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mercoledì 27 marzo 2013

Il Corrente della sera

Non è mica semplice correre, sapete?
O meglio...
È un movimento che ti viene naturale, in motricità si chiama schema motorio di base.
Viene meno naturale tornare a casa dal lavoro, già stanco morto, sapere che dalle 18,30 alle 21 ti aspettano le due ore verosimilmente più toste di tutta la giornata per via della Triplice Alleanza da lavare, mangiare e dormire e, nonostante tutto questo, infilarsi la tuta e le scarpe e partire per una corsa intorno al monte di almeno mezz'ora.
Si... non so come si chiami in motricità tutto questo. Forse dovrei passare ai manuali di psichiatria... magari lì trovo qualcosa.

Però lo faccio. Almeno tre volte a settimana. All'inizio c'è l'entusiasmo. Poi c'è la fase della crisi di astinenza: quella che se salti due giorni di fila ti manca l'esercizio, ti senti pesante. Ora sono in una fase critica, complice questa nuova ondata di freddo, che se piove niente niente, non mi dispiace neppure e me ne sto a casa.
 Ma devo resistere.
Gli obiettivi dell'inverno, però, sono raggiunti. Analizziamoli
  • Dovevo dimostrare sufficiente determinazione da far sì che parenti ed amici mi regalassero un vestiario adeguato (complice il compleanno all'approssimarsi della primavera. 
Fatto! Ho smesso i panni, decisamente vintage che sfoggiavo in gennaio ed ora sfoggio una più massificata tenuta da podista contemporaneo mantenendo solo i guanti, il berretto ed il kway rosso se fa freddo (la cura per il dettaglio non è mai stata il mio forte).

  • Arrivare al momento in cui le giornate si allungano a dimostrare contemporaneamente una certa prestanza atletica e una buona dissimulazione dello stato di premorte che di solito mi accompagna quando corro. 
Fatto! Al posto dei grugniti che propinavo ai passanti per non farmi riconoscere, complice l'oscurità, mentre aggonizzavo tornando verso casa, ora riesco persino a fare dei piccoli scatti in prossimità delle curve: metti che dietro l'angolo incrocio qualcuno che conosco...

  • Perdere peso.
 Ahimè! No! Sigh Sob!
O meglio, quattro chiletti subito... poi, concedendomi qualcosa rispetto a quando praticavo la castità alimentare, niente. Ma che cazzo di metabolismo mi ritrovo? Mio cognato è calato due chili solo pagando l'iscrizione alla palestra. Pazzesco.

Ma non demordo... mi sono scaricato  anche un'applicazione fichissima che mi dice quanti chilometri percorro, quanta salita faccio, il ritmo che tengo, le calorie che spendo.
Da Gennaio dice che ho corso 120 kilometri bruciando circa 120000 kilokal.
Uno pensa: motivante no?
Invece cosa fa la simpatica app? Il venerdì ti manda una mail: bravo Gae, questa settimana hai speso 500 kilocal in più di quella scorsa. Domani puoi concederti il salamino sulla pizza.
Ma vaffanculo, va!