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mercoledì 18 dicembre 2024

Francesco Guccini al Club Tenco, 1988



01. Due anni dopo
02. Ti ricordi quei giorni
03. L’albero e io
04. Keaton
05. La fine del cinema muto (Claudio Lolli)
06. Primavera di Praga

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sabato 23 marzo 2024

Claudio Lolli - Pavia 1999


 

Claudo Lolli: voce
Paolo Capodacqua: chitarra e voce

01 Viaggio
02 Pinelli
03 Analfabetizzazione
04 Primo maggio di festa
05 Io ti faccio del male
06 Dita
07 L'orage (La tempesta)
08 Da zero e dintorni
09 Quando la morte avrà
10 I musicisti di Ciampi
11 Non conosco sorrisi
12 Anna di Francia
13 Ho visto anche degli zingari felici
14 Angoscia metropolitana
15 Donna di fiume
16 Curva Sud
17 Borghesia

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sabato 30 settembre 2023

Claudio Lolli - Rumore rosa. Poesia con intermittenze (del cuore) (2004)


Claudio Lolli, voce
Paolo Capodacqua, chitarre ed effetti

di Giorgio Maimone

Rumore rosa – si chiama
E’ proprio come il sogno di una cosa
Che non hai.

“Rumore rosa” si chiama anche questo libro di Claudio Lolli. Un libro di poesie. Accompagnato da un disco, 18’ e 23 secondi di poesie lette da Lolli e suonate da Paolo Capodacqua. E diciamo subito, forse perché è Lolli, il disco convince più del libro. Eppure le poesie sono le stesse. Ma la voce di Claudio, le sue pause, le sue inflessioni danno loro uno spessore tridimensionale che altrimenti, sulla pagina, a volte si smarrisce. E allora, dopo una prima lettura piatta, da carta stampata, occorre fare una seconda lettura, a voce alta. D’altra parte in un libro intitolato al “rumore”, per quanto rosa, pensare di escludere l’audio è un errore evidente.

Le poesie di Claudio sono poliedri solidi. Non hanno quindi strettamente bisogno della musica (sempre) anche se con la musica ci guadagnano (spesso). Il pregio, in questo caso, è la sensibilità con cui Paolo Capodacqua lo accompagna. Le poesie di Claudio, quelle riuscite e quelle meno riuscite, hanno bisogno dello spessore della voce che le accompagni, in un lento fluire sospeso in cui incontrino la loro vera dimensione “Corpo e tempo, corpo e tempo” come ripete in una di queste “figlie” spurie. Sempre ammesso che le canzoni siano “figlie” legittime e non un prodotto dello stesso corpo creativo, solo sotto forma diversa.

D'altra parte è da tempo che Claudio ha abbandonato, per alcune canzoni, la forma cantata, scegliendo la versione "recital": "Adriatico" e "Curva Sud" sono due degli esempi più belli in questo senso. E il cd allegato al libro ripercorre un po' climi e atmosfere già assaporate dal duo Paolo/Claudio. Un percorso che si segue con grande piacere.

Così come fa piacere frugare tra le poesie dedicate agli amici e trovare versi come questi: "Mi spiace il tuo precoce incanutire / e quel rigonfiamento a mezzo corpo / come se il mondo dovesse già finire /... / cercando quella pace che non c'è / per uno che ha dita rotte come te" e pensare che possano essere versi dedicati al sodale Paolo Capodacqua che si rompe le dita a furia di perdersi tra "la seta delle tue chitarre". Oppure altri vesi come questi: "Vecchia stella polare m'hai guidato / con la locomotiva dell'ingegno / ... / e corre e corre la malinconia / insieme all'orgoglio / d'aver riempito insieme qualche foglio / che forse non sarà gettato via" e pensare che l'amico numero 8 sia Francesco Guccini (questa sembra facile). Altri amici sono più difficili e cifrati (a proposito, complimenti per essere riuscito ad arrivare a 12 amici! Io non ce la farei). Chi sarà il personaggio a cui scrive "e poi ci assomigliamo / (lo dicono i giornali) / anche se, è vero, ci separa il velo / della mia cialtronaggine puttana"?

Qualcuno di famoso, se ne parlano i giornali. Qualcuno che pure un po' gli rassomiglia, qualcuno che ha "un registro (di voce - ndr) tra il bambino e il cielo". Erri De Luca? Gianni D'Elia? Comunque sia un poeta a cui si può dire "Mi sembra tutto vero quasi santo / in quel tuo canto che non rinuncia al pensiero / nel tuo pensiero / che non rinuncia al canto". E ci resta la curiosità di sapere chi è B. oppure V. o ancora F. oppure Sasà e Vincent. Mentre Tas ("Stefano se tu sapessi quanto / mi ha dato la tua vita e la disarmonia/ che, col gioco di prestigio del'incanto / e la magia delle parole / che ti ostini a pronunciare / in questo porto misero di mare / come se il mondo fosse nei tuoi libri, / cerchi di allontanare") dovrebbe essere Stefano Tassinari, scrittore e figura centrale della cultura bolognese.

Mancano un po' le donne, intese come amiche, ma c'è un ritratto dolcissimo della moglie ("Potessi custodire la tua vita / (lo faccio da trent'anni) / ed evitarti questi spaesamenti / di impegni, orari, di lavori / affanni/ ... / Siamo ingombranti al mondo/ noi fragili carezze di cristallo / non c'è futuro per nessuno quindi / vorrei invitarti ancora / a un altro ballo"). Così come impregnata di una tenerezza assoluta è la poesia dedicata ai due figli: "Il bruno i biondo / l'Ettore e l'Achille /... / E se avessero un senso le parole / quelle parole ormai spezzate e rotte / Svegliatevi domani, e buonanotte".

Molti sono i momenti intensi, gli squarci di cielo che Lolli riesce ad aprirci ("L'esistenza di dio, o la sua assenza,/ non mi è remota /abbiamo appuntamento tutti i giorni / ora di pranzo, lui si materializza / si transustanzia in un / campari soda"), anche se l'ansia del capolavoro sfugge tra queste cento pagine scarse (ogni due pagine, una foto. Il curatore del volume, Enzo Eric Toccaceli, è soprattutto fotografo) in immagini strappate da fogli d'appunti improvvisati ("Sarebbe così facile scambiarsi una carezza / quella promessa che nessuno manterrà / Accendersi nel vuoto di un momento / Con la ridicola certezza / Che l'amore è solo corpo / corpo e tempo").

Dove il discorso non mi quaglia è quando sembra che Lolli "voglia" scrivere poesia. I momenti ossia in cui cede all'uso delle "parole poetiche" come "frale", "atra" (e "atro", triplo uso). Anche se su "frale" ironizza lui stesso in una poesia di poche pagine dopo: "E mi colpiva l'aggettivo "frale" / che non si trova nei versi di John Lennon". Ancora qualche dubbio mi lasciano le frequenti inversioni ritmiche ("Gli occhi tuoi verso l'alto fissi a un cielo", "stanno per fare del loro amore corona", "da te composti nelle notti insonni", "man mano che la scienza in noi si allarga", "verso quel chiosco verde di gelati / correre insieme"). Un po' troppo "poetese", insomma, come mostra anche la ricerca sempre presente della rima, pur mascherata nei versi sciolti. L'impressione è che il cantautore Lolli non li avrebbe mai messi in una sua canzone o, almeno, ne avrebbe fatto un uso un po' più accorto.

Affascinante invece torna ad essere la persistenza del rumore rosa, che attraversa trasversalmente tutte le poesie del libro, a partire dalla terza, dove appare, fino alla penultima in cui, all'alba, "mi sembra che ci sia silenzio / finalmente, alle pareti". Trentanove poesie cosparse di rumore, per quanto rosa (il pink noise che esce dalle casse acustiche). E una quarantesima, silenziosa, che riepiloga e spiega le precedenti: "Dovevo licenziare trentanove/ lettere dedicate al fronte interno / Trentanove parole a visi e affetti / perduti o permanenti / Vivi comunque nella fretta amara / del dunque. / C'è una lettera in più / E a chi mandarla? / Frose a chi mi ha costretto ed aiutato / a ricalcare la mappa organizzata / del mio magico inferno".

Ma le righe passano e si affastellanno le parole (più sue che mie) e ancora non ho spiegato di questo libro cosa mi piace e se mi piace. Mi piace. E mi piace particolarmente rileggerlo e dal grande mare dell'affresco del "magico inferno lolliano" mi garba stare a estirpare perle dal fondo o cogliere le more nascoste che affiorano improvvise tra i cespugli delle frasi. Frammenti di discorso: "è l'alba che mi stringe un po' la gola / (lo sai piango per niente)", "elogio alla mitezza, amore mio / che forse è insufficiente /a rintracciare brave baby sitter", "Forse mi fa paura / il tuo sguardo affettuoso che mi fruga", "un corpo che si annega nella sua stessa voce", "Fare l'amore noi, da pari a pari / e questo è il mio bisogno orizzontale", "E poi mi sfiora, come una carezza, / la tua bellezza che non trova pace", "Lo sai o non lo sai, nè mai ci crederai / chi hai sputato alla vita dal profondo / Piccolo artista senza documenti", "Lo spiedo capriccioso del dolore", "E noi che amiamo tanto la ferita", "leccati questa morte / che è compagna della mia solitudine / borghese", "E' tutto chiaro, manca solo il mondo", "cucciolo da battaglia senza fionda". "E' l'indotto che ci toglie trasparenza / quella meravigliosa gioventù". "Poi so che hai un figlio. E non è figlio mio". "Ed ha incartato tutta la vergogna / del suo grigio non-essere incivile". "C'è del cielo dovunque, e su Baghdad / sopra la Palestina e i campi / dei Disuniti Stati a Sud del mondo, / ultima stella a destra". "Io sarei qua, però se vi dispiace..." "Rumore rosa, ancora, come il mare / un'arpa eolica / del mio dimenticare". E tante tante altre.

Nostalgia, malinconia leggera, pudore delle virgole, le virgole e le parentesi di Lolli. Più significative di una frase, di uno slogan o di un punto fermo. Forse non si legge così un libro di poesie. Forse neanche un libro. E nemmeno un disco. Ma nelle frasi vive e palpita e si sente e ti scalda la poesia.

Claudio Lolli
"Rumore Rosa"
Stampa alternativa - Libro +cd - pag 103– 18,00€
Finito di stampare nel settembre 2004

01 L'esistenza di Dio
02 Distanza
03 Rumore rosa
04 L'amore è tempo e corpo
05 Ragazzi - 1
06 Amici - 2
07 20 febbraio
08 Storia e geografia
09 C'è del cielo ovunque
10 Non ho le carte
11 Dovevo licenziare trentanove

Praticamente irreperibile
Magari lo trovi qui

venerdì 29 settembre 2023

Claudio Lolli - Un uomo in crisi: canzoni di morte, canzoni di vita (1973)



MOLTE GRAZIE ALL'ECCEZIONALE PRESENZA ARTISTICA DI
STEFAN GROSSMAN CHITARRA 6 - 12 CORDE E BOTTLENWCK

E DI CONTRIBUTO DI:
TONY MARKUS - VIOLONO - VIOLA - E DANZA
PIERO GUCCINI ARMONICA - FLAUTO - DOLCE - CHITARRA
ENZO VOLPINI - PIANOFORTE - FISARMONICA
ICARO FORNADO - FLAUTO - PERCUSSIONI

1. Io ti racconto
2. La guerra è finita
3. Morire di leva (a un amico siciliano)
4. Hai mai visto una città
5. Un uomo in crisi
6. Un uomo nascosto
7. Quello lì (compagno Gramsci)
8. La giacca
9. Un bel mattino

Degradato qui

lunedì 7 novembre 2022

Lontano dagli errori e dagli eroi. Omaggio a Claudio Lolli (2022)

1. MASSIMO DONNO - aspettando godot
2. MAX MANFREDI - quello che mi resta
3. ALESSIO LEGA - da zero e dintorni
4. DOMY SICILIANO - michel
5. LUIGI MARIANO - quando la morte avrà
6. EDOARDO DE ANGELIS - l'amore ai tempi del fascismo
7. CRISTIANA VERARDO - borghesia
8. PAOLO CAPODACQUA - autobiografia industriale
9. MAX VIGNERI - io ti racconto
10. GIORGIA ZANGROSSI - anna di francia
11. ALBERTO CANTONE - viaggio
12. GIANFRANCO RICCELLI - ho visto anche degli zingari felici

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sabato 5 novembre 2022

Claudio Lolli - Disoccupate le strade dai sogni (1977)

con Adriano Pedini, Bruno Mariani, Marcello Castelliana, Piergiorgio Bonafè, Roberto Costa, Claudio Lolli

1. Alba meccanica
2. Incubo numero zero
3. La socialdemocrazia
4. Analfabetizzazione
5. Attenzione
6. Canzone dell'amore o della precarietà
7. Canzone scritta su un muro
8. Autobiografia industriale
9. Da zero e dintorni
10. I giornali di marzo

bonus track:
11. Incubo numero zero (Nicola Alesini Remix + soprano)

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giovedì 6 ottobre 2022

Siamo noi a far bella la luna - Omaggio a ClaudioLolli (2020)

Paolo Capodacqua
Danilo Romasetta
Roberto Soldati
Donato Chiarello

1. Agosto
2. Io ti racconto
3. Aspettando Godot
4. Michel
5. Autobiografia industriale
6. Il tempo dell'illusione
7. La socialdemocrazia
8. Borghesia
9. Ho visto anche degli zingari felici

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sabato 2 aprile 2022

Claudio Lolli - Live (1999)


 

Claudio Lolli: voce, chitarra
Paolo Capodacqua: chitarre

01 Alla fne del cinema muto
02 Analfabetizzazione
03 Adriatico
04 Dita
05 Folkstudio
06 Curva Sud
07 I musicisti di Ciampi
08 Da zero e dintorni
09 L'amore ai tempi del fascismo
10 Anna di Francia
11 Ho visto anche degli zingari felici

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martedì 9 giugno 2020

Claudio Lolli - Arcade (1994)



Claudio Lolli: voce, chitarre, campionamenti

01 Tutte le lngue del mondo
02 Vite artificiali (intro)
03 Vite artificiali
04 Incubo numero zero (intro)
05 Incubo numero zero
06 Io ti racconto (intro)
07 Io ti racconto
08 Anna di Francia
09 Ho visto anche degli zingari felici

Registrato dal vivo ad Arcade (TV) il 21 gennaio 1994
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domenica 3 maggio 2020

Claudio Lolli - Notte ferrarese (2014)



Claudio Lolli: voce
Danilo Tomasetta: sassofoni
Roberto Soldati: chitarre elettriche
Paolo Capodacqua: chitarra acustica

01. Viaggio
02. Frequenze
03. Da zero e dintorni
04. Analfabetizzazione
05. I musicisti di Ciampi
06. Folkstudio
07. Ho visto anche degli zingari felici – introduzione
08. Agosto
09. Primo maggio di festa (idem)
10. Anna di Francia (idem)
11. Ho visto anche degli zingari felici – conclusione (idem)
12. Presentazione della band

Registrato a Ferrara l'11 ottobre 2014
Un ringraziamento particolare a Verso la Statosfera.
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venerdì 27 marzo 2020

Nicola Alesini - Omaggio a Claudio Lolli (2020)


Nicola Alesini - sassofono soprano ricurvo

01 La pioggia prima o poi
02 Dita
03 Donna di fiume
04 Quello che mi resta
05 Sai com'è
06 Ho visto anche degli zingari felici

Trasmesso in diretta Facebook il 28.3.2020
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sabato 18 agosto 2018

In ricordo di Claudio Lolli (1950-2018)

E così anche Claudio Lolli ci ha lasciati. Dopo i titani della canzone d’autore – da Battisti, fino a Pino Daniele, passando per De André, Gaber, Dalla, Jannacci (ma vorrei ricordare anche Gianmaria Testa) – anche lui, cantautore defilato, poco disposto a mettersi sotto i riflettori con la posa da maître à penser, mai sopra le righe, ha messo il suo sigillo su una stagione irripetibile per la canzone italiana. Lui che era meno noto, che ingaggiò estenuanti bracci di ferro con le case discografiche per poter ottenere il prezzo imposto sui suoi dischi, che non andava in televisione, che ha fatto della coerenza un abito a misura di esistenza, se ne va in punta di piedi, come ha vissuto nella sua Bologna. Se n’è andato ad Agosto, quando “si muore di caldo e di sudore. Si muore ancora di guerra non certo d'amore”, proprio nei giorni del dramma di Genova, in cui risuona ancora attualissima la frase “si muore di stragi più o meno di stato”, all’epoca riferita a quella dell’Italicus.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo presto e di ascoltarlo, la prima di 10 volte, a Rimini, nel 1980, quando avevo 16 anni e ancora non avevo capito che Luigi Nono era un compositore (peraltro suocero di Nanni Moretti) e non si scriveva Luigi IX, come il re di Francia vissuto nel XIII secolo. Ci andai con Nonno e fu un’epifania fatta dei suoni jazzati di “Extranei” e delle riletture dei suoi brani più noti, dall’immancabile Borghesia agli Zingari Felici, passando per quel capolavoro inarrivabile che è Disoccupate le strade dai sogni, al quale Mario Bonanno ha recentemente dedicato un libro, È vero che il giorno sapeva di sporco. Per Lolli gli anni ’80 furono l’inizio dell’irriducibilità dei suoi testi esistenzialisti allo spirito del tempo, segnato da forme sempre più spinte di edonismo e disimpegno anche in campo musicale: un’interminabile stagione di riflusso che avrebbe portato ad abbandonare le piazze e a disoccupare le strade dai sogni. Se ne rese bene conto, Lolli, quando – come ha raccontato in diverse occasioni durante i suoi spettacoli dal vivo – in Puglia si trovò a suonare in un locale di infimo livello davanti a una decina di spettatori. Fu la molla per capire che in Italia la canzone d’autore stava andando da tutt’altra parte e che lui, immergente e inadatto a un panorama svogliato e involuto, avrebbe fatto meglio tornare a fare il professore al liceo di Bologna. Amatissimo dagli studenti, come testimoniano i ragazzi intervistati fuori dalla scuola dove insegnava nel pregnante e imperdibile documentario di Salvo Manzone, Salvarsi la vita con la musica. Non a caso, tra il primo concerto visto e il nuovo millennio potei seguirlo in poche occasioni e in luoghi che erano più una fucina per musicisti underground che non palcoscenici per autori di acclarata fama, dal Villaggio Globale a Borghetto Flaminio fino a quello nei giardini di Castel Sant’Angelo, dove gli spettatori erano talmente pochi che potevi starlo a sentire a un paio di metri dal microfono. Anche la produzione discografica si era ormai rarefatta: il disco del 1983 Antipatici antipodi (con copertina di Andrea Pazienza) non è mai stato ristampato su CD (come, del resto, il precedente Extranei) e per gli interi gli anni ’90 realizzò un solo disco di inediti (“Intermittenze del cuore”) più qualche tocco di vernissage a vecchi successi del passato, ma nulla di più. Le sue collaborazioni con i concittadini Lucio Dalla per L’Eliogabalo e Guccini per Keaton cominciavano a somigliare sempre più a vecchie foto ingiallite. Il suo modo di cantare, nonostante una voce bellissima, senza inflessioni, cristallina, posata e profonda, si era trasformato in un recitar cantando, i testi erano declamati senza sforzo mnemonico, attingendo alle lettura su quadernini e libriccini stropicciati. È in questa veste consolidata che si presentò anche nella libreria MelBookstore nel 2003, quando – a fianco dell’autore Jonathan Giustini – lo ascoltai in occasione del lancio del volume biografico La terra, la luna e l'abbondanza, supportato dal Parto delle Nuvole Pesanti, l’ensemble di ragazzi calabresi col quale propose una versione aggiornata di Ho visto anche degli zingari felici.
Sono sempre stato così innamorato della musica e delle parole di Lolli che nel 2006, a ridosso di un suo concerto all’Alpheus, organizzai una “serata Lolli” a casa mia, insieme al Nonno, Anna, Elisabetta, Achille, Stefania e Riccardo Rigato, tra memorabilia, reperti archeologici da vecchi giornali e riviste nonché la visione del dvd acquistato in occasione di quel concerto. Dalle foto scattate durante quella serata partì casualmente anche la mia collaborazione – durata meno di un paio d’anni – con le Brigate Lolli, il principale sito italiano dedicato al cantautorato, per il quale cominciai a scrivere recensioni di concerti.
Da lì a poco a Lolli sarebbe stata riconosciuta la statura che gli spettava: quella di un Maestro assoluto della canzone italiana, al punto che nel 2013 i suoi fan si diedero appuntamento – organizzato grazie alla macchina dei social – a Monterotondo, nella splendida cornice di Palazzo Orsini, in occasione del Raduno Nazionale Lolli (sic!). Nella circostanza lo accompagnarono sul palco, oltre al fido Paolo Capodacqua (uno che si diplomò in chitarra classica al conservatorio di Sulmona, presentando dei brani riarrangiati di Lolli e che per questa via entrò nella sua orbita), Danilo Tomasetta e Roberto Soldati: entrambi colonne portanti della band degli “Zingari felici”, il secondo diventato, nel frattempo, ordinario di fisica all’università di Bologna.
L’ultima volta che lo vidi fu quattro anni fa, all’Auditorium, dove presentò un’antologia delle sue canzoni d’amore (tempo prima aveva pubblicato Lovesongs). Fu l’unica volta in cui lo ascoltai da solo.
Infine, quando il mercato discografico era ormai al collasso, partecipai con fierezza al crowdfounding per realizzare il suo ultimo disco, quel Grande freddo che, a chi aveva versato qualche soldino in più, al momento della pubblicazione giunse accompagnato da un concerto registrato a Bologna nel 2014, altrimenti irreperibile. Il disco vinse poi anche il premio Tenco come miglior album dell’anno.
Mi mancheranno moltissimo le parole di Claudio, anche quelle in prosa di libri vibranti e cariche d’amore come in Lettere matrimoniali. Così come mi mancherà la sua ironia, quella che durante i concerti bilanciava ampiamente la malinconia che trapelava da canzoni e album di cui basterebbe ricordare qualche titolo: Un uomo in crisi (canzoni di morte, canzoni di vita), Canzoni di rabbia, Quando la morte avrà, Angoscia metropolitana, La morte della mosca. Ciao Claudio. Grazie per tutto ciò che mi hai regalato negli ultimi 40 anni. E per esserti sempre seduto dalla parte del torto.

mercoledì 1 giugno 2016

Non più i cadaveri dei soldati. Un omaggio a Fabrizio De André (2003)



1. Afterhours - La canzone di Marinella
2. Il Parto delle Nuvole Pesanti- La guerra di Piero
3. Rosaluna - Andrea
4. Cesare Basile - La ballata degli impiccati
5. Spirogi Circus - La collina
6. Fiamma - Sidun
7. Bandabardò - Un giudice
8. Gatto Ciliegia vs. Grande Freddo & T. Cerasuolo - Nell'acqua della chiara fontana
9. Mercanti di Liquore - Canzone per l'estate
10. Marco Parente - Ho visto Nina volare
11. Lalli - Ave Maria
12. Yo Yo Mundi - Creuza de ma
13. Gang - Giovanna d'Arco
14. Claudio Lolli - Via del campo
15. Tetes de Bois - Amore che vieni amore che vai
16. Chichimeca - Coda di lupo
17. Mariposa - Monti di mola
18. Massimo Bubola - Rimini

CD fuori catalogo
Prova a scaricarlo da qui

martedì 4 novembre 2014

Claudio Lolli - La terra, la luna e l'abbondanza (2003)



Paolo Capodacqua, chitarre
Claudio Lolli, voce

1. Curva Sud
2. Alla Fine Del Cinema Muto
3. Pinelli
4. Analfabetizzazione
5. Io Ti Faccio Del Male
6. Dita
7. Quando La Morte Avrà
8. Angoscia Metropolitana
9. Borghesia
10. Adriatico

CD out of print
DL here

mercoledì 19 dicembre 2012

Con quali occhi... (un omaggio a Francesco De Gregori, 2007)



01 Kama & Bugo - L'abbigliamento di un fuochista
02 LeLe Battista & Santa Segre - Pezzi di vetro
03 Non voglio che Clara & Paolo Beraldo - Bene
04 Ramsazizz' & Lorenzo Monguzzi - Saigon
05 Luigi Salerno & Acustimantico - Baci da Pompei
06 Macno & Paolo Benvegnù - Rimmel
07 Roberto Angelini & Rodgrigo D'Erasmo - La donna cannone
08 Alessio Lega & Gang - L'impiccato
09 Cesare Basile & 4 Fiori per Zoe - Giorno di pioggia
10 Marta sui tubi & Lombroso - Ma come fanno i marinai
11 Mandara & Konsentia - Adelante, adelante
12 Fausto Mesolella, Silvia Donati & Mircomenna - Due zingari
13 Mariposa & Transgender - Il signor Hood
14 Luca Gemma & Vittorio Cosma - A Pa'
15 Interno 17 & Valery Larbaud - Alice
16 Quintostato e Giorgio Canali - Quattro cani
17 Claudio Lolli & Il parto delle Nuvole Pesanti - La storia
18 Sur & Patrizia Laquidara - La cattiva strada

Cd fuori commercio. Degradato qui.

mercoledì 15 agosto 2012

Locurcio, Lolli, Dalla, Ron, De Sio - L'eliogabalo (1977)



Claudio Lolli (un dolce narratore)
Emilio Locurcio (un situazionista)
Lucio Dalla (un contadino ancora puro)
Rosalino Cellamare (uno studente medioborghese)
Teresa De Sio (una ragazza metropolitana)

1. Monologo d'apertura [Tutto quello che mi è stato tolto lo rivoglio]
2. La veglia [a) Autoritratto dentra stanze elettroniche; b) Giovanna Labbromorto]
3. Il viaggio [a) A scaldarci al vino dolce dei km; b) Dal finestrino del treno; c) La ferrovia celeste]
4. La visione [a) La primavera feroce; b) La scelta di essere veramente liberi; c) Eliogabalo imperatore; d) La gente in strada]
5. L'attesa [a) La morte di Eliogabalo; b) Avvertenze; c) Finalino per altri inizi]

Degradato qui

Claudio Lolli - Extranei (1980)



1. Come un dio americano
2. I musicisti
3. Double face
4. Il muto
5. Der blaue engel
6. La canzone del principe rospo
7. Non aprire mai
8. Il ponte

Degradato qui

Claudio Lolli - Antipatici antipodi (1983)



1. Antipatici antipodi C.Lolli
2. Notte americana C.Lolli
3. L'uomo a fumetti C.Lolli
4. Non voglio mettermi il pigiama C.Piersanti / C.Lolli
5. Torquato C.Lolli
6. Villleneuve C.Lolli
7. Formula uno R.Roversi / C.Lolli
8. Romantic ballad C.Lolli

Degradato qui