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mercoledì 30 marzo 2016

L’esercito più morale del mondo colpisce ancora, senza pietà

Proprio il 27 marzo del 2016 un uomo ha sparato vicino alla Casa Bianca, a Washington, ferendo anche un poliziotto, è stato poi fermato e arrestato.
In Palestina, invece, se hai un coltello ti sparano, ma anche se non ce l’hai (qui) ti sparano lo stesso.
In omaggio alla frase attribuita (erroneamente) al generale Sheridan (qui) i soldati israeliani dimostrano che il loro motto è: Il solo palestinese buono è il palestinese morto.
L’aggravante (se fosse necessaria) è che l’assassino in divisa è un medico e lo slogan di un politico israeliano è una pizza per un terrorista (palestinese, naturalmente) ucciso.

B'Tselem, una ONG di traditori di Israele, secondo il governo e molti guerrafondai (qui), da qualche anno distribuisce videocamere ai palestinesi, per documentare omicidi e prevaricazioni israeliane che avvengono (quiqui e qui, giornalismo partecipativo).
Anche questa volta un video ha fatto il giro del mondo, e l’esercito israeliano si costerna e s’indigna, ha preso duri provvedimenti, dicono, dopo che tutti hanno visto il video dell’esecuzione, ma se per loro fosse davvero una cosa così grave, possibile che nel minuto successivo, nel filmato, un qualche collega o ufficiale non si sia avvicinato per prendere lo sparatore a calci in culo?
Chissà, forse aveva solo voglia di una pizza.





…L’agenzia Ma’an riferisce che almeno 203 palestinesi sono stati uccisi dallo scorso ottobre, quando è cominciata l’Intifada di Gerusalemme (nello stesso periodo sono stati uccisi almeno 30 israeliani). Per le autorità israeliane gran parte delle vittime palestinesi erano “attentatori intenzionati ad uccidere”. Più parti in questi mesi hanno criticato Israele denunciando quella che definiscono una politica di “esecuzioni extragiudiziali”.Quasi sempre i palestinesi responsabili di attacchi tentati o compiuti sono uccisi sul posto dalle forze militari. Pochi sono stati sino ad oggi i casi di attentatori arrestati. Per Israele invece i soldati semplicemente sparano per legittima difesa.
Molti spiegano gli attacchi all’arma bianca compiuti in prevalenza da giovani con la frustrazione che attraversa la nuova generazione palestinese di fronte a quasi 50 anni di occupazione militare israeliana. Per il premier israeliano Netanyahu invece gli attacchi sarebbero causati dal fanatismo religioso e dall’istigazione che, a suo dire, arriverebbe dai mezzi d’informazione. Ieri sera Netanyahu ha paragonato gli attacchi compiuti dall’Isis a Bruxelles agli accoltellamenti palestinesi.


qui la storia completa raccontata da Robert Mackey, nel sito The Intercept (diretto da Glenn Greenwald, Wikipedia spiega chi è)


mercoledì 15 ottobre 2014

I’unico curdo buono è un curdo morto

Il generale Philip Sheridan (nel XIX secolo) non si diceva mai dispiaciuto per le morti che l’esercito seminava tra le donne e i bambini pellerossa: “Se un villaggio viene attaccato e donne e bambini muoiono nel corso dell’attacco, la responsabilità di queste morti non deve ricadere sull’esercito, ma sulla gente che ha causato l’attacco stesso con i propri crimini.

E laddove qualche generale che comandava queste campagne – è il caso del Generale Miles – espresse occasionalmente un senso di stima militare per gli indiani che stavano combattendo, Sheridan era famoso per la frase che gli veniva attribuita: “Gli unici indiani buoni che abbia mai visto erano morti.”
Sheridan, però, negò di aver detto queste cose. (da qui)

le considerazioni del generale Philip Sheridan sono quelle di tutti gli assassini seriali di tutto il ‘900 e anche adesso, dai nazisti (sarebbero troppi gli esempi, pensateli voi), ai sovietici (qui e qui, per esempio), ai franchisti (la Catalogna lo sa), agli statunitensi (Vietnam, Afghanistan, Iraq, per esempio), alla Nato (guerre umanitarie, per esempio), agli Israeliani (Gaza ricorda qualcosa?).

adesso è il turno dell’Isis (sostenuti dagli Usa, almeno all’inizio, dalla Turchia,anche se non ufficialmente, e da qualche stato del petrolio), che massacra Yazidi (qui) e Curdi (qui), fra gli altri.
David Graeber (qui) si chiede (e dà risposte molto convincenti) perché nessuno intervenga, altri (qui e qui e qui scrivono cose mollo interessanti), qui baruda informa che è nata Support Kobane, una piattaforma per sostenere la resistenza di Kobane.

prima ammazzano gli indiani d’America, gli indigeni di tutta l’America, gli aborigeni australiani, tutta gente che voleva vivere in pace.
poi i colonizzati africani (10 milioni ammazzati dal re Leopoldo fanno pensare), e che dire degli schiavi che arrivavano in tutta l’America (e anche in Europa)?
i Palestinesi, Mapuche, gli Zapatisti del Chiapas, i Curdi (che incontrano gli anarchici, qui) sono popoli che tengono alta la bandiera della resistenza e della dignità umana, non vogliono conquistare nessuno, solo stare tranquilli in casa propria, sono un pericolo per tutti i potenti del mondo, di cui facciamo parte, dimostrano che un altro mondo è possibile, devono essere sconfitti, e, quelli che sopravvivono,  vivere di aiuti internazionali, vedrete che la dignità se la dimenticheranno.

quelli che governano, meglio, che comandano, sono apprendisti stregoni terribili, Walt Disney è morto, non ci salva più nessuno, quei politicanti e strateghi pazzi hanno bisogno di un TSO, di una corte di giustizia internazionale, sono tutti gente da Comma 22 all’ennesima potenza, bande di assassini, che vengano rinchiusi tutti a giocare a risiko, e basta.
e il nostro paese è complice, e la famosa opinione pubblica dorme un sonno senza fine.