: il primo caso in Italia di gatto con una zampa "bionica". Per Vito, grazie a OIPA di Rovigo e al passaparola di altre associazioni locali (compresa naturalmente "A Coda Alta"), è stata avviata un'altra raccolta fondi per consentire l'intervento, che avrebbe dato a Vito la possibilità di migliorare la sua qualità di vita, camminando su tre zampe anzichè strisciando sulle anteriori. La raccolta fondi è andata a buon fine e, nel giugno scorso, Vito è stato operato nella clinica veterinaria "Pedrani" a Zugliano (Vicenza).

Ecco Vito subito dopo la sua avveniristica operazione nella clinica di Zugliano. Foto tratta da Estense.com
Si è trattato di un evento davvero eccezionale: l'operazione chirurgica è andata bene e Vito è diventato il primo micio in tutta Italia ad avere una protesi ad un arto, fatta su misura per lui! La convalescenza naturalmente è stata delicata e lunga, ma Vito ha continuato ad essere il micio d'oro che è sempre stato, sopportando al meglio tutte le cure e i momenti più difficili. Oggi potete seguire gli aggiornamenti su Vito alla pagina Facebook di Oipa Rovigo, in particolare quella del loro progetto dedicato alle cure e alle adozioni di animali disabili: "Disabilandia". Sulla pagina si vedono tutte le attività meritevoli e meravigliose che i volontari di Oipa fanno per mici e cani disabili: addirittura ginnastica in acqua per i mici con paresi! Si legge che: "a inizio giugno 2016 è stato resa operativa la Casa famiglia Disabilandia, un rifugio per questi mici speciali in attesa di adozione! Si trova a Rovigo in via Alfieri 42 (di fianco al campo CONI) ed è aperta al pubblico dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.30 alle 20.00 circa, salvo imprevisti". Che dire? Dateci un'occhiata quanto meno e, se siete in zona, perchè non andare a fare qualche coccola a questi animali speciali?

Ecco Vito oggi, con la sua zampina bionica! Foto tratta da pagina Disabilandia OIPA Rovigo
Per concludere, rifletto su Vito e sulla sua intera vicenda, così speciale, così importante: da un momento tragico e disperato, grazie alla buona volontà di tante persone (volontari, associazioni, ma anche medici veterinari e chirurghi che non si sono tirati indietro), grazie anche alla voglia di vivere del gattino, la storia di Vito è diventata un luminoso esempio di grande amore e passione per gli animali, un inno alla vita in tutte le sue possibilità. E l'orgoglio di avere avuto il primo caso di gatto "bionico" in Italia proprio qui, tra Ferrara e Rovigo, spero possa essere solo di buon auspicio per tanti altri animali che, già salvati da una tragedia, possano migliorare ancora di più la loro vita.

mercoledì 6 aprile 2016

Un mese da pecore, nel sottomura di Ferrara!

Oggi vi parlo con molto piacere e simpatia della mia città, Ferrara, che negli ultimi giorni ha ricevuto anche una certa attenzione mediatica per una curiosa scelta dell'amministrazione comunale... un'idea che, in realtà, non è esattamente una novità, eppure in Emilia Romagna è certamente il primo comune ad aver assunto un gregge di pecore per lo sfalcio di una vasta area verde pubblica! Da fine marzo, infatti, tutto il sottomura ferrarese sta ospitando centinaia di pecore, sotto l'attento controllo del pastore bresciano Massimo Freddi e dei suoi due cani Moro e Flay: il gregge stazionerà sul verde pubblico che circonda la città fino a maggio, per poi tornare nel bresciano per l'alpeggio estivo. L'idea è accattivante e vincente: le pecore "tosano" l'erba e si nutrono gratuitamente (concimando peraltro in maniera ottimale il terreno), con un risparmio economico rispetto alle normali imprese di sfalcio del verde e con un approccio certamente più ecologico. Senza contare che le pecore sono simpaticissime!


Notate la differenza tra il prato "tosato" dalle pecore e quello ancora da brucare!
 

Ma tra i migliori risultati di quest'impresa c'è soprattutto il sollucchero dei ferraresi, che hanno incontrato il gregge in una delle zone più amate e caratteristiche della città: le mura medievali immerse nel verde, popolate di pecore belanti, agnellini e qualche capretta, per un insolito e simpatico spettacolo bucolico. Certo, andando indietro di un lustro, qualche piccolo gregge era diffuso anche nelle nostre campagne... ma ormai si tratta di un mestiere scomparso nella nostra zona. Così, poter incontrare a tu per tu animali pacifici, mansueti e candidi come le pecore, ha fatto letteralmente "impazzire" i ferraresi, che si fermano incuriositi ad osservare gli animali, scattando foto ed emettendo gridolini compiaciuti, perchè a dire il vero... il gregge nel sottomura è proprio un bello, bello spettacolo: mentre la primavera sta sbocciando, in un sottofondo di belati e campanacci, è davvero un piacere fermarsi nel prato ad osservare centinaia di pecore che brucano, alcune vistosamente gravide, mentre agnellini appena nati compiono i primi passi e i più grandicelli inseguono la mamma per una poppata. 

 
  


Io stessa non ho resistito e sono andata a vedere il gregge prima che ho potuto... sono partita entusiasta e sono tornata estasiata, perchè osservare le pecore è stata un'esperienza sinceramente rasserenante: agnelli grandicelli che si sfidavano a "testate", pecore accovacciate e pecore trotterellanti, caprette guardinghe ma molto voraci, ed infine perfino un agnellino appena nato, ancora sporco di muco, mentre veniva leccato amorevolmente dalla mamma. Vedere gli sforzi del piccolo per reggersi in piedi, ma anche la tranquillità serafica della madre mentre lo puliva e lo sosteneva con il suo stesso muso, è stata una visione pacificante
Iniziative come questa credo siano davvero da elogiare, al di là del vantaggio economico, perchè sono in grado di riavvicinare, con semplicità, persone di tutte le età alla natura e ai suoi cicli: in questo caso sottoforma di simpatiche e miti pecorelle! 

L'agnellino nato da poco, mentre la mamma lo accudisce e lo incoraggia nei suoi primi passi.


Gli ovini, rigorosamente controllati a livello sanitario, sono tenuti in sicurezza all'interno di un recinto che viene periodicamente spostato, in modo che gli animali abbiano costantemente erba fresca da brucare. Nelle varie interviste pubblicate sui quotidiani, il pastore Freddi esprime soddisfazione per quest'accordo con il comune di Ferrara, anche perchè non è scontato trovare luoghi adatti dove portare gli animali per la transumanza: "Per noi è importantissimo avere a disposizione spazi verdi come questi perché agricoltura e industria stanno spopolando e non è più possibile fermarsi per far pascolare i capi" (Estense.com). Nel mese di permanenza saranno organizzate anche iniziative per le scuole, magari in occasione della tosatura di qualche capo, dal momento che la pastorizia è un mestiere antico, ormai sempre meno diffuso ma per questo forse ancora più affascinante, per grandi e piccini. Insomma, un’iniziativa autenticamente sostenibile, dal momento che permette di ottenere al contempo benefici ecologici, economici ma anche sociali: ne è prova il genuino stupore dei cittadini, di tutte le età, che si fermano ad osservare le placide pecore al pascolo, nella cornice delle mura medievali della città. Del resto, con buona pace dei soliti detrattori e dei noiosissimi cinici di turno, il belante gregge è dotato di una simpatia naturale irresistibile!

sabato 7 marzo 2015

Cani donatori di sangue: la prima banca dati in Italia

Nel mondo esistono già tempo iniziative per promuovere la donazione di sangue tra cani, ma in Italia non vi era nulla di questo tipo prima dello scorso autunno, quando è partito il meritevole progetto "Dog blood Donors" (cani donatori di sangue), con lo scopo di creare una prima banca dati di cani donatori. Il funzionamento è molto semplice e su base volontaria: i proprietari di cani che intendono aderire all'iniziativa, devono iscrivere il proprio cane sul sito Dog Blood Donors. All'iscrizione, che è completamente gratuita, farà quindi seguito un primo prelievo di sangue affinchè questo venga analizzato e inserito nella banca dati: si può portare il proprio cane in una delle strutture veterinarie già abilitate, oppure dal proprio medico veterinario (che potrà iscriversi alla banca dati se non lo avesse ancora fatto). Compiere questo gesto significa inserire il proprio cane in una rete di donatori in grado di salvare la vita ad altri cani. 
La banca dati è infatti fruibile da tutti i veterinari iscritti e, in caso di bisogno di trasfusione per un cane malato, si viene invitati a portare il proprio cane donatore per il prelievo. Non vi è obbligo di rispondere positivamente al prelievo, qualora per qualche motivo non si fosse disponibili: naturalmente però lo scopo di questa banca dati è creare una solida rete di solidarietà tra veterinari, proprietari e cani, sani e malati. 

La prima cagnolina iscritta a Dog Blood Donors
Per maggiori informazioni sul funzionamento della procedura di iscrizione e di donazione, vi rimando a questa pagina. Esistono naturalmente dei requisiti ben specifici che devono possedere i cani candidati alla donazione, per non mettere a repentaglio la loro salute. In particolare, un cane può diventare donatore se...


La banca dati Dog blood Donors è finanziata dal fondo solidale permanente di Almo Nature “Almore Fund”, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e della Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani (FNOVI).
Per concludere questo post vi rimando a un servizio di Geo&Geo andato in onda lo scorso 20 febbraio, dove il medico veterinario Benedetta Giannini, responsabile del progetto Dog Blood Donors, racconta dell'iniziativa con una "testimonial canina" salvata proprio grazie ad una donazione di sangue. Che ne dite, avete un cagnolone che potrebbe diventare donatore?

lunedì 7 ottobre 2013

La storia vera della lupa Lilith, restituita alla libertà

E' di pochi giorni fa questa bellissima notizia: la lupa Lilith, dopo diversi mesi di cure e di riabilitazione presso il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone (in provincia di Bologna), si è ristabilita completamente ed è stata restituita alla libertà dei suoi boschi! La lupa era stata trovata, nel giugno scorso, quasi in fin di vita nel recinto delle pecore di un agriturismo bolognese... i coscienziosi proprietari, dopo essersi resi conto che la povera lupa era in seria difficoltà, hanno chiamato la polizia provinciale che li ha messi in contatto con il Centro Tutela. Lilith è quindi stata catturata e, sottoposta ai primi esami, è stato chiaro quanto gravi fossero le sue condizioni: anemica, infestata da zecche, con vertebre schiacciate, alcune recenti fratture al bacino (probabili "ricordi" di un incidente stradale) e perfino un pallino di piombo, segno di uno scampato rischio di bracconaggio da parte della povera lupa. Era l'inizio dell'estate 2013 e per lei iniziava un lungo periodo di alti e bassi, miglioramenti e gravi ricadute. Ma la forza della natura e la voglia di vivere si sono manifestate in Lilith fino a farle ritrovare completamente la forma, grazie alle costanti cure al Centro Tutela... finchè, pochi giorni fa, è stata una gioia poterla liberare, vederla correre di nuovo completamente libera, verso i suoi boschi.


In questi ultimi anni i lupi stanno fortunatamente ripopolando gli Appennini, ma resta sempre l'uomo il pericolo maggiore per questi animali. I lupi sono animali schivi ed elusivi nei confronti dell'uomo e della civilità, nonostante alcuni esemplari talvolta si avvicinino alle zone antropizzate: qui, inevitabilmente, sono maggiormente a rischio di incidenti stradali, bracconaggio o avvelenamento. Fa sorridere, per fortuna, pensare che nel caso di Lilith i primi "soccorritori" sono stati proprio i gestori dell'agriturismo, proprietari delle pecore: per una volta, il predatore era inoffensivo e vulnerabile, mentre il pastore, suo acerrimo "nemico", non ha esitato ad attivarsi per salvarla. Potete leggere tutta la storia di Lilith sulla pagina dedicata del Centro Tutela di Monte Adone, dove sono attivi diversi progetti di tutela e ricerca verso gli esotici e i selvatici, tra cui anche il "Progetto Lupo". 
Immancabile, per concludere questo post, il video (sempre del Centro Tutela) che riassume la storia di Lilith, dal suo ritrovamento alla sua liberazione: commovente e toccante, davvero non c'è cosa più bella vedere questo lupo correre di nuovo verso la libertà.


Tra i vari animali, il lupo è uno di quelli che da sempre mi affascina di più: è l'emblema della libertà e del selvaggio, ma anche della fedeltà verso i propri simili (i lupi sono "monogami" e formano coppie per la vita, inseriti in una forte gerarchia all'interno del branco)... e sono animali fortemente sociali, proprio come noi. Speriamo che l'ostilità e la diffidenza verso questo meraviglioso animale - derivanti da centinaia di anni di non sempre felice convivenza uomo-lupo - possa oggi lasciare spazio ad altri sentimenti: rispetto e attenzione in primis. E a proposito di lupi e uomini, ricordiamoci che il male vero, quello consapevole e per questo punibile, non arriva mai dagli animali. Anche se l'umanità è uscita dal cosiddetto "stato di natura", credo che purtroppo non ci siamo ancora allontanati abbastanza da quello che diceva Hobbes... homo homini lupus: "l'uomo è un lupo per l'uomo". I lupi, come Lilith, lasciamoli vivere in pace nella loro libertà.

lunedì 11 marzo 2013

Stop ai test cosmetici su animali in tutta Europa

Buongiorno a tutti! Oggi possiamo cominciare bene la settimana, perchè proprio stamani si taglia un traguardo storico di civiltà: lo stop definitivo in tutta Europa ai test sugli animali per prodotti cosmetici. Da oggi in poi, tutti i cosmetici che acquisteremo saranno obbligatoriamente "cruelty free", almeno per quanto riguarda i paesi dell'Unione Europea. Il merito di questa enorme vittoria va alle tante associazioni, LAV in primis, che per anni si sono battute per questo risultato, insieme alle centinaia di cittadini che hanno contribuito con le loro firme, petizioni e manifestazioni.

Immagine tratta dal sito LAV
 
Sul sito della LAV si legge: "Dopo 23 anni di battaglie, manifestazioni, pressioni istituzionali, con l'appoggio di milioni di cittadini l'11 marzo l'Europa sarà finalmente libera dai cosmetici testati su animali. Nessun prodotto o ingrediente in Europa sarà più sperimentato su animali. Una vittoria storica ottenuta anche grazie a te, al tuo sostegno, alla tua firma. Ti aspettiamo a Roma, in piazza del Pantheon, lunedì 11 marzo, alle 12,00 oppure alle 18,00".
Oggi c'è certamente da brindare, ma soprattutto ora vi è la concreta possibilità che l'esempio europeo sia da stimolo per tutto il resto del mondo, dove ancora gli animali vengono usati come cavie per testare ingredienti e prodotti cosmetici. Fondamentale è anche la dichiarazione di Legambiente: "Sono ancora troppi in tutto il mondo gli animali inutilmente usati come cavie da laboratorio, senza con ciò garantire maggiore sicurezza per salute, animali e ambiente. Ci auguriamo pertanto che il divieto imposto dall’Ue alle imprese cosmetiche, settore all'avanguardia nella ricerca senza utilizzo di animali, apra una profonda riflessione anche negli altri Paesi, negli altri settori economici e ancor più nel mondo della ricerca affinché capiscano ciò che i cittadini chiedono loro: ossia maggiore rispetto per gli animali e garanzia di solidità e ripetibilità di nuove conoscenze, cosa che la sperimentazione animale sempre più spesso non offre. L’Europa lo ha capito, ora spetta agli altri Paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell'innovazione.”.
Speriamo bene!

domenica 29 luglio 2012

Green Hill: 2500 beagle sopravvissuti all'inferno

In queste settimane sulla rete, tra i blog, nelle mailing list, si sono susseguite tante notizie relative a Green Hill, azienda in provincia di Brescia tristemente famosa per allevare beagle destinati ad essere vivisezionati nei laboratori di tutta Europa. Non riesco neppure a pensare concretamente a cosa voglia dire, per un cane, nascere in una gabbia, non vedere mai la luce del sole, crescere con un destino specifico: essere vivisezionato, fatto a pezzi, come fosse solo carne "da esperimento", nella quale inoculare patogeni, farmaci, sostanze chimiche.

Foto da web
La buona notizia è che, a metà luglio scorso, la Procura della Repubblica ha disposto il sequestro probatorio di Green Hill, per fare i dovuti accertamenti sulle condizioni dei 2500 beagle presenti. Green Hill non è ancora chiuso, ma questo sequestro fa ben sperare le centinaia di persone che per anni si sono battuti per fermare quest'orrore. Hanno svolto e stanno svolgendo un ruolo attivo non solo associazioni importanti come LAV, Legambiente e Oipa, ma tante sono state le campagne "ad hoc" apposite per questi beagle. Dalla campagna "Salviamo i cani di Green Hill" è nato infatti nel 2010 il Coordinamento Fermare Green Hill.

Foto da web

E' estremamente toccante pensare che, adesso, 2500 beagle hanno la possibilità di cominciare una nuova vita, specie pensando che si tratta di cani che non hanno mai conosciuto una vita diversa da quella della "fabbrica degli orrori", dove erano prigionieri. La prima beagle, una femmina incinta, è già stata data in affido a Giuliano, del Coordinamento Fermare Green Hill. Vi lascio il video della sua liberazione, un momento che mi auguro divenga "storico" come la fine dell'incubo non solo per questa beagle, ma anche per tutti i suoi compagni.


 
Ed ora vi lascio qualche notizia per la campagna affidi che è in corso per questi meravigliosi beagle. Non devo neppure dire quanto sarebbe bello poter trovare prestissimo una casa a tutti questi cani, per quanto temporanea, dato che il sequestro non è ancora definitivo.

Questa è la notizia che tutti volevamo e per cui abbiamo lottato a lungo: non è ancora scritta la parola fine sul capitolo Green Hill, ma adesso 2.500 prigionieri possono varcare la soglia del lager e costruirsi una nuova vita.
Per i beagle di Green Hill è stata infatti firmata la “scarcerazione” dalla Procura. La custodia passa in mano a Lav e Legambiente, in quanto firmatari dell’ultimo esposto in ordine di tempo che ha portato al sequestro. Purtroppo si tratta solo di “affidi temporanei” in quanto l’allevamento non è ancora sottoposto a sequestro definitivo, ma è importante fare uscire il prima possibile il maggior numero di cani da quel lager e dare loro la possibilità di dormire sonni tranquilli come quelli dei cani tirati fuori in ben altro modo con la storica liberazione del 28 aprile! Leggi come.
La Procura di Brescia in seguito al sequestro probatorio dell’allevamento ha deciso di affidare la custodia a Lav e Legambiente. Una riunione in cui capire come gestire questa emergenza senza precedenti, a cui abbiamo partecipato anche noi insieme ad altre realtà animaliste, ha gettato le basi per gestire gli affidi.
Si tratta di cani che hanno vissuto sempre in gabbia, con luce artificiale, senza un serio contatto umano. Per cui sono cani da gestire con particolare attenzione. A tutti coloro che si offriranno verrà fornito un “protocollo” di gestione di animali recuperati da laboratori di vivisezione, stilato e distribuito dall’associazione con più esperienza nel campo: VitaDaCani.
Invitiamo chiunque vuole un cane di Green Hill in affido a scrivere inviando l’apposito formulario compilato in tutte le sue parti alla seguente mail: adozionicontrogreenhill@gmail.com
LEGGETE BENE: avere un cane non lo si fa perché si tratta di un caso nazionale, ma per prendersene cura! Siatene coscienti. Vi invitiamo a leggere bene i documenti che dovete scaricare, in cui trovate alcune indicazioni sull’affido e sulle necessità di questi cani.

La partenza del primo corteo contro Green Hill 24 aprile 2010. Foto da web
Un grazie enorme a tutti coloro che ci hanno seguito in questo sogno e in questa lotta.
Non è ancora finita, è stata lunga e c’è ancora molto da fare, ma intanto possiamo dire finalmente insieme: TUTTI LIBERI!
Coordinamento Fermare Green Hill


Infine, invito tutti a tenersi informati su come procederanno le cose per Green Hill, nella più viva speranza che il sequestro divenga definitivo e che venga presto scritta la parola "fine" sugli orrori che hanno vissuto questi beagle.

lunedì 16 maggio 2011

Tosaerba belanti

Coldiretti e Whirlpool hanno dato il via a un'originale e intelligente iniziativa, "assumendo" un gregge di 1200 pecore da lasciar pascolare liberamente nei cinque ettari di prato che circondano lo stabilimento di Cassinetta di Biandronno. I lanosi ovini svolgeranno così la funzione di "tosaerba" assolutamente ecologici. "In questo modo, sottolinea l'associazione degli agricoltori, trae vantaggio l'ambiente, visto che le pecore sono delle 'falciatrici a impatto zero', ma anche l'allevatore grazie alla disponibilità di un pascolo a fronte di una progressiva riduzione degli spazi verdi e del forte aumento dei costi delle materie prime necessarie all'alimentazione degli animali" (fonte: La Stampa).

Fonte http://www.photos8.com/

Una simile iniziativa è stata già presa qualche anno fa in America da Google: la sede californiana dell'azienda aveva infatti assunto un gregge di 200 capre, allo stesso scopo. Chissà se di questo passo ciascuna famiglia potrà adottare una pecora per falciare l'erba del proprio prato!

domenica 6 febbraio 2011

Ariel, quando l'amore fa miracoli

Una decina di giorni fa vi ho raccontato la storia di Heather, micina speciale che ha davvero bisogno di una famiglia adottiva... sperando che la sua storia trovi presto un lieto fine, oggi voglio raccontarvene un'altra che, per fortuna, si è già conclusa felicemente. E' ancora la storia di una gattina con diversi problemi, un caso difficile da far adottare... ancora una volta è la storia di una micina che, da tanto stava male, era arrivata quasi a far ipotizzare di addormentarla per sempre... e invece no. Adesso Ariel, così si chiama la nostra micina, si è ripresa ed è stata adottata!

Ariel, oggi felicemente adottata!
Ariel era arrivata in gattile quest'estate già con evidenti problemi: epilettica ed non vedente.  Dopo aver eseguito diversi esami specialistici, purtroppo la sorte di Ariel sembrava segnata... in gattile non potevamo somministrarle con la giusta regolarità le medicine necessarie per tenere controllate le crisi epilettiche. Inoltre anche la convivenza con gli altri ospiti pelosi stava sottoponendo Ariel a forte stress... tutto ciò andava ad aggravare di molto la sua salute già precaria. La piccola aveva crisi epilettiche tremende e quotidiane, si stava spegnendo tra troppe sofferenze... ma il caso di Ariel ha davvero toccato gli animi di chi l'ha conosciuta e, piuttosto di addormentarla, due volontarie hanno proposto lo stallo temporaneo a casa loro! Si doveva tentare il tutto e per tutto....

Un intenso sguardo di Ariel: a guardarla non si nota la sua cecità.

Così Ariel è stata accolta in una vera famiglia prima di Natale... ed è come rinata! Nel calore di una casa, somministrandole le giuste cure e soprattutto le giuste coccole, Ariel si è ripresa al meglio delle sue possibilità! Anche se è cieca si orienta benone e, pur restando dipendente dalla somministrazione giornaliera di farmaci, le crisi epilettiche si sono ridotte moltissimo. E' stato un vero sollievo per tutti capire che la sorte della micia non era segnata: aveva solo bisogno di un ambiente tranquillo e amorevole. Ad oggi Ariel ha solo qualche piccola e brevissima crisi, del tutto "sopportabile"... per il resto è tranquilla, affettuosa e giocosa! Ma le due meravigliose volontarie che l'avevano salvata non potevano tenerla per sempre, perchè già "sommerse" di altri gatti. Lo stallo di Ariel poteva essere solo temporaneo...

Uno sguardo un pò triste di quando Ariel era al gattile

Ariel al gattile,ma adesso è in una vera casa!!!
Ariel era stata già adottata a distanza da due persone di buon cuore (come ho detto, il suo caso ha davvero toccato gli animi di tutti!) ma mancava la ciliegina sulla torta... l'adozione vera e propria. E, come nelle migliori storie, il lieto fine è arrivato! Dalla scorsa domenica Ariel ha trovato la sua definitiva famiglia, che saprà prendersene cura con amore e costanza. Non potremmo essere più felici e grati a tutte le persone che hanno fatto il possibile perchè Ariel potesse vivere: i volontari del gattile, le volontarie che l'hanno accolta in stallo, le "adottanti" a distanza ed infine la famiglia che l'ha definitivamente adottata!

Ariel e la sua "mamma" adottiva nella loro casa!

Eccola con uno dei suoi "fratellini adottivi"!!
Il caso di Ariel era difficile e c'è stato un momento in cui tutto quasi sembrava perduto... eppure la preziosissima partecipazione di tutti e l'amore di chi le è stato accanto hanno davvero compiuto il miracolo! Oggi la nostra micina è felice, circondata da persone che le vogliono davvero bene... grazie alle scrupolose cure che riceve sta bene, gioca perfino con i suoi due nuovi "fratellini": due cagnolini!!! Speriamo che il lieto fine di Ariel sia di buon auspicio per tutte le adozioni più difficili e che sembrerebbero senza speranza... certe volte è solo questione di trovare le persone giuste!!

giovedì 20 gennaio 2011

A Ferrara solo circhi umani!

Oggi spazio alle buone notizie, delle quali c'è sempre bisogno! In particolare, questa buona notizia riguarda proprio la mia città, per quanto concerne una delle grandi battaglie sostenute dalle associazioni animaliste: quella contro lo sfruttamento degli animali nei circhi. Sono molte le associazioni, LAV e OIPA tra le altre, a battersi affinchè il circo "diventi umano" e a Ferrara è stata ottenuta un'importante vittoria: un'ordinanza del sindaco della città estense ha vietato “l’attendamento nel territorio comunale, compresi i terreni privati, di circhi che abbiano al seguito esemplari appartenenti a specie riconosciute incompatibili con la detenzione per attività circense o per spettacoli itineranti” (fonte: http://www.oipaitalia.com/circhi/2011/ferrara.html ).


Immagine tratta da http://www.oipaitalia.com/fotografie/circo.html 

In particolare, si legge sul sito OIPA che a Ferrara "i circensi non potranno più sfruttare primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci diurni e notturni; l’impiego di questi animali negli spettacoli viaggianti «rende impossibile – si legge nel documento – garantire le condizioni minime di spazio e di temperatura indispensabili per una corretta detenzione e risulta dunque del tutto incompatibile con l’attività circense». Il provvedimento vieta inoltre l’utilizzo e l’esposizione di rettili, in considerazione anche dell’assenza di protocolli operativi per il controllo delle malattie infettive e diffusive di queste specie".

Immagine tratta da http://www.oipaitalia.com/fotografie/circo.html

Per gli animali il circo è una vera sofferenza: vengono tenuti in condizioni innaturali, obbligati a vivere in cattività e ad allenarsi per compiere azioni contrarie alla loro natura. Gli orsi che pedalano in bicicletta, gli elefanti che si ergono sulle zampe posteriori, le tigri e i leoni ammaestrati che saltano in anelli di fuoco: questi "esercizi" sono frutto di ore e ore di estenuanti e innaturali "prove" che vengono imposte all'animale, che per il resto del giorno si ritrova spesso a vivere imprigionato. Difficilmente queste condizioni di vita sono compatibili con le esigenze degli animali.
Il circo può essere uno spettacolo divertente ed emozionante, ma non ha bisogno di ricorrere a numeri che coinvolgono gli animali: oggi per fortuna si stanno diffondendo sempre più circhi "umani" che fanno leva sulla bravura artistica di mimi, giocolieri, equilibristi.

Immagine tratta dal sito http://www.lav.it/

Inoltre, lo spettacolo circense che impiega animali è diseducativo: gli animali non sono "giocattoli" ai quali far compiere le azioni più disparate, ma individui che esigono anzitutto il rispetto della loro natura. Giustamente la LAV sottolinea la valenza diseducativa (soprattutto per i bambini!) dei numeri da circo che impiegano gli animali: "A differenza degli artisti, gli animali non scelgono di esibirsi, non scelgono di allenarsi, non scelgono di sfidare i loro limiti naturali, né di vivere in gabbia.  Gli animali nei circhi sono sottomessi al volere dell’uomo. La loro volontà viene spezzata e gli animali sono così ridotti a burattini nelle mani dei domatori". (fonte: http://www.lav.it/index.php?id=442 )
Vogliamo che la presa di posizione del comune di Ferrara sia un chiaro segnale per il resto d’Italia, ad oggi uno dei paesi europei con la più alta concentrazione di spettacoli circensi – è stato il commento di Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia – E’ fondamentale che anche le amministrazioni locali attuino politiche in linea con la sensibilità dei cittadini studiando progetti di legge che prevedano il divieto degli animali dei circhi unitamente a sostegni economici e interventi di comunicazione a favore di nuovi spettacoli senza animali.”

Per informarsi sul tema:
http://www.oipaitalia.com/circhi.html
http://www.lav.it/uploads/53/25820_Dossier_circo_def.pdf