Visualizzazione post con etichetta parco giochi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parco giochi. Mostra tutti i post

martedì 23 aprile 2019

23/04/2019: Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore

23/04/2019: Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore
Ogni anno la giornata del 23 Aprile, (dal 1996), è dedicata alla promozione della lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.
Il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura della globalizzazione, del cambiamento e del diverso. La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarci a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico.
(http://www.unesco.it/it/News/Detail/329)
Io la voglio celebrare con questo libro che unisce due dei mie più grandi interessi: i libri per l'infanzia e i parchi gioco per tutti. IL TESORO DEL LABIRINTO INCANTATO.
È bello scovare libri pensati davvero per tutti, (bambini "normodotati", bambini ciechi, bambini con disturbi dell'apprendimento, bambini che non sono in grado di leggere lettere e numeri ma conoscono bene i simboli i CAA), così come è bello scoprire parchi dove tutti i bambini, (anche coloro che hanno una disabilità), possono giocare insieme ai loro amici.
Pino, Red, Lola, Gaia e Valentino sono inseparabili. Un giorno, nel parco dove vivono, compare un misterioso labirinto che nasconde un tesoro: riusciranno i cinque amici a trovarlo?
Un libro inclusivo, pensato per essere accessibile a tutti i bambini: tanti codici, un unico supporto per condividere il piacere di leggere una storia.
- Testo in Braille per lettori non vedenti
- Carattere EasyReading® ad alta leggibilità, anche per lettori con dislessia
- Testo ingrandito e in stampato maiuscolo, per lettori con ipovisione
- Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)
- Illustrazioni studiate per agevolare i lettori ipovedenti: contorni molto marcati, colori in contrasto e figure disegnate per intero 
Parte del ricavato sarà devoluta per l’acquisto di un gioco accessibile che verrà installato nel Parco Inclusivo di Padova, un parco per tutti i bambini, anche con disabilità.
Un progetto ideato da Fondazione Robert Hollman
Con il contributo professionale di Casa editrice Puntidivista, Centro di registrazione audiolibri per non vedenti e ipovedenti Senti chi parla! Onlus, Federazione Nazionale Istituzioni Pro Ciechi, Tipografia Toffanin
Questo libro fa parte del progetto Pensiamo, costruiamo, giochiamo… Insieme. Il Parco di Tutti, promosso e realizzato da Comune di Padova e Fondazione Robert Hollman. Per scoprire di più sul progetto del Parco inclusivo: www.parcoinclusivopadova.it

Buona giornata del libro e mi raccomando: leggete storie belle!



venerdì 14 aprile 2017

Giocare al parco tutti insieme

Lo condivido nuovamente perché per me questo spot è bellissimo! Amo i visi sorridenti di questi tre bambini, le emozioni che trasmettono le scene di questi brevissimi 30 secondi. La mia preferita è quella in cui Caterina intreccia le dita delle sue mani attorno alla vita di Cristian. Un gesto che io interpreto come "ti tengo stretto, non ti lascio, fidati". E i piccioni che si alzano in volo per sfuggire ai tre bambini che corrono nel parco ridendo?! Gioia, libertà, voglia di correre e divertirsi spensierati: quello che dovrebbero poter fare tutti i bambini!
Amo questo spot perché Samuele, Cristian e Caterina si sono impegnati tantissimo: insieme ad Aldo Bisacco e allo staff della produzione hanno lavorato per una giornata intera per mostrare a tutti che in un parco giochi inclusivo tutti possono giocare insieme! Amo questo spot perché nell'ormai lontano, (ma non troppo), 2012 non avevo la più pallida idea di cosa fosse un parco giochi inclusivo ma poi, per puro caso, ho conosciuto Raffaella e ho scoperto che non tutti i bambini possono andare al parco giochi insieme ai loro amici.
Nel 2014 è nato per gioco il blog Parchi per Tutti che ha tolto spazio a questo blog personale perché il tempo è prezioso e limitato per tutti: o scrivo qui o scrivo di là :-P
Sono contenta di aver conosciuto la socia, sono contenta di aver contribuito a far conoscere i parchi inclusivi in tutta Italia e son contenta di aver incontrato alcune persone che hanno a cuore il diritto al gioco, purtroppo sono poche ma buone! Naturalmente le ringrazio tantissimo perché in questi anni mi hanno insegnato tante cose e mi hanno fatto riflettere su argomenti che per me erano del tutto nuovi e difficili da comprendere. Grazie di cuore!
Ed infine son contenta che UILDM abbia deciso di sostenere un progetto che a tante persone potrà sembrare un "di più", una cosa superflua e non necessaria. I bambini con disabilità non dovrebbero accontentarsi di cure, assistenza, educatori, infermieri e ausili? No, non è così! I bambini hanno bisogno di giocare! Rubo le parole a Daniela Beccari che durante un convegno disse: "Quando un bambino gioca non sa spiegare perché lo fa, però sta bene, si diverte; fa delle cose che in altri ambienti istituzionalizzati non sarebbero riproducibili. Un bambino in un'area gioco prova e riprova senza subire nessun tipo di sanzione, prova e riprova in un ambiente libero che gli consente di essere se stesso, di sfidarsi, di mettersi alla prova."
Che altro dire? Son contenta :-) e se volete rendermi ancora più felice potete donare 2 euro inviando un sms al 45542 fino al 19/04/17 per sostenere il progetto "Giocando si impara"
Ringrazio anche Monja che ha speso parte del suo tempo insieme a Caterina per partecipare a questa "avventura" e che ha scoperto, come è successo a me anni fa, che non tutti i bambini possono andare al parco giochi! Grazie anche alla maestra di Caterina che ha deciso di spiegare ai bambini cosa sono i parchi gioco inclusivi e di far conoscere loro il "nostro" serpente magico Tuiotù!
Tuiotù è nato dalla fantasia del designer Fabio Casadei. Tuiotù vive nell'area giochi inclusiva di Rimini "Tutti a bordo!". Tutti a bordo significa "nessuno escluso": un parco privo di barriere architettoniche con giochi accessibili anche a bambini con disabilità.

mercoledì 12 aprile 2017

Inclusione e accessibilità!

"Io sono Raffaella, sono una volontaria UILDM e insieme a Claudia sono la fondatrice del blog Parchi per Tutti. Per noi questa sfida dei parchi che appoggia anche UILDM con la raccolta fondi per la Giornata Nazionale è una sfida molto importante perché sulla mia persona ho provato la difficoltà di non poter giocare al parco. I parchi per noi sono importanti perché con un bambino disabile molto volte costituiscono un limite, non sono accessibili, non si possono frequentare e il bambino stesso non può fare l'esperienza come tutti gli altri bambini fanno nel corso della loro vita.  
Noi abbiamo la fortuna di avere questo bellissimo parco inclusivo vicino a casa ed è veramente bello poter partecipare e poter passare un pomeriggio tranquillo con i bambini, con suo fratello che può correre liberamente ma soprattutto con lui che con la carrozzina può veramente fare qualsiasi cosa e io posso stare qui in disparte un attimo a chiacchierare qualche minuto senza doverlo controllare ogni secondo o aiutarlo a fare qualsiasi cosa.
Penso che valga davvero la pena allargare i nostri orizzonti e cercare di capire quanto sia importante l'inclusione e l'accessibilità!"

Approfondimento parchi gioco inclusivi

È online DM di Aprile 2017. DM è la rivista nazionale UILDM, un periodico pubblicato a partire dal 1961; un giornale di dibattito e di servizio che informa e fa discutere sui principali temi sociali e scientifici. Sul numero 191 di Aprile 2017 uno speciale sui parchi gioco inclusivi, potete leggerlo e/o scaricarlo cliccando sul link: http://www.uildm.org/wp-content/uploads/2017/04/DM191-web-mondo-uildm.pdf
Pagina 22 GIOCARE CON GLI ALTRI FA BENE. A TUTTI
Pagina 24 UILDM SI METTE IN GIOCO
Pagina 26 Dove giocano i bambini con disabilità?
Pagina 28 IL CASO DI ASTI, PARCHI ACCESSIBILI IN UNA CITTÀ ACCESSIBILE
Pagina 29 L'esperienza di Rimini, inclusiva anche la progettazione
Pagina 30 SE IL BAMBINO NON PUÒ GIOCARE COME GLI ALTRI
Non dimenticate che fino al 19 Aprile 2017 potete sostenere il diritto al gioco e aiutare UILDM a rendere inclusivi i parchi italiani donando al 45542 inviando un sms o telefonando da rete fissa!

martedì 4 aprile 2017

Giocare insieme

Giocare ti fa volare con la fantasia; ti fa scoprire gli altri e conoscere te stesso. Giocare ti insegna a condividere, perché giocare con gli altri fa bene, a tutti. Oggi i parchi gioco non sono accessibili ai bambini con disabilità; aiuta l'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare a rendere inclusivi i parchi in Italia. Fino al 19 Aprile 2017 dona al 45542.

Giocare insieme permette di fare amicizia, maturare affetti e crescere come adulti consapevoli. Inoltre, giocare all’aperto, al parco o in un’area verde, permette di sperimentarsi nel proprio corpo e sviluppare la propria autonomia, indispensabile per sentirsi liberi, per essere liberi e sviluppare l’autostima e il rispetto per sé stessi e gli altri. Avere giochi e aree gioco alla portata di tutti i bambini significa far crescere le comunità e la società ed è un traguardo che si raggiunge insieme.
Perché giocare con gli altri fa bene. A tutti. «Ripartire dai più piccoli è fondamentale, perché attraverso loro possiamo raccontare un mondo possibile e il gioco è il primo passo da fare, a livello culturale – spiega Marco Rasconi, presidente UILDM. – Quando giochiamo siamo tutti uguali, ognuno con la propria specificità e diversità. Grazie al gioco possiamo costruire una realtà in cui nessuno è escluso».
Maggiori informazioni sulla Giornata nazionale UILDM qui:
http://www.uildm.org/2017/03/31/al-via-sabato-la-giornata-nazionale-uildm/

domenica 2 aprile 2017

I giochi dei bambini

Ogni bambino ha diritto a giocare, è sancito anche dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e adolescenza! I bambini giocano utilizzando modernissimi e costosi giocattoli acquistati nei negozi, talvolta con giocattoli costruiti utilizzando materiali di riciclo o ancora con oggetti di uso quotidiano. Ma i bambini giocano soprattutto con la fantasia, riescono a trasformare tutto ciò che sta intorno a loro; un cespuglio diventa un bosco, un'altalena diventa una macchina del tempo, una casetta al parco giochi diventa un castello o la capanna dove si nascondono i pirati. 
Giocare insieme ad altri bambini è importantissimo, ogni bimbo deve avere la possibilità di giocare in gruppo, di stabilire insieme agli amici le regole del gioco, di infrangerle, di trovare un compromesso per raggiungere insieme un obiettivo. Giocare insieme permette ai bambini di crescere in modo sano, di conoscersi, confrontarsi, imparare uno dall'altro. Dove si incontrano i bambini per giocare insieme? Al parco giochi! Purtroppo oggi nelle città italiane non esistono parchi gioco inclusivi, ovvero parchi dove anche i bambini con disabilità possono giocare. 
UILDM ha deciso di provare a rendere più accessibili e fruibili i parchi gioco italiani devolvendo una parte di fondi che saranno raccolti durante la campagna 2017 Giocando si impara ad alcune città italiane perché possano garantire il diritto al gioco di tutti i bambini! I piccoli protagonisti dello spot sono Samuele, Cristian e Caterina. Per me questa non è una semplice campagna, non è uno dei tanti spot che ogni giorni vedo in tv. Per me questo è un sogno nato tanti anni fa grazie all'incontro con la socia Raffaella. 
Parchi dove tutti i bambini possono giocare insieme, perché i bambini sono tutti uguali! Mi farebbe piacere che il video fosse condiviso da tutti i miei amici e che tutti inviassimo almeno un sms :-) Nessun bambino deve restare a guardare, tutti devono poter andare in altalena, sullo scivolo e correre insieme immaginando di essere su un'isola inseguiti dai Pirati o alla ricerca del castello in mezzo in a un bosco!
"I giocattoli ci stupiscono per la loro capacità di sedurre anche se fatti di un semplice rametto di nocciolo, una forchetta arrugginita e uno spago. Sono in sensuoso il sensibile, il sensoriale nell’elementare più fantastico e misterioso, ci riconducono ad una "preistoria" della nostra cultura là dove sono le basi dell'esperienza, e della materialità, delle consuetudini del linguaggio e dei comportamenti senza tempo. Non sappiamo quando sono nati e chi li ha inventati. Originano nel divenire degli eventi della storia degli umani, alcuni ad imitazione e in forme miniaturizzate delle cose dei grandi, altri come residui e scarti del mondo del sacro, del lavoro e delle attività quotidiane. Irrompono nel presente e diventano mode, si abbandonano per un qualche tempo ma non si dimenticano mai."

domenica 19 marzo 2017

3 anni di blog Parchi per Tutti

Il 28/10/2012 ho conosciuto la mia mitica socia Raffaella Bedetti. Francesca Braguti, un'amica comune, (che allora era solo un contatto facebook), era di turno al banchetto di Famiglie SMA al centro commerciale e io, visto che non l'avevamo mai incontrata di persona decisi di andarla a conoscere! Al banchetto arrivò Raffaella con suo figlio Cristian e nelle settimane successive ci incontrammo a spettacoli di burattini, letture in biblioteche, ... Piano piano diventammo amiche e nella primavera 2013 Raffaella mi coinvolse in un grande bellissimo progetto ovvero quello dei parchi gioco inclusivi.
Il 19/03/14 decidemmo di aprire il blog e la pagina facebook, (probabilmente se il Sindaco di Santarcangelo in carica nel 2013 non si fosse dimesso sarebbe nato tutto un anno prima ma la politica è la politica e ci ha ostacolato spesso in questi anni). Sono trascorsi 3 anni esatti e oggi io e Raffaella possiamo festeggiare tantissimi traguardi raggiunti con fatica ma soprattutto grazie al fatto che crediamo fermamente al diritto al gioco di tutti i bambini. Probabilmente è perché siamo mamme, perché vogliamo un futuro migliore per i nostri figli, che nessuno potrà mai fermarci. Abbiamo affrontato tante sfide e litigato con tante persone ma continueremo a portare avanti la nostra missione ovvero far conoscere i parchi gioco inclusivi e spronare le amministrazioni a realizzarne uno nelle loro città!

venerdì 17 febbraio 2017

Come se fosse facile...

Come se fosse facile realizzare un parco giochi inclusivo... Già, proprio come il titolo del post, che è anche il nome della trasmissione alla quale partecipato insieme alla socia Raffaella e ad Elvira Cangiano. Non lo è per nulla, proprio no, non è semplice realizzare un parco giochi inclusivo, troppe persone hanno ancora le idee parecchio confuse anche sulla definizione, su quali siano gli elementi imprescindibili che distinguono un parco giochi inclusivo da uno classico. Di questo abbiamo parlato noi mamme durante la trasmissione che è andata in onda su Icaro TV giovedì 16/02/17 "Come se fosse facile" che approfondisce tematiche sociali. 



Se avete 37 minuti potete godervi questa chiacchierata tra mamme davvero toste, soprattutto Raffaella ed Elvira che hanno espresso dei pensieri bellissimi che mi hanno toccato il cuore. Ero impaurita, e un po' si nota, dalla telecamera, dalle domande, di sicuro non me lo aspettavo così il risultato finale ma devo dire che son molto contenta e soddisfatta! Ascoltare queste due mamme che raccontano la loro esperienza quotidiana con la disabilità è stato davvero un piacere! Ritagliatevi poco più di mezz'ora e ascoltatele anche voi :-)
Naturalmente mi piacerebbe tantissimo che questa chiacchierata fosse ascoltata, con il cuore, da tutti coloro che hanno a che fare con le aree gioco: Sindaci, Assessori, Tecnici Comunali, Progettisti, Architetti e anche dalla aziende che lavorano nel settore delle attrezzature ludiche perché c'è ancora davvero tanto da fare per poter affermare che i parchi giochi inclusivi italiani garantiscono il gioco ai bambini con disabilità!


Naturalmente, a causa dell'emozione, ci siamo dimenticate di ringraziare, oltre alle amministrazioni di Santarcangelo e Rimini, tutte le persone coinvolte nel progetto partecipato per la realizzazione del parco Tutti a bordo!: Carla Franchini che ha proposto una mozione nel lontano dicembre 2012, le associazioni: UICI sez. di Rimini, UILDM sez. di Rimini, Crescere Insieme, Papa Giovanni XXIII, Fabio Casadei Designer.

Se volete ascoltare solamente alcune parti qui sotto le domande e il minuto di rifemento del video:
1:28 Claudia, cos'è un parco inclusivo?
2:27 Raffaella, cosa c'entrate voi con il parco giochi inclusivo di Santarcangelo? 
4:48 Quando è nato il blog Parchi per Tutti?
6:50 Claudia, come ha reagito il Comune di Santarcangelo?
7:20 Elvira, ci racconti l'esperienza di Rimini con il parco inclusivo?
11:00 A Santarcangelo in che situazione è il parco a cui voi avete contribuito?
13:18 Come reagiscono adulti e bambini di fronte alla disabilità?
16:44 Elvira: Il parco giochi inclusivo amo definirlo un laboratorio a cielo aperto di inclusività e socializzazione perché i bambini imparano giocando. Una comunità che da vita a un parco inclusivo è una comunità lungimirante che crea cultura.
18:00 Claudia, quanti sono i parchi inclusivi in Italia?
19:50 Raffaella, il parco giochi è inclusivo ma la città?
23:28 Elvira: il gioco con il bambino disabile spesso è mediato dall'adulto e volto all'acquisizione di capacità, viene considerato un'attività terapeutica, mentre al parco giochi il bambino può sperimentare il gioco come puro divertimento.
25:20 Cristian al parco gioca con gli altri bambini.
27:45 Claudia, ho letto sul vostro blog che lamentate la mancanza di un progetto di un parco inclusivo
29:30 Claudia, come avete visto cambiare la situazione in questi ultimi tre anni?
31:14 Elvira, vorrei chiederti l'importanza del gioco per i bambini. Per i bambini disabili o per i bambini e basta?
35:00 Il nostro serpente Tuiotù

Claudia:
Un parco giochi inclusivo, lo dice la parola stessa, è un parco che include tutti, uno spazio privo di barriere dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Con tutti si intendono bambini che possono correre, bambini che stanno sulla carrozzina, bambini ciechi, qualsiasi bambino, anche chiaramente bambini normodotati perché è appunto un parco per tutti.
Non sarebbe giusto dividere i bambini in due gruppi, tutti devono giocare insieme e questo è un parco dove possono andare tutti e tutti si devono divertire insieme.
Raffaella:
I bambini cosa fanno? Giocare, divertirsi tra di loro, fare esperienze, confrontarsi, sbagliare, cadere ma lo devono poter fare.
I primi giorni eravamo un po’ titubanti, va beh: scriviamo il nostro pensiero, lanciamo qualcosa, mettiamo una provocazione. E poi invece nel giro di breve è diventato un lavoro a tempo pieno con richieste di consigli, mail, ci arrivavano segnalazioni…
Elvira:
Mi ricordo che il piccolino quando siamo arrivati mi ha detto: "io l’avevo sognato". Questa cosa mi ha lasciato senza parole. Invece la più grande che si lasciava ciondolare sull’altalena a cestino, ce l’ho registrata, è stata fortissima perché mi ha detto “questa sì che è vita”.
Resta un diritto negato nel momento in cui una comunità non si attiva per realizzarlo, direi una comunità sorda, una comunità cieca che non vuole sentire, che non vuole vedere e pensa che l’altro non sia capace di desiderare, volere, che non sappia fare.

domenica 12 febbraio 2017

Parchi per tutti: E il progetto?

I parchi gioco son luoghi dove corrono i bambini; saltano, gridano, cantano, litigano e poi fanno pace. E intanto imparano a decidere insieme a quale gioco giocare, stabiliscono delle regole che valgono per tutti e si assegnano a vicenda dei ruoli per iniziare il gioco. Quattro anni fa, poco dopo aver conosciuto la socia, Raffaella Bedetti, non avrei mai pensato che questi luoghi sarebbero stati motivo di crescita anche per me. In questi anni ho imparato davvero tanto, con curiosità, leggendo e ascoltando ma soprattutto grazie a persone che lavorano non solo con le mani e con la mente ma anche con il cuore. Quattro anni fa, ve lo posso giurare, non avrei scommesso 1 centesimo che avrei trovato il coraggio di parlare davanti a più di cinque persone per illustrare un'area giochi inclusiva e invece l'ho già fatto diverse volte. È stata una sfida contro me stessa e oggi non ho più neanche tanta paura. Settimana prossima un'altra bellissima sfida :-) 
Questi parchi son davvero magici, sono luoghi speciali e quindi progettiamoli con cura!
Se avete cinque minuti liberi leggete il post "E il progetto?"
Perché ogni qualvolta si decide di costruire un Museo, riqualificare una Piazza, realizzare una pista ciclabile, inserire una rotonda in un incrocio di strade, (e l'elenco potrebbe proseguire); per prima cosa si decide di redigere un progetto*, mentre nel caso dell'area giochi no?
Forse non si pensa al progetto perché il gioco non viene ritenuta attività sufficientemente importante? Forse perché è un'attività che svolgono in particolar modo i bambini, mentre l'amministrazione pensa solo agli adulti? Forse i bambini non sono cittadini al pari di coloro che hanno raggiunto la maggiore età e possono votare ed esprimere la loro opinione?
Continua a leggere qui: E il progetto?

martedì 3 gennaio 2017

I parchi gioco degli anni '80

Ieri il postino, verso ora di pranzo, ha premuto il tasto del citofono: "c'è da firmare". Evviva! Il libro che avevo trovato su Ebay, usato, è arrivato! Un vecchissimo libro stampato nel 1988: "Parchi urbani e campi gioco. Progettazione, sicurezza, gestione e animazione del verde pubblico" a cura di Giorgio Conti. 

Il volume è il risultato di una ricerca che è stata promossa inizialmente dal Dipartimento di Urbanistica dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma si è ben presto collegata con altri Enti, Istituti italiani e stranieri e con singoli studiosi i quali, sia pure da angolazioni diverse, si occupano, spesso con incomprensioni e/o con scarsi mezzi, delle problematiche relative ai parchi urbani ed ai campi gioco. Esso ha tratto i suoi auspici da un Convegno Nazionale promosso dal Comune di Rimini, particolarmente sensibile ai tempi ambientali ed alla progettazione/gestione del verde pubblico, e patrocinato dal CIGI, (Comitato italiano per il gioco infantile).
vecchie strutture gioco presenti nelle spiagge di Rimini fino pochi anni fa

Questa mattina, Samuele dorme ancora, ho letto il capitolo dedicato alla città in cui vivo: "Rimini: giocare nel verde. Un problema urbano ed urbanistico" di Renzo Sancisi. Mi sono emozionata perché si tratta di una piccola lezione di storia sui parchi della mia città di mare. Beh in realtà vivo a Viserba ma viene citato anche il piccolo parco vicino alla stazione dei treni dove da piccola andavo a giocare con mia sorella e le cugine della Brianza. Non potrò mai dimenticare quelle attrezzature gioco di arrampicata, semplici tubi di metallo che delineavano i lati di grandi cubi posati gli uni sugli altri in altezza sui quali arrampicarsi. Uno per i bambini piccoli e uno per quelli più grandi, (più difficile da scalare). 
vecchie strutture gioco presenti nelle spiagge di Rimini fino pochi anni fa

E la vecchia "altalena" dotata di una base su cui salire alle cui estremità erano fissate due piccole panche con schienale, (oggi non credo esista più e immagino non rispetti l'attuale normativa sulla sicurezza). Stavamo sedute su quelle piccole panchine spingendo i piedi sulla base di metallo a cui erano agganciate per far oscillare il gioco e intanto cantavamo a squarciagola le canzoni dei vecchi cartoni animati degli anni '80. 
vecchie strutture gioco presenti nelle spiagge di Rimini fino pochi anni fa

Alcuni brani tratti dal libro: Negli anni '50, in una Rimini segnata da profonde ferite belliche (80% degli edifici coliti) e che a ridosso  della cinta muraria aveva ancora campi e orti, i circa 18.000 bambini non avevano a disposizione alcuna attrezzature per il gioco e anche il verde pubblico, di fatto, non esisteva. Gli unici giardini della città erano: i giardini Ferrari, nel Centro Storico; quelli della Stazione Ferroviaria Centrale e della stazione di Viserba e il verde dello Stadio; il Parco Indipendenza (parte del quale ad uso esclusivo del "Grand Hotel") e il verde in fregio agli edifici della Capitaneria di Porto, al mare. Il tutto per circa 50.000 mq. di superficie.
Eppure si giocava tanto! La strada, i cortili, le aree adiacenti alle case, erano i "campi gioco" spontanei e stimolanti di allora. 
Si scavavano buche, ci costruivano capanne e altri "edifici", sfruttando gli alberi delle residue "piantate", si inventavano "attrezzi" utilizzando tutto ciò che fosse disponibile, manipolando terra, acqua... e fuoco. Organizzati in gruppi di diverse età, i più piccoli imparavano dai più grandi.
Lunghe ore di gioco all'aperto (nelle case non c'erano i televisori) seguendo ed adattandosi alle stagioni, erano avventura ed esplorazione, invenzione e cimento, competizione e amicizia, libertà e divertimento, crescita.
I parchi gioco si "autocostruivano".

giovedì 15 dicembre 2016

Parchi per tutti: Tutti a bordo! su Paysage Topscape

Sul numero 25 di Paysage Topscape, (rivista internazionale di architettura del paesaggio e disegno urbano), un bellissimo articolo sulla nostra area giochi inclusiva "Tutti a bordo!"
Un progetto che ha visto impegnate tante persone per il raggiungimento di un risultato di alto livello: abbiamo vinto tutti e tutti insieme che è forse la cosa più importante: c'è qualcosa di più bello che festeggiare tutti insieme un traguardo che pochi in Italia son riusciti a tagliare? Rimini lo ha fatto: ha tagliato il traguardo dell'inclusione dei bambini al parco giochi.

domenica 4 dicembre 2016

Città del futuro viste dai bambini e abbattimento barriere

Rilancio un paio di notizie dal blog Parchi per tutti chi mi paiono interessanti :-)

I bambini di alcune scuole di Rimini hanno partecipato a "Una lettura fantastica", (Leo Scienza), e sono stati invitati successivamente a realizzare testi, disegni, diorami o altro sul tema: "Inventiamo il futuro: macchine, città, creazioni, fantasie! Come e dove vivremo? Quali mezzi di trasporto useremo? Quali invenzioni cambieranno, faciliteranno e divertiranno la vita dell'uomo nel prossimo secolo?"
I bambini hanno disegnato robot ma chiedono anche strade sicure, aria pulita, spazi verdi per giocare, case solide, scuole accoglienti, altalene e skateboard volanti! :-)
Venerdì 2 dicembre si è tenuta a Rimini una marcia organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con Rete Centri Rimini: IO VALGO... OLTRE LE BARRIERE. Sono stati presentati e premiati simbolicamente due progetti che hanno contribuito all'abbattimento delle barriere nella città di Rimini. Uno dei progetti è la realizzazione dell'area giochi inclusiva Tutti a bordo.
"Perché il parco "Tutti a bordo!" non è la somma dei suoi giochi accessibili ma è molto, molto di più. È un laboratorio, a cielo aperto, di socializzazione e inclusione sociale, di conoscenza e rispetto dell’originalità e diversità di ognuno, dove i bambini fin da piccoli, imparano giocando il rispetto delle differenze, l’empatia, l’accoglienza dell’altro, a vivere insieme. Un regalo per tutti." Elvira Cangiano.
Sabato 3 dicembre invece tavola rotonda presso il Museo della città di Rimini, un confronto con alcuni esperti in materia di barriere architettoniche e culturali: Paolo Ramonda (responsabile generale APG XXIII), Roberta Frisoni (assessore con deleghe alla mobilità, gestione del territorio e demanio), Nicola Bastianelli (architetto e co-ideatore del progetto Tutti a bordo!), Giovanni Sapucci (direttore del CEIS).
"Imboccammo subito una strada che è quella di cui altre amministrazioni dovrebbero far tesoro. Non la strada più semplice: realizzare un'area gioco da catalogo che crea pochi problemi all'amministrazione e ai progettisti ma che non soddisfa veramente le esigenze ma la strada più complicata e difficile che comporta dei confronti ma il cui risultato è sicuramente garantito. Abbiamo deciso di coinvolgere un gruppo di associazioni e mamme che dal primo giorno hanno partecipato a questo tavolo insieme a un collaboratore professionista specializzato in queste tematiche: Fabio Casadei.
È stato un week end pieno e in compagnia di belle persone, ho anche qualche altra bella notizia da postare ma la conservo per il prossimo post. A presto!

lunedì 21 novembre 2016

Parchi gioco inclusivi

Due post molto interessanti sulle aree gioco inclusive:

Intervento C.E.R.P.A. al Convegno Aree Verdi Attrezzate: sicure, stimolanti, inclusive
Venerdì 18 novembre 2016 si è tenuto a Grado il convegno "Aree verdi attrezzate: sicure, stimolanti, inclusive". Questo l'intervento del CERPA Italia Onlus. Il C.E.R.P.A. è il Centro Europeo di Promozione e Ricerca dell’Accessibilità, è un’associazione Onlus che ha lo scopo di promuovere la cultura dell’inclusione sociale al fine di migliorare la qualità di vita, l’accessibilità, fruibilità e usabilità degli ambienti… Il C.E.R.P.A. è presente sul nostro territorio grazie a dei centri regionali, (CRIBA Emilia Romagna, CRIBA Friuli Venezia Giulia, CRID Toscana, Cooperativa sociale Independent L., CpA - Centro per l'Autonomia Umbro).
Inclusione e benessere ambientale dovremmo poterli trovare anche al parco giochi, in un parco giochi inclusivo! Cos'è un parco giochi inclusivo? Ad oggi non esiste una definizione ufficiale ma possiamo descrivere questo tipo di area giochi come un luogo dove tutti i bambini possono giocare insieme, (non bambini normodotati da un lato e disabili dall'altro). Un parco privo di barriere architettoniche dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli.


Storia dei parchi gioco inclusivi in Italia e sviluppo futuro
Una decina di anni fa in Italia nessuno conosceva i parchi gioco inclusivi, probabilmente ne esistevano 2/3 su tutto il territorio ed erano già presenti alcune altalene per carrozzine. Si trattava però di casi del tutto isolati e sconosciuti alla maggioranza della popolazione.
Le aziende che si occupavano del tema erano pochissime, parliamo di 2/3 al massimo, ma quasi nessuna pubblicizzava strutture gioco adatte anche a bambini con disabilità.
In questi ultimi 3 anni circa, (tra il 2013 e 2014), l'attenzione verso questo tipo di area gioco è cresciuta, lentamente ma in maniera costante e oggi quasi tutte le aziende che producono e/o vendono giochi per esterno hanno una sezione del loro sito dedicata ai "giochi inclusivi" o "giochi per disabili".
Nel giro di pochi anni si è verificato un grandissimo cambiamento: siamo passati da una situazione di totale disinteresse verso il parco inclusivo a una gara a chi ha il catalogo più ricco di giochi accessibili e fruibili a tutti.

sabato 5 novembre 2016

Diritto al gioco bambini con disabilità

Una bellissima notizia, una grande vittoria e un segnale di svolta sul diritto al gioco dei bambini con disabilità. In primavera un Comune in provincia di Pavia installa giochi classici nel giardino di una scuola nonostante fosse stato avvisato del fatto che i giochi avrebbero dovuto essere utilizzati anche da un bambino con disabilità motoria. La famiglia si rivolge a un legale, fa causa al Comune e... VINCE LA CAUSA! Da oggi il diritto al gioco non è semplicemente sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, da oggi un giudice ha deciso che è discriminatorio installare giochi non fruibili da parte di bambini con disabilità! Comuni tenetelo bene a mente quando deciderete di installare nuovi giochi o di realizzare un'area giochi. 
Per leggere i dettagli clicca qui: diritto al gioco bambini con disabilità.



sabato 8 ottobre 2016

Parchi per tutti: Parco giochi per bambini meno fortunati?

Comune di Avezzano: presentato il progetto legato alla realizzazione di un Parco giochi per bambini disabili
"Si tratta di una iniziativa legata alla Città Solidale. - ha dichiarato il sindaco - Ringrazio i due cittadini che hanno promosso questo importante e significativo intervento a favore dei bambini meno fortunati e daremo ai promotori ogni forma di collaborazione affinché la realizzazione del progetto si concretizzi in tempi brevi".

Lavorare per una città solidale significa anche utilizzare i termini corretti, creare cultura. Un parco inclusivo non è un parco per bambini disabili.
Vogliamo mettere anche un recinto e realizzare due aree distinte? A destra area bambini normodotati e a sinistra area bambini disabili...
Può sembrarvi una sciocchezza ma non lo è, così come non lo è definire i bambini con disabilità "bambini meno fortunati".

giovedì 15 settembre 2016

Convegno CosmoBike Mobility - La città dei bambini

Si è svolto ieri, 14 settembre 2016, il primo ciclo di conferenze organizzato da CosmoBike Mobility. Il tema della giornata: "La città dei bambini". Io sono andata come relatrice a nome del C.E.R.P.A. Italia Onlus per illustrare i parchi giochi inclusivi come spazio accessibile a tutti i bambini. 
Una piccola parte della giornata è stata dedicata infatti allo spazio del gioco e l’accessibilità. Sono intervenuti: 
Massimo Seri, Sindaco del Comune di Fano che ha presento "Fano, città dei bambini" e i vari interventi che son stati fatti a sostegno della vivibilità da parte dei bambini della loro città.
Pinar Pinzuti, Bisikletizm, Izmir, Turchia che ha raccontato "Quando le strade diventano una festa" ovvero come si può coinvolgere una città intera a pedalare in allegria lasciando a casa l'automobile.
Claudia Protti, Cerpa – Criba ha presentato "Vivere il parco giochi". I parchi inclusivi che garantiscono il diritto al gioco a tutti i bambini.
Giovanna Canziani, Psicologa  con il suo intervento "Ciclabilità urbana, un approccio cognitivo per nostre città"
Stella Mecozzi, Operatrice sociale che ha raccontato il percorso fatto con i bambini della scuola Pascucci di Santarcangelo di Romagna "Progettazione partecipata: era un parcheggio"
Immagine Matteo Dondè
Mi è piaciuto moltissimo l'intervento di Pinar che ha raccontato come è riuscita a far uscire di casa in bicicletta tantissime persone con vestiti che solitamente si utilizzano a Carnevale o Halloween per pedalare insieme verso il parco per un pic-nic. 
Interessante l'intervento del Sindaco di Fano che ha illustrato i vari interventi alla città al fine di renderla vivibile per i bambini!
Bello anche il progetto presentato da Stella Mecozzi che parlato della progettazione partecipata, guidata da adulti in maniera davvero fantastica, per la riqualificazione di un piccolo parcheggio antistante il cortile della scuola primaria Pascucci di Santarcangelo. Avevo già sentito parlare del progetto e mi ha fatto proprio piacere conoscere Stella. Informazioni e immagini qui: https://www.facebook.com/Era-un-parcheggio-532556280266158
Altrettanto interessante il dibattito modello Talk Show tra Paolo Gandolfi, Parlamentare PD e Diego De Lorenzis, Parlamentare M5S. Moderato da Paolo Pinzuti, argomento naturalmente la mobilità.
Nel pomeriggio ho seguito invece la sessione Bike to School che mi ha dato davvero tanti spunti per riflettere sul fatto che se continuiamo a costruire case e strade al ritmo attuale avremo delle città non più a misura di uomo ma a misura di auto.
Ho ascoltato con molto interesse diversi interventi da parte di Sindaci e Assessori di diverse città italiane e Jacopo Michi, (Ufficio Legale FIAB). Tanti bellissimi racconti riguardanti la tutela dei piccoli pedoni davanti alle scuole. I vari rappresentanti dei Comuni hanno illustrato progetti a cui hanno dato vita nelle loro città: dalla chiusura totale alle auto delle strade antistanti il cancello delle scuole negli orari di ingresso/uscita a pedibus, o gruppi di bambini con accompagnatore che raggiungono la scuola in bicicletta. Tutti hanno raccontato la fatica a convincere i genitori che i bambini sono molto più tutelati se si decide di andare a scuola a piedi o in bicicletta, tutti hanno fatto presente che i genitori, se potessero, entrerebbero direttamente in aula con l'auto e lo posso confermare personalmente.
Pure la scuola di Topastro all'ingresso e uscita da scuola è DELIRIO PURO. Genitori che vogliono arrivare davanti al cancello della scuola bloccando completamente il traffico delle auto che transitano nonostante 15/20 metri più avanti o più indietro ci siano posti per parcheggiare, genitori che fanno salire o scendere i bambini al volo sempre bloccando il traffico delle auto che attendono in coda, genitori che, una volta caricato il figlio in auto pretendono di passare davanti al cancello dove stanno ancora uscendo altri bambini... Non parliamo poi di tutti quelli che occupano i posti per disabili, il posto del bus, il passo carrabile davanti ai cancelli delle abitazioni... Io lo comprendo che non tutti abitano abbastanza vicino per andare a scuola a piedi, noi pure ci andiamo in auto, ma parcheggiare a 50 mt dalla scuola e raggiungere il cancello a piedi sarebbe una soluzione per tutelare i nostri bambini!
Mi sono piaciuti tutti i progetti presentati, soprattutto quello della chiusura completa della strada davanti all'ingresso della scuola o divieto nei soli orari di entrata/uscita studenti.
Questi Sindaci hanno dovuto lottare per offrire dei servizi per la sicurezza dei bambini! 
Si è parlato anche di responsabilità riguardo il tragitto casa-scuola, se i bambini possono uscire da scuola da soli, cosa prevede la legge, esempi di sentenze...
Una delle slides che mi ha colpito di più, presentata da Jacopo Michi, è stata: "oggi i bambini vengono accompagnati a scuola in auto perché i genitori considerano troppo pericolosa la strada per andare a piedi o in bicicletta, in quanto vi circolano troppe automobili..."
Dobbiamo davvero riflettere su quanto sono vivibili le nostre città per i bambini, su quanto siamo responsabili del traffico. Se volete dare un'occhiata a questo link http://www.slideshare.net/comunereggioemilia/michi-la-responsabilit-e-il-quadro-legislativo-sul-casa-scuola potete visionare le stesse slides che sono state proiettate a Verona da Jacopo Michi "La responsabilità: il quadro legislativo sul tema casa-scuola"
Qui invece potete scaricare le "Linee guida per un piano partecipato di mobilità scolastica sostenibile" del Comune di Venezia: http://www.scuolainclassea.eu/wp-content/uploads/2016/01/LINEE-GUIDA-web.pdf
Il mio intervento sui parchi inclusivi: 
Il tema di questa giornata è "La città dei bambini": quando pensiamo ai nostri piccoli cittadini, i nostri figli, nipoti, alunni, viene spontaneo chiedersi quanto sono vivibili per loro le nostre città. Quanto sono sicure, quante sono le zone pedonali, quante sono le strade che i bambini possono percorrere in autonomia e sicurezza a piedi o in bicicletta.
Quando pensiamo ai bambini viene spontaneo anche pensare al gioco, ai parchi gioco e ai parchi giochi inclusivi.

martedì 21 giugno 2016

Parchi per tutti: Giocare con la ghiaia e l'acqua al parco

Peter Gray ci ricorda che sarebbe bene "assicurarsi che i nostri figli abbiano opportunità autentiche di giocare liberamente all'aria aperta, con gli altri bambini, senza interferenze adulte perché attraverso queste esperienze imparano a risolvere i problemi, controllare gli impulsi, modulare le emozioni, mettersi nei panni degli altri, negoziare le differenze, andare d'accordo e sentirsi alla pari con chi hanno intorno."
20/06/2016. Nel pomeriggio alcuni bambini hanno svolto grandi lavori manuali presso l'area giochi Tutti a bordo! Al grido di "togliamo i sassi dalla fossa!" hanno iniziato a scavare con palette, cucchiai, con le mani. 
Continua a leggere qui: http://parchipertutti.blogspot.it/2016/06/giocare-con-la-ghiaia-e-lacqua-al-parco.html

domenica 19 giugno 2016

Parchi per tutti: Ancora sulle altalene per carrozzine

Un post lungo ma ricco di contenuti per approfondire l'argomento "altalena per carrozzina", uno dei giochi che crea più discordia: chi lo ritiene necessario in ogni parco, chi non lo vuole, chi pensa sia pericoloso, chi preferisce i giochi inclusivi e lo vorrebbe solo se accanto a tanti altri giochi accessibili e fruibili...
Perché questo tipo di gioco è tanto richiesto e allo stesso tempo criticato?
Può essere utilizzato da bambini che dondolano stazionando in piedi sulla pedana? Un parco dove l'unico gioco accessibile e fruibile da parte di bimbi in carrozzina è l'altalena su cui si può salire con la carrozzina stessa è un parco inclusivo? Installare un'altalena per carrozzine su prato, terra o ghiaia è una cosa furba? Questa altalena permette ai bambini di giocare insieme? È un gioco pericoloso?
Io ad esempio mi arrabbio tantissimo quando leggo notizie che riportano il grande orgoglio di chi ha donato un sorriso a "bambini meno fortunati", (utilizzo questo termine che non mi piace affatto per sottolineare quanto spesso si ricorra al sentimento di pietismo verso bambini con disabilità associato a quello di generosità di chi dona il gioco), installando un'altalena per disabili... su prato! O su ghiaia, terra... Per fortuna non accade sempre, ma accade comunque troppo spesso. I giochi accessibili e fruibili alle carrozzine devono essere installati su pavimentazione pianeggiante e liscia che devono poter essere raggiungibili tramite un vialetto con le medesime caratteristiche!

sabato 11 giugno 2016

Non ti bagnare, altrimenti ti porto a casa!

Lungi da me il voler giudicare le regole imposte dalle mamme ai loro figli: in ogni casa e in ogni famiglia ci sono regole diverse e vanno comprese e rispettate. In questi ultimi mesi siamo andati molto spesso al parco ed è interessantissimo osservare il comportamento dei genitori, talvolta anche quello dei bambini ma i più interessanti sono i genitori!
Ci sono genitori presenti e assenti: chi segue con lo sguardo il figlio, chi lo accompagna sui giochi, chi lo pedina e non si allontana di un metro dal luogo dove gioca e chi si siede sulla panchina a chiacchierare, leggere un libro o usare il modernissimo telefono cellulare. C'è chi porta il bimbo al parco per farlo giocare con altri bambini, chi per farlo sfogare dopo una mattina trascorsa a scuola, seduto composto sulla seggiolina, chi per rilassarsi un attimo visto che tanti bimbi in casa, da soli, si annoiano e chiedono ai genitori di fare qualcosa insieme. Va bene tutto, siamo tutti diversi :-) 
C'è solo una cosa che mi intristisce un pochino: i genitori che ricordano ogni cinque minuti ai figli di: non sporcarsi, non farsi male, non correre, non sudare, non bagnarsi! Nel "nostro" nuovo e bellissimo parco inclusivo Tutti a bordo! c'è un gioco d'acqua... Un gioco con l'acqua vera, mica finta. Una pompa, una vasca, una ruota e una zona a terra in cui confluisce l'acqua. Addirittura si riesce a creare un piccolo laghetto. La maggior parte dei genitori odia questo gioco, io li sento parlare tra di loro, si domandano chi mai abbia deciso di installare un gioco simile nel parco ;-)
Fino a poche settimane fa la temperatura esterna non era tanto calda, una primavera mite, senza temperature eccessive, e le mamme gridavano continuamente ai figli: "non ti bagnare, sennò andiamo a casa". Scelte personali, mio figlio ha sempre avuto il permesso di giocare attorno all'acqua ed effettivamente a volte è tornato a casa con i vestiti un pochino bagnati ma non ha mai preso il raffreddore. Ora però le temperature sono salite di parecchio e fuori si sta benissimo in pantaloncini e maglietta corti ma tante mamme continuano a gridare: "vieni via di lì, non ti bagnare, sennò andiamo a casa".
E il bambino è costretto ad allontanarsi da quel gioco che attira tanto i bimbi, specialmente quelli tra i 3 e 6 anni. Ma perché non lasciate che si bagnino un pochino? Non fa freddo, il rischio di prendere il raffreddore è davvero basso. 
Non lo dico perché ora mio figlio ha nove anni, capisco che le mamme dei bambini più piccini possano essere un pochino più apprensive ma vi assicuro che ogni età ha la propria criticità. Ad esempio Topastro ieri ha deciso di lanciarsi dall'altalena a cestone mentre dondolava in maniera un pochino troppo sfrenata con dei bambini più grandi di lui. Si è letteralmente spiaccicato sulla pavimentazione in gomma, io lo stavo osservando seduta non troppo lontano da lui, ed ho sentito il rumore della caduta: splat! Per fortuna, a parte la paura, non si è fatto nulla. Si è rialzato, è corso da me ed è rimasto seduto per quasi cinque minuti mentre mi raccontava che non sapeva perché lo aveva fatto, che è atterrato sull'avambraccio destro e che, cosa importante, non aveva pianto. 
Insomma: grandi o piccini, hanno diritto a divertirsi al parco, altrimenti cosa li portiamo a fare? Per osservare gli altri giocare? Lasciamoli liberi di sperimentare, sporcarsi, bagnarsi, cadere. I parchi gioco sono luoghi sicuri, noi genitori possiamo osservarli, intervenire se si mettono in pericolo, ma diamo loro la possibilità di sentirsi liberi. Liberi di correre, dondolare, scivolare, bagnarsi, sporcarsi. 
Ieri al parco era caldo, non soffocante ma molto caldo e dopo un'oretta Topastro correva a petto nudo, (la maglia era completamente bagnata e quindi l'aveva tolta), e scalzo per il parco. Dopo aver recuperato una maglietta vecchia in auto ed essersi asciugato i piedi che aveva messo nel laghetto del gioco d'acqua, si è rivestito ed ha continuato a correre. Altri bambini avevano pantaloni lunghi, maglia a maniche lunghe e scarpe. E non avevano il permesso di giocare con l'acqua o di scivolare con il sedere sulle rampette che servono a riportare la carrozzina alla base dello scivolo. A Samuele piace tanto fare questo gioco e quando gli altri bimbi lo vedono divertirsi facendo diventare i pantaloni neri, lo imitano. Ma non tutti i genitori permettono ai figli di scivolare lì. Si può scivolare solo sull'apposito scivolo e mi raccomando: non ti bagnare che sennò andiamo a casa! 
Vi invito a leggere questo post di Mamma Felice: giochi Montessori all’aperto con i 4 elementi naturali. "Giocare all’aperto permette ai bambini di acquisire consapevolezza del proprio spazio, dei propri movimenti e del proprio corpo... Il gioco migliore è sempre il gioco libero: appropriarsi degli spazi, sporcarsi, scoprire i materiali naturali senza limitazioni."
E non dimenticate che il gioco, per i bambini, è molto, molto, molto importante! "Lasciateli giocare" - Peter Gray.
Altre immagini del divertentissimo gioco d'acqua del parco Tutti a bordo! qui: giocare con la ghiaia e con l'acqua a dimostrazione del fatto che i bambini all'aperto si divertono e imparano!
Se vuoi approfondire l'argomento gioco & disabilità visita il sito Parchi per Tutti: http://www.parchipertutti.com/