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domenica 4 giugno 2017

Dozza, un museo a cielo aperto.



Tra verdi colline dolcemente digradanti verso la Via Emilia, la grande strada consolare che, dritta come una spada, divide la Romagna del monte da quella del piano e del mare, sorge il borgo medievale di Dozza.
Posto sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra si trova a sud di Bologna, a 6 km da Imola. Geograficamente è in terra di Romagna, anche se amministrativamente si trova in provincia di Bologna.



Sulle case del borgo medievale e sulle strade che portano alla piazza si erge la possente Rocca Sforzesca, che mantiene inalterata la sua struttura medievale. Fu Caterina Sforza, che tenne il feudo dal 1494 al 1499, che la volle come baluardo a difesa della Romagna dalle mire grifagne del Duca Valentino Cesare Borgia, facendola riedificare alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca.
I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.


Nella Rocca si possono visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina con i relativi utensili databili al 1500, la sala delle armi, le prigioni, le stanze di tortura, il caratteristico pozzo a rasoio, i camminamenti sulle torri.


Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione d'Arte Mascellani, mentre situata nei suggestivi sotterranei, si trovano esposte e in vendita oltre 800 etichette selezionate ed un wine bar per degustazioni guidate da sommeliers professionisti.


Ingentiliscono il paese oltre un centinaio di grandi affreschi murali dipinti sulle case dal pennello sapiente di nomi prestigiosi quali Sassu, Purificato, Brindisi, Sughi, Cappelli e di tanti altri artisti contemporanei. Si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto.






Le immagini presenti in questo post sono state reperite sul Web.

giovedì 9 marzo 2017

Un poeta da ricordare: Alfonso Gatto




Un poeta da ricordare:


Alfonso Gatto
Salerno 17 luglio 1909
Orbetello (GR) 8 marzo 1976

Una poesia da non dimenticare:

Torneranno le sere

Torneranno le sere a intepidire
nell'azzurro le piazze, ai bianchi muri
la luna in alto s'alzerà dal mare
e nella piena dei giardini il vento
fitto di case, d'alberi, di stelle
passerà per la grande aria serena.
Torneranno nel sogno anche le voci
delle famiglie illuminate a cena,
la rapida ebrietà del loro riso.
O finestrelle, pozzi, logge, vetri
affacciati alla vita, allo spiraglio
delle fresche delizie e dei rimpianti,
o luna nuova sulla mia memoria,
tornate ad albeggiare con quel canto
di parole perdute, con quei suoni
struggenti, con quei baci morsi al buio.
Siate la polpa rossa dell'anguria
spaccata in mezzo alla tovaglia bianca.

(da 'La storia delle vittime', Mondadori, 1966)



"Luna in una serata magica"

sabato 11 febbraio 2017

Mostra: Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia - Forlì


Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia

Sede: Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro - Forlì


Periodo: dal 11 febbraio al 18 giugno 2017




La mostra propone un viaggio attraverso i fenomeni artistici italiani ed europei maturati negli anni tra il primo dopoguerra e la crisi del 1929.
Art Decò è una stagione dell’arte incantevole, un fiorire di industrie, tecniche, vezzi e decori all’insegna di un rinnovamento dei linguaggi e dell’estetica.

Alberto Martini
"Ritratto di Wally Toscanini" (1925)
pastello su carta, collezione privata




Anselmo Bucci
"Rosa Rodrigo (La bella)" (1923)
olio su tela, courtesy Matteo Mapelli 
Galleria Antologia, Monza


Pittura e scultura saranno accompagnati dai migliori risultati raggiunti dall’architettura, dall’industria, dall’oreficeria, dal cinema, dalla musica e dalla letteratura di quel tempo. Un viaggio affascinate in uno dei decenni più trasognati e delicati della storia italiana.

Tamara de Lempicka
"La sciarpa blu" (1930)
olio su tavola, collezione privata


Gio Ponti, Gigi Supino
"Busto femminile" (1923)
terraglia policromata
Milano, Castello Sforzesco,
Civiche Raccolte d’Arte Applicata 

Il fenomeno Decò attraversò il decennio 1919-1929, un periodo storicamente carico dove si sviluppò molto più armoniosamente di altri aspetti una corrente aggraziata come l’Art Decò, che comprese arredi, ceramiche, vetro, metalli lavorati, stucchi, bronzi, gioielli, argenti, abiti.


Gio Ponti
"Urna serliana"  (1924-1925)
maiolica
Sesto Fiorentino, Museo Richard-Ginori
della Manifattura di Doccia 

Libero Andreotti
"Coppia di levrieri"  (1914-1927)
bronzo. Firenze, collezione privata  

Il tutto fu caratterizzato dall'altissimo livello della produzione artigianale e industriale, contribuendo alla nascita del design e del made in Italy.

Francesco Nonni
"Coppia di fanciulle (Riccioli d'oro)" (1925)
maiolica
Faenza, MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche 

Gio Ponti
"Vaso Fabrizia"  (1925)
maiolica
Cerro di Laveno, collezione privata 

La prospettiva proposta vuole valorizzare le opere Art Decò nel territorio italiano con le sue cartoline, locandine e manifesti a firma di autori che propongono rari esempi di Art Nouveau nelle sue diverse sfaccettature.


Galileo Chini
"Studio preparatorio per la decorazione dello scalone
delle Terme Berzieri a Salsomaggiore" (1922)
tempera su carta. Mugello, collezione privata 

Guido Balsamo Stella
per Manifattura SALIR, Venezia,
"Coppa sirena e luna"  (1925-1928)
  vetro inciso. Venezia, SALIR


Autovettura Isotta Fraschini, 1931
appartenuta a Gabriele D'Annunzio



Questa Esposizione è collegata a
Ceramica Dèco, il gusto di un'epoca
18 febbraio - 1 ottobre 2017
Faenza,  MIC -Museo Internazionale delle Ceramiche
Viale Baccarini, 19 - Faenza (RA)

La mostra allestita al MIC di Faenza si inserisce nell'ambizioso progetto Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia dei Musei San Domenico di Forlì.
Se nella sede forlivese tutte le arti dialogheranno per fornire uno spaccato quanto più esaustivo di questo eclettico gusto, con rappresentazioni italiane ma anche europe e statunitensi, nella sede faentina il focus sarà dedicato a figure di spicco locali ma di assoluto spessore internazionale.


lunedì 27 giugno 2016

Acquerelli in fiore

Quella dell'acquerello è una raffinata tecnica pittorica, assai delicata, che non permette errori di esecuzione in quanto non può essere corretta tramite la sovrapposizione di altro colore, come invece accade con pennello o spatola.
In questo mondo virtuale ho avuto il piacere e l'onore di conoscere ed ammirare molti artisti del pennello che con la loro arte "fiorita" mi hanno rallegrato nel corso del tempo la vista ed il cuore.
E poichè adoro i fiori e gli acquerelli è proprio ad alcuni di questi amici/artisti (che vi presento in ordine alfabetico) che voglio dedicare questo post, tramite una carrellata dei fiori da loro dipinti con questa tecnica.


Acquarellista di Airuno (Lecco)

Rose rosse (2010)


Cascata profumata (2008)

Peonie rosa (2007)

Delicati iris (2005)


Il sorriso della primavera (2013)


Acquarellista di Olgiate Molgora (Lecco)

Giaggioli in vaso (2007)



Delicate melodie (2010)


Un dono d'amore (2015)


Tocco di colore (2010)


Papaveri e fiordalisi (2010)



Carla Colombo

Pittrice e poetessa di Imbersago (Lecco)

Basta un fiore (2012)

Delicatezza in fiore (2012)

Calle da amare ... (2011)

E' vita in blu (2011)


Risveglio del giorno 2012)




Acquarellista di Rho (Milano)

Vaso di peonie (2011)

Papaveri su fondo verde (2013)

Fiori in controluce (2011)

Papaveri bianchi (2013)

Tulipani gialli (2011)

mercoledì 6 aprile 2016

Mostra: Piero della Francesca. Indagine su un mito - Forlì

Piero della Francesca. Indagine su un mito

Sede: Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro - Forlì


Periodo: dal 13 febbraio al 26 giugno 2016





Ancora un evento speciale quello che propone il Museo di Forlì con la mostra su Piero della Francesca, esponendo un numero senza pari di opere del Maestro, ma contemporaneamente mettendolo a confronto con tanti artisti e sottolineando l'influenza che ha avuto, anche a secoli di distanza, su tanti pittori.
Non è facile poter ammirare insieme tante opere di colui che fu uno dei più grandi pittori italiani del Quattrocento, e che fu definito da Luca Pacioli "Il Monarca della Pittura", con quelle figure che sembrano ergersi al di sopra del caos delle passioni.



La Madonna della Misericordia (1445-1455)
di Piero della Francesca


La Madonna del Parto (1455-1465 circa)
affresco di Piero della Francesca

Ma in questa mostra, nei Musei San Domenico, si possono ammirare anche opere dei contemporanei di Piero o dei suoi immediati posteriori, come Beato Angelico, Luca Signorelli o Melozzo da Forlì.




Santa Apollonia (1454-1469)
di Piero della Francesca

San Girolamo e un devoto (1450 ca.)
di Piero della Francesca




Dopo un lungo periodo di oblio, l'influenza di Piero della Francesca ha ripreso vigore e qui si può constatare la forza della sua ispirazione nei Macchiaioli.
Ma è soprattutto nell'Inghilterra del primo Novecento che viene riscoperto Piero e lo vediamo nelle opere di Roger Fry, Duncan Grant e nel gruppo di Bloomsbury.
Da lì ecco che la sua influenza invade l'Europa e la si ritrova in Degas, Saurat, poi in De Chirico, Casorati, Morandi.

Il ritratto di Silvana Cenni (1922)
di Felice Casorati


I giocatori di carte (1966-1973)
di Balthus