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lunedì 11 marzo 2013

The Blair Parents Project


Sssshhhh!!!
C'è un rumore... si stanno avvicinando” Quasi piangeva dalla disperazione
Oddio... l'ho risentito” tremava ora.
No, non preoccuparti, non può essere” cercava invano di rassicurarla lui... ma la voce era incrinata, prossima alle lacrime
Ma si, ma si” Ho sentito il cancelletto delle scale che cigolava, sono loro ti dico, sono ancora qui... vai a vedere tu, io non ce la faccio, aiuto, non ne posso più”
Ma no, ma scusa, sempre io... porc...”

Sembra il dialogo di un B Movie. Uno di quei bruttissimi horror che mandano in seconda serata d'estate, dopo l'ennesima replica di Bud Spencer e Terence Hill o di un film dei Vanzina.
Invece non si discosta molto da una normalissima scena serale a casa nostra. Si mettono i bimbi a letto, si finisce di riassettare, si cerca conforto sul divano... qualcuno si sveglia... Mannagg....
Sempre meno, però. La notizia è proprio questa: le cose stanno andando bene! 
Meglio, per lo meno.

I bimbi hanno orari abbastanza regolari ma non muoiono se li si cambia un po': riescono a reggere qualche ora la sera, se ci sono amici a cena. Se siamo fuori, non è più necessario pisciarli e cambiarli prima di risalire in macchina. Non serve più trasformare il tavolo della pizzeria nella nursery di Ostetricia.
Non è indispensabile farli dormire al pomeriggio. Certo, se non lo fanno non te li puoi portare al rave party la sera; a qualcosa devi pur rinunciare.
Però, se tutto è a posto, alle 20,45 dormono. I notiziari più belli sono già finiti ma rimane ancora una mezz'ora per valutare i millibar delle labbra di Lilli Gruber.

Mangiano quello che trovano. In pizzeria, ad esempio, la pizza. Che è più facile trovare la pizza in pizzeria che perdere la sera a cercare una papperia per le pappe.
Inoltre sono belli cicciotti, se una sera mangiano meno, non succede nulla, hanno una certa riserva.
Non servono più i seggioloni, le seggiole per mangiare, il passeggino (abbiamo avuto momenti con tre passeggini (il gemellare nel bagagliaio e l'ultraleggero sotto il sedile), la borsa con il cambio, il sacchetto per i pannolini sporchi, il bibe per bere... Praticamente un trasloco ogni volta. Poi dice non vi muovete mai.

Se hanno una ruspetta giocattolo ed un libricino potrebbero litigarseli per ore ma, piano piano, stanno imparando che si può giocare assieme, fare cambio, raccontarsi le storie.
Ieri Maria litigava con l'amichetta G.: entrambe volevano interpretare Aurora. Dopo dieci minuti di pianto l'illuminazione: “Ma ascolta G, che male c'è se facciamo tutte e due Aurora?”
Bella mia, sei tutta tuo padre, un genio della mediazione relazionale... quantotevojobene.

Ma se noi ci siamo riusciti, perchè non mettere tutto il mondo a parte della nostra tecnica, del nostro metodo infallibile, della nostra teoria, approfondita nel dettaglio teorico e sapientemente applicata nella pratica?
Perchè tenercelo per noi?

Facile mi direte: basta sapersi organizzare.
Ma no, ma dai... certo, aiuta, io lo consiglio, ma ci siete arrivati tutti, che segreto è?

Siete pronti?  
Ve lo dico?

I bimbi crescono. 
Banale? Mah, non so: Ogni giorno passa un giorno ed ogni giorno aggiunge stanchezze. 
Ma se vi fermate un attimo e aprite la vostra mappa, vi accorgerete che non siete al punto di partenza e non state girando in tondo. Forse la meta è ancora lontana ma i passi fatti in avanti, quelli, non ve li toglie nessuno.

Questo post partecipa al blogstorming di GenitoriCrescono