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sabato 24 dicembre 2022

Indaco featuring Lester Bowie - Amorgós (1999)

Mario Pio Mancini: bouzuki, violino, bouzuki irlandese
Rodolfo Maltese: chitarre, mandola, mandolino
Luca Barberini: basso elettrico
Pierluigi Calderoni: batteria
Carlo Mezzanotte: tastiere, programmazione
Arnaldo Vacca: percussioni, voce, samples, programmazione

plus
Lester Bowie: Tromba
Mauro Pagani: flauto, violino
Francesco Di Giacomo: voce
Vittorio Nocenzi: piano
Andrea Parodi: voce
Mario Rivera: basso
Massimo Carrano: percussioni
Enzo Gragnaniello: voce
Abdulla Mohamed: flauto

01 Amorgós
02 Andalusiana
03 To the Lighthouse
04 Soneanima
05 Improvviso
06 Breathing With The Lotus
07 Mantra
08 Omdurman
09 Sahasrara In The Sky
10 Pietre Bianche
11 Nel Tempo
12 Mediterraneo
13 Ayran

Disco fuori catalogo, pubblicato nel 1999 da Il Manifesto.
Degradato qui per Fabri. L'originale lo troverete, se avrete fortuna, in qualche bancarella della festa dell'Unità o simili.

lunedì 20 gennaio 2014

Indaco ...spezie... (2000)



Indaco
- Mario Pio Mancini / bouzuki, violin
- Rodolfo Maltese / guitars
- Arnaldo Vacca / percussions
- Carlo Mezzanotte / keyboards
- Luca Barberini / bass
- Pierluigi Calderoni / drums

Guest musicians:
- Lester Bowie / trumpet
- Enzo Gragnaniello / vocals
- Nando Citarella / vocals, tammorra
- Antonio Magli / keyboards
- Antonello Ricci / bagpipes
- Pivio / "Amorgos" remix

01 Preludio
02 Teatro do mar
03 Waiting for the Kundalini
04 Tamurriata
05 Ragillek ya bladi
06 Andalusiana
07 Spezie
08 Su nuraghe
09 Breathing with the lotus
10 To the light house
11 Amorgos

CD out of print
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venerdì 30 novembre 2012

Indaco - Porte d'Oriente (2005)


Gira e rigira, quando tra i nomi di copertina ti capita di imbatterti in Mauro Pagani vale sempre la pena di prestare più attenzione. Non perché necessariamente sia lui a fare cose magistrali, ma perché, grazie anche al tempo passato, al fiuto più volte dimostrato, all'esperienza e alla sensibilità artistica, è quasi impossibile trovare Mauro Pagani coinvolto in un brutto lavoro. E succede anche questa volta. Il contributo di Mauro è minimo per quanto efficace (suona il violino in tre canzoni), ma il progetto Indaco sta in piedi benone e ci offre l'ultimo grande disco di questa estate discontinua, se vogliamo, ma non improvvida di belle canzoni.

Il brodo di coltura da cui emergono gli Indaco, peraltro, ha molto in comune con quello di Mauro: Rodolfo Maltese, chitarrista ed autore degli Indaco, nasce nel Banco del Mutuo Soccorso, da dove passa anche Pierluigi Calderoni (batteria). Se poi aggiungiamo che tra gli ospiti ci sono Francesco Di Giacomo e Tony Esposito, Enzo Gragnaniello e Antonello Salis, Andrea Parodi (ex Tazenda) e Lester Bowie, il quadro si fa più definito. Gli altri titolari della formazione sono il percussionista (fondamentale il suo apporto!) Arnaldo Vacca, Luca Barberini al basso, Carlo Mezzanotte alle tastiere, Gabriella Aiello, voce e Antonio Magli, tastiere (questi ultimi due però non hanno partecipato al disco).

Dall'incontro tra Maltese e Mario Pio Mancini, violinista, bouzoukista e altro autore del gruppo, sono nati gli Indaco, ormai da una decina d'anno (tutti dischi editi dal Manifesto Cd a 8 euro, ente sempre più benemerito a favore della buona musica d'autore). Il primo disco è una autoproduzione che data addirittura 1991, dal titolo, per l'appunto di "Indaco", il gruppo non c'è ancora, e i singoli partecipanti si firmano come Mario Pio Mancini, Rodolfo Maltese and the New Ensamble. Nel 1995 è la volta di "Flying with the Chakras" e, come si può inuire dal titolo segna una virata verso la new age. Nel 1997 esce "Vento del deserto". Nel 1999 escono con "Amorgos", la cui title track chiude anche Porte d'Oriente. Nel 2000 è la volta di "Spezie", un live. Seguono cinque anni di silenzio, interrotti da "Terra maris" del 2002, unico album non del Manifesto e infine Porte d'Oriente che è un po' una sorta di "greatest hits" di brani che vengono comunque dal passato, unito a due inediti (se non vado errato): "Salentu" e "Father P.".

La musica degli Indaco è un miscuglio molto interessante di armonie indiane, suoni mediorientali, contaminazioni mediterranee e rimembranze di quello che fu il prog-rock degli anni d'oro. Potrebbero essere elementi di scontro, di possibili collisioni pericolose, di frizioni vicine al kitsch, che invece viene miracolosamente evitato. Lo stupore nasce dall'equilibrio che riesce a crearsi da costruzioni così vicine al barocco, ma, effettivamente, come l'architettura barocca che semplicemente "non poteva stare in piedi" e poi dura da secoli, così anche i canti e le musiche di Indaco, pur sfiorando pericolosi sprofondi, restano sempre validi e in piedi. Da questa solida fragilità nasce la meraviglia.

Disco "barocco" quindi. Nel senso etimologico della "perla impura", della bizzarria stravagante ed eccentrica, del tentativo di emozionare e coinvolgere lo spettatore. Un disco che è prodotto dell'immaginazione col fine di esercitare l'immaginazione, perché dal superamento del limite si possa arrivare a persuaderci che qualcosa di non reale possa diventare reale. Anche questo melange sonoro che arriva dall'India alle regioni celtiche. D'altra parte, proprio nella presentazione del disco gli Indico precisano che "gli steccati dei generi, in cui si è soliti confinare la musica, dissezionandone il respiro e la forza" a loro stanno stretti. Fino all'obiettivo di creare "una sorta di zona franca della buona musica, con la porta sempre aperta verso altre esperienze".

Non è un disco di facilissimo ascolto, non da ombrellone o da tormentone estivo. E forse a qualcuno l'eccessivo puntare su termini new age (qui abbiamo Kundalini e Mantra) potrà dare fastidio, ma fortunamente non ci sono quasi mai parole ad accompagnare i suoni e quando ci sono le parole seguono orbite dinamiche che si rifanno alle tradizioni popolari più che alla new age. "Salentu", "Il volo del gabbiano", "Father P." e "Amorgos" i brani più coinvolgenti.
di Leon Ravasi

- Rodolfo Maltese / guitars
- Mario Pio Mancini / bouzouki, electric violin
- Arnaldo Vacca / percussions
- Pierluigi Calderoni / drums
- Luca Barberini / bass
- Carlo Mezzanotte / keyboards
- Gabriella Aiello / vocals
- Antonio Magli / keyboards

Guest musicians:- Francesco Di Giacomo / vocals (5)
- Mauro Pagani / violin (3, 6, 8), flute (3)
- Tony Esposito / percussions (2)
- Enzo Gragnaniello / vocals (2, 3, 8, 11)
- Andrea Parodi / vocals (1, 9)
- Antonello Ricci / reed-pipe (3)
- Antonello Salis / accordion (5, 6)
- Fiona Davidson / harp, vocals (7)
- Lester Bowie / trumpet (12)
- Pivio / remix (12)


1. Salentu (4:03)
2. Su nuraghe (5:30)
3. Andalusiana (4:36)
4. To the lighthouse (5:40)
5. Tharros (5:32)
6. Il volo del gabbiano (4:21)
7. Father P. (3:04)
8. Waiting for kundalini (7:02)
9. Soneanima (5:02)
10. Mantra (6:26)
11. Teatro do mar (5:33)
12. Amorgos (6:41)

Total Time: 63:32
Out of print. Degradeted here

martedì 30 ottobre 2012

Indaco - Vento nel deserto (1997)



Mario Pio Mancini / bouzuki, Irish bouzuki, violin
Arnaldo Vacca / percussions, sampling
Carlo Mezzanotte / keyboards
Pierluigi Calderoni / drums
Rodolfo Maltese / all guitars

01 Su Nuraghe
02 Set The Controls For The Heart Of The Sun
03 Waiting For The Kundalini
04 Vento Del Deserto
05 Ascea
06 Friend-Ship
07 Green Fog
08 Il Volo Del Gabbiano
09 Gocce
10 Vision Of The Sea
11 Tharros

Disco fuori catalogo, pubblicato da Il Manifesto nel 1997.
Per Fabri, degradato qui