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| Jan Vermeer, Ragazza col turbante,1665-6 |
Post di DOC
Che cancro non fosse una bella parola lo realizzai abbastanza presto durante la mia infanzia.
Era inserita in una colorita, arrabbiata espressione mal augurante della mia terra virgiliana, rivolta verso qualcuno non troppo gradito.
E siccome era anche spesso associata a non meglio comprensibili costumi sessuali della genitrice del destinatario, ”cancro” era parola coperta da un alone di indicibilità e di scandalosità.
Ero l’ultimo nato di una numerosa famiglia, da genitori maturi, che si erano espressi sufficientemente prima della guerra e che, per gli eventi bellici, avevano dato uno stop a programmi di ulteriore espansione demografica.