Parlare di se stessi, non è facile, e io cosa posso dire di me? Amo l'Arte in tutte le sue forme,pittura, scultura, musica...Tutto quello che fa bene agli occhi,alle orecchie e al cuore fa parte integrante della mia vita e del mio modo di vivere. Ho chiamato questo mio blog "I sentieri dell'Arte", proprio perchè su questi "viottoli" incantati possiamo trovare tante piccole cose che ci riconciliano con il mondo intorno...almeno così è per me! Mi basta guardare un quadro o ascoltare un po' di buona musica per ritrovare la serenità, e non è necessario che questi siano un Renoir o una sonata di Mozart, basta che siano delle belle cose da vedere e da ascoltare. Spero di condurvi nel mio mondo nel miglior modo possibile...Patrizia

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4 ottobre 2011

Pizzighettone 24-25 Settembre 2011








Eccomi a voi con il resoconto della bella esperienza in quel di Pizzighettone, in provincia di Cremona, tra gli eventi annuali , l'incontro clou dell' Associazione Nazionale Découpage Italia.
Paesaggi completamente diversi da quelli a cui sono abituata, mi hanno accolto in un'atmosfera quasi di un'altra epoca, ed hanno fatto da cornice a due giorni di attività.
Ho già salutato le care amiche dell'Associazione nel mio precedente post, ma non posso non ringraziare in particolar modo Anna e Rosanna , che con le loro attenzioni e disponibilità mi hanno fatto sentire veramente a casa!
Ma passiamo a quello di cui vi avevo fatto cenno qualche giorno fa: la certificazione e il 3° posto al concorso indetto dalla Proloco e dal Comune. Un risultato per me davvero importante, di cui vado veramente orgogliosa, perchè il Découpage inteso come arte, viene portato ai livelli di eccellenza con i lavori presentati che sono stati veramente molto belli. Ottenere una Coccarda Rossa, è frutto di un lavoro costante e lungo, fatto di ricerca, sperimentazione e dal desiderio di creare qualcosa di unico. Malgrado le mie tre coccarde rosse , non mi abituerò mai all'emozione e alla gioia che si prova nel momento della consegna dell'attestato dalle mani della direttrice artistica, il riconoscimento che, nel tuo piccolo, hai creato qualcosa di bello e tecnicamente perfetto!
Quest'anno ho presentato un piccolo vassoietto in terracotta, con una lavorazione (di mia creazione) atta ad imitare un legno lastronato, naturalmente in pittura, che presenta varie tonalità , i chiaro-scuro delle differenti stagionature, proprio come i legni che venivano accostati per la lastronatura dei mobili, e che ho decorato con un intarsio, sempre di legni policromi, in omaggio ad un grande Artigiano dell'intarsio su legno, ( marqueterie), ossia Giuseppe Maggiolini (1738-1814). Il risultato ottenuto mi ripaga del tempo e dell'impegno profusi nella sua realizzazione, non priva di difficoltà ed anche di qualche imprevisto!
L'altro oggetto che ho presentato è l'uovo di struzzo con il paesaggio a tutto tondo dipinto a mano ad olio e con soggetto la "Solitudine", perchè lo sguardo di quel cane bellissimo (animale che adoro!) , mi ha ispirato un malinconico sentimento di abbandono....ho modificato la base, rendendola girevole, al bisogno si fa anche falegnameria!
Adesso taglio corto, perchè sennò vi annoio! Ho preparato una slide dove ho cercato di inserire un riepilogo di questi giorni, ma altre foto potete trovarle su "Le decorazioni di Patrizia" http://patt64.wordpress.com/attivita-con-decoupage-italia/
Ciao
Patrizia

30 settembre 2011

Sono tornata !...ma è solo un'anticipazione....


Eccomi di ritorno!
Stanca, con tante cose da fare, ma nello stesso tempo contenta di aver fatto un'altra esperienza, condivisa con delle amiche che rivedo sempre con molto piacere.
Pizzighettone è una bellissima cittadina, tranquilla e con un'atmosfera rilassante ed accogliente.
La location delle Mura spagnole, molto suggestiva e carica di storia....
Il Découpage? Sempre piu' coinvolgente , creativo e sempre piu' Arte...Arte..Arte!
Un abbraccio alle mie compagne d'avventura: Anna, Rosanna, Fulvia, Alessandra, Carmela, Eralda , Pamela e tutte coloro che sono passate a trovarci. E come non parlare della cara Susy? Che insieme al marito, si è fatta qualche centinaio di chilometri solo per conoscermi? Mi ha fatto sentire quasi una star! Un grazie speciale a mio figlio Francesco che ha fatto tante belle foto e che mi ha aiutato e "sopportato"! Ricordo che l'Associazione è a disposizione di tutti coloro vogliano iscriversi e possono mettersi in contatto con la nostra presidente Anna Folchi alla sua Mail a.folchi@hotmail.it oppure a sito@decoupageitalia.eu . Durante la manifestazione si sono svolti i corsi e la Certificazione con l'annesso concorso indetto dalla Proloco di Pizzighettone, ed ho il piacere di comunicarvi che ho ottenuto un'altra Coccarda Rossa (qualifica di Artista, massima qualifica valida a livello internazionale) ed il terzo posto al Concorso Certificazione Découpage Italia.
Felicità, soddisfazione e gratificazione sono i sentimenti che sto provando da un paio di giorni, ma non bisogna adagiarsi sugli allori, perchè la creatività non si ferma mai!
Sto mettendo ordine fra tutte le foto che ho fatto...datemi un po' di tempo....ve ne do un assaggio con il mio uovo di struzzo con paesaggio a tutto tondo, dipinto a mano ad olio.... lo adoro, ma vedrete anche la creazione che mi ha fatto ottenere i premi...
Patrizia

15 gennaio 2011

Decorazione:...ancora Lapislazzuli per un omaggio a Gianni Versace

I tesori del Mare





I love Versace





Gianni Versace è stato uno degli stilisti italiani piu'innovativi e allo stesso tempo erede di una continuità classica che ha portato anche negli oggetti da lui disegnati.
A lui, che purtroppo non c'è piu', ho dedicato questi lavori,con il Lapislazzuli in Faux finish come base e suoi disegni bellissimi a decorazione. I primi, placca tonda e scatola in terracotta ,con "I Tesori del mare" e la seconda scatola con i fregi del Barocco, periodo artistico d'impatto visivo fortissimo.
Triste storia per la scatola barocca...ahimè! Non è piu' in mio possesso e non per mia volontà .....spero che chi la possiede adesso ne sappia apprezzare la bellezza!
Premiata con Coccarda Arancione in Certificazione Découpage Italia a Pizzighettone in provincia di Cremona, mi rimane la consolazione di averla fatta partecipare, prima, al Concorso Nazionale....c'est la vie!

11 gennaio 2011

Decorazione : il Lapislazzuli








Il Lapislazzuli è una tra le pietre dure piu' affascinanti usate nell'intarsio e nella creazione di gioielli e oggetti d'arte fin dai tempi piu' remoti.
Gli Egizi ornavano i loro amuleti con splendidi lapislazzuli incastonati in oro e la polvere di lapislazzuli è la sostanza che usò Michelangelo per ricreare in pittura il cielo del Giudizio universale nella Cappella Sistina.
Una pietra che ha attraversato i secoli lasciando le sue tracce in opere mirabili e preziose.
Il Lapis , o lazurite, è un silicato complesso di alluminio e sodio. Il suo nome deriva dal latino lapis e dal persiano zuward, azzurro. Il suo colore è azzurro con variazioni da chiaro ad intenso con frequenti inclusioni di carbonato di calcio.E' punteggiato di piriti che danno l'aspetto dell'oro, contiene spesso anche pirosseni, anfibole e miche, che conferiscono delle variazioni di colore biancastro e luccicante.Si trova in Europa ma soprattutto in Afghanistan, in Russia, in Persia, in Cina e nelle Ande. Nella scala della durezza di Mohs è definito con 5-5,5.
Riprodurre il colore e la bellezza profonda di questa pietra è stato uno degli esperimenti a cui mi sono approcciata per primo, non solo perchè il blu è uno dei miei colori preferiti, ma anche perchè ritengo che sia uno dei fondi piu' adatti per la realizzazione di oggetti a sfondo storico come i due ovali che ho creato per il concorso "ROMA ANTICA" indetto da DECOUPAGE ITALIA per l'Hobby Show del 2009 a Roma.
Un lavoro certosino per la ricerca delle immagini che si sarebbero adattate di piu' al fondo e per la doratura fatta a mano dei fregi che le incorniciano, la costruzione di un'opera che oltre alla gradevolezza visiva volevo che trasmettesse il senso del passato, quando questi materiali erano usati dagli artisti a cui venivano commissionati.
Il Lapislazzuli mi è sembrato il fondo piu' indicato per esaltare i quadri di Giovanni Paolo Panini,
pittore, architetto,scenografo nato a Piacenza ma vissuto artisticamente a Roma nella metà del 1700. Bellissime le sue vedute e riproduzione di monumenti piene di particolari fino all'inverosimile.
Ma tutta l'operazione è iniziata con la riproduzione in pittura del Lapislazzuli: il Faux finish;
preparata accuratamente la base con il fondo, ho dato le prime stesure di colore blu, nelle sue varie sfumature, di Prussia,Marina...creato i "letti" di bianco con le venature, inglobato l'oro della pirite...fino ad ottenere quella profondità di colore e sfumature caratteristiche della pietra.
La preparazione delle immagini e la doratura a mano dei fregi con porporina e gommalacca hanno completato la fase preparatoria dell'opera.Con molta cautela e non senza anche un po' di timore ho posizionato le immagini sugli ovali ,che essendo convessi presentavano qualche difficoltà in piu', poi ,piano piano con delicatezza ho posizionato i fregi che dovevano coincidere perfettamente
sull'immagine di fondo e tra di loro (....). Un 'operazione ,questa, che può mandare a monte tutto quello che si è fatto in precedenza!
Dopo, è iniziata la fase dell'annegamento con moltissime stesure di vernice e carteggiature e infine la lucidatura, fase tra le piu' delicate, ma che ha dato l'aspetto finale che potete vedere nelle foto.
Il risultato di tutto questo lavoro è stato il PRIMO POSTO al concorso, e anche se già sono passati quasi due anni, lo ritengo uno tra i riconoscimenti piu' belli che finora io abbia ottenuto.








16 ottobre 2010

Decorazione: il maestro delle luci e delle ombre...Caravaggio



L'opera che ho usato per la realizzazione di questo grande piatto è una delle prime tele dipinte da Caravaggio a Roma: il "Fruttarolo".
L'esecuzione nel suo insieme, presentava varie difficoltà,non tanto nella scelta e nel ritaglio dell'immagine, ma quanto alla scelta del supporto che non volevo fosse banale e scontato come possono esserlo una tavola o una tela.Ho trovato in questo grande piatto in terracotta (cm 50 di diametro)lavorato con una bella cornice di frutta a bassorilievo, la base ideale per l'idea che mi girava in testa. Ho preparato accuratamente la base per accogliere la pittura dello sfondo: ricreare le luci e le ombre del Caravaggio, non dico che sia quasi impossibile, ma è una bella sfida...mi sono venuti in aiuto i tanti anni passati a dipingere ad olio...
Creato lo sfondo,ho posizionato il ritaglio in un unico pezzo e iniziato l'annegamento: tante e tante mani fino alla scomparsa dello scalino della carta e dopo ho fatto la doratura a foglia oro della falda sbalzata, brunito e lucidato con la pietra d'agata.Ho impreziosito il retro con un craquelè finissimo color oro su base nera.Questo lavoro è andato in Certificazione Découpage Italia nel 2008 premiato con una coccarda Arancione e si è classificato al Primo posto di un concorso su una rivista specializzata italiana.




Un po' di storia...

Adoro Caravaggio! Il suo tormento,la sua continua ricerca della semplicità nelle cose piu' sublimi e mistiche..
La sua vita si dibatte tra cronaca nera e grandezza artistica, genio amato, maledetto,contrastato , esaltato e perseguitato dai suoi contemporanei...troppo avanti, troppo oltre le vedute ristrette e compiacenti di un'epoca che gli stava stretta.Imbarazzante il suo talento,oltraggiosa la sua pittura che metteva a modello gente delle bettole che frequentava per raffigurare madonne e santi...blasfemo!
Ma erano visi veri, rughe scavate dalla miseria e dagli affanni di una vita che li privava di ogni cosa, piedi sporchi e sudici che fecero gridare allo scandalo i prelati che gli avevano commissionato la "Madonna dei Pellegrini"...
La morte raffigurata nella sua crudezza e realtà nella "Resurrezione di Lazzaro"; un Lazzaro ancora morto e inerte e che ebbe come modello un cadavere vero, provocando comprensibili malumori nelle altre comparse di questa tela e soprattutto degli uomini che sorreggevano il corpo...
La morte: tema amato dal Caravaggio, egli stesso si raffigura nella testa mozzata del gigante Golia, tenuta stretta per i capelli dal pugno di Davide. La sua unica firma nel rivolo di sangue che esce dal collo mozzato di un condannato a morte!
Di esecuzioni pubbliche in quell'epoca di certo le autorità no ne lesinavano, erano sempre degli eventi molto pubblicizzati e il pubblico non mancava mai...anche il giovane Michelangelo Merisi da Caravaggio, appena arrivato a Roma assistette ad un'esecuzione celebre: quella della giovanissima Beatrice Cenci, e ne fu talmente colpito che il tema della decapitazione ricorrerà spesso nei suoi quadri.
Cresciuto e maturato in mezzo a tanta violenza, diventò egli stesso violento,un uomo dalla doppia anima, meraviglioso artista ispirato da Dio e uomo misero, collerico e in questa dualità vi è la lettura della sua opera: siamo soli, davanti al mistero della vita e del destino,alla miseria e all'eternità dell'uomo.
Caravaggio ci invita ad entrare nei suoi quadri, senza filtri,come fa lui stesso raffigurandosi in alcune tele ma in posizione defilata, come se fossimo noi stessi spettatori di quella scena "in quel momento" un'istantanea di un attimo di vita non nostra, ma a cui siamo stati invitati a partecipare....
Le ombre di Caravaggio sono luminose come le sue luci, non è un controsenso, nell'ombra si dipana una vicenda che si presenta chiarissima,i personaggi sono nitidi anche al buio; la mano del Cristo che ordina a Lazzaro di tornare in vita è il centro della scena, eppure non è in primo piano, stessa cosa per la "Vocazione di San Matteo":il Cristo in penombra tende la sua mano verso Matteo seduto al tavolo, nella luce piena che entra da una finestra e che con sguardo interrogativo sembra chiedere "...chi...io?"
Luci ed ombre, proprio com'è stata la sua breve vita: illuminata dalle opere sublimi che ci ha lasciato e oscurata dalle ombre violente che lo portarono prima in esilio, condannato a morte, e proprio quando fu graziato nel suo viaggio di ritorno in Italia,ebbe la sventura di essere scambiato per un altro e imprigionato.Rimane in prigione due giorni, poi riesce a dimostrare la sua identità, ma è troppo tardi, viene colto dalla febbre malarica e muore solo, sulla spiaggia di Porto Ercole. Per secoli si è detto che fosse stato ucciso durante un diverbio con un altro "galantuomo", ed invece dove non potè la spada o il pugnale potè la malattia.
Era il 18 Luglio 1610:aveva 39 anni. I pittori di tutta Europa avevano già cominciato ad accogliere le novità del suo stile, grazie a lui era nata un'arte nuova, ma Michelangelo Merisi da Caravaggio non aveva fatto in tempo ad accorgersene.

23 settembre 2010

Decorazione : "La Condizione Umana"



La condizione umana
Libera interpretazione da un'opera di V.Kush


La pittura surrealista è sempre stata una delle mie passioni, artisti come Dalì e Magritte mi hanno sempre affascinato con il loro modo di trasporre in pittura la visione onirica della realtà. Non da meno sono le nuove leve del movimento surrealista, anzi, ci sono schiere di giovani artisti che suscitano meraviglia e anche un po’ d’imbarazzo nel mondo a volte spietato dell’arte, dove farsi strada puo’ diventare un’impresa molto ardua se alle proprie spalle non c’è la “protezione” di qualche gallerista lungimirante.
Un artista che non ha avuto bisogno di tutto questo è senza dubbio Vladimir Kush, russo di nascita ,ma americano d’adozione che stupisce il mondo artistico con i suoi quadri sempre piu’ perfetti e portatori di messaggi sempre molto profondi.
Ed è stata proprio un’opera di Kush a far scattare in me la creazione di questa scatola che definire portagioie è riduttivo, perché non è stata creata per un fine specifico, ma come oggetto artistico fine a se stesso, ossia la rappresentazione visiva della Condizione Umana.O almeno come io l’ho immaginata .
Ho iniziato il lavoro scegliendo un supporto che ben si sarebbe prestato a quello che avevo in mente, ossia una progressione di superfici con immagini diverse , ma con un filo logico che le unisse.
La scelta è caduta su una scatola tonda in terracotta rossa, materia umile e nello stesso tempo viva, materia che amo lavorare e rifinire nei piu’ svariati modi. L’immagine scelta, poi, si prestava perfettamente alla sua forma ….
Ho dipinto tutta la superficie imitando la piuma di noce (faux finish), con le sfumature e i nodi che caratterizzano questa particolare qualità di legno pregiato e posizionato l’immagine di Kush che raffigura la visione onirica di un nido di calabroni al cui interno s’intravedono dei piccoli esseri umani su una spiaggia , circondati minacciosamente dai nidi degli insetti. Io vi ho visto la natura che si ribella all’uomo che con i suoi comportamenti irresponsabili, ha inferto delle ferite profonde e insanabili al mondo che lo circonda…..






All’interno della scatola ho dipinto a mano con gli acrilici senza disegno preparatorio, ma dividendo gli spazi, quello che s’intravede dal trompe l’oeil sul coperchio: l’ultima spiaggia su cui l’umanità si ritrova a causa dei propri errori e orrori inferti alla natura con la possibilità di scegliere se andare avanti, verso l’ignoto, rappresentato dall’oceano, o far ritorno sui propri passi, la scala, rivedere i comportamenti sbagliati e cercare di porvi rimedio…ma bisogna far presto perché la minaccia dei calabroni incombe ( i nidi…).




All’interno del coperchio ho realizzato un assemblaggio di parti di immagini miste a pittura, creando un trompe l’oeil al contrario, cioè una visione dall’interno verso l’esterno della scatola, e quindi l’apertura del nido vista dalla spiaggia, con gli insetti pronti ad entrare…..
Le difficoltà tecniche sono state sempre quelle che s’incontrano quando si prepara un oggetto da portare in Certificazione (Maggio 2009), la nascita dell’idea che nella testa prende forma piano piano e non ci dormi la notte…, la scelta del supporto piu’ adatto, la creazione pittorica (con una mia tecnica personalissima) del faux finish e del figurativo e la rifinitura perfetta che ha dato a tutta la scatola l’aspetto della porcellana…in tutto nove mesi di lavoro, la genesi di una creatura a cui sono particolarmente affezionata….
E così ho portato a termine un lavoro che a primo impatto può sembrare di difficile comprensione, ma che adeguatamente osservato fa chiarezza sul messaggio in esso racchiuso: diamoci tutti una regolata! Rispettiamo l’ambiente e le sue creature.. un giorno potremmo non avere piu’ una “scala” da risalire a ritroso per rimediare a tutti i nostri errori ed orrori commessi…

25 agosto 2010

Decorazione: "giocare" con le pietre...e i pennelli !







OMAGGIO AD ANTONIO CIOCI MAESTRO DEL COMMESSO FIORENTINO


Vassoio in terracotta con bassorilievi e imitazioni marmoree (dimensioni cm.54x38)






Questa è stata una delle opere che finora mi ha impegnata di più, iniziata a marzo 2009 per essere pronta a maggio 2010 per la Certificazione DI (Découpage Italia) . La passione che da sempre nutro per la storia dell'arte mi porta ad approfondire lo studio di tecniche del passato ed artisti purtroppo poco conosciuti. Uno di questi è Antonio Cioci che assieme al figlio Leopoldo, fu tra i più geniali modellisti per il commesso fiorentino, degno erede del grande Giuseppe Zocchi, maestro apprezzato alle corti di tutta Europa; riuscì a creare, fra il 1792 e il 1797, delle opere per la realizzazione di alcuni tra i più bei capolavori in marmo e pietre dure che si possono ammirare a Firenze alla Galleria Palatina e all'Opificio delle Pietre Dure. Perchè il modello su tela? Semplicemente perchè serviva da guida per il soggetto da andare ad intarsiare e per abbinare i marmi e le varie pietre ai colori corrispondenti dei soggetti dipinti , in poche parole prima nasceva il quadro e poi il commesso! L'immagine che ho usato sul mio vassoio, tagliata, scomposta e ricomposta per una composizione ottimale è proprio un'opera di Antonio Cioci realizzata poi in commesso di pietre dure da lui stesso, che oltre ad essere un ottimo disegnatore e pittore, è stato tra i pochissimi artisti, se non l'unico, a realizzare personalmente la trasposizione dal quadro in intarsio. Di solito il cartone o la tela con il lavoro veniva portato ai valentissimi artigiani fiorentini il cui nome ,purtroppo, rimane sconosciuto (le maestranze dell'Opificio restavano nell'anonimato...) .L'opera che ho scelto raffigura una collezione di vasi romani, che nell'originale del Cioci è realizzato su porfido rosso egiziano. Proprio quel porfido che l'anno scorso ho presentato come tecnica pittorica ai corsi di Castellabate (bellissima località sulla Costiera Cilentana in provincia di Salerno) per Découpage Italia, l’Associazione Italiana di Découpage, di cui mi onoro di far parte. Il lavoro è iniziato proprio dall'imitazione in pittura della base in porfido (faux finish), dopo aver naturalmente preparato accuratamente tutta la base, carteggiato e ripulito tutti i bassorilievi che si presentavano alquanto "sporchi" da cottura.Dopo aver dipinto il porfido (marmo di cui parlerò prossimamente) ho ricomposto l'immagine ritagliata nei minimi particolari ( da notare i tralci di convolvolo) eliminato parti e aggiunto soggetti in posizioni non originali, e incollato il tutto alla base in porfido.Ho iniziato le verniciature e le carteggiature che si sono protratte per mesi e di cui ho perso il conto, fino a quando la superficie non è stata completamente liscia. Dopo di che sono passata alla finitura della cornice a bassorilievo imitando l'avorio antico. Dipingendo e ombreggiando tutte le parti da mettere in evidenza e dando la caratteristica coloritura della zanna antica. Ho dorato a foglia e oro zecchino i particolari e le cornici interne ed esterne.Sul retro ho imitato in pittura un marmo bianco rosato e delicatamente venato, verniciato , lucidato e poi cerato a dovere.Il perchè di un abbinamento di materiali così diversi tra loro può sembrare azzardato, ma tutto ciò ha invece una spiegazione logica e storica insieme. Sono partita dal fatto che il lavoro del Cioci rappresenti una collezione di antichi vasi romani e proprio a Roma si crearono degli oggetti stupendi scolpiti nel porfido incastonati in cornici di avorio e montati su marmi pregiati! Lo testimoniano alcuni ritratti imperiali che si possono ammirare ai Musei Capitolini a Roma.Un gran lavoro, anche di ricerca, che mi ha appassionato molto e che mi ha dato la grande gioia e soddisfazione di ricevere in Certificazione Découpage Italia, un'altra coccarda rossa, massima qualifica per un découper!