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sabato 22 gennaio 2011

"Il vento e la rosa" di Francesco Baldassi

In queste ultime settimane ho ricevuto alcuni graditi doni, che desidero mostrarvi. Doni preziosi, provenienti da persone che considero speciali, e ad ognuno dei quali dedicherò un apposito post.

Eccomi a raccontarvi del primo:




"Il vento e la rosa"
ultima silloge poetica del poeta romano
Francesco Baldassi
Edizioni Tabula Fati (2010)


Era proprio la vigilia di Natale quando mi è stato recapitato tramite posta quello che ho accolto come un prezioso dono natalizio, da parte di Francesco Baldassi, poeta e scrittore romano che ho avuto l'onore e il piacere di conoscere, sia pur solo in maniera virtuale, grazie all'amica Carla Colombo e al suo blog La vostra arte.

E' infatti attraverso la vetrina a lui dedicata nel suddetto blog, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare la sua poetica, colta e profondamente incisiva, che ho poi potuto approfondire grazie ad alcune delle sue ultime sillogi di poesia.

Una persona dotata di grande sensibilità e umanità, Francesco Baldassi, oltre che - lui sì - Poeta per davvero, della cui attenzione e considerazione mi sento molto onorata e che ancora, voglio con gratitudine ringraziare, per il lusinghiero giudizio che ebbe ad esprimere sul mio scrivere in versi, in occasione della vetrina dedicatami da Carla sul già citato blog.


Di questa sua ultima silloge, un canto amoroso a due voci fra sposo e sposa, vorrei offrirvi un piccolo assaggio, riportando questi suoi eleganti, limpidissimi versi:



Vagabondo
SPOSO


Vagabondo dentro l’universo
del pensiero,

raccolgo tutto il peso della vita.

Ma tu ricorda, amore:

solo per te oggi mi accingo
a conquistare le costellazioni
per indicarti il cuore di una stella
che abita l’infanzia della vita.

E cometa sarò
quando avrò dilatato i confini
ai limiti del cosmo
navigando lo spazio dissepolto
della felicità.



Brusio


SPOSA


Oggi,
per ridonare tutto il mio sorriso
ai sussulti del cuore
traggo dal vento l'alito
della memoria antica.

Ma intera, lentamente
la mia costanza,
scivolando sul bordo degli attriti,
occultamente inquieta la presenza
di un dì morente.

M'affido allora
all'attimo cruciale del pensiero,
per inoltrarmi
dentro il brusio del buio
che già si addensa attorno
alla vicina notte.





Una simpatica coincidenza che mi piace sottolineare è che l'immagine che appare sulla copertina del libro è una fotografia scattata ed elaborata da Nina Grioli, un'amica di forum di vecchia data, appassionata fotografa dilettante (ma definirla dilettante è veramente riduttivo, come potete constatare clikkando sul link).



Grazie Francesco!