Dopo Stalin, Mao, Hitler e Pol Pot *, nel suo piccolo, anche
Renzi vuole lasciare un segno nella storia delle deportazioni.
Certo non ha la statura di quelli lì, e neanche gli abissi,
e però vuole essere ricordato, il nostro Renzie.
La buona scuola è anche questo, qualche migliaio di insegnanti,
anche oltre i cinquant’anni, magari con figli, dovranno lasciare casa e famiglia
ed emigrare, con costi di tanti tipi (vedi qui),
oltre quelli umani.
Intanto, con la fretta dei rivolgimenti rivoluzionari, Bastiglia
e Palazzo d’Inverno insegnano, al Muir non sanno bene cosa stanno facendo,
nessun dirigente del Miur, quelli periferici a maggior ragione, scommetteranno
un euro sulla correttezza di ogni operazione che stanno compiendo, sulla pelle degli insegnanti che diventeranno di ruolo.
Ed è falso che il governo e il parlamento non sono attenti
ai bisogni dei lavoratori; davanti alle lamentele dei poveri lavoratori (qui),
il governo e il parlamento hanno il coraggio di tornare indietro ammettendo di
aver usato troppo rigore (qui e qui).
intanto è pronto lo slogan per l'autunno, per Renzi e i suoi potenti vassalli: