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giovedì 30 giugno 2011

Tutorial unplugged (l'automobile)


Mi sono sognato un titolo per i vademecum (diciamo la verità, vademecum fa molto eighties). Tutorial è più era informatica, dà un tono (assolutamente falso) di professionalità... la mena meglio, insomma. 
Unplugged è un po' il mio stato: sconnesso, di palo in frasca, frammentario...
Poi me la voglio tirare. Cazzo se la tirano tutti, perchè io no?
Un po' mi spiace non averci pensato prima; mi sa che mi sono bruciato già i pezzi migliori (spesa, pappa, ninnenanne)...



Ma veniamo a noi: la macchina
Parecchia gente ironizza sulla necessità di dover cambiare macchina quando arrivano i figli o, al contrario, se compri un monovolume, ti invita a riempirlo di bimbi.
Personalmente la trovo una cosa fastidiosa come i ricci nelle mutande. Un po' tutte queste frasi mi fanno mediamente incazzare e spesso non è facile resistere alla tentazione di una rispostaccia. “quandotilaurei?” “quandotisposi?” “aquandoilprimofiglio?” “aquandoilfratellino?” “nonhaivogliadiunafemminuccia?”. Tipi di risposta: (politically correct): Zia, sarai di sicuro la prima a saperlo!

La macchina, dicevo. Un paio di anni fa ho comperato con gli incentivi una C-max supervalutando la vecchia Panda di Silver. All'epoca, ignari del (non unico) frutto dell'amor ci sembrava prudente aver un po' di posto per un eventuale secondo figlio, non si sa mai!
Alla gemellare notizia (esposta la settimana scorsa) i pensieri sono stati nell'ordine:
  • cazzo il contratto di Silver
  • cazzo la casa piccola
  • fiuuu la macchina ce l'abbiamo già

Non è comunque mancata qualche apprensione grazie ai gufi che giuravano che non sarebbe bastata. I gufi di solito sono quelli che alla notizia del primo figlio vanno dal concessionario SCANIA ad ordinare la nuova macchina.
Io, che sono bastian contrario da generazioni con tanto di pedigree, per onore (€) non avrei mai cambiato auto, a costo di fare due viaggi per portare in giro la famiglia.
Ho fatto così:
Quatto quatto sono andato da mio fratello e mi sono fatto prestare tutti i seggioloni che usava per la figlia. Un po' a forza sono riuscito a farli entrare nel sedile posteriore e, sempre un po' forzando a chiudere le porte. Ok! A suo tempo ne recuperiamo di leggermente più stretti ed il gioco è fatto.
Il passeggione: ho passato l'estate su internet a cercare il migliore. Trovato usato a Trento. Il proprietario mi fa:”Prova a vedere se ti sta in macchina, che altri due c'han provato e me l'han lasciato qua”. Ma allora è una congiura!
Invece ci sta, non largo ma ci sta. Per Maria recupero un passeggino ultraleggero e lo metto nello spazio tra i sedili (tanto i nanetti c'hanno le gambe corte)
La settimana scorsa ho superato la prova carico ferie: spazio tra i sedili riempito all'inverosimile, vestiti distribuiti in valigie piccole per farle stare nei buchi lasciati dal passeggione, dietro, caricare in altezza. Consiglio di partire sempre dalle cose più grandi e poi riempire i buchi. Sono un maestro jedi del carico-scarico (Silver mi affida anche lo stoccaggio nel freezer dei puffi che abbiamo in casa).
Tutti al mare. Certo io e Silver avevamo roba per due giorni, mica per quindici. Ma i piccoli cresceranno e col tempo non avranno più bisogno di tutti quei castighi a quattro ruote (oltre che di 4 cambi al giorno, due che metti che fa caldo caldo e due che metti se invece fa freddo freddo). L'alternativa è il suppostone sulla cappotta che però vi costerà un rene. E poi io sono legato al ricordo del portapacchi sulla A112 di papà: coperto col nylon che, per quanti legacci e cordini ci mettesse, riusciva sempre a liberare un lembo e accompagnarti per tutto il viaggio con il suo romantico: 

frrrfrrrrrprrrrrrfrrrrrprrrrrrfrrrrrrpffrrsblatsblatpfrrrrpfrrrrpfrrrrfrrrrpfrrrrrpffrrrrrrrsblatslbat

vi segnalo questa campagna di Greenpeace che mi pare in tema (anche perchè, c'abbiamo anche una VW Polo).
E il mio link all'iniziativa (leggete e capite cos'è)

lunedì 9 maggio 2011

Pappa rappa paràpappà! (papà alla pappa)

Mi sono infilato in questo vicolo di vedemecum (neppure tanto seri) delle cose che succedono al papà e noto che hanno un piccolo successo tra alcune mamme blogger (non pensavo). A questo proposito mi ritorna in mente l'estate scorsa quando, con Silver costretta a riposo dal pancione gemellare, mi gallavo con le “sposette” del cortile che, affascinate (oltre che dalla mia beltà) dalla mia premura con la figlioletta, mi attaccavano dei bottoni pazzeschi. Recentemente Silver mi consigliava di ripetere l'esperienza con tutti e tre i pargoli per vedere se il mio appeal (leggermente autoreferenziale) potesse aver risentito dell'aumento di prole.


Detto questo, volevo parlare di pappa.
Con due gemelli è praticamente impossibile restarne fuori: c'è sempre bisogno di essere in due per svolgere il compito in un tempo ragionevole.
La pappa necessità di:
Brodo vegetale: fatto di verdurine fresche e di stagione. O anche congelate. Verdure
Formaggio grana: o Parmigiano
Olio d'oliva: eh eh, zia monaca in umbria che lo manda gratis (che paraculo!)
Formaggio fresco (la sera)
Carne (a mezzodì): omogeneizzata o preparata ad hoc, dipende dal tempo e dalla voglia.
Farina addensante.
Le farine addensanti che io conosco sono:
Crema di riso: bianca avorio, dal vago retrogusto di vaniglia
Mais Tapioca: bianca avorio, dal vago retrogusto di vaniglia
Multicereali: bianca avorio, dal vago retrogusto di vaniglia

Per me è un déjà vu! L'anno scorso mi cimentavo con Mari-chan perchè Silver era scossa da conati di vomito solo all'idea di quei formaggi freschi sciolti nel mix di verdure (adesso che ci penso è stato proprio quello il segnale).
Mari comunque era brava. Dico era perchè adesso, con un minimo di regressione da gelosia, o non mangia e pretende di essere imboccata, o mangia da sola spargendo in libagione sostanze pure o smoccolate in vario modo.
I fratellini invece sono un disastro: chiaccherano finchè mangiano, si mettono le mani in bocca mentre ruminano, sbruffano (non so come si dice, è quando fanno le pernacchie, ecco spernacchiano) prima di mandare giù il boccone. E poi non stanno fermi un attimo; alla fine c'è minestra ovunque, su di loro e su di noi, per terra e sul soffitto, ovunque, appunto!
Per cui a cena Silver ed io ci si organizza: o vestiti di stracci come la piccola fiammiferaia, o con il tutone bianco dei RIS.
Se tanto mi da tanto, tra un anno, con altri due che vorranno mangiare da soli, metteremo per terra un telo di nylon come fanno i killer professionisti. Oppure chiamo l'architetto e gli dico che la casa nuova la vorrei senza pavimento, per il momento.

venerdì 6 maggio 2011

... lo daremo a Marinella, che lo porti su una stella (le ninne nanne dei padri)

Quando è l'ora di fare la nanna, sai che fanno i bravi bambini?
No che non lo so, porca di quella porca.
Perchè i miei tre sorcetti sono buonissimi (quasi sempre) ma, talvolta, necessitano di un aiuto (un aiutino direbbero quelli che chiamano ai quiz in tv).
Ieri sera ad esempio mi sono fatto quasi mezz'ora di live a cappella per addormentare i gemelli per scoprire poi che Moe stava avendo rapporti sconvenienti con la lucina-fantasmino dell'Ikea e Pee era nel mezzo di un safari tra oleandro e baobab o, più semplicemente, stava esplorando la parte di culla di competenza del fratello (la logistica di casa mia è complessa), spostando i leoni e gli elefanti di peluches che seprano le due zone.



Ma torniamo al dunque: quale ninna nanna è più efficace?
È soggettivo. Dipende da chi la canta, naturalmente. Io non riesco a cantare le ninne classiche. Che poi sono tutte al femminile, poi mi crescono confusi.
allora ho stilato la lista (stirato la lista diceva un prof all'università) che uso io.
Vado per macrocategorie:

Canzoni popolari:
La mula de Parenso: canzonaccia in dialetto di uno che prima tiene la ex come riserva, poi la manda a pascolare le caprette, poi sogna di asciugare il mare (se fosse di sugo) con le montagne (se fossero di polenta)
Monteseo xè beo: è l'inno del mio paese natio. È un po' corto, serve come colpo di grazia

Guccini:
Autogrill: rispetto al resto della produzione gucciniana è abbastanza facile da memorizzare. Evitate di simulare gli assoli di sax: i bimbi hanno bisogno di monotonia per dormire
Incontro: almeno finchè non capiscono il testo; alla fine parla di un suicidio, pare brutto.
Farewell: bella e bella. C'ha i cambi di tono che se vi fate prendere dall'entusiasmo svegliano tutta la palazzina. È lunghetta da ricordare

De Andrè:
Via del campo: per evitare sub-limen la terza strofa la cambio in "via del campo c'è una sottana"
Geordie: ideale per le doppie voci con mia moglie
La Buona Novella: mentre eravamo incinti di Maria eravamo in turnè con la "Buona". Anche se non dormono è sempre un piacere cantargliela.
Un Blasfemo ed il suonatore Jones: ah! Che belle
La Canzone di Marinella: Non c'è bimbo al mondo che rimanga sveglio su Marinella. Codesta è l'arma sua segreta da babbo spesso usata in gran difficoltà. Se non c'è effetto, ripetere l'applicazione. se i sintomi persistono consultate un medico.

Sono tutte italiche. Quelle inglesi non funzionano, ho provato. Secondo me per due motivi. Primo: Non mi ricordo mai il testo (e se non ricordo canto male e se canto male non si addormentano). Secondo: io in inglese credo di trasmettere la dolcezza di Sigfrido che combatte contro Fàfnir brandendo la spada forgiata da Gramr

lunedì 2 maggio 2011

Sultans of Swiffer: Vademecum per maschi al supermercato

Mi sento molto poco serio, meno del solito, voglio dire
E ieri ho anche preso parole a casa perchè mancavano il telini swiffer.
Ah! Precisazione: faccio io la spesa. Spesso.
Culturalmente arrivo da una famiglia dove mio padre fa la spesa (e prende parole da mia mamma).




I maschi sanno fare la spesa! Sfatiamo il pregiudizio (di mia suocera) per cui è impossibile che un maschio sappia tornare dal supermarket con tutto l'occorrente. C'è da intendersi su cosa sia l'occorrente. Ecco! Non è detto che un maschio (single o convivente) abbia lo stesso concetto di "tutto l'occorrente" degli altri frequentatori della casa (specie di quelli in gonnella).
Allora ho pensato di fare una lista di promemoria per tutti i maschi che devono fare la spesa:

Cibo:
Di solito non ci dimentichiamo il cibo (anche se magari eccediamo in schifezze).
Vale la pena ricordarsi il sale grosso e lo zucchero (si lo so che il vasetto è pieno, ma non ce n'è di scorta)

Igiene della casa:
il detersivo per i pavimenti (quello che costa meno)
i telini dello swiffer (non necessariamente di marca)
lo spruss spruss (così mia moglia chiama il vetril o sottomarche)
qualcosa per pulire il legno (?)
i foglietti acchiappacolore
il detersivo monodose per la lavatrice.

Igiene intima (eh eh, zozzoni)
Il ricambio per l'igiene intima (non lo usi mai e quindi non sai che finisce)
il ricambio per il sapone del lavandino (ti lavi le mani dopo che hai pisciato? Se si, avrai visto che è finito?)
Gli assorbenti, quelli soliti.... (beati i single, in questo caso)

Sicuramente mi sarò dimenticato qualche cosa. Magari più avanti condividerò la gamma di espressioni e scuse per le cose che ci siamo dimenticati.
Saluti!