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domenica 25 novembre 2018
Produci e consuma anche con le pezze al culo
mercoledì 4 novembre 2015
Su Pasolini difendo Muccino anche se i suoi film fanno cagare
Io con Muccino ho deciso di chiudere dopo la sofferenza a cui mi sono sottoposto con la visione di Sette Anime: uno dei film più noiosi e ruffiani del nuovo millennio. Lo considero un regista piacione e presuntuoso.
Però c'è un'altra cosa che non sopporto ed è lo squadrismo e gli insulti che si scatenano ogni volta che sui social qualcuno esprime un'opinione, certamente criticabile come ha fatto lui, stroncando Pasolini. Lo stesso Fellini non ne aveva una grande considerazione come regista, ma questi sono pareri e discutere civilmente è sempre una base di partenza fondamentale senza la quale internet diventa una merda.
Mentre di Pasolini intellettuale ho una sconfinata ammirazione, sul regista non ho un'opinione netta. Alcune sue opere come La Ricotta le adoro; altre, come Uccellacci e Uccellini non le ho capite (sarà stata la gioventù); infine certe, come Salò, mi hanno devastato (non reggerei un'altra visione).
Certo che... A Muccì, ce sei annato giù pesante!
Qui e qui tutta la polemica.
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mercoledì 28 dicembre 2011
Frammenti e macerie mentali (blob di fine anno)
Per gli eventi che lo hanno caratterizzato, più che un anno il 2011 mi è sembrato un decennio.
Berlusconi ha finalmente tolto il disturbo e in quei giorni mi è tornato alla mente il commento avvilente di un conoscente; i nostri figli si frequentavano in occasione di compleanni e feste scolastiche, più che altro perché erano in classe insieme. Il personaggio in questione era una sottospecie di aspirante manager rampante con fuoristrada, lampadato e depilato. Era tempo di elezioni all'inizio del berlusconismo:
"Ci farà stare tutti meglio". No comment!
LA NUOVA PREISTORIA?
"Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando l'industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita". Pasolini, La rabbia
FRA DIECI ANNI...
Dopo l'assassinio dei due senegalesi a Firenze ho risentito l'eco disgustoso di una frase colta al tavolo di un ristorante un paio d'anni fa, quando l'emergenza immigrati pareva essere l'unico nostro problema: "Fra dieci anni verranno a sgozzarci nei nostri letti."
| Containers cargo dopo lo tsunami in Giappone |
Berlusconi ha finalmente tolto il disturbo e in quei giorni mi è tornato alla mente il commento avvilente di un conoscente; i nostri figli si frequentavano in occasione di compleanni e feste scolastiche, più che altro perché erano in classe insieme. Il personaggio in questione era una sottospecie di aspirante manager rampante con fuoristrada, lampadato e depilato. Era tempo di elezioni all'inizio del berlusconismo:
"Ci farà stare tutti meglio". No comment!
LA NUOVA PREISTORIA?
"Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando l'industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita". Pasolini, La rabbia
FRA DIECI ANNI...
Dopo l'assassinio dei due senegalesi a Firenze ho risentito l'eco disgustoso di una frase colta al tavolo di un ristorante un paio d'anni fa, quando l'emergenza immigrati pareva essere l'unico nostro problema: "Fra dieci anni verranno a sgozzarci nei nostri letti."
Certe frasi e certe facce restano in mente e riesce veramente difficile associarle ad un'eventuale ripresa sociale e culturale, ancor prima che economica.
... E OGGI
Ora che sono tornati all'opposizione, da questa cricca di anziani codardi, egoisti, aspiranti sceriffi di paese e dai più giovani emuli del trota e di Salvini, sempre con la bava alla bocca, aspettiamoci il peggio del repertorio razzista-propagandistico. Anche al governo non è che avessero un gran contegno.
...io lo so quanto valete, quanto vi piace il potere, quanto andate matti per gli enti locali, quanto la vostra etica di buonsenso ormai suona come una scoreggia all’uscita da una pizzata. Facciamo che la vostra sincera e rediviva tempra rivoluzionaria, fieu, la andate a raccontare a qualcun altro.
Matteo Bordone (Freddy Nietzsche) - Ignoranti, stupidi e disonesti
Ora che sono tornati all'opposizione, da questa cricca di anziani codardi, egoisti, aspiranti sceriffi di paese e dai più giovani emuli del trota e di Salvini, sempre con la bava alla bocca, aspettiamoci il peggio del repertorio razzista-propagandistico. Anche al governo non è che avessero un gran contegno.
...io lo so quanto valete, quanto vi piace il potere, quanto andate matti per gli enti locali, quanto la vostra etica di buonsenso ormai suona come una scoreggia all’uscita da una pizzata. Facciamo che la vostra sincera e rediviva tempra rivoluzionaria, fieu, la andate a raccontare a qualcun altro.
Matteo Bordone (Freddy Nietzsche) - Ignoranti, stupidi e disonesti
lunedì 25 aprile 2011
Il fiume e la memoria
Sessantasei anni fa il fronte dei combattimenti si fermò per quattro mesi lungo questo torrente segnando per sempre la vita di migliaia di persone, tra cui i nostri nonni e i nostri genitori.
Una volta liberata questa parte della Romagna, iniziò la ritirata dei tedeschi e in soli quindici giorni tutta l'Italia del Nord vide la luce della libertà. Viva il 25 aprile!
Così l'alba nascente fu una luce
fuori dall'eternità dello stile....
Nella storia la giustizia fu coscienza
d'una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.
Pier Paolo Pasolini
lunedì 28 giugno 2010
L'uso criminoso della TV
E' stata la televisione che ha, praticamente (essa non è che un mezzo), concluso l'era della pietà, e iniziato l'era dell'edonè. Era in cui dei giovani insieme presuntuosi e frustrati a causa della stupidità e insieme dell'irraggiungibilità dei modelli proposti loro dalla scuola e dalla televisione, tendono inarrestabilmente ad essere o aggressivi fino alla delinquenza o passivi fino alla infelicità (che non è una colpa minore).
Da un articolo sul Corriere del Sera del 1975 (Aboliamo la TV e la scuola dell'obbligo)
Impressionante ogni tanto rileggere o ascoltare Pasolini e rendersi conto di quanto fosse profondo e anticipatore il suo pensiero.
venerdì 13 febbraio 2009
Visioni febbraio 09: La Ricotta - Pasolini 1963
Quarto episodio di 35 minuti all'interno del film RoGoPaG. Gli altri episodi sono: Illibatezza di Rossellini, Il nuovo mondo di Godard, Il pollo ruspante di Gregoretti. Lo vidi all'università in un cineclub e per me ancora oggi ha un impatto devastante. Racconta le tragiche vicissitudini del poveraccio e perennemente affamato Stracci, che interpreta come comparsa uno dei ladroni finiti in croce con Gesù nel film a tema religioso che Orson Welles, regista spocchioso, sta girando alla periferia di Roma. La pellicola fu sequestrata per vilipendio alla religione; Pasolini nel 1964 fu assolto, ma il film subì tre tagli. In rete si può comunque trovare la versione integrale. Come al solito la censura fingeva di non capire che il bersaglio del regista non era la religione bensì la borghesia benpensante, ignorante e ipocrita, come si deduce da questa scena tra Orson Welles e il giornalista intervistatore. Un'Italia che purtroppo non si discosta tanto da quella odierna.
Il dubbio - John Patrick Shanley (04/02/09)
Il dubbio - John Patrick Shanley (04/02/09)
Ambientato a Brooklin nel 1964 in una scuola parrocchiale in cui un prete (P. S. Hoffman) viene accusato di abusi sessuali da parte della direttrice Maryl Streep. Tutto il film risente dell'impostazione teatrale data originariamente dall'autore del testo, ora anche regista, nonché vincitore del premio Pulitzer. Fortunatamente, anche se la regia sembra un po' piatta e didascalica, la storia si regge grazie all'ottima sceneggiatura e alla prova fantastica di tutti gli attori: oltre ai due già citati, anche la giovane Amy Adams. I dialoghi e i tempi sono perfetti ed è un piacere assistere alla bravura mostruosa della Streep e di Hoffman, capaci di sfumature e profondità impossibili per la maggioranza degli attori comtemporanei.
Australia - Bazz Lhurmann (01/02/09)
Un grande dispendio economico e tempi lunghissimi per realizzare un'opera troppo ambiziosa e piuttosto pretenziosa, anche se spettacolare e a tratti divertente, solo nella prima mezz'ora. Il film è ambientato nel 1939 (guarda caso anno di uscita di Via col vento) e dopo alcuni spunti interessanti come il tema delle generazioni rubate, relativo ai bambini aborigeni, emerge un po' troppa melassa, troppi paesaggi ritoccati artificialmente e situazioni ampiamente prevedibili e scontate. Alla fine le due ore e 45 cominciano a farsi sentire. Dopo un'opera quasi geniale come Moulin Rouge, il regista australiano ha percorso una strada che forse non gli si addice.
Rachel sta per sposarsi - Johnatan Demme (10/02/09)
Australia - Bazz Lhurmann (01/02/09)
Un grande dispendio economico e tempi lunghissimi per realizzare un'opera troppo ambiziosa e piuttosto pretenziosa, anche se spettacolare e a tratti divertente, solo nella prima mezz'ora. Il film è ambientato nel 1939 (guarda caso anno di uscita di Via col vento) e dopo alcuni spunti interessanti come il tema delle generazioni rubate, relativo ai bambini aborigeni, emerge un po' troppa melassa, troppi paesaggi ritoccati artificialmente e situazioni ampiamente prevedibili e scontate. Alla fine le due ore e 45 cominciano a farsi sentire. Dopo un'opera quasi geniale come Moulin Rouge, il regista australiano ha percorso una strada che forse non gli si addice.
Rachel sta per sposarsi - Johnatan Demme (10/02/09)
Notevole prova di maturità per Hanne Hathaway nei panni di un ex tossica con un pesantissimo fardello sulle spalle, in uscita dal centro di riabilitazione per recarsi al matrimonio della sorella. Per la sceneggiatura di Jenny Lumet (figlia del famoso regista) Demme sceglie un taglio realistico, quasi da filmino casalingo: telecamera a mano, luce naturale, musica diegetica (che alla lunga stufa non solo i protagonisti della storia ma anche lo spettatore) per rappresentare l'impatto devastante di questa ragazza all'interno di una festa di famiglie liberal fra le quali regna totale apertura per le differenze di razza, cultura e religione. Nei panni dello sposo Tunde Adebimpe, cantante dei TV On The Radio. La coda finale con torte, canti, balli multietnici e saluti è quasi noia e deja vu.
LEGENDA

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