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lunedì 17 marzo 2008

Pomodori verdi fritti


Recentemente ho rivisto questo dolcissimo film del 1991 ben diretto da Jon Avnet e tratto dal libro Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg.

Una bravissima Kathy Bates ed una meravigliosa Jessica Tandy sono le protagoniste di un film intenso basato sui temi dell'emancipazione della donna, delle discriminazioni razziali e delle ingiustizie sociali, ma capace anche di una deliziosa ironia.

Il film parla di vite difficili nell'arretrato Sud degli Stati Uniti degli anni '30, ma parla anche della forza dei personaggi nell'affrontare i loro problemi, soprattutto grazie all'amicizia.
Per chi non la conosca ecco la trama:
In un ospizio l'anziana signora Ninny riaccende la voglia di vivere di Evelyn, una casalinga di 48 anni, sovrappeso e frustrata dall'indifferenza del marito, raccontandole, a puntate, una storia di molti anni prima, ossia

la storia di amicizia di due giovani donne anticonformiste, Idgie e Ruth, che nel cuore del sud degli
Stati Uniti degli anni Trenta, conservatore , razzista e maschilista, ebbero il coraggio di ribellarsi alla prepotenza maschile e al razzismo dilagante. Ninny racconta a Evelyn del Whistle Stop Cafè, gestito dalle due donne, e dall'amore che lega Idgie e Ruth fino alla fine.

Con questo racconto le emozioni e gli stati d'animo che affollano la vecchia signora riescono a entrare nella vita di Evelyn che rinascerà e riscoprirà il piacere di sentirsi viva e di aggiustare ciò che nella sua vita non va come lei vorrebbe.

Questo film mi ha riportato alla memoria gli eccezionali pomodori verdi fritti di mia nonna, che non sono come li facevano nel caffè di Whistle Stop (infarinati, passati nel pangrattato e fritti nel grasso) ma sono preparati nel modo tradizionale Calabrese.

Il pocedimento è meno complicato di quello che può sembrare:
Si affettano i pomodori verdi e si coprono abbondantemente di sale, dopo 24 ore si butta l'acqua di vegetazione e si salano di nuovo. (Conservati in questo modo potevano durare tutto l'inverno ed essere una gustosa provvista quando non c'erano frigoriferi o congelatori).
Al momento di usarli si prendeva la quantità necessaria e si teneva a bagno per 2 giorni, cambiando spesso l'acqua. Oggi io, che non rinuncio a certi sapori del passato che mi ricordano cose e persone che non ci sono più, li dissalo tutti insieme, faccio le porzioni e li congelo. Quando ne ho voglia tiro fuori una bustina, metto in una padella olio, uno spicchio d'aglio e i pomodori verdi, copro col coperchio e faccio cuocere, rimestando di tanto in tanto, finché non diventano croccanti. E quando li mangio mi inebrio nel profumo che emanano e nel loro buonissimo sapore, chiudo gli occhi ed ecco che all'improvviso mi sembra  che il tempo si sia fermato a qualche anno fa.
C@nnelle 
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