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giovedì 1 marzo 2012

LA PRIMAVERA CON VAN GOGH


Ti guardi attorno e ti accorgi che la Primavera è in arrivo e allora di fronte a questa improvvisa rinascita ti prende quella voglia irrefrenabile di guardare il cielo che è di un blu incredibile, di respirare a pieni polmoni come se fosse la prima volta perché l’aria frizzantina che ti accarezza il viso profuma di fiori, di sentire sulla pelle i raggi tiepidi del sole…e non ti sai spiegare il perché di questa euforia che solo questa stagione sa regalare.
Quest’anno per augurarvi una Primavera carica di sensazioni coinvolgenti e che vi regali tutta la gioia di vivere, sono andata alla ricerca di qualche opera di Van Gogh , l’ho raccolta in questo piccolo slide che condivido con voi.
Mi è piaciuto ricordare il Grande Van Gogh che, nonostante la scelta di abbandonare tragicamente la vita in giovane età, amava i colori, la natura, i fiori e perché mi auguro che la Primavera regalasse anche a lui un po’ di quella felicità che sempre ha rincorso.


(Le opere dell'artista sono state da me raccolte in immagini google )

sabato 8 ottobre 2011

UNA VITA BREVE MA INTENSA

Combattivo, desideroso di uscire da quel groviglio di avversità che si sono abbattute sul suo corpo fin dalla giovane età. Ha conosciuto il gene della depressione familiare, poi il tifo, poi la tubercolosi. La propensione e l’amore per il disegno lo fanno iscrivere alle migliori scuole di Belle Arti dove conosce il profumo della bellezza del movimento impressionista, con un’attenzione particolare per un Cezanne attento anche ai profondi, interiori misteri del pensiero. Ma Modì era Modì e quella bellezza andava cercata in un mondo primitivo, fuori dagli schemi, forse un tentativo di rivincita del bene sul male. Trasferitosi a Parigi in quella Montmartre, centro indiscusso dell’arte mondiale, conosce i grandi di allora, da Picasso ad Apollinaire, da Derain a Juan Gris, da Brancusi a Soutine. L’alcool e la droga sono le sue medicine, forse per ritrovare le forze per rimanere in gioco, forse perché l’amore per continuare che solo un artista conosce è incontrollabile e scatenante. Si dedica subito alla scultura con quelle teste e quei visi che segnano l’appartenenza ad un altro mondo primordiale quasi fuori dalla civiltà. Ma la malattia incombe e le polveri delle sculture non perdonano. Il passaggio alla pittura è una delle cose più commoventi per un amante dell’arte. Quei colli, quei visi allungati così imperfetti da entrare nel mondo percepibile della perfezione, la bellezza dominante di quegli occhi, la compostezza delle mani, delle braccia, il nudo femminile, mai volgare, mai offensivo, con quella dignità che allora scaturiva in quei dipinti ma che gli venne riconosciuta se non con il passare degli anni. E poi l’amore per le donne, queste donne che fanno da sempre girare il mondo, che modificano il blu verso il rosa in Picasso , il grigio verso il bianco in utrillo, la bellezza e l’espressività che volge alla purezza in Modigliani. Assolutamente commovente quell’amore per la sua amata, che non accetta il decorso del male, che si dispera per la morte dell’amato, che rivuole ciò che le appartiene: quell’amore per il suo Modì, non può finire e per lei il suicidio assume il decoroso valore della rivincita dell’equo, del giusto, sulla sofferenza, sul dolore. Ora riposano in quella pace eterna, sicuramente mano nella mano, onorati dalla bellezza quasi inconcepibile di quella pittura, ma che porta verso il divino. (Maurizio G. )


Ringrazio yuk per questi suoi profondi pensieri che onorano una volta di più questo Grande Artista. Le parole di Maurizio ci fanno capire che Modì pur essendo morto in giovane età e dopo una vita travagliata e sregolata, ha avuto ciò che voleva e desiderava.."una vita breve, ma intensa".





Un rapido lampo sfolgorante


Aveva un sorriso così gentile che non gli si poteva rifiutare nulla. Aveva l’aria di un giovane Dio vestito da operaio alla domenica…Forse Amedeo tremava di freddo, di alcool e di disperazione sui boulevards di Parigi, ma la sua mano mai tremò sulla pagina o sulla tela.





Autoritratto


"Dal fango me ne vado, ormai conosco la vita, fra un istante sarò solamente polvere" (Modì)

Alice
ragazzo con cappello
Non cessò mai di essere attratto dalla gente e la ritraeva, per così dire, con abbandono, incalzato dall'intensità del sentimento e della visione.


Ritratto a Paul Guillaume


"Non aveva amatori e nessun altro artista o poeta lo prendeva seriamente.
Ridevano dei suoi disegni, dimostrando poca importanza per i suoi quadri e gli “amici” di allora non erano gli stessi che poi si rivelarono in seguito quando divenne famoso." (Guillaume che fu il primo a credere in lui)


Modigliani- Jaques e Berthe Lipchitz-


"Beveva e diventava furioso dopo un bicchiere, ma davanti alla tela non fu mai furioso."
(Lipchitz)


Ritratto a Pablo Picasso-
La leggenda racconta che in letto di morte Picasso chiamò più volte il suo nome e,
anni prima, a chi gli domandò chi fosse il più grande pittore lui rispose.. "Non saprei rispondere, ma quello che di sicuro posso dire è che uno dei pittori che ho maggiormente temuto e rispettato fu Amedeo Modigliani"


Donna con bambino


"La vita è un dono: dei pochi ai molti: di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno ." (Modì)

Jeanne Habuterne


“Color d’amore e di pietà sembianti
non preser mai così mirabilmente
viso di donna, per veder sovente
occhi gentili o dolorosi pianti,
come lo vostro…” Dante


"..Dipingeva Jeanne con tutta l'intelligenza e la dolcezza di cui era capace.."



"La sua era un'arte di sentimento personale. Lavorava con ardore, schizzando un disegno dopo l'altro senza fermarsi a correggere o a riflettere. Sembrava che lavorasse mosso esclusivamente dall'istinto, che aveva tuttavia assai fine e sensibile"(Lepchiptz)

"Quella forma semplificata a perdita di carezza" (Franchi)



"Il tratto è la bacchetta del mago, sapersene servire è proprio del genio-"(Modì)

...il colore ridente dei suoi nudi così sessualmente schietti .










Jeanne Habuterne
Jeanne lo amò perchè egli si lasciava amare






"Un collo pallido com'è quello dell'amore"
Ritratto-Jeanne Hebuterne- Ci guarda chinando la testa, accarezzata dal segno con cui Modì, amorosamente, decisamente, la racchiude...
quasi una lettera d’amore…sussurra e mormora come chi sussurra le parole ardenti accarezzando l’essere amato...

(Jeanne Hebuterne)
Modì spesso le ripeteva..“Il tuo vero dovere è di salvare il tuo sogno”
..Jeanne lo rispettò fino alla fine, salvando il suo amore,


e, donna della sua vita, legata all’artista
in maniera inscindibile, seguirà il suo amato...

giovedì 28 gennaio 2010

GRANDE E SELVAGGIO

Di questo Grande, che ha avuto il naturale talento del colore e la padronanza della composizione, il piacere, oltre che di rimirare alcune sue opere, gustare alcuni suoi pensieri.
"...note sparse, senza continuità.

Come i sogni,

come la vita fatta tutta di frammenti..."

" ....E' magnifico. Certi modelli! Una meraviglia....Qui la poesia nasce da sola e basta lasciarsi andare al sogno mentre si dipinge per essere ispirati..."
..."Ecco la notte, tutto riposa. I miei occhi si chiudono per vedere, senza comprendere il sogno nello spazio infinito che fugge davanti a me .."
"...L'idolo è là...fa corpo nel mio sogno, davanti a una capanna, con la natura che regna nella nostra anima punitiva..."
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo ?


Di fronte a questa meravigliosa tela, che è il testamento spirituale del Grande Gauguin, le domande che ci poniamo non possono altro che essere infinite.





giovedì 1 ottobre 2009

GLI ARTISTI DI STRADA

( Bruna)

Se ci sono persone che mi affascinano in modo particolare, sono gli artisti di strada: i madonnari, i Buskers, i mangiafuoco, i giocolieri, quelli che fanno spettacoli in quei circhi poverelli senza lustrini, i burattinai, i mimi. Gente che gira da un piazza all'altra. Non ha palchi, non ha teatri, ma solamente il selciato delle strade, i muriccioli delle città che girovagando incontra, e la compagnia dello sparuto pubblico che incuriosito sosta per osservarli. Ha poche pretese e grande semplicità.
Forse ciò che mi attrae è il fatto che mi trova a riflettere il perchè della loro scelta, che è indubbiamente singolare ed il perchè una persona decida di diventare artista di strada. Una scelta di libertà? Di sopravvivenza? Desiderio di una vita semplice e a volte fuori dalle regole comuni? Le motivazioni possono essere molte e tutte infinitamente rispettabili.
Quello che è certo è che si tratta di gente semplice e viene voglia di fermarsi perchè la loro è un'immagine gradevole agli occhi di tutti, e fanno pensare che in fondo basta poco per essere felici.

E proprio il pensiero di questi singolari artisti mi ha ispirato questo quadretto.