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domenica 30 settembre 2012

Attacchi di doppia personalità

L'altra sera a cena (cena...parolone), innanzi ad un piatto contenente una altrettanto non identificata pietanza derivante, per chissà quali bislacche strade, dalla cucina indiana (?), mi ritrovavo a discutere della ben nota uscita della sig.ra Minetti per Parah.




E della Minetti e di Parah e che cosa penso ve lo dirò un'altra volta.

Adesso, proprio in quest'instante voglio rivendicare il mio insindacabile diritto a parlare di futilità.
Il mio insindacabile diritto alla lamentela.
A dire che studio da mesi senza voglia e a tappe forzate, che vorrei passare i miei inverni in una casa che ha davanti il mare e le mie estati in una casa nel bosco.
Però vorrei un bosco senza insetti.
Vorrei poter cucinare (e assaggiare) cose normali, senza stare attenta alle farine, al burro, al glutine e al lattosio.
Vorrei poter progettare serenamente le mie borse e gli shooting, vorrei potermi divertire a mascherarmi da arpia o da forzuto del circo.
Vorrei poter sperimentare borse in lana cotta, pantofoline pelose, trousse makeup.
Vorrei poter prendere una cioccolata calda con pasticcini e guardare un film strappalacrime in tv avvolta da un soffice e caldo plaid.
Invece c'è caldo, la cioccolata me la posso sognare ed è tardi.
Sgrunt.


lunedì 9 gennaio 2012

Someone like you

Stasera proprio non và.
Continuo da tutto il pomeriggio ad ascoltare in maniera rutilante una canzone, senza sentirla nemmeno, assaporandone solo la sonorità, a farmi cullare dal rumore, perchè il silenzio a volte fa ancora più rumore, pensieri pesanti come pietre, vischiosi come melma.
Qualcuno, chissà chi tra loro, mi ha scippato il futuro.
O forse non è giusto che io ne abbia uno.
Forse non era previsto.
Però dovevano avvisarmi.
Dovevano impedirmi di sognare, vent'anni fa, quando ancora mi chiamavano Riccioli d'oro, che avrei avuto una casa, un lavoro, forse, chissà, addirittura una famiglia e dei figli.
Non dovevano insegnarmi che sarei potuta diventare qualsiasi cosa, anche un astronauta e che con i sacrifici si arriva alla propria meta.
No, non dovevano.
E non venitemi a dire che se hai costanza ci riesci, segui i tuoi sogni e cazzate del genere.
No, stasera non venitemelo a dire.
Perchè sono incazzata, delusa, avvilita, io come credo tanti e tanti altri "giovani" nella mia situazione.
Lo virgoletto "giovani" perchè dai sondaggi quelli come me non sono più considerati tali, i giovani senza virgolette si fermano a 25 anni.
Gli altri, quelli dopo i 25? Bè, gli altri bruciati.
Niente futuro.
Perchè si è tornati a quella triste costrizione sociale per cui se sei figlio del contadino DEVI fare il contadino. Perchè se provi a fare il dottore, studiando, facendo sacrifici, avendo ottimi risultati...ops, tesoro, la specializzazione è bloccata e entra solo chi lo deve fare.
"Ma quello è una testa di rapa!"
"E allora?"
E allora chi se ne frega di quella povera ragazza a cui sono stati somministrati anzichè 9 grammi o milligrammi - non so, non sono un medico - di chemioterapico, che già sono devastanti, 90, che chissà come ha sofferto poverina.
Magari è stato solo uno stupido errore umano, ma stasera non ci voglio pensare al buonismo.
Stasera sono amara come una tazza di cicuta, come il caffè nero, sono amara come un bacio mai dato, come un amore ritrovato e perso.
Come finirà la vicenda? Nella migliore delle ipotesi con un accordo economico risarcitorio.
E intanto quella donna c'ha lasciato la vita.
Lei una ce l'aveva. E gliel'hanno scippata.
No, stasera non va affatto.