Per aiutare Pita a comunicare da 3 anni lavoriamo e conviviamo con la Comunicazione Alternativa Aumentativa.
Tra le varie indicazioni che seguiamo c’è quella dell’ “agito” , ovvero rappresentare sotto forma di storie le esperienze che Pita ha vissuto così che lei possa raccontarle attribuendo un significato, semantico appunto, alle parole.
In questi giorni di ripresa dell’anno scolastico mi chiedo spesso se, oltre che a Pita, la CAA non possa risultare utile anche a coloro che dettano le regole della scuola e dell’assistenza e che usano, fino quasi alla nausea, la parola INTEGRAZIONE, facendo in modo che questo non sia solo un vocabolo vuoto.
cito:
L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola dell’autonomia persegue attraverso una intensa e articolata progettualità, valorizzando le professionalità interne e le risorse offerte dal territorio (fonte M.I.U.R. Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca)
solo due mesi di gran da fare e zero tempo per aggiornare.
Non so se avete mai tenuto un diario, si di quelli con chiavetta e lucchetto .. beh io ne avrò tenuti penso almeno una 50 in questi miei 25 anni di vita (in realtà sono quasi 34 gli anni di vita ma mi piace raccontarmi delle favolette) e immancabilmente il ritmo in cui riempivo le pagine del mio diario andava affievolendo… un pò come questo blog.
Insomma mea culpa.
E così anche questa estate è volta alla fine. Le pinuzze si sono stra-godute la piscina, Ruby da grande autodidatta ha imparato a nuotare senza i braccioli!! Pita invece con i suoi braccioli sguazzava alla grande.. e dovreste vedere che tuffi!!! Tanti giochi e anche momenti di noia… ma d’altro canto chi è mamma lo sa.. la convivenza forzata nei mesi estivi ci riduce (mamme e bimbi) a degli straccetti isterici.
Ma oggi la scuola è finalmente iniziata e anche noi abbiamo fatto il nostro ingresso ufficiale nel vero mondo scolastico fatto di zaino, astucci, libri, quaderni e quant’altro.
Emozionante? Direi di si, sia chiaro nessuna scena di commozione esagerata, mamma e figlia che piangono con il papà disperato che non sa se consolare prima la moglie o la figlia, tanto entusiasmo questo si e anche quel giusto divertimento.
eccoci pronti per partire…
… e fuori in attesa che aprano i cancelli
Siamo nella prima C ed è stato bello ritrovare nella classe di Ruby qualche faccia conosciuta proveniente dalla nostra piccola frazione e qualcuna invece che arriva dall’asilo. Purtroppo il trio magico (Ruby e le sue due compagne preferite) è stato spezzato dato che la migliore amica Emma è stata inserita in un’altra sezione, ma c’è Gabriela e con quella intesa super sono sicura che si spalleggeranno benissimo (forse troppo) per tutto il corso dell’anno! Da brave scolare si sono accaparrate due banchi nell’ultima fila con ovvia nostra grande soddisfazione…
les triplets:
… ed eccoci alla postazione!
Dunque siamo partiti ora resto solo in attesa di potermi dedicare ai compiti soprattutto quelli di mate con i REGOLI.
… Lo so, lo so! si chiama Scuola dell’Infanzia ma a me piace ASILO!
Comunque oggi 29 Giugno è proprio l’ultimo giorno! non solo di quest’anno scolastico… già Miss Ruby & family a settembre cominceranno l’avventura Elementari (si si ok… Scuola Primaria … che bale!!)
Certo che se ci penso… mamma mia sembra ieri che le abbiamo accompagnate per la prima volta al Pascoli sotto una pioggia da diluvio universale… Con Pita che strillava come una pazza.. e Ruby che manco ci aveva salutati vista la sua aula piena di giochi!!!! Vabbè che poi col pianto ha recuperato in seguito, proprio ieri ne parlavo con lei “ti ricordi amore che ti portavo all’asilo e maestra Fernanda doveva prenderti in braccio da tanto strillavi perché non volevi rimanere la???” ; adesso addirittura entra da sola. Sembra proprio una signorina, se non fosse per quelle facce buffe che fa!!!! Cavoli e poi è alta quasi come me!!!!! mannaggia tra un paio d’anni ci scambieremo i vestiti!!
Un pò mi spiace lasciare il Pascoli e la sezione Aquilotti, ma dall’atra parte sono felice di cominciare questa nuova avventura, e poi Ruby è proprio pronta per imparare, già legge le parole scritte in maiuscolo! E’ bravissima e ha tanto entusiasmo per le cose nuove. Sono molto contenta anche del fatto che il suo carattere sia maturato con vena “ aggressiva”, certo non si fa mettere i piedi in testa, anche se a casa le piace fare la vittima..
E io muoio dalla voglia di fare i compiti di storia, matematica e geografia!!!!!!!!!!
Per Pita altra storia invece, nel senso che lei non lascia il Pascoli dato che frequenterà ancora un anno l’Asilo, ma anche per lei comincia un’avventura nuova. La nostra maestra Marina (sostegno) con lei da tre anni il prossimo anno insegnerà in una nuova scuola. E innegabile che mi dispiaccia infinitamente non ritrovare Marina, che davvero in questi anni è diventata per noi un’amica. Ha resistito al difficile inserimento di Pita il primo anno, per poi riuscire a lavorare con lei su molti aspetti. Ci ha introdotti alla Comunicazione Aumentativa Alternativa con grande attenzione e professionalità. Grazie a questo oggi Pita parla.
C’è sempre stata una collaborazione e un dialogo costante tra di noi e anche al di fuori dell’ambiente scolastico ci ha sempre dimostrato la sua disponibilità. E poi, non meno importante, vuole davvero bene alla mia bambina. E io credo che questo sia quello che fa meglio ai nostri bambini. Il fatto che sentano di essere amati.
Ritengo sia stata una grande fortuna e risorsa per noi. Ci mancherà moltissimo!
Quindi a settembre grandi cambiamenti per tutti, perciò adesso ci godiamo l’estate, domani partiamo per il mare, per prepararci positivamente alle novità che ci aspettano.
bollettini di guerra della festa dell'asilo di fino anno:
2010: 7 feriti nella ricerca di un parcheggio prima dell'inizio delle danze, 8 contusi per i posti a sedere, tafferugli durante lo spettacolo tra i genitorfotografi per l'angolazione migliore, assalto al carretto dei gelati con innumerevoli bambini rimasti a bocca asciutta ed altri con i gelati in tasca persino al nonno acquisito in quel momento... altri 8 feriti per l'uscita dal parcheggio...
2011: i feriti per i posti auto aumentano a livello esponenziale dato che, purtroppo, piove; calca e spintoni per i posti a sedere (che coprono sempre e solo il 10% del fabbisogno)… afa ….caldo… e…. vabbè; bambini come automi che muovono la bocca a ritmo delle canzoncine (stanchi, stanchissimi e affamatissimi)…
…fine dello spettacolo…
il buffet viene preso di mira dai soliti noti che si schierano in una formazione a muro in cemento armato, IMPENETRABILE. Di nuovo innumerevoli le famiglie che si incontrano alla pizzeria all’angolo per non andare a casa a stomaco vuoto, mentre i soliti noti del muro in cemento armato, arraffate provviste per almeno un anno, hanno radunato parenti, amici, e vicini di casa per la cena del loro condominio gentilmente offerta dei genitori della scuola dell’infanzia pascoli.. Purtroppo i feriti per l’uscita dal parcheggio non si contano, in quel momento sono stati chiamati a testimonianza tutte le divinità conosciute dalle varie religioni e anche qualcuna fino ad allora sconosciuta…
per il 2012, aspetto di tornare, superstite, questa sera…
Diciamo che l’unica sorpresa che non ti fa mai la scuola è quella di non smentire mai le nostre aspettative “negative”, soprattutto per quanto riguarda gli alunni in difficoltà.
A volte davvero mi sembra di essere la prima mamma di una bambina disabile che frequenta la scuola pubblica… ma so che questa è una sensazione comune a quasi tutti i genitori nelle mie condizioni. Dico questo perché, pur essendoci leggi e regolamenti che sanciscono l’integrazione e il diritto allo studio per i bambini diversamente abili, ogni azione necessaria e logica a fronte di un oggettivo bisogno dell’alunno viene sempre accolta con un grande alone di dubbi e perplessità. Gli addetti ai lavori spesso si trasformano in pesci lessi (per descrivere le espressioni) che boccheggiano con sguardi persi nel vuoto sembrano cercare un qualcosa che gli illumini, mostrando loro la retta via. Pesci lessi che si trasformano in vipere incazzate che soffrono di insonnia e che trovando il modo per dormire, vengono disturbate da te o chi per te che, “con grande ed ingiusta pretesa” chiedi se per la tal questione è tutto a posto. “MA CERTO!!!!! GRRRRRRRRRRR ABBIAMO GIA’ FATTO TUTTO NOI! (SOLITA MAMMA ROMPICOGLIONI CHE NON HA UN …. DA FARE !!!)”
Naturalmente mi scuso con tutti i pesci e le vipere per averli citati in un tal paragone.
Ma veniamo ai fatti che mi portano a sostenere tutto ciò… o meglio a riconfermare questa mia opinione.
Quest’anno scolastico Pita è stata inclusa nel progetto acquaticità, per otto mercoledì dall’otto febbraio al 28 marzo, alcuni bimbi disabili della scuola dell’infanzia insieme ad alcuni loro compagni normodotati verranno portati in piscina, in modo tale che ci sia un lavoro accompagnato da terapisti in acqua che non sia solo terapico ma anche di gioco.
Naturalmente lo accogliamo con grande piacere dato che so quanto Pita ama l’acqua.
Mercoledì scorso preparo per bene la borsa di Pita e poi comincio a preparare lei, pannolino, costume sotto la tuta così è già pronta, dobbiamo essere puntualissime perché alle 8.45 si parte perla piscina!
Alle 8.30 siamo all’asilo, lascio Pita in classe felicissima che continua a dire ad amici e maestra “iscina iscina!” … fantastica.
Alle 10 vengo avvisata che Lupita non è stata portata in piscina in quanto non è arrivato il pulmino attrezzato per lei che è in carrozzina. Dato che, ahimè, lei si è pure scelta la disabilità sbagliata essendo l’unica degli alunni h in carrozzina era stato precisato che per il trasporto si necessitava di un mezzo attrezzato. Eppure fino al giorno prima era tutto a posto, la direzione didattica ha mandato tutte le richieste del caso al comune!
Il pulmino però non è arrivato.
Tralascio la parte della mia mega incazzatura, dell’incazzatura di Fabio, delle telefonate a scuola, comune e cooperativa che fornisce i pulmini attrezzati.
Il giorno dopo, ovviamente grazie ai due genitori rompipalle (uno dei quali si è dovuto nuovamente prendere un giorno di ferie pro incapacità collettiva) il tutto si risolve, pulmino richiesto e concesso. La causa del “disguido” è stata l’incapacità di chi sostituisce la Dirigente Scolastica, nel mandare la richiesta al comune; il quale vedendosi arrivare una richiesta per un trasporto per tal progetto con una X vicino alla voce disabili, ha messo a disposizione l’unico suo mezzo (scuolabus) non premurandosi ovviamente di chiedere che tipo di disabili comprendesse quella X, dando per scontato che se fosse stato necessario qualcosa di più la scuola lo avrebbe precisato.
Insomma dai per scontato tu che do per scontato io che l’alunna B.L è rimasta a piedi.
Ora la mia riflessione è questa, abbiamo capito tutti che Lupita è la prima bambina in carrozzina che per ovvi motivi deve viaggiare con mezzo appropriato, e non su uno scuolabus senza pedana e senza cinture di sicurezza sul quale dovrebbe viaggiare in braccio a qualcuno non stando lei seduta autonomia. Quindi GRAZIE LUPITA PER AVER CREATO IL PRECEDENTE
Ma oggi, in un momento di crisi come quello in cui stiamo vivendo tutti, in un mondo del lavoro in cui prevale il precariato (ad avercelo un posto precario), in cui il posto fisso viene definito monotono, in cui si arriva a svendere la propria professionalità pur di sopravvivere, un momento in cui persone con 20 o 30 anni di esperienza vengono licenziate (o invitate a licenziarsi) perché costano troppo rispetto a chi di lavora da un paio d’anni, e soprattutto in cui si è costretti (come nel mio caso) a rinunciare ad un posto fisso e sicuro per poter seguire i propri figli e nel caso specifico un figlio disabile; ecco possibile che oggi, con tutte queste premesse di debba sopportare l’inefficienza di certe persone? Perché mi tocca puntare il dito sul posto pubblico, dato che in questo caso di quello si parla, cadendo nella frase fatta pubblico=sicuro? Per quale motivo sono sempre i più deboli a dover pagare anche l’irresponsabile incapacità di queste persone oltretutto spesso maleducate? Quello che dovrebbe essere chiaro a chi fa certi lavori, lavori che coinvolgono direttamente il benessere dei deboli è che le scuse risicate e il fare dopo non basta. Dovete lavorare bene e nei tempi giusti, magari rendendovi conto delle vostre responsabilità.
.... naturalmente pioggia a catinelle come tutti gli anni! varrà "scolare bagnate scolare fortuante"???
in ogni caso lasciatemi dire che stamattina mi sono bagnata volentieri dato che le stavo FINALMENTE portando all'asilo!
Non mi par vero che queste vacanze siano finite... questa estata è stata davvero pesante!!! Pita "GRAZIE"!!!
Il rientro è stato gioioso come me l'aspettavo, le rispettive maestre felicissime di rivedere le pine e le pine stesse sprizzavano gioia da tutti i pori! (la più felice ero di sicuro io però!!)
I bambini erano veramente pochi quando siamo arrivate noi, e sono rimasti comunque pochi dato che, il nostro asilo, era uno dei pochi ad aprire i battenti oggi e .... i genitori non sono stati informati della data di apertura. Quindi in molti erano/sono convinti che si inizi il prossimo lunedì.
Per quanto riguarda Pita, fortuanatamente sia l'assistente che l'insegnate di sostegno sono le stesse, e per le ore, beh quelle ufficialmente mi verranno comunicate mercoledì... altra cosa simpatica cominciare prima la scuola e poi sapere quanta assistenza ti viene data... ma oggi sono troppo felice per guastarmi il morale e quindi prendo tutto con una filosofia molto zen. Tanto i giorni di protesta arrivano comunque no?!
E poi finalmente questa mattina ho ripreso con gli esercizi alla chitarra che ho trascurato per tutta l'estante!!!
Il ministero della Gelmini condannato per discriminazione agli studenti disabili
La decisione dei giudici milanese riguarda il drastico taglio di ore di sostegno. Davanti a a questa situazione, il novembre scorso diciassette genitori hanno depositato un ricorso in procura
Il ministero di Mariastella Gelmini condannato per discriminazione nei confronti di studenti con disabilità. La condanna del tribunale Civile arriva dopo un ricorso presentato il novembre scorso da 17 genitori contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale. Motivo: la riduzione delle ore di sostegno, ridotte fino al 50% dall’ultima Finanziaria. A inizio anno, il ministro Gelmini aveva promesso l’aumento degli insegnanti da affiancare agli studenti con disabilità. In realtà, le famiglie hanno assistito al drastico taglio delle ore di sostegno. Da qui la decisione del ricorso. Supportata dalla convinzione che la scarsità delle risorse non potesse giustificare la lesione di un diritto fondamentale come quello all’istruzione. E così ieri i giudici milanesi gli hanno dichiarata “accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009-2010)”. “E’ una sentenza importante”, spiega l’avvocato Livio Neri di Avvocati per Niente onlus, legale dei 17 genitori. “Per la prima volta un giudice parla di discriminazione in materia di sostegno scolastico”. Altra novità è la scelta di tante famiglie di agire collettivamente. “Questa decisione – precisa Neri – impedirà agli uffici scolastici di tirare la coperta, togliendo le ore a chi non protesta”. Ma il direttore scolastico per la Lombardia Giuseppe Colosio frena: “Potremo fare ben poco – afferma – non ci sono soldi”. Ma Neri riosponde: “Il modo andrà trovato”. Dopodiché annuncia un esposto in procura nel caso in cui le amministrazioni non dovessero provvedere entro i trenta giorni stabiliti dal giudice. “La vittoria più grande”, chiarisce Maria Spallino, uno dei genitori che hanno presentato il ricorso, “è l’aver dimostrato che fare rete tra le famiglie può davvero cambiare le cose”. E rilancia: “Questo è un primo passo all’interno di un percorso che ci vede impegnati perché i nostri figli camminino a testa alta, a scuola come in ogni momento della loro vita nella società”. I genitori degli studenti sono stati assistiti nella causa dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). “Da oggi le famiglie possono contare su uno strumento legale più rapido ed efficace per far valere i diritti dei loro figli”, spiega Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano. “Grazie a questa sentenza – continua Rasconi – ci auguriamo che altre famiglie escano dall’ombra per difendere il diritto dei propri figli alla formazione scolastica e non solo”.
Dunque dunque anche quest’anno ci siamo goduti la recita di Natale delle pine. C’erano pure il papà e la neve… meglio di così !!!
Purtroppo da lazzarona quale sono, quest’anno ho lasciato la macchina fotografica a casina… e ho filmato con il cellulare… quindi qualità di video pessima e operatore mooooolto pessimo!!! ma i video li metto comunque perché, a me almeno, mi fanno scompisciare!!!!
La classe di Ruby ha rappresentato la canzone dello Stelliere (zecchino d’oro)… la piccola belva per una settimana mi ha tartassata dicendomi che lei alla recita avrebbe fatto lo STALLIERE!!! ma va bene comunque!! eh eh Era scatenatissima, di un’allegria contagiosa, entusiasta davvero!
Pita invece era uno splendido e felicissimo albero di frutti! Che soddisfazione.. anche lei veramente entusiasta di fare la sua parte nel suo balletto… e come applaudiva lei a tutti!!! bravissima!
Devo dire che la passione di Pita per la musica è sempre più evidente… :) la mia piccola Allevi!
L'Osservatorio sulla legalità dà il via a una petizione-esposto alla Corte dei Conti: "I ricorsi regolarmente vinti dalle famiglie dei ragazzi disabili sono un costo per lo Stato. Con la scusa di tagliare la spesa si usano risorse per violare un diritto"
Sono giuristi, professionisti, imprenditori, commercianti e impiegati i primi firmatari della petizione-esposto alla Corte dei Conti in favore del sostegno agli allievi disabili gravi promossa dall’Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus e aperta alla firma di tutti i contribuenti. In tre giorni sono state raccolte già centinaia di firme. La grande maggioranza dei sottoscrittori non sono insegnanti. Un dato positivo, secondo l’associazione promotrice, che evidenzia come la richiesta di un adeguato sostegno ai disabili gravi sia una scelta di civiltà e diritti sentita da tanti cittadini e non una battaglia di categoria.
il rientro è stato fantastico.. Lupita era entusiasta come erano entusiaste e commosse le maestre nel vedere che le chiamava a gran voce “maesta!!”
Ruby, che è più sensibile ed emotiva, era in fibrillazione fino a quando siamo entrati dalla porta, nel vedere le bidelle è cominciato l’effetto cozza… poi il fatto che ci fosse anche il suo papà la emozionava maggiormente. Insomma un po' di scenata ma alla fine tutto tranquillo.
Naturalmente tanto per non smentirci mai, ieri (venerdì) Ruby ha cominciato a non star bene.. raffreddore e febbre!
Dunque ci siamo! Domani riaprono le scuole e.. volete saperlo?
alle ore 20 di venerdì 9 settembre, dopo due settimane infernali passate tra incontri con assistente sociale, assessore, sindaco e dirigente scolastica; tra mille telefonate di ogni tipo e stesura di lettere varie ho “finalmente” avuto una risposta “definitiva” sulla situazione di Pita per il prossimo anno scolastico, riuscendo così ad abbassare per un attimo lo stato di emergenza collettivo.
Lupita sarà coperta in modo da poter frequentare liberamente la scuola dell’infanzia per tutto il giorno, tutti i giorni.
Vorrei dire di essere contenta, ma non è la parola giusta. Certo sono più serena soprattutto di fronte al fatto che due settimane fa Pita DOVEVA frequentare mezza giornata ed ora può frequentare tutto il giorno… ma non sono contenta anzi a voler ben vedere sono decisamente scocciata (uso un termine non censurabile).
Primo perché voglio fare la fiscale e la bambina non ha COMUNQUE quello che le spetta! Anzi per essere ancora più precisa ho due ore in meno rispetto all’anno scorso.
Secondo perché è inaccettabile che si debba sapere se una bambina possa frequentare la scuola e per quante ore il venerdì prima dell’inizio dell’anno scolastico. ( faccio notare che io lo so perché ci siamo personalmente interessati altrimenti ne saremo venuti a conoscenza lunedì mattina)
Terzo perché è inconcepibile dover arrivare a NON avere la condizione ottimale ma una situazione di “frequenza senza problemi” facendosi venire l’ulcera!
Pensate pure quello che volete, pensate pure che chi si accontenta gode, pensate che ho mille pretese ma credetemi che non è così. Io non avanzo alcuna pretesa, oggi non mi è stato regalato nulla, oggi si è solo fatto il minimo indispensabile per garantire ad una bambina di poter andare all’asilo come tutti i bambini della sua età. Bambina che ha un diritto allo studio sancito da leggi ben specifiche**, diritto che dovrebbe essere rispettato senza troppi salti mortali.
Ma non lo è!!! Per quale motivo, come sempre, questi tipi di diritti vengono rispettati solo se dietro c’è qualcuno che batte i pugni sul tavolo e che è costretto ad alzare la voce? C’è qualcuno che mi spiega il perché??
Davvero a volte vorrei che queste persone che “ci amministrano” passassero una giornata tipo nei miei panni, e che si rendessero conto di cosa significa avere un figlio con handicap, e di cosa vuol dire non AVERE TEMPO ed usare i piccoli granelli di quello che ti rimane a fine giornata per lottare contro queste violazioni!
Per questo non posso essere contenta, non ci hanno certo regalato niente, anzi mi hanno rubato tempo prezioso che avrei potuto sfruttare in modo migliore..
Per tutte queste ragioni ripeterò sempre fino alla nausea che non bisogna semplicemente accettare quello che ti dicono o quello che ti viene dato. Per le lotte ci vuole tempo e grinta, ma non è possibile essere passivi sul fatto che la vita dei nostri bambini e di conseguenza la nostra venga calpestata. CONOSCI I TUOI DIRITTI E FALLI RISPETTARE!
Sapete di cosa sono contenta? Delle mie pine, del fatto che se sono così è anche grazie a loro, di Fabio che mi sopporta e supporta sempre soprattutto in queste cose, degli amici e dei famigliari che in questi giorni più del solito ci sono stati vicini per forza e rincuorato, e che si sono dimostrati sempre pronti a battersi al nostro fianco non solo per Pita ma per tutti i bambini speciali come lei. Di questo sono veramente contenta e grata.
Spesso mi sento noiosa e ripetitiva.. Vorrei poter parlare di tutt’altro, riempiendo questo blog di momenti di quotidiana gioia e ilarità, di post che descrivano giornate al parco o film visti al cinema (tanto per citare cose che non facciamo mai..), vorrei parlare di cose straordinarie che condiscono una realtà normale.. ma non posso, perché la mia realtà non è “normale” e sento il DOVERE di raccontare, di far sapere che tante famiglie devono quotidianamente affrontare queste ingiustizie.
Non credo ci siano famiglie migliori di altre. Tutte hanno pregi e difetti, momenti fortunati o meno. Purtroppo però alcune necessitano di un aiuto maggiore da parte di una società che non è abbastanza matura per accettare il diverso.
Come ho detto sopra, lo stato di emergenza collettivo si è abbassato passando da rosso ad arancio. Ora voglio potermi godere il primo giorno di scuola.
** da handylex.org norme che disciplinano il diritto allo studio:
104/92Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate." Si veda in particolare: [ artt. 12 - 16 ]
Sentenza Corte Costituzionale 22 – 26 febbraio 2010, n. 80“Istruzione pubblica - Insegnanti di sostegno per disabili - Riduzione del numero dei posti e conseguentemente delle ore di insegnamento settimanali - Abolizione della deroga prevista dalla normativa precedente per le forme di disabilità particolarmente gravi.”
queste sono solo alcune, sul sito trovate tutto quello che è importante sapere.
Ad essere sincera immaginavo o meglio, speravo, che questa sarebbe stata la settimana “in fibrillazione” per la ripresa e invece sarà un’altra settimana dedicata alla gastrite.
Perché?
Semplice, perché come oramai di consuetudine (purtroppo), gli studenti disabili sono studenti di classe B.
Non mi va di entrare nei dettagli della scorsa settimana in quanto il ripensare a certe affermazioni fatte da Assistente Sociale e Sindaco non fa davvero bene alla mia sopracitata gastrite. Diciamo che sono stati giorni dedicati in toto ad avere contatti e colloqui molto più spiacevoli che piacevoli con la Scuola e con l’Amministrazione Comunale.
Il succo è che i famosi tagli hanno colpito indistintamente tutte le famiglie con figli disabili che hanno subito una riduzione, chi più e chi meno, delle ore di sostegno da parte della scuola e delle ore di assistenza all’autonomia da parte dei comuni.
Nel nostro caso Lupita passa da una frequenza già ridotta dell’anno scorso di 6 ore al giorno, ad una frequenza ridotta in modo ulteriore a 5 ore al giorno. Ciò vuol dire che non arriva ad essere assistita nemmeno fino alla merenda, COSTRINGENDOLA così a frequentare solo per mezza giornata.
Costrizione che dovrà subire anche Ruby dato che non posso certo permettermi di fare casa-asilo asilo-casa 4 volte al giorno con due bambine di cui per 3 volete una bambina disabile!
Ecco un’altra bella dimostrazione dell’integrazione dei nostri bambini, ecco un altro esempio di come noi genitori possiamo sempre stare tranquilli nelle nostre case fiduciosi che i diritti sanciti da specifiche LEGGI vengano rispettati..
Infatti non si parla di richieste che ci inventiamo di fare noi tanto perché abbiamo un ideale utopico di società dove il diverso è ben inserito. Qui si parla di leggi che stanno alla base del nostro diritto, leggi che però, citando il mio sindaco, “sanciscono diritti validi solo sulla carta perché i soldi non ci sono!”
Tralasciamo il fatto che è da giungo che l’amministrazione ci avvisa dei tagli (forse per mettere le mani avanti nella speranza che durante l’estate avremmo digerito l’idea subendo così il nostro destino?), tralasciamo il fatto che tutte le belle relazioni redatte dagli Neuropsichiatri per dare indicazioni sulle necessità di ogni alunno disabile non vengono nemmeno prese in considerazione, tralasciamo il fatto che l’Assistente Sociale primo non conosce nemmeno Lupita e la sua patologia e secondo non sa quante ore di assistenza aveva Pita lo scorso anno e conseguentemente non si è resa conto di averle tagliato la bellezza di 7 ore! Ma davvero non riesco, anzi non posso tralasciare il fatto i nostri figli siano sempre considerati l’ultima ruota del carro, e che quindi ai loro diritti non vengano dato nessun rilievo.
Come mai invece quando si tratta di doveri veniamo sempre considerati alla stessa stregua degli altri? Come mai io non posso dire “ la retta e la mensa scolastica non le pago perché i soldi non ci sono!”.. come mai?
Come mai i tagli vanno sempre a colpire coloro che non hanno certo colpa di vivere una particolare condizione?
Trovo assurdo che debba passare il mio tempo studiando leggi e decreti, andando presso gli enti a dimostrare a certe persone che non stanno svolgendo il loro lavoro in modo corretto, e questo lo pagano intere famiglie sulla loro pelle.
Ma i soldi non ci sono… o meglio, la frase corretta è “I SOLDI PER VOI NON CI SONO”
Sono stufa delle belle parole spese ai pranzi sociali, stufa che di questa INTEGRAZIONE che oramai è solo vocabolo che tutti pronunciano continuamente senza attribuirgli però nessun significato concreto.
Io non ho le competenze per suggerire al sindaco dove effettuare i tagli amministrativi, e anche se le avessi non lo farei dato che non sono io quella che ha scelto di fare il primo cittadino! Però penso costantemente ad amministrare al meglio la mia famiglia, ad ognuno il suo no? Mi piacerebbe però che le incombenze e i doveri, come in famiglia si considerano bollette, mutui ecc, non venissero visti dalle amministrazioni comunali come “spese da tagliare”, ma come doveri da assolvere, dopo dei quali, con i fondi restanti, si possano considerare altre spese.
Mia figlia non ha scelto di nascere disabile, non è certo una fortuna, allora come mai viene punita per questa sua condizione non voluta? Non si tratta forse di discriminazione vera e propria?
Noi ci stiamo muovendo senza risparmiare tempo, forze o parole, non temo certo di inimicarmi qualcuno o meglio non me ne frega nulla… pretendo che i diritti di mia figlia vengano rispettati. Certo so che il nostro comportamento da fastidio a chi dalla sua bella poltrona decide delle vite degli altri senza fare la benché minima riflessione.
Non mi importa! IO VOGLIO DARE FASTIDIO!
Sinceramente? mi dispiace che il mio fastidio non sia nemmeno minimamente paragonabile al DISAGIO e al DOLORE che questi individui ci stanno arrecando.
Spero che questa settimana arrivino buone notizie, e francamente mi auguro che prima o poi si arrivi veramente ad una distribuzione dei fondi pubblici fatta con coscienza permettendo così ad una famiglia speciale come la nostra di attendere il “13 settembre” con entusiasmo…
E siamo solo al secondo anno di scuola dell’infanzia.
LONATO. Il caso di una ragazza desenzanese al primo anno del linguistico «Paola di Rosa» che ha una difficoltà motoria ed è stata «respinta» La madre denuncia una serie di atteggiamenti «ghettizzanti» come l'esclusione «ingiustificata» da una gita scolastica a Roma 28/07/2010 ............................ Una ragazza con una parziale disabilità motoria bocciata al primo anno del liceo linguistico «Paola di Rosa» di Lonato.
Una bocciatura (non l'unica nell'istituto) che per la famiglia della ragazza avrebbe radici e motivazioni che vanno ben oltre i voti riportati sul registro. «La ragazza è stata bocciata solamente perchè disabile: per questo non la vogliono in quella scuola».Qualche settimana dopo l'esito degli scrutini, la rabbia non si è dissolta: anzi, si è sedimentata, rendendo se possibile ancora più forti le convinzioni maturate negli ultimi mesi. «Mia figlia non era ben voluta in quella scuola - sostiene la madre - : per bocciarla sono stati abbassati molti voti, eppure lei si è sempre impegnata a fondo per ottenere i risultati necessari per non perdere l'anno». Oltre all'esito finale dell'anno scolastico, a lasciare l'amaro in bocca alla madre sarebbero stati una serie di atteggiamenti tesi a «ghettizzare» la giovane, residente a Desenzano, che ha un serio problema alle gambe che ne condiziona la deambulazione. «Mia figlia non è stata ammessa alla gita scolastica - denuncia la madre -: alle scuole medie ha sempre partecipato a tutte le uscite, ma questa volta hanno detto che per lei non era il caso, perchè sarebbe stato troppo faticoso. Eppure mia figlia sta migliorando ora, seppure non cammini velocemente, e riesce anche a coprire quei 2 chilometri che separano Desenzano da Rivoltella. Non è inferma! Per la delusione ha pianto per tre notti, chiedendomi perchè le stessero facendo questo».L'EPISODIO della mancata partecipazione al viaggio d'istruzione a Roma ha innescato una serie di valutazioni da parte della famiglia. «Già a gennaio ci hanno detto che la ragazza sarebbe stata bocciata - ricordano - : di più, quando abbiamo voluto iscrivere nuovamente nostra figlia al «Paola di Rosa», per farle ripetere l'anno, ci hanno detto che sarebbe stata bocciata di nuovo. Ho registrato quella conversazione con la preside, usando un registratore tascabile; purtroppo i Carabinieri mi hanno detto che è un documento che non ha valore legale, ma mi hanno invitato ad andare avanti. Mi sono rivolta anche ai sindacati, ma senza successo. Alla fine abbiamo l'impressione che nostra figlia sia stata bocciata solo perchè disabile, probabilmente non la volevano in quella scuola. Da parte di alcuni insegnanti c'è sempre stato un forte accanimento. Secondo noi i voti non erano così brutti da portare ad una bocciatura; abbiamo chiesto e ottenuto 209 pagine di registri, stiamo facendo tutte le verifiche del caso, anche se ormai non possiamo più fare niente».La ragazza, invitata a non iscirversi più all'istituto lonatese, ha cercato altre soluzioni per ripetere l'anno scolastico. «Nostra figlia voleva andare ad un liceo linguistico - assicura la madre - ma al Bagatta l'hanno rifiutata perchè non c'era più posto. Alla fine abbiamo trovato molta umanità al liceo di Castiglione, anche se come collegamenti pubblici, per noi che abitiamo a Desenzano, non è il massimo. Speriamo che vada meglio rispetto a Lonato, anche se tutti abbiamo la sensazione di essere stati presi in giro». Daniele Bonetti
Che rammarico e che tristezza cominciare la giornata leggendo queste notizie. La condivido perchè è importante che questi eventi si sappiano. Naturalmente se dovesse esserci una risposta da parte dell'Istituto sarà mia premura pubblicarla.
Ebbene si, il primo anno d’asilo (mi piace di più) è finito… quanto l’ho aspettato e puf… già un anno è passato.
Mi ricordo ancora il primo giorno.. quello del diluvio universale.. tutte quelle facce nuove, quegli ambienti sconosciuti, quello scrutarsi come si fa quando si entra a far parte di un nuovo ambiente, fatto di luoghi e di persone praticamente mai viste prima ma con le quali sai che condividerai i tuoi prossimi anni. Facce che piano, piano, giorno dopo giorno diventeranno più familiari, persone che con il tempo diventeranno nomi con i quali magari ti capiterà di andare oltre al classico “buon giorno”.
Comunque come nei migliori romanzi tutto cominciò in un giorno di pioggia, mi ricordo ancora Ruby, i suoi occhi pieni di entusiasmo nel vedere tutti quei bambini e tutti quei giochi.. l’accompagnammo in classe e nemmeno riuscì a salutarla che era già seduta al tavolo a disegnare.
Per Pita fu un pò più tragico, quel giorno ci chiamarono dopo un ora che si disperava, povera cucciola, era veramente spaesata e poi il cambiamento era decisamente drastico, tre anni passati a casa con la mamma e d’improvviso un posto nuovo e persone sconosciute… “MAMMMMMMMMAAAAAA!!!”
Dalla mattina successiva i pianti su due fronti, Pita dalla sua e Ruby che per non smentirsi alzava il volume tanto da far preoccupare le maestre delle sezioni dalla parte opposta dello stabile. E io? io ho adottato la tecnica del record di velocità nell’evasione da Alcatraz ovvero, entrare di corsa, spogliare entrambe, sempre di corsa, un bacione con abbraccio e via più veloce della luce, tutto in un massimo di 5 minuti!
I pianti mattutini, specialmente per Ruby, sono durati fino alla fine dell’anno.. il lunedì poi proprio non era la sua giornata, ma tutto sommato l’inserimento per lei è stato immediato. Con Pita invece abbiamo dovuto attendere fino a gennaio per avere un vero e proprio rapporto con l’asilo, la classe le maestre e i compagni… e devo dire la verità una attesa che ha dato i suo frutti. Si perché da gennaio in poi era uno spettacolo vedere il suo entusiasmo schizzare da tutti i pori nell’entrare dalla porta d’ingresso. Innamorata di quella classe e quella classe innamorata di lei.
Per Lupita dovrei seriamente aprire un capitolo a parte, i suo ENORMI progressi hanno stupito tutti, le maestre, i suoi medici e noi per primi. Davvero io non avrei mai pensato ad una simile evoluzione nemmeno in tre anni di scuola dell’infanzia. Progressi su tutti i fronti. L’approccio con la CAA metodo Gava ha fatto si che si sviluppasse la sua intenzionalità e la sua enorme voglia di comunicare è finalmente uscita fuori tanto da farle indicare quello che vuole e da favorire enormemente il linguaggio, il suo vocabolario si è talmente riempito da non tenere il passo con tutte le parole che oggi sa dire e che tenta ogni giorno di ripetere in modo sempre più corretto e comprensibile.
L’inizio della terapia di Oral Motor Therapy che le ha permesso di arrivare a masticare e quindi a muovere meglio la bocca, così da farla alimentare in modo corretto e sicuramente meno impegnativo anche per noi. Pita all’inizio dell’asilo si nutriva solo di minestrina, purè, formaggio morbido e latte; oggi mangia da sola i pezzi di pane, la pizza e prova continuamente a mangiare con il cucchiaio.
Queste due cose insieme alla quotidianità trascorsa con i bambini in un ambiente che lei ama ha fatto si che singole parole oggi sono piccole frasi come ad esempio “ciao ci vediamo dopo”, o addirittura ritornelli di canzoni “viva viva il mio papà!”.
Il primo giorno presentai alle maestre un quaderno di poche pagine che parlava di Pita, dei suoi atteggiamenti, delle due parole che pronunciava, una sorta di “manuale introduttivo” per aiutarle a capirla meglio, oggi quel quadernetto sembra davvero descrivere una bambina diversa. Oggi non serve nemmeno integrarlo perché davvero Pita ha la capacità di farsi capire molto bene.
Una delle cose più divertenti, ripensando a questi dieci mesi, riguarda sicuramente l’evoluzione del linguaggio di Ruby, soprattutto per quanto riguarda i nomi dei suoi compagni di classe… da “lui mamma lui” a “oggi ho giocato con sangue”
“come hai giocato col sangue????? ma ti sei fatta male?? e dove??”
“noo mamma sangue! sangue!”
“ma come sangue? chi è sangue un tuo amico?”
l’indomani mistero chiarito, sangue in realtà è Samuel…
Per non parlare delle varie filastrocche, poesie, canzoni che hanno allietato tutti i miei rientri a casa, i risvegli, le domeniche… le feste… tutto l’anno insomma :) Ultimamente per casa cantavamo tutte e tre in coro la canzone del sole girasole preparata per la festa di fine anno… per la felicità di papà Fabio.
I mille disegni e lavoretti che mi aspettavano ogni giorno.
Le gite al bosco, al fiume Chiese, alla Cascina.
la bellissima festa di natale e quella di fine anno,
La pet-therapy programmata per i bimbi speciali con lo splendido Zeus.
Tutto bellissimo, un anno magnifico grazie al fatto che maestre, assistenti e personale sanno rendere l’asilo Pascoli un ambiente familiare e solare.
Ed ora che le loro vacanze sono iniziate… e le mie sono finite, segno i giorni sul calendario aspettando che questo fantastico mondo chiamato asilo ricominci :)
Sono appena rientrata dall'incontro per il PEI a cui partecipano oltre a me ovviamente, la neuropsichiatra, l'assistente sociale, l'assistente alla persona e le maestre (sostegno compreso) di Lupita. Il primo era avvenuto all'inizio dell'anno, serve a fare un pò il punto della situazione sull'andamento di Pita, è anche un momento di confronto con le figure che seguono l'integrazione scolastica dei bambini con disabilità. Non ho molto da dire sulle parole spese per Lupita, tutte parole bellissime dati i suoi enormi progressi, progressi che visto come avevamo iniziato l'anno non mi sarei davvero aspettata nemmeno dopo aver concluso i tre anni di scuola dell'infanzia. Nonostante questo ho comunque lasciato l'incontro con disappunto (sono fine eh??!!), perchè troppo spesso mi capita di sentire frasi, dette da chi ha scelto come professione di occuparsi dei disabili, che mi fanno pensare che queste persone lavorino troppo spesso su ideali e non su casi reali. Mi spiego meglio, quando si parla di integrazione scolastica io sono la prima a schierarmi, è giusto che i nostri bambini non siano obbligati ad essere ghettizzati in scuole speciali ma che debbano avere la possibilità di scegliere che scuola frequentare ed oltre a questo che abbiano la possibilità di frequentarla al meglio. E altresì giusto che un disabile vada assistito nella sua frequentazione, perchè l'integrazione non sta nel farlo entrare a scula per fargli passare 6 o 8 ore nel corridoio con la bidella, no! l'integrazione avviene in classe, con i compagni e gli insegnanti, perchè un bambino disabile è un bambino della classe come tutti gli altri. Perciò è doveroso che una maestra di sezione senta il suo obbligo anche nei confronti del bambio con disabilità, anche se questo è poi assistito dalla maestra di sostegno e dall'assistente. Quindi preso tutto questo bisogna, a mio avviso, anche avere l'accortezza di valutare caso per caso. Stamattina alle insegnanti di Lupita (di sezione e di sostegno) è stato detto che non ci sarebbe nulla di male, anzi, nel fatto che se Lupita non dovessere avere la copertura totale delle 40 ore settimanali, stesse in classe con la maestra. Ok, io sono la prima a dire che non c'è nulla di male, nel momento in cui si verifica una occasionalità.. perchè è impensabile che una bambina con le esigenze di Pita sia lasciata ogni giorno una o due ore senza copertura. E mi sconvolge che queste cose escano dalla bocca di una assistente sociale e di una coordinatrice di assistenti ad personam. Non mi piace fare paragoni ma in questi casi è davvero inevitabile. Insomma come si può pensare in una classe di 25 bambini dove la conpresenza di due maestre c'è solo nel momento del pasto, di lasciare una disabile non deambulante, e assolutamente non autosufficiente in nulla senza copertura. Lupita, come ho fatto ben presente, è un "peso" fisico per chi la gestisce, va seguita in tutto e per tutto, persino per metterle le scarpe! Perchè più di una volta l'ho trovata con i tutori messi male e questo vuol dire farle del male! Lupita va alimentata, va cambiata.. come può farlo una persona che oltre tutto deve gestire altri 24 bambini??? Mi è stato risposto che ci sono i bidelli... beh certo, per farla finire ad avere un percorso scolastico in corridoio? I bidelli.. come se ce ne fossero mille, ce ne sono due su cinque classi da 25 l'una. Di cui 5 bambini con disabilità ACCERTATA !!! e sottolineo accertata perchè sono davvero tanti di più i bambini con difficoltà. "E' una competenza della scuola", già semprechè la scuola la veda allo stesso modo, no perchè se cominciamo con: il comune che non ha soldi e quindi non passa ore di assistenza, la scuola che non ha soldi e quindi non passa le ore di sostegno.. si comincia a ragionare e a fare la guerra sulle competenze... Chi deve occuparsi di attrezzare il bagno per una bambina disabile "mah non so perchè pare che dalle nuove disposizioni regionali sia di COMPETENZA della scuola"... andrà anche qui ad interpretazione così per la non competenza passano gli anni.
Io sarei ben felice di rinunciare alle competenze, sarei ben felice che mia figlia deambulasse autonomamente, mangiasse da sola e tutto quanto, ma non è così.
Mi sembra assurdo che due persone che hanno 20 di esperienza nel sociale facciano queste considerazioni in nome dell'integrazione. Come mi sembra decisamente sgradevole insinuare incompetenza e poco impegno nei confronti di una maestra di sezione che nella realtà, anche se non segue direttamente Lupita, ha 24 bambini tra i quali diversi con difficoltà. Conosciamo tutti la realtà delle scuole.
Non so, aver a cuore la disabilità non è soltanto battersi per l'integrazione sul fronte idealistico, è battersi a tutto campo conoscendo tutte le realtà che si consumano sulla tua di pelle. Gli ideali utopici lasciano il tempo che trovano, sono molti i fronti carenti ed è tanto il tempo che dobbiamo impiegare perchè tutto funzioni, ma non lo si può fare colpevolizzando sempre e solo l'altro.
Il mio rammarico è che sono sempre più convinta che troppo spesso si usino tante belle parole per il benessere del disabile e dall'altra parte troppo spesso quando c'è da fare qualcosa veramente, si considerino solo le competenze.
Per concludere lascio questo videro di mammarina a cui veramente non bisogna aggiungere nulla.
Oggi alla scuola dell’infanzia si è tenuta la festa di Natale con il relativo spettacolo dei bambini..
Ci hanno rappresentato la storia della famiglia… non ricordo… nella quale in pratica la mamma spiegava al suo bimbo cos’era l’amore e x farlo usava come esempio la natura.
Ecco non so dirvi di più perchè ero troppo concentrata a trovare un modo per filmare qualcosa dato che i bimbi erano al centro del salone e noi genitori quasi tutti in piedi (immaginate che visuale), in più, temendo di avere freddo (a volte proprio non ci sto con la testa), mi sono fatta la prima mezz’ora attaccata al calorifero con il maglione di lana, il piumino e la sciarpa... insomma mi stavo sciogliendo…
vabbè ero agitata, il primo spettacolo delle pineee…
ma torniamo alla rappresentazione, la mamma e il bimbo arrivano in un prato pieeeeno di farfalline… ed ecco qui la prima a comparire.. Ruby! con le sue alette azzurre (BRAVA NONNA!!!) e le sue antenne rosse. Bellissime, leggere leggere che svolazzavano per il “prato”..
io quando l’ho vista ho sfoderato un sorrso da paralisi facciale.. la mia adorata Rubina, bellissima, non ha mai smesso di muovere le mani e di ballare e poi era concentratissima tutta presa da quello che doveva fare, ogni tanto si guardava intorno, ho visto che mi cercava, "AMORE la mamma è quiiiii" avrei voluto urlare... "soni quiii dietro a quell’energumeno altro 2 mt che volendo si poteva metter in fodooooo!!!!", ti ho vista lo stesso tesoro, la farfallina più bella del mondo!
escono di scena le farfalline ed entrano le pecorelle (BRAVO MATTIAAAAAAA), io ho il tempo di riprendermi (e di spogliarmi!!!!) dall’emozione :)
Andate le pecorelle e anche i coniglietti… non ricordo molto bene il susseguirsi degli animali, arriva il momento dello stagno con le anatre e le ranocchiette ed ecco qui la ranocchietta più bella del mondoooo Lupitaaaaa!!!
Le ranocchie erano tutte sedute a terra che muovevano un telo azzurro (stagno) con le anatrelle che danzavano intorno.. La Simona si è seduta dietro a Lupita e lei, con la sua fascia verde in testa, è stata bravissima. E’ rimasta tutto il tempo a muovere “l’acqua” con i suoi compagni, nonostante i numerosi flash che la terrorizzano non ha mai pianto ed anzi verso la fine muoveva anche la testolina a ritmo della canzoncina.
Quando hanno finito ha applaudito e ha fatto ciao con la manina a tutti… stupenda, ancora mi viene il magone. Giuro che non ci avrei mai scommesso di vederla già quest’anno in una recitina e poi è stata davvero brava.
All’inizio dell’asilo non riusciva nemmeno a stare in salone con i bimbi perchè tutto quel rumore la spaventava e oggi era li davanti a tutti! Poi se ne andava in giro con il suo deambulatore tutta fiera e sorridente.
Quando è uscita di scena in braccio alla Simona, mi sono allontanata e non ho saputo trattenere le lacrime.. che emozione bellissima, sono fiera delle mie cucciole, belle e brave.
Un GRAZIE DAL PROFONDO DEL MIO CUORE alla Stefy che si è subito proposta di accompagnarmi appena le ho detto che fabio non poteva venire, condividendo con me le emozioni e le lacrime! :) grazie Zia!
Domani in molte città Italiane si svolgerà questa manifestazione nata dalla collaborazione del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno CIIS e di alcune Associazioni di genitori di bambini disabili e di insegnanti. Io non ci sarò perchè proprio domani la nostra Associazione sarà impengata in un importante incontro con il direttivo del P.O. di Brescia (dita incrociate), ma ci tengo a segnalare questa importante iniziativa il cui obiettivo è una vera integrazione scolastica per i bambini con disabilità.
Nina
Coordinamento delle Associazioni “Noi Non Ci Stiamo”
Coordinamento Nazionale delle Associazioni di genitori e insegnanti uniti per la difesa del diritto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità
COMUNICATO STAMPA La scuola dell'integrazione non si tocca! No alle classi differenziali!
A fronte di ripetute scelte politiche che, mettendo in ginocchio la scuola pubblica italiana, compromettono seriamente l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, numerose Associazioni di genitori e insegnanti si sono incontrate a Roma il 24 ottobre scorso per esprimere la loro preoccupazione. I convenuti hanno ritenuto di non chiudere i lavori, ma di rimanere convocati in assemblea permanente per monitorare costantemente l’evolversi della situazione dell’inclusione scolastica e per promuovere azioni coerenti ed efficaci.
La prima iniziativa programmata è per venerdì 20 novembre p.v. in molte città d’Italia. Il coordinamento delle Associazioni “Noi Non Ci Stiamo” sarà presente davanti agli Uffici Scolastici Provinciali o Uffici Scolastici Regionali per dire: NO alla scuola che separa, NO all’esclusione degli alunni con disabilità dalla scuola e per ribadire con fermezza che
L’INCLUSIONE scolastica degli alunni con disabilità NON SI TOCCA.
Genitori e insegnanti riaffermano che la scuola inclusiva e che accoglie è la sola scuola di qualità. La scuola inclusiva è una straordinaria opportunità di crescita civile e sociale, garantita dai principi della Costituzione italiana, riaffermata dalla Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità. Le Associazioni presenti e operanti sul territorio, le Organizzazioni Sindacali di categoria e tutti coloro che sostengono i diritti delle persone con disabilità sono invitate a partecipare all’iniziativa spontanea, a difesa del diritto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
C.I.I.S. Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno, ANFFAS Onlus, Lista di Handicap e Società, ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna, Lista di Dw-Handicap,Associazione Italiana SuXfragile, GenitoriTOSTI, Associazione Tutti a Scuola Onlus, SFIDA Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità, Associazione AMICI della VITA di Iglesias, ANIEF Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione, Associazione ALMENO CREDO ONLUS, Associazione Claudia Bottigelli TORINO, CAD Comitato Associazioni dei Disabili di Bologna, Disabilandia (Livorno), Comitato precari liguri della scuola, Co.Ge.De. Liguria.
Questa mattina dopo aver portato le pine all’asilo e aver fatto spesa sono andata al comando di polizia municipale per ritirare il contrassegno per la macchina.
Sono li che aspetto e fuori dalla porta d’ingresso (la sala d’attesa in pratica è fatta tutta di vetrate) sento un gruppo di bambini, mi giro e vedo i bimbi “grandi” delle classi di Pita e Ruby. Quando mi hanno vista hanno cominciato a sautarmi e sentivi "hey maestra c’è la mamma di Lupita, la mama di Ruby!!!, ciao mamma di Lupita e Ruby!!!!”, le persone presenti erano un pò perplesse.
Le maestre avevano organizzato per i grandini una visita al comando, quando sono entrati sono passati tutti a salutarmi e ad un tratto arriva una bambina che mi dice “ciao, la Lupita è all’asilo ma non preoccuparti è brava e sta bene”…
Mi sono sciolta…
Certo che bambini sono eccezionali, per fortuna che ci sono perchè, sarà pure un frase fatta, ma abbiamo solo da imparare. A volte penso che anzichè fare sempre noi gli insegnanti dovremmo essere noi adulti ad ascoltarli ed imitarli un pò.