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venerdì 25 aprile 2014

26 aprile 1925: Max Brod pubblica «Il processo», di Franz Kafka

alla morte di Franz Kafka Max Brod avrebbe dovuto bruciare tutti i quaderni dell’amico.
non lo fece, e tutti i giorni lo ringraziamo di aver tradito le volontà dell’amico.

«Il processo» (un libro immenso che è necessario leggere e rileggere) inizia così:
Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua affittacamere, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Non era mai successo prima. K. aspettò ancora un poco, guardò dal suo cuscino la vecchia che abitava di fronte e lo stava osservando con una curiosità del tutto insolita per lei, ma poi, stupito e affamato insieme, suonò il campanello. Subito bussarono e un uomo che K. non aveva mai visto prima in quella casa entrò. Era slanciato ma di solida corporatura, indossava un abito nero attillato che, come quelli da viaggio, era provvisto di varie pieghe, tasche, fibbie, bottoni e cintura, e dava quindi l’impressione, senza che si capisse bene a che cosa dovesse servire, di essere particolarmente pratico. «Lei chi è?», chiese K. subito sollevandosi a metà nel letto. Ma l’uomo eluse la domanda, come se la sua comparsa fosse da accettare e si limitò a chiedere a sua volta: «Ha suonato?». «Anna mi deve portare la colazione», disse K. e cercò, dapprima in silenzio, con l’osservazione e la riflessione, di stabilire chi mai fosse l’uomo. Ma questi non si espose troppo a lungo ai suoi sguardi, si volse verso la porta e l’aprì un poco per dire a qualcuno che stava evidentemente subito dietro: «Vuole che Anna gli porti la colazione». Ci fu una risatina nella stanza accanto, dal suono non poteva essere sicuro che non venisse da più persone. Sebbene l’estraneo non potesse con questo aver appreso nulla che già non avesse saputo prima, disse a K. con il tono di una comunicazione: «È impossibile». «Questa sarebbe nuova», disse K., saltò dal letto e s’infilò in fretta i pantaloni. «Voglio un po’ vedere che gente c’è nell’altra stanza e che giustificazione mi darà la signora Grubach per questa seccatura»…

Orson Welles ne ha tratto un film grandissimo (leggine qui, per guardare il film completo, in italiano, prova qui)

lunedì 28 ottobre 2013

Orson Welles alla radio interpreta “La guerra dei mondi” - 30 ottobre 1938

già c’era un destino speciale, nel cognome, Herbert George Wells aveva scritto “The war of worlds” e Orson Welles (con la e) lo fa conoscere a tutti.
a 23 anni Orson Welles (un genio) diresse un adattamento del libro di HG Wells, su un invasione di marziani, e la trasmissione rese l’invasione così verosimile che un milione di persone fu presa dal terrore dell’invasione aliena.
alle ore 20 del 30 di ottobre del 1938, la trasmissione cominciava con lo speaker che presentava, in diretta dalla Meridian Room dell’Hotel Park Plaza di New York, l’inizio del programma musicale di Ramon Raquello e della sua orchestra. A un certo punto, la musica veniva interrotta da un’edizione speciale del giornale radio che comunicava la notizia di alcune esplosioni su Marte, e a seguire interventi sempre più concitati di inviati che raccontavano quello che vedevano, e che gli ascoltatori, a casa, potevano, sempre più spaventati, immaginare.
la potenza della radio era evidente, molti lo capiranno, per fortuna o purtroppo (penso ai regimi totalitari e alla Radio Televisione Libera delle Mille Colline, del Ruanda).


per approfondimenti sulla trasmissione del 30 ottobre 1938 (qui e qui e
qui)

l’audio completo in inglese (qui)

testo completo in inglese (qui)

(anche qui)