lunedì 31 maggio 2010

Sui suoi passi


Si voltò e lentamente tornò sui suoi passi. Non c’era più vento, non c’ era più notte, non c’ era più mare, per lei. Andava e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si schiude e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell’ avvicinamento. Quell’ accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un’ emozione. Senza più dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. Qualunque sia, il destino. Camminava – ed era la cosa più bella che avesse mai fatto.

Alessandro Baricco

Magia e bellezza


L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni,
e così noi vediamo magia e bellezza in loro:
ma bellezza e magia, in realtà, sono in noi.

(K.Gibran)

Ombra sul muro


Oggi sono perplesso,
come chi ha pensato
e creduto
e dimenticato.

Fernando Pessoa

venerdì 28 maggio 2010

MESSER GALILEO

Nel cielo d'estate, quattrocento anni fa,
Le stelle e i pianeti con curiosità,
Di certo chiedevano, guardando quaggiù,
Chi fosse quell’uomo col naso all'insù.

Messer Galileo
Scienziato curioso,
Nel cielo guardava
Senza riposo,
Nel mondo col tempo qualcosa cambiò,
Tutto l’universo a cantare cominciò.

Gira la terra, girando attorno al Sole,
Marte la guerra, adesso più non vuole.
Giove saluta con l’occhio da birbone,
Venere, Mercurio, Nettuno con Plutone.

Milioni di stelle dai nomi più belli.
Urano, Saturno con tutti gli anelli.

Se perdi la strada e non sai dove andare
Tu cerca nel cielo
Nel cielo
Messer Galileo,
Messer Galileo.

Scienziato geniale guardava lassù,
Col suo cannocchiale la luna nel blu.
Se fu in quelle notti davvero non so,
Ma della sua luce lui s'innamorò.

Il sole al tramonto SOLISTA:
Calando sul mare,
Con nuvole rosse
Si mise a giocare,
Le macchie nel sole allora scoprì
E per questo tutti oggi cantano così.

Gira la terra, girando attorno al Sole,
Marte la guerra, adesso più non vuole.
Giove saluta con l’occhio da birbone
Venere, Mercurio, Nettuno con Plutone.

Milioni di stelle ci sono davvero
Ma che meraviglia guardare nel cielo!

Se perdi la strada e non sai dove andare
Continua a cercare
Nel cielo
Messer Galileo,
Messer Galileo.

Nel cielo d'estate quattrocento anni fa
Guardando le stelle con curiosità.
La scienza moderna faceva le prove,
E quell' anno era il 1609.

Gira la terra, girando attorno al Sole
Marte la guerra adesso più non vuole.
Giove saluta con l’occhio da birbone,
Venere, Mercurio, Nettuno con Plutone.

Milioni di stelle dai nomi più belli.
Urano, Saturno con tutti gli anelli.

Se perdi la strada e non sai dove andare
Tu cerca nel cielo,
Nel cielo.
La Stella Polare.
La Stella Polare.

giovedì 27 maggio 2010

Tramonto da casa mia


..quando ripresero a sognare...cominciarono a meravigliarsi della natura delle cose che pure li circondavano da sempre....negli occhi di tutti brillavano le stelle e la vita pareva molto più felice...
(S. Bambaren)

i MIEI FIORI


I fiori hanno un' influenza misteriosa e sottile sui sentimenti, analogamente a certe melodie musicali. Rilassano la tensione della mente. Dissolvono in un attimo la sua rigidità.

H.W. Beecher



L'AZIONE


Senza l’azione i progetti sono solo sogni. Solo l’azione dà alla vita la sua forza, la sua gioia, il suo scopo. Il mondo determinerà sempre il tuo valore in base alle azioni che compi. Chi può valutare i tuoi talenti solo dalle idee che hai o d…alle emozioni che provi? E come potrai far comprendere le tue capacità se rimani sempre uno spettatore e mai entri nel gioco?

Og Mandino

mercoledì 26 maggio 2010

Il bambino nell'anima

È bene ricordare che la saggezza degli uomini è follia davanti a Dio. Se ascolteremo il bambino che abbiamo nell’anima, i nostri occhi torneranno a brillare. Se non perderemo il contatto con questo bimbo, non smarriremo il contatto con la vita.
(P.Coehlo)

Cosa Buona



In principio Dio creò il cielo e la terra, almeno è quello che dicono.
Creò gli uccelli dell’aria, gli animali del campo e vide la sua creazione e disse “che era cosa buona”.
E poi Dio creò l’uomo.
E da allora è andata sempre peggio.
E quando l’uomo si trova nei guai, cioè quasi sempre si rivolge a qualcosa di più grande di lui… All’amore, al destino o alla religione per poter dare un senso al tutto.
Ma alla fine della giornata il fatto di stare vicini l’uno all’altro malgrado le nostre differenze e malgrado le nostre convinzioni è una ragione sufficiente per continuare a credere.
(Grey's Anatomy)

martedì 25 maggio 2010

Buona Fortuna ragazzi!


nessuno ha tutte le risposte
e a volte la cosa migliore da fare è semplicemente chiedere scusa
e lasciare che il passato rimanga passato
altre volte dobbiamo guardare al futuro e sapere che anche quando sembra di averle viste tutte
la vita può ancora sorprenderci e possiamo ancora sorprendere noi stessi.

lunedì 24 maggio 2010

I bambini imparano ciò che vivono.


Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.

Doret’s Law Nolte

Ti vengo a prendere perchè non ho scelta
perchè so vivere una sera per volta
io ti vengo a prendere perchè dove andiamo
non importa

Ti voglio credere per come cammini
per le promesse che comunque mantieni
io ti voglio credere per quello che chiedi
e che non chiedi

è una città piuttosto dura
dipende quanto puoi pagare
e tu che sai quali porte aprire
sembri sapere come va a finire

sei qui per dire,
che il meglio deve ancora venire
che il meglio deve ancora venire

ti voglio credere perchè tu ci credi
perchè sei dolce tanto quanto sei dura
io ti voglio credere perchè sei sicura di qualcosa
ti vengo a prendere mi aspetto di tutto
e non dev’essere per forza perfetto
io ti vengo a prendere perchè ciò che è fatto
adesso è fatto

E la città ci fa passare
ha altri problemi a cui pensare
e tu che sai bene dove andare
devi sapere come va a finire
sei qui per dire
mi devi dire
che il meglio deve ancora venire
sei qui per dire
il meglio deve ancora venire

c’è qualcosa fra te e la vita
che non ho ancora conosciuto
mentre ridi così facilmente
c’è qualcosa fra te e la vita
chissà quanto vi conoscete
mentre ridi, mentre ridi

e la città risplende ancora
anche con poche luci fuori
e tu che non cambi direzione
sai di sicuro come va a finire

sei qui per dire
mi devi dire
il meglio deve ancora venire
(L.Ligabue)

domenica 23 maggio 2010

venerdì 21 maggio 2010


Ho scoperto tesori sul mio angolo d'isola. Li porterò con me tutta la vita, ma non li sottrarrò mai a quel luogo, perché sono sulla terra a cui appartengono... Stupisciti della luna piena, ma non cercare di portartela con te: il suo posto è in cielo. Riscaldati al sole, ma non dimenticare che non ti appartiene: appartiene a tutte le creature, grandi e piccole. Sogna pure con le stelle, ma lasciale brillare di notte nell'alto del cielo: quello è il loro posto. Non cercare di fermare il vento o di ripararti da esso. Sussurrerà alla tua anima la verità. Spalanca porte e finestre quando le scorgerai nella tua vita, così potrai tenerti sempre la tua voglia di vivere. Senza di essa, non andrai da nessuna parte. Ma più di tutto fidati di chi sei: sii sempre sincero con te stesso. Vivere la vita di qualcun altro ti condannerà ad uccidere una parte di te.(S.Bambarèn)

Infinita passione


La natura non si getta tra le braccia del primo venuto... pretende infinita passione, prima di svelarsi e concederglisi. (H.Hesse)

Nascondino

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.
(H.Hesse)

giovedì 20 maggio 2010

Chiamatemi con i miei veri nomi

Non dire che domani me ne andrò, perfino oggi sto arrivando di nuovo.
Guarda profondamente: ad ogni secondo arrivo, per essere un getto primaverile;
un uccellino, con piccole ali ancora fragili: sto imparando a cantare
nel mio nido nuovo;
per essere un bruco nel cuore del fiore; un gioiello che si nasconde
nella pietra.

Ancora arrivo, per ridere e per piangere, per avere paura e per sperare.
Il ritmo del mio cuore è la nascita e la morte di tutto ciò che vive.

Sono un insetto che si trasforma sulla superficie dell'acqua.
E sono l'uccello che si lancia per inghiottire l'insetto.
Sono una rana che nuota felice nella chiara acqua dello stagno.
E sono il serpente che, silenzioso, si ciba di rane.

Sono un bambino dell'Uganda, tutto pelle e ossa, le mie gambe esili come canne di bambù,
e sono anche il mercante che vende armi mortali all'Uganda.
Io sono la bimba dodicenne profuga su una piccola barca,
che si getta nell'oceano dopo essere stata violentata da un pirata.
E sono anche il pirata, il mio cuore ancora incapace di vedere e di amare.
Sono un membro del Politburo, con un enorme potere tra le mani.
E sono l'uomo che deve pagare il suo "debito di sangue" alla sua gente, morendo lentamente in un campo di lavori forzati.

La mia gioia è come la primavera, così calda che fa sbocciare fiori su tutta la terra.
Il mio dolore è come un fiume di lacrime, così vasto che riempie tutti i quattro oceani.
Per favore, chiamatemi con i miei veri nomi, perché io possa udire tutti i miei pianti e tutte le mie risa insieme,
perché possa vedere che la mia gioia e il mio dolore sono una cosa sola.
Per favore, chiamatemi con i miei veri nomi, in modo che mi possa risvegliare
e la porta del mio cuore sia lasciata aperta, la porta della compassione.
(T.N. Hanh)

NULLA E' IN REGALO

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

È così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.

Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.

L'inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso
la chiamano anima.
E questa è l'unica voce
che manca nell'inventario.

mercoledì 19 maggio 2010

Chiedo scusa...

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell'esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d'ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.
Wislawa Szymborska

La bontà

Non permettere mai
che qualcuno
venga a te
e vada via senza essere
migliore e più contento.
Sìi l'espressione
della bontà di Dio
Bontà sul tuo volto
e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso
e nel tuo saluto.
Ai bambini, ai poveri
a tutti coloro che soffrono
nella carne e nello spirito
offri sempre un sorriso gioioso
Dai a loro
non solo le tue cure
ma anche il tuo cuore.
(Madre Teresa di Calcutta)

La porta dei sogni

E mi attacco alle stelle che altrimenti si cade
e poi alzo il volume di questo silenzio che fa stare bene
e mi sa che sei quella che fa luce pian piano
chissà come ci vedi e chissà come ridi di quello che siamo.
E mi attacco alla buccia di questa notte
e salto, salto ma rimango giù.
La porta dei sogni,
la porta dei sogni,
la porta dei sogni chiudila tu.
E mi attacco alle stelle, tiro un po' a indovinare
mi predico un presente in cui non c'è niente se non respirare
e se proprio sei quella fatti almeno guardare
non sai quanto ci manchi non tornano i conti a doverti trovare.
E mi attacco alla luce di questa notte
e salto, salto ma rimango giù.
La porta dei sogni,
la porta dei sogni,
la porta dei sogni chiudila tu.
(L.Ligabue)

martedì 18 maggio 2010


1000 VISITE!
NON CI CREDO!
GRAZIE!

Vi siete mai chiesti cosa vuol dire essere artista?

Vi siete mai chiesti cosa vuol dire essere artista?
O meglio vi siete mai chiesti cosa vuol dire fare l'animatore?
La risposta è sulle vostre facce.
24 ore al giorno in mezzo a bella gente.
Ridere, scherzare, giocare,
E chissà quante storie d'amore hanno visto queste 4 mura.
Eppure essere artista vuol dire ridere quando hai voglia di piangere,
Scherzare obligatoriamente quando sei triste.
Per me un animatore è una persona che vive il suo tempo sopra una nuvoletta creata apposta per lui.
Ogni tanto torna giù, constata la dura realtà e via...Quasi per magia torna ai suoi sogni.
Dopo mille stagioni decidi che è l'ultima,
Torni a casa, cerchi di vivere la tua vita normale,
Ed è proprio lì che ti accorgi,
Che basta una chiamata per scoprire che la valigia non è mai stata svuotata,
Che esiste sempre una amico per portarti in stazione,
E che il treno per la tua felicità parte tra meno di un'ora.
Da piccolo mi sedevo spesso sul ciglio della strada,
E ascoltavo le storie che aveva da raccontarmi.
Desideravo una bicicletta coi raggi cromati,
Una casa tutta bianca,
Ma soprattutto desideravo attraversarla quella strada,
E scoprire chissà quali altri segreti il mondo mi nascondeva.
Oggi, a distanza di anni, mi siedo ancora su quello stesso freddo ciglio
Ho avuto la bicicletta con i raggi cromati,
Una casa dai muri bianchi,
Ma fra me e me penso, in fondo si sta meglio qui
La gente spesso borbotta,
Più diventi vecchio più diventi svanito.
Non è vero non è vero.
Io sono sempre stato svanito.
Ogni tanto, verso sera,ti coglie la malinconia
E se ti resta ancora qualche spicciolo nel telefono
Pensi subito di chiamare a casa.
Componi il numero,
E spesso ti risponde una voce fredda e metallica,
L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile ecc. ecc. ecc.
O la voce di tua madre
Già... mia madre.
Mia madre ha passato la vita a darmi il meglio,
Le migliori scuole, l'educazione superiore, l'università.
E io l'ho ringraziata con un semplice "ciao ma, io vado"
"Io vado a vivere tra la gente"
Una vita di sogni infranta nell'istante di poche insulse parole.
Ho da chiedervi un favore:
Se vi capita di incontrare delle stane persone racchiuse in tute colorate,
Con un sorriso stampato sul viso,
Non cambiateli!
Amateli, criticateli,
Ma vi prego,
Non cambiateli!
Se fate ciò,
Neghereste al mondo l'ultima categoria che il mondo può vantare di sognatori ad occhi aperti.
Anch'io nel mio piccolo mi sono cimentato nel forgiare un aggettivo,
E dopo tanto pensare, l'unico che mi è venuto in mente è:
"ARTISTI"

Il silenzio

Ascolta, figlio, il silenzio.
E' un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che piega le fronti
al suolo.
(F.G.Lorca)

quello che è successo...



Niente può far tornare le cose com'erano, ma quello che è successo può farti crescere e quando poi ci rifletti, qualunque cosa ti ha fatto soffrire, ti ha solo reso più profondo e interessante.(d.C)

Le Mani della Madre

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.


Rainer Maria Rilke


la verità è una scelta

Ogni passo è una scelta
ogni passo fa l’impronta
quante cose spegne la prudenza

e conosci tutti i santi
tutti i nomi dei potenti
e sai che fine fanno gli innocenti

la verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto

ogni battito è una scelta
ogni sguardo mantenuto
ogni nefandezza che hai scordato
ogni tanto non ci pensi
vuoi soltanto andare avanti
e schivare tutti gli incidenti
(L.Ligabue)

lunedì 17 maggio 2010

L'insonnia di una notte d'estate


Mi sono messo a giacere
sotto le stelle,
una di quelle
notti che fanno dell’insonnia tetra
un religioso piacere.
Il mio guanciale è una pietra.


Siede, a due passi, un cane.
Siede immobile e guarda
sempre un punto, lontano.
Sembra quasi che pensi,
che sia degno di un rito,
che nel suo corpo passino i silenzi
dell’infinito.


Di sotto un cielo così turchino,
di una notte così stellata,
Giacobbe sognò la scalata
d’angeli di tra il cielo e il suo guanciale,
ch’era una pietra.
In stelle innumerevoli il fanciullo
contava la progenie sua a venire;
in quel paese ove fuggiva l’ire
del più forte Esaù,
un impero incrollabile nel fiore
della ricchezza per i figli suoi;
e l’incubo del sogno era il Signore
che lottava con lui.


(U. Saba)

Mi piace quando taci


Mi piace quando taci
Mi piace quando taci perchè sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.
Poichè tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.
Mi piace quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfatta turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.
Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piace quando taci perchè sei come assente.
Distante e dolorosa, come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.
(P.Neruda)

L'orso goloso

Un grande orso bruno, finito di mangiare, decise di fare nel bosco - nel suo bosco - un giro che gli conciliasse il sonnellino.
Camminando sotto il sole di mezzogiorno pestava con forza le zampe al suolo, per spaventare i conigli che si nascondevano nei suoi cespugli, e i fringuelli che volavano basso: nel farlo gongolava, né d’altronde qualcuno poteva impedirgli di divertirsi a quel modo.
Il caldo lo faceva sudare parecchio, ma l’orso non sembrava curarsene granché. Gli bastava la pigra sensazione di pancia piena, e l’antica certezza di non avere padroni, né rivali, né predatori. Se il sudore gli colava sugli occhi, bastava che li strizzasse, e il fastidio finiva.
Lungo il sentiero principale del bosco c’erano molti alveari. L’orso, sazio, non aveva particolarmente fame; tuttavia, per spasso, prese di mira un alveare e cercò di abbatterlo dal ramo con una zampata.
Solo che aveva sudato proprio tanto, e la testa un po’ gli girava; colpì maldestramente, così mentre il morbido alveare gli finiva in testa, la zampona s’incastrò di peso nel tronco semicavo.
Per fortuna non si fece male; tanto più che l’alveare era stranamente vuoto. Solo che non riusciva a liberare la zampa incastrata; inoltre l’alveare si era spaccato, e la cera gli colava sul naso insieme al sudore.
Non poteva vederlo nessuno in quello stato, né del resto qualcuno aveva motivo di attaccarlo o spaventarlo. Tuttavia l’orso fu preso da un’inquietudine sorda e muta, come non gli era mai successo; pure, rimase calmo.
Ascoltò il silenzio pesante attorno a lui; il sole sembrava fermo, e pareva che neanche i suoi raggi potessero o volessero raggiungerlo, lui lì incastrato. Tant’è che aveva smesso di sudare.
Udìva solo i lenti battiti del suo cuore. Le api non tornavano all’alveare distrutto, neppure le formiche venivano ad infastidirlo, lui lì immobilizzato.

Scese la notte. Non sentiva fame né sete, né freddo né sonno. Ascoltava solo il suo cuore, né poteva fare altrimenti. Nessuno, e nulla, produceva rumore all’infuori di lui. Il suo sguardo non era fisso in un punto, ma vuoto e gongolante come sempre, come vuote di suoni e rumori erano le sue orecchie.
Con uno strattone più deciso riuscì a liberarsi; la corteccia non crocchiò affatto, e l’orso poté divincolarsi da essa come da una sciarpa di seta.
Tornando indietro camminò con leggerezza, per poter ascoltare da lontano gli acuti latrati dei cani e il canto lento dell’upupa; non ci riuscì, perché nessun cane, nessun’upupa cantò per lui.
Giunto alla tana la trovò fiera e accogliente come sempre, e vuota.
(C.L.Sambataro)

Prima di tutto l'uomo


Non vivere su questa terra
come un estraneo
e come un vagabondo sognatore.

Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all'uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell'uomo.

Ti diano gioia
tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani,
ti dia gioia l'uomo!
(N. Hikmet)

Preghiera

"Dammi il supremo coraggio dell'amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore, e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l'offesa, ma disdegna di ripagarla
con l'offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.
(K.Gibran)

domenica 16 maggio 2010

La vita non è in ordine alfabetico

La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare... un po' qua e un po' là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l'altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme... e poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c'è un tracciato strano, un disegno senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta quella roba lì erano i ghirigori.
(Antonio Tabucchi)

Così piccolo

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente;
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
È tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè, le gioie del più profondo affetto,
o dei più lievi aneliti del cuore,
Sono solo l'ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non mi abbandonare mai!
Perchè, la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l'ombra della luce.
(F. Battiato)

venerdì 14 maggio 2010

Il mondo che mi contempla

La tua virtù è la mia sicurezza.
E allora non è notte se ti guardo in volto,
e perciò non mi par di andar nel buio,
e nel bosco non manco compagnia.
Perchè per me tu sei l'intero mondo.
E come posso dire di esser sola se tutto il mondo è qui che mi contempla?
(W. Shakespeare)

giovedì 13 maggio 2010

Il tuo cuore lo porto con me


Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.
(E.E.Cummings)

il giorno più bello


Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L’amore.
(Madre Teresa di Calcutta)

mercoledì 12 maggio 2010

Andrea: mio nipote





Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.

Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire in che cosa sono valido.

Non usare la forza con me. Questo mi insegna che la potenza è tutto ciò che conta. Sarò più disponibile ad essere guidato.

Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso.

Non fare promesse; potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.

Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.

Non essere troppo turbato quando dico: "Ti odio". Non intendo dire questo, lo faccio perché tu sia triste per quello che mi hai fatto.

Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.

Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti al mio servizio.

Non fare che le mie "cattive abitudini" mi guadagnino molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.

Non correggermi davanti alla gente. Presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi.

Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente il mio udito non è molto buono in quel momento e la mia collaborazione è anche peggiore. È giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.

Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.

Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.

Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.

Non pretendere spiegazioni per il mio comportamento scorretto. Davvero non so perché l’ho fatto.

Non mettere troppo a dura prova la mia sincerità. Vengo facilmente intimorito, tanto da dire bugie.

Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.

Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall’esperienza.

Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.

Non zittirmi quando faccio domande oneste. Se lo fai, scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.

Non rispondere alle domande "sciocche" o senza senso. Desidero solo tenerti occupato di me.

Non pensare assolutamente di apparire ridicolo se ti scusi con me. Una scusa reale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.

Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.

Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. È "come" lo passiamo, che conta.

Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia, perché allora diventerei più pauroso. Indicami il coraggio.

Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?

TRATTAMI ALLO STESSO MODO CON CUI TRATTI I TUOI AMICI: COSI' ANCH’IO SARO’ TUO AMICO.

RICORDATI IO IMPARO PIU’ DA UN ESEMPIO CHE DA UN RIMPROVERO.

il tuo quaderno(sonetto 122)




Il dono tuo, il quaderno, e' dentro la mia mente
scritto tutto in memoria imperitura,
che assai piu' durera' di quelle vuote pagine,
oltre ogni termine, fino all'eternita'.
O almeno fino a che la mente e il cuore
avranno da natura la facolta' di esistere,
finche' al labile oblio non daran la lor parte
di te, il tuo ricordo non potra' cancellarsi;
quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere
ne' mi occorre un registro per segnare il tuo amore;
per questo ho osato dar via il tuo quaderno,
fidando invece in quello che meglio ti riceve.
Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti
equivarrebbe a ammettere ch'io so dimenticarti.
(W. Shakespeare)

Tanti soli, tante lune, tante stelle.


Nell'ombra del tempio, il mio amico ed io vedemmo un cieco che sedeva tutto solo. E il mio amico disse: "Guardalo, è l'uomo più saggio della nostra terra".
Lasciai allora il mio amico, e mi accostai al cieco, e lo salutai. E ci mettemmo a conversare.
Dopo un po' dissi: "Perdona la mia domanda: da quanto tempo sei cieco?".
"Dalla nascita", egli rispose.
Dissi io: "E quale via di conoscenza tu segui?".
Disse: "Sono un astronomo".
E posò la mano sul suo petto e disse: "Guardo qui dentro tanti soli, tante lune e stelle".

Il canto vuole essere luce

Il canto vuole essere luce.
Nel buio ha il canto
fili di fosforo e di luna.
La luce non sa che cosa vuole.
Nei suoi limiti opalini,
incontra se stessa
e se ne va.
(F.G.Lorca)

Vigliaccheria

La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l'amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.(A. Merini)

Regala ciò che non hai...

Occupati dei guai, dei problemi
del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non ho te lo dono".
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l'avrai regalata agli altri.
(A. Manzoni)

martedì 11 maggio 2010

Luce


Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: "Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima". "Ora so che mi hai perdonato davvero" disse Caino "perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare". Abele disse lentamente: "È così. Finché dura il rimorso dura la colpa". (Jorge Luis Borges

Orme





Questa notte ho fatto un sogno.
Ho sognato che ho camminato
sulla sabbia,
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte
erano proiettati tutti i giorni
della mia vita.

Ho guardato indietro e
ho visto che ad ogni giorno
proiettati nel film,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti,
finché tutti i miei giorni,
si esaurirono.
Allora mi fermai guardando
indietro, notando che in certi
posti c'era solo un'orma...

Questi posti coincidevano
con i giorni più difficili
della mia vita:
i giorni di maggiore angustia,
di maggiore paura e di
maggiore dolore...

Ho domandato allora
"Signore, tu avevi detto che
saresti stato con me in tutti
i giorni della mia vita, ed io
ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti peggiori
della mia vita?".

Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, io ti amo e
ti dissi che sarei stato con te
durante tutta la camminata
e che non ti avrei lasciato solo,
neppure un attimo e
non ti ho lasciato.

I giorni in cui tu hai visto
solo un' orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui
ti ho portato in braccio.