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martedì 19 novembre 2019

Osservare

osservare v. tr. [dal lat. observare, comp. di ob- e servare «serbare, custodire, considerare»] 
1. a. Guardare, esaminare, considerare con attenzione al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare considerazioni di varia natura. Talora fa riferimento più all’attenzione della mente che a quella dell’occhio.
1. b. Più genericamente, posare attentamente lo sguardo su qualche cosa o su persone, sia per semplice curiosità, sia con intenzione critica, per notare difetti, per cogliere altri in fallo e simili.
Fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/osservare/
Durante le gare di tiro con l'arco mi piace un sacco fotografare i tecnici o gli arcieri adulti con esperienza che osservano gli allievi o i loro compagni tirare. Mi piace questo "osservare" con attenzione per poter aiutare a correggere, a fare meglio. È bello vedere i ragazzi tirare la prima freccia, voltarsi indietro verso l'adulto e con uno sguardo domandare "come sono andato?", "come posso far meglio?. Ed è altrettanto bello vedere l'adulto rispondere spesso senza parole ma con gesti del corpo per aiutare a tirare meglio la seconda freccia e poi la terza. È un affidarsi a qualcun altro che dopo aver attentamente osservato il tuo gesto, può darti indicazioni per migliorarlo. 
Forse in questo sport è un gesto molto scontato e spesso mi domando come mai in altri ambiti, ad esempio a scuola, non ci sia questa attenzione particolare. Perché gli insegnanti non osservano? Come possono aiutare gli studenti se spiegano concetti utilizzando le stesse parole per tutti? E come si può pretendere che tutti apprendano nello stesso identico modo?  
Osservare per conoscere, rilevare particolari e criticare. Criticare inteso come "sottoporre a esame critico". Osservare con attenzione permette di scoprire tanto dell'altro, di avere uno sguardo diverso da quello superficiale che ci rende tutti uguali.
Osservare per aiutare mi sembra una cosa così bella. Sicuramente necessita di sforzo, di impegno; serve concentrazione, devi essere lì in quel momento solo per quella persona sia con gli occhi che con la mente. 
Si potrebbe provare a farlo come esercizio nel quotidiano :-)

sabato 24 novembre 2018

Rimini, gara tiro con l'arco novembre 2018

È già trascorsa quasi una settimana dalla gara di domenica 18 Novembre Rimini, avrei voluto scrivere qualcosa il giorno successivo ma sono stata risucchiata dai compiti e da altri impegni e solo oggi trovo il tempo per scrivere un breve post, per lasciare traccia qui delle sensazioni di una bella giornata trascorsa con la squadra Seven Arrows.
La giornata era iniziata maluccio perché Samuele per la fifa si è svegliato nervoso e già prima di colazione aveva affermato: a) voglio cambiare sport; b) oggi tirerò malissimo. La situazione è peggiorata appena siamo saliti in auto che simpaticamente ha tossicchiato un pochino e fatto capire che lei quel giorno non si sarebbe mossa per nessun motivo. Abbiamo svegliato il nonno e chiesto in prestito la sua auto e così abbiamo potuto raggiungere il pattinodromo che era bellissimo con tutti i paglioni in fila preparati la sera precedente. C'era tanta gente e il turno del mattino era quasi terminato, si respirava proprio una bella aria. 
Rimini, gara 18/11/2018
Il gruppo Seven Arrows, (oltre a una squadra è un gruppo di persone), è affiatato e naturalmente è riuscito a organizzare una giornata quasi perfetta grazie all'aiuto di tutti i componenti e a capacità organizzative non indifferenti :-). Addetti alla macchinetta del caffè, cuochi improvvisati per poter riempire il tavolo per le merende durante le pause, lavoratori che hanno sudato non poco per montare e smontare tutto il campo. Attacca e stacca striscioni e strisce di carta, taglia la pizza, servi il pasto...
Vanni, Massimiliano, Fabio, Michele
È bello sentirsi parte di un gruppo che lavora per il medesimo obiettivo, è bello vedere i grandi che coinvolgono i piccoli, (che un po' giocano e un po' lavorano, un po' tirano frecce e un po' ridono), gli arcieri che coinvolgono i familiari. È bello vedere un gruppo che collabora.
Rimini, gara 18/11/2018
Non credo sia scontato far parte di una squadra sportiva composta da persone che hanno tanta passione per lo sport che praticano. A me piace molto ascoltare i tecnici quando allenano i ragazzi, (alcuni, come il mio, sono ancora più bambini che ragazzini), apprezzo la loro infinita pazienza, (ammetto che la mia è proprio invidia!), mi piace scambiare due chiacchiere con le altre mamme nell'attesa che i ragazzi finiscano: un consiglio, un "eh cara, ci siam passate tutte", ci facciamo spesso delle gran risate e ci consoliamo a vicenda.
Rimini, gara 18/11/2018
I tecnici, (così come i ragazzi), hanno caratteri molto differenti ma son tutti speciali. Adoro l'autorevolezza e empatia con cui Fabio parla ai più piccoli, sa quando incoraggiare, quando "sgridare", come richiamare tutti all'ordine, sa sempre quando è il momento di fare una battuta per fa sorridere qualcuno. Michele ha una pazienza che invidio da matti ed è una persona molto dolce, Samuele per lunghi mesi non usciva dalla palestra prima di averlo salutato con un grande abbraccio. Michele sa come prendere in giro Samuele senza farlo arrabbiare, (non è mica permaloso lui....). 
Rimini, gara 18/11/2018
Roberto segue i ragazzi da poco ma è riuscito, sempre in poco, a farsi ascoltare e voler bene. Oserei dire che è una persona molto più seria rispetto a Fabio e Michele ma dopo l'ultimo scherzo del saggio di musica ho iniziato ad avere dei dubbi. Fermo ma comprensivo e ribadisco la mia stima in quanto è riuscito a farsi volere bene da Samu, cosa assolutamente non facile visto che il mio "dolce" figliolo ha un caratterino che... Chi lo conosce, sa!
Rimini, gara 18/11/2018
lnsomma non so più cosa volevo dire, credo tutto e niente ma soprattutto ringraziare. Ringraziare tutte le persone che ogni mercoledì e venerdì allenano i ragazzi, tutti coloro che sono presenti alle cene e ai momenti di festa, tutti coloro che hanno un pensiero gentile nei confronti di un elemento del gruppo. Un grazie a Vita che mi fa sempre scompisciare dalle risate e che è riuscita a baciare Samuele: ci sono le prove ma non posso pubblicarle ah ah.
allenamento
Un pensierino anche a Nino che è una persona davvero speciale e domenica mi ha fatto davvero intenerire quando ho scoperto che era riuscito a infilare nello zaino il peluche Nino il pinguino che Samu gli aveva regalato come porta fortuna nonostante non fosse piccolissimo. Aveva pure scattato una foto al pupazzo, stampata e plastificata insieme alla foto scattata durante la gara di Halloween, (Samuele e Nino erano entrambi vestiti da scheletri), per poterla tenere attaccata alla faretra.
Non posso dimenticare quella pazzerella di Mila, colpa sua se oggi Samuele è un piccolo arciere. Ogni tre per due afferma di voler cambiare sport ma alla mia minaccia di "chiamo la piscina per iscriverti a un corso" raccoglie l'enorme zaino, con una tecnica segretissima se lo mette in spalla e via: in palestra o al campo ad allenarsi. Grazie a Silvia che ha supportato il mio piccolo atleta durante tutta la gara di domenica anche se era nervoso e poco simpatico. Grazie Massimiliano Tontini per le dolcezze e il salato con il quale delizi ogni volta i nostri palati!
Halloween
L'unico mio "dispiacere" è che ci siano pochi ragazzi dell'età di Samu. Trovo che sia uno sport molto bello che allena la mente, che aiuta a comprendere che solo con tanto impegno e tanta costanza si possono raggiungere dei risultati, sarebbe davvero il massimo se in squadra arrivassero altri 10/11 enni.
Grazie Seven Arrows

sabato 3 febbraio 2018

Rimini, open day tiro con l'arco febbraio 2018

Tra le tantissime etichette presenti in questo blog una piuttosto comune manca all'appello: sport. Samuele non si è mai appassionato a uno sport in particolare, anzi; posso affermare che è proprio antisportivo. Ha provato basket, calcio, nuoto, danza, scacchi, ... nessuna attività lo ha mai appassionato e tante altre non le ha neppure volute provare. Lo scorso fine settembre, su segnalazione di Mila ho accompagnato Samuele all'open day di tiro con l'arco organizzato dalla società sportiva Seven Arrows che prevedeva una presentazione dell'attività, dei vari tipi di arco e prove pratiche per tutti. 
Samuele ha tirato frecce fino a quando è sopraggiunta l'ora di smontare i paglioni, riporre gli archi negli armadietti e chiudere la palestra ed è tornato a casa contento, tanto che ha voluto frequentare il corso proposto dai tecnici: 8 lezioni per imparare le basi di tiro con l'arco. Perché questo post? Perché sabato 17 febbraio 2018 alle ore 15:00 verrà data la possibilità a nuovi bambini, ragazzi ed adulti di provare questa attività e vista la grande soddisfazione di Samuele ho pensato di segnalarlo sul blog.
Non saprei dire cosa ha fatto scattare la scintilla in Samuele, sicuramente in parte è stato attirato dal fatto che l'arco, dal suo punto di vista, è un'arma e lui aveva la possibilità di utilizzare un'arma vera. Inoltre a Samuele non piacciono gli sport competitivi, non quelli che prevedono uno scontro uno contro uno ma anche squadra contro squadra, a lui non piace perdere. Concentrarsi sul bersaglio e cercare di dare il meglio di sé per raggiungere la perfezione forse distoglie dal fatto che, anche in questo sport, la competizione esiste perché in gara chi raggiunge il punteggio più alto, vince. 
30/09/2017 open day Seven Arrows
Io invece non vedo un'arma ma uno strumento di precisione che prima dell'utilizzo va montato, regolato; vedo pazienza e costanza. Un continuo impegno per superarsi e raggiungere la perfezione. Le lezioni, due a settimana, sono volate insieme all'autunno tra varie interruzioni per la festa del patrono e quella di tutti i Santi e il giorno 11 novembre, dopo una garetta tra i partecipanti al corso, Samuele ha ricevuto il suo attestato ed è diventato un piccolo arciere. 
25/11/2017 il primo arco
Dopo aver terminato il corso ho domandato a Samuele cosa avesse intenzione di fare: proseguire o interrompere il tiro con l'arco e lui, molto deciso, ha deciso di voler continuare ovvero di diventare un piccolo socio dei Seven Arrows. Questo ha comportato l'acquisto di tutto il materiale necessario, che è stato effettuato dalla società, e che gli è stato consegnato il 25 novembre. È stato bello assistere alla sua emozione davanti a questo "enorme" e pesante arco che le prime volte faticava pure a tenere alto per poter scoccare le frecce.
allenamento in periodo natalizio
Questa è la storia, una piccola storia che per ora comprende solo pochi mesi ma che spero possa avere un seguito:-) e quello che posso aggiungere è che Samuele, dal 30 settembre scorso continua ad andare un paio di volte a settimana in palestra, monta il suo arco e si posiziona sulla linea di tiro per tirare le sue frecce. Certe volte è allegro, altre arrabbiato, si avvilisce quando non riesce a fare un buon punteggio e saltella come un grillo quando riesce a far tre 10 consecutivi! 
Seven Arrows con la nuova divisa
E io? Son contenta pure io che finalmente, a 10 anni e mezzo, Samuele abbia trovato uno sport che lo appassiona e soprattutto persone preparate e simpatiche che sanno essere severe quando serve ma anche comprensive visto il caratterino non proprio facile del mio Topastro. In particolare son rimasta colpita da quanto sono uniti, dalla collaborazione sia dei tecnici che degli allievi sempre pronti ad aiutarsi a vicenda, a dare un consiglio o a fare una battuta per strappare un sorriso a qualcuno. Se siete curiosi fate un salto in palestra in Viale Regina Margherita 22 a Marebello (Rimini) il 17 febbraio alle ore 15:00.
Grazie Mila per averci fatto conoscere i Seven Arrows :-)


Sito: http://www.sevenarrows.it/ 
Pagina facebook: https://www.facebook.com/SevenArrowsRimini/