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martedì 4 ottobre 2011

A PROPOSITO DI "BAVAGLIO"



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"Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, sospenderle: od anche soltanto deluderle, con sicurezza di impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono o tristo; uno o molti; ad ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo".
Da Vittorio Alfieri, "Della tirannide", Libro 1, Capitolo 2 .
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Raccolgo l'invito di Cristiana che, a sua volta, lo ha raccolto da Lorenzo
“Per qualche giorno trasformiamo questi diari online in strumenti veri di lotta e informazione. Propongo per tutta la settimana a venire che ognuno si impegni a scrivere, a raccontare, a mettere foto o poesie sulle libertà, sui principi che ci vogliono calpestare”.

Questo è un mio primo modesto contributo. 
Molto circola anche su QUESTA pagina di Face Book 


mercoledì 28 settembre 2011

FERMA LA CENSURA

“Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà  mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità  di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali….”
Continua leggere QUI 
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PROPRIO NON SI PUO' TACERE!
Domani 29 settembre 2011, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, in Piazza del Pantheon Roma si manifesterà contro il ddl intercettazioni che contiene la cosiddetta norma '"ammazza blog"....informati QUI
Facciamo TAM-TAM e diffondiamo il più possibile!

sabato 26 giugno 2010

TANTO PER RIBADIRE...

La diffamazione, in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall'art. 595 del Codice Penale secondo cui:
"Chiunque (...) comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate".

Non mi vengano quindi  a raccontare che la legge approvata in Senato tutela la privacy ed è a difesa della reputazione delle persone.

Lascio in lettura un articolo di Umberto Eco.
A ciscuno le proprie riflessioni.


"È nota la definizione della democrazia come sistema pieno di difetti ma di cui non si è ancora trovato nulla di meglio.
Da questa ragionevole assunzione discende, per la maggior parte della gente, la convinzione errata che la democrazia (il migliore o il meno peggio dei sistemi di governo) sia quello per cui la maggioranza ha sempre ragione.

Interessante?

sabato 19 giugno 2010

ALZARE LA VOCE !

Sono una persona "mite" nel senso che non  amo le urla....non mi piace chi urla in faccia per dimostrare le proprie ragioni. Alzo metaforicamente la voce  nel senso di "non stare zitti". Ma, alla bisogna, so anche urlare NON METAFORICAMENTE.



 NESSUNO TOCCHI I BLOG


Art.1, comma 29 del ddl intercettazioni:
i blogger devono pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro.
Aboliamo questa norma

Da pochi giorni in Senato la maggioranza con la trentesima fiducia ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati.

Tra i comma del testo ci sono attacchi e censure anche alla Rete.

Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana, il ddl intercettazioni dopo 2 anni di gestazione si dimostra un grande esproprio della democrazia e dell'informazione, dove le notizie cattive si sommano, e ora toccano anche il controllo e la censura della Rete.

Come hanno indicato i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce n'è anche uno devastante per la rete.

Infatti, per ciò che attiene alla 'rettifica', si equiparano i siti informatici ai giornali, dando ai blogger l'obbligo di rettifica in 48 ore.

Il comma 29 dell’art. 1 prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai “i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”!

I blogger all’entrata in vigore della nuova legge anti-intercettazioni, dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, a pena, in caso contrario, di vedersi irrogare una sanzione fino a 12.500 euro.

Ma un blog non è un giornale, il blogger non è un redattore, spesso gli aggiornamenti sono saltuari.

Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta?

Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche.
Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa.

L'emendamento del PD per modificare questa norma non è stato discusso perché la fiducia taglia tutto .

Ma la destra abituata a usare la tv o non lo sa, o sperando nel silenzio prova a mettere le mani dove ancora non era riuscita a farlo.

Non sappiamo se questo sia l’obiettivo perseguito o solo un effetto collaterale dell’ignoranza con la quale il centrodestra continua ad affrontare le dinamiche della rete, di sicuro faranno passare ai più la voglia di occuparsi, on line, di informazione in ambiti o materie suscettibili di urtare la sensibilità di qualcuno ed indurlo a domandare - a torto o a ragione - la rettifica.

Un ottimo silenziatore alle domande legittime dei frequentatori del web.

Non finisce qui.

I senatori PD vogliono presentare, d'intesa con i colleghi della Camera dei D eputati, un disegno di legge seccamente abrogativo della seconda parte della lettera a del comma 29 che recita per l'appunto: ''per i siti informatici sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta...''.

Ci chiediamo se l'emendamento sarà sostenuto anche dai parlamentari di PDL e Lega che fanno parte dell'intergruppo web 2.0 e che nei convegni si esprimono sempre a difesa della libertà d'espressione in rete.

Ora devono dimostrare alla rete che le loro non sono solo parole, da abolire a un cenno di Berlusconi. Chiediamo loro di firmare e votare l'emendamento PD al comma 29 per abolire l'obbligo di rettifica in 48 ore per siti e blog.

Giuseppe Civati, Paolo Gentiloni, Matteo Orfini

COSA PUOI FARE:

- firma l'appello

- metti il badge sul tuo sito, blog

- facci sapere se metti il badge inserendo il link nei commenti

-metti l'appello come status su facebook utilizzando il facebook connector
http://www.mobilitanti.it/






domenica 13 giugno 2010

INFORMAZIONE LIBERA E COMPLETA


Un'informazione completa serve a scegliere in libertà
Io non sono d'accordo con la legge bavaglio
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