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domenica 5 gennaio 2014

BUON EPIFANIA!


( Visitazione dei Re  Magi - Bartolomeo Bezzi- 1851-1923-  )

Epifania

"Non ho come i Magi
che sono ritratti nelle immagini
dell'oro da donarti."

"Dammi la tua povertà."

"Non ho nemmeno, Signore,
la mirra dal buon profumo
e neppure l'incenso in tuo onore."

"Figlio mio. dammi il tuo cuore."
Francis Jammes (1868-1938)


BUON EPIFANIA A TUTTI! 


giovedì 19 luglio 2012

C'E' QUANDO I DESIDERI SI AVVERANO!!!!!!

Da tanto tempo desideravo che Gianna venisse all'Isola d'Elba e nella mattinata di martedì, 17 luglio, il desiderio si è realizzato!
Fino all'ultimo momento ho temuto che qualcosa, all'improvviso, impedisse il nostro secondo incontro.... già, il secondo! perché il primo c'è stato lo scorso anno, il 22 maggio al raduno Blogger; ho anche temuto che la libecciata dei giorni precedenti, pregiudicasse una traversata tranquilla per la cara Gianna..... ma infine, quando ho sentito una voce gridare"Ciao!!!!" mentre con le mani una personcina mi salutava festosa dalla terrazza della nave, e poi ho visto la stessa personcina apparire in cima alla passerella del traghetto
e , novella Wanda Osiris, ha preso a scendere le scalette.... le mie paure sono scomparse con i miei dubbi..... era proprio vero! Gianna era lì pronta a venire tra le mie braccia, col suo sorriso radioso e con le lacrime agli occhi...... la mia commozione è stata tanta, ma talmente tanta era la gioia che le lacrime a me non sono spuntate........è assai difficile per me piangere tra l'altro: a volte mi spiego questo fatto dicendomi che forse ho già pianto troppo nella mia vita, e ora, forse inconsciamente, rifiuto di piangere, specie di gioia!
E' stata una giornata stupenda, con un cielo meravigliosamente turchino e il mare suo degno gemello, anche se il libeccio lo ha lasciato un po' in agitazione....
Così Gianna ed io, dopo lo scambio di baci e strabaci, sottobraccio ci siamo incamminate verso casa mia, in compagnia di Saverio..
Sono stata felice che ha potuto incontrare almeno uno dei miei figli, il maggiore: e poi ha conosciuto anche Mamma Nunzia e ha visto Pallina dal vero!
Ho ricevuto questi splendidi doni :
una sciarpa di tonalità rosata, un portafoglio molto elegante e raffinato e un piccolo astuccio che contiene un rosario che porterò sempre con me.
Inoltre Gianna è stata così carina da portare un pensiero anche per Mamma Nunzia che lo ha molto gradito.

Poi abbiamo fatto una passeggiata alle Ghiaie... volevo che Gianna vedesse la mia spiaggia, anche se non era in perfette condizioni data la recente libecciata...c'era un fresco stupendo e non saremmo venute più via da lì... ma i morsetti della fame cominciavano a farsi sentire.
Per pranzo ho preparato cose un po' stuzzicanti, non troppo elaborate...e mi è parso che Gianna abbia gradito, soprattutto le mie "Penne in barca": le ha accolte con un'esclamazione molto eloquente e mi ha aiutato a fare i piatti.

Siamo rimaste ben poco in silenzio: le cose da dire erano tante eppure ne avremmo avute ancora tante e tante... ma, una sola giornata , è poca per tutto ciò.
Il tempo passava veloce si avvicinava sempre di più l'ora della partenza.
Pronta per un'altra breve passeggiata con Gianna,(e qui ha voluto che si vedesse il mio "chignon"!)

e per altre foto... ancora una visitina ai Giardini...
Nei pressi del porto, le ho offerto un fiore della Passione che ha ricoverato nella sua borsa con cura....
e poi, ancora un abbraccio con tanti baci e, la bellissima parentesi si è richiusa.

Grazie Gianna cara, di essere venuta nella mia Isola,
spero solo che tu abbia avuto momenti piacevoli da ricordare e che la cosa possa ripetersi, e infine mi auguro che la nostra amicizia nata così, per caso grazie al Blog, possa non avere mai fine.

Con piacere aggiungo a questo post, una poesia che Pino ha voluto dedicare alle due " ragazze" protagoniste....

" Il Fiore della Passione "
(Alle ragazze Paola e Gianna)

Un sorriso,
un abbraccio
commosso, emozionato
...e l'evento si è avverato!
Una breve giornata
a sfamare il desiderio
d'amicizia e giovialità
da tempo bramata!

Brevi passeggiate
per voi donzelle gaie,
come scolarette abbracciate
nel giardino delle Ghiaie;
s'un'isola di raro incanto
con la gioia di due bimbette
hai voluto vedesse la tua spiaggia,
anche se in condizioni alterate,
dalle recenti libecciate;
e sedute come innamorati
sul muretto a terrazzo, osservate
il mare di colori incantevoli
e le scogliere alle spalle ornate
di vecchie mura sdrucite.

Sentimenti e confidenze
finalmente ascoltate,
emozioni ed allegria
non solo scritte...raccontate.
Di momenti silenti
pochi essi son stati
troppe e di più eran le cose
da raccontarvi e pensieri scambiati.

Nei pressi del porto
un fiore Le hai offerto
...il fior della Passione...
che Lei con cura ha riposto
nella sua borsa e tu speri
che nel suo cuor trovi
...a lungo...degno posto.
Ancora un abbraccio,
sorrisi e tanti baci
qualche lacrima ora
...per Lei che forte non è
...nei momenti di gioia
...come Te.

La dolce parentesi
a fine giornata si è chiusa
...l'augurio è, che aperta
resti la "graffa" di un'amicizia
...nata per caso o destino
...per tutta la vita!

Pino Palumbo

GRAZIE PINO!

venerdì 29 giugno 2012

S.S. PIETRO E PAOLO - UN REGALO SPECIALE


Oggi si celebrano due Santi molto importanti nella storia della Chiesa: i S.S. Pietro e Paolo, Apostoli di Nostro Signore e poi Martiri in Suo nome.

Da che ho memoria, il mio onomastico è sempre stato festeggiato in questo giorno, (anche se c'è una Santa Paola, nel mese di Gennaio) e a me va bene così; mi faccio dunque gli auguri, ma soprattutto voglio fare i miei migliori auguri a tutti coloro che si chiamano Pietro, Pietrina, Piero e Piera e Paolo e Paola...
Tra i miei amici blogger non ricordo di avere qualcuno che si c
hiami Pietro ma di Paola ce ne sono diverse... non credo di poter andare a trovarle tutte, perciò lascio qui gli auguri per loro estendoli anche a chi non conosco.


Ed ora è il momento di scartare i regali!
io ne ho uno bello e particolare.: è avvolto in una carta color amicizia e legato con un nastro di pura spontaneità...
me lo ha inviato pochi giorni fa un caro amico e voglio condividerlo con chi viene a leggermi

"PAOLA"
Del tuo viso

non conosco espressione,
della tua voce
non ne conosco il timbro,
della tua vita
non conosco le quotidianità,
del tuo orgoglio
non ne conosco il valore.

Della tua casa
non ne conosco il luogo,
del tuo balcone
non ne ammiro il panorama,

del tuo giardino
non contemplo il tuo ultimo fiore.

Mi giunge però
la tua passione,
attraverso le tue parole
l'emozioni,
tramite le tue analisi
vere impressioni,
della vita virtuale
le più pure espressioni.

...E mi pare di conoscerti
senza giudicarti stimarti
...e mi pare di sfiorare
la tua sensibile indole
...e mi pare di sentire
la tua dolce personalità
...e mi pare che tu sia
un diadema di sincerità.

Del tuo corpo
niente conosco
...ma della tua anima
percepisco la bontà.

Pino Palumbo


Non posso nascondere che quando ho ricevuto questa poesia di Pino mi sono spuntate le lacrime... per la sorpresa e per la gioia inattesa! questo gesto mi ha riportato indietro nel tempo, quando sui banchi del liceo qualcuno mi dedicava delle poesie.... vuoi per amicizia o anche per gioco...poesie comunque di altro genere.
Ma questa è stata proprio una bellissima sorpresa: talmente bella che, sperando di non essere accusata di presunzione, voglio portarla anche nel mio blog Antologia..... secondo me starà benissimo tra i Fiori del mio giardino!
Grazie Pino, per la tua amicizia e per la tua spontaneità....

giovedì 7 giugno 2012

PRIMA O POI....

Prima o poi riuscirò a fare il post sulla Mostra di fine corso che questa sera ha chiuso i battenti... le foto le ho fatte ma ancora non ho avuto il tempo di scaricarle e di mettere giù due righe .
Oramai lo farò la prossima settimana, dato che penso di avere questo fine settimana abbastanza pieno di altre cose.

Così non mi resta che augurare a tutti un buon fine settimana, e soprattutto, con il cuore, sono vicina a tutte le persone dell'Emilia Romagna che stanno ancora vivendo in un'atmosfera da incubo.
Ho trovato che il biancospino racchiude il significato di Speranza e Buona Fortuna:

mettiamocene un ramoscello tra i capelli, o all'occhiello e speriamo che tutto questo passi al più presto possibile.

E adesso, su gentile concessione del caro amico blogger-poeta, Pino Palumbo

aggiungo la sua poesia, scritta nel marzo di quest'anno.
Mi pare che ci stia proprio bene!!!!

BIANCOSPINO

Delicato è il tuo colore,
di purezza ne è simbolo;
sul verde del prato s'innalza
e come un pirotecnico fuoco
nel cielo nero della notte
esplode,
magnificando i miei occhi
come di meraviglia
s'imprimono quelli del bambino.
Essenziale è la tua forma,
qualche petalo intorno
ad un appena visibile pistillo,
come le rarefatte ciglia
che ancora vanno ad infoltirsi
del neonato
che alla vita s'incammina,
o che stanno per esaurirsi nel viso
dell'anziano
che della vita ha già percorso il suo cammino.
Candidi i tuoi fiori,
poggiano sui rami dell'albero
innevandolo,
come in inverno vien coperto
dalla morbida neve che fredda non sembra,
perchè di similitudine al cotone
ancora da lavorare appare.
Delicato è il colore...
Essenziale la forma...
Di purezza, delicatezza
e al contempo vitalità
...il messaggio.


Grazie Pino!

sabato 5 maggio 2012

EVVIVA!!!!! ME LO HA RITROVATO!!!!!!!!

eccolo qua, il mio post scomparso! mio figlio me lo ha ritrovato.... sono felicissima... grazie Chicco!!!!!

"L'angelo della luce"

Angelo della luce, ardente, vieni, e con la tua spada
da' fuoco agli abissi ove giace

l'angelo sotterraneo delle mie tenebre.
........................................................
Brucialo,angelo della luce, mio custode,
tu che andavi piangendo fra le nuvole,
senza di me, per me,
freddo angelo di polvere, senza gloria,
versato nelle tenebre!
Brucialo, angelo della luce,
bruciami e fuggi.


:::::: ::::::: :::::: ::::::: ::::::

i versi sono tratti dalla poesia "I due angeli " di Rafael Alberti.

per il disegno mi sono ispirata ad un olio su tela di Ulisse Sartini"Angelo custode" .



....gli angeli: queste affascinanti creature di cui si è tanto parlato ma a cui non si pensa quasi più, stanno forse per essere dimenticati?... ora tutto è talmente materiale: occorre toccare e sentire per credere nell'esistenza di qualcosa... è facile, molto più semplice credere a ciò che si vede, che si tocca o si percepisce in qualche modo......non si fa fatica e viene così naturale.
Credere invece nelle entità intangibili o soprannaturali diventa una difficoltà sovrumana, è addirittura considerato da taluni, un segno di regressione, di ignoranza..... e così si perdono tanti valori che rendevano più bella la nostra vita; valori che ci aiutavano a superare ostacoli insormontabili e ci permettevano di avere la Speranza....
...... ma ancora esiste il Cielo, con tutta la sua immensità, e Qualcuno veglia ancora su di noi , anche se non lo crediamo , anche se non lo vogliamo..... io, per quanto mi riguarda, ne sono certa.....


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A più tardi!!!

martedì 2 giugno 2009

AD UN'AMICA SCONOSCIUTA

Rispondendo all'appello di una cara amica Angela per caso voglio salutare una sua cara amica che è venuta a mancare ed esternare il mio dolore alla figlia Renata; anche se non l'ho mai conosciuta, voglio partecipare e salutare Patrizia, che Angela ha ricordato con parole piene di sensibilità e di sincera amicizia( Ciao Patrizia )
A Renata voglio dire che sicuramente ora più che mai avrà vicina la sua mamma, perché è così quando le perdiamo: ce le sentiamo accanto più che mai, tenere e dolcissime e non ci lasciano più. E come dice Angela anch'io penso che in questo momento, Patrizia ci sussurri....



Finalmente

sono nel vento …
ho lasciato
su questo mondo
lacrime e domande ...
parlerò … senza parole
volerò, con ali dorate,
fin dove i pensieri
non possono arrivare

fin dove i sogni
non riescono ad immaginare
dove il dolore è sorriso,
i miei occhi
chiusi per sempre,

finalmente aperti
al cielo … all’infinito ...
soffio d’amore
che spazza via l’odio …
voglio stringere
le mani al tempo ...
vivere con il cuore ...
vivere per sempre
volando nel vento ...
(pitre)

mercoledì 15 aprile 2009

"SIGNORI SI NASCE ED IO....."


.... lo nacqui,modestamente!"
...e lo nacque.... il 15 febbraio del 1898, nel rione Sanità, in seguito ad una relazione di sua madre, Anna Clemente, con Giuseppe de Curtis, figlio del marchese de Curtis che si oppose alle nozze.
Nasce con il nome di Antonio Vincenzo Stefano Clemente: nel 1921 la madre si sposa con il de Curtis che solo nel '37 lo riconosce come suo figlio.
Nel frattempo lo aveva adottato il marchese Francesco Maria Gagliardi Focas e, nel '45/46 il tribunale di Napoli gli riconobbe il diritto di attribuirsi il nome della casata ed i titoli: così egli divenne: Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis Di Bisanzio Gagliardi, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del Sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e d'Epiro, conte e duca di Drivasto e di Durazzo.
Ma non ritengo necessario ricordare la sua vita nè le tappe della sua carriera, dal momento che penso che chi lo ha amato sa di lui tutto quel che c'è da sapere.

Oggi, 15 aprile 2009 ricorre il 42° anniversario della sua morte e lo voglio commemorare con la sua celebre poesia:
'A livella

Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.

St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.

'O fatto è chisto,statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo,o è fantasia?

Ate che fantasia;era 'o Marchese:
c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'nascopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?

Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:"Giovanotto!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"

"Signor Marchese,nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé..-piglia sta violenza...
'A verità,Marché,mme so' scucciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...

Ma chi te cride d'essere...nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?...
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"





domenica 12 aprile 2009

PASQUA


"PASQUA D'ALTRI TEMPI "

Tu pensi ai tempi andati
quand'eri ancor bambina
e il cuoricino tuo s'emozionava

per una tavola imbandita
con uova colorate fatte

da mamma tua,
con fior di primavera

con dolci e cioccolata.


Per l'aria odor di fiori
e suoni di campane,
un senso d'allegrezza
tutta ti dominava
...................
...................

Ho trovato per caso questa poesia di Antonino Zambotti e ne ho riportato alcuni versi che sento molto vicini.
Mi sono ritrovata a ripensare a quando ero bimba e a come aspettavo la Pasqua: c'era una gioia molto particolare, diversa dalla gioia che mi dava il Natale; c'era quella sensazione di nuovo, quei profumi unici della Primavera, le belle giornate, le rondini, quell'andare in chiesa con i miei genitori, nella Settimana Santa, e l'attesa del suono delle campane... tutte cose che ricordo con piacere e per le quali provo una certa nostalgia.
La mattina di Pasqua poi era consuetudine la colazione: cioccolata in tazza con fette di quella schiaccia che si usa preparare nei giorni precedenti, non troppo dolce e profumata di anice e acqua di rosa; le uova sode, benedette, ... ero tutta elettrizzata!
Poi, con il vestitino nuovo, andavo con il mio babbo a far benedire l'uovo di cioccolata in chiesa dove c'erano tanti altri bambini; nella piazza di fronte la chiesa c'era sempre un fotografo pronto a scattare le foto con noi bambini sorridenti, ognuno con il proprio uovo....usanze passate, perdute, che oramai nessuno più conserva, e forse, è un peccato.
Altri tempi che non tornano più.
I nostri bimbi hanno perduto la gioia che noi avevamo per le piccole cose ed è un po' anche colpa nostra oltre che del mondo che è cambiato e riserva loro più eventi tristi che lieti.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Quest'anno la Pasqua, nel nostro Paese, ha un sapore triste, sa di lacrime e disperazione.
Spero soltanto che chi ha perduto persone care riesca a trovare un senso di pace nella preghiera e nell'affidarsi a Gesù che tanto ha sofferto per tutti noi e che oggi è risorto per tutti noi.
Con questo pensiero auguriamoci tutti una Pasqua serena , da trascorrere con i propri cari pensando all'immensa fortuna che abbiamo e alla quale spesso non si pensa.


UNA SERENA PASQUA A TUTTI
E
TANTA PACE NEL CUORE

giovedì 2 aprile 2009

ALDO FABRIZI: IL CANTORE DI ROMA



Era nato il I° novembre del 1905 a Roma e nella stessa
città è morto il 2 aprile del 1990.


°°°°°

Un attore che amavo molto vedere nei film comici, specialmente quando
recitava in coppia con Totò:
"Guardie e ladri" e "I tartassati" sono
due esempi di comicità esilarante.
Ma era un interprete di prim'ordine anche nei film drammatici: uno su tutti "Roma città aperta", capolavoro di Rossellini che lo vide a fianco della grande Anna Magnani.

Provavo per lui, così pacioso e benevolo, una
sorta di affetto come si prova verso un nonno o uno zio caro. E quando venne a mancare provai molto dispiacere.
La sua era una comicità semplice ma acuta: sapeva dipingere perfettamente quelli che erano i difetti e le debolezze di certe persone.
Sapeva scherzare su tutto, anche su sé stesso e sulla sua corpulenza dovuta alla sua passione per preparare e gustare il cibo.

Questa sua passione la riversò nei tre libri di raccolte di ricette e poesie: "La pastasciutta", "Nonna Minestra" e "Nonno pane".

Dal libro"Nonna minestra" è tratta la poesia con cui lo voglio ricordare :
è scanzonata, com'era lui, evocativa di un tempo in cui non si faceva storie al tavolino, e quello che la mamma metteva nel piatto, si doveva mangiare..... se non si voleva andare a letto.... senza cena!!

ER SECONDO PIATTO

Eccheve er pranzo mio da ragazzino:
acqua a bizzeffe, un filoncino asciutto
e 'na minestra che valeva tutto
specie si ce spezzavo er filoncino.

Nun c'era mai 'na lagrima de vino,
'na pastarella, un gelatino, un frutto,
e in corpo ciavevamo un tritatutto
che se sarvava solo er tavolino.

Ma un giorno mamma, doppo avecce fatto
un chilo de patate arosolite
ce disse:"D'ora in poi, secondo piatto!"

Allora non s'usava la protesta...
però per evita' qualunque lite
ce le contò sur piatto, tante a testa.





°°°°°°°°°XOXOXOXOXOXOXOXOX°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°


sabato 21 giugno 2008

"Barbara"



Sfogliando un vecchio quaderno in cui scrivevo e disegnavo, ho ritrovato la poesia di Jacques Prévert da me ricopiata in francese e illustrata: rileggendola mi sono sentita come proiettata all'indietro.... avevo 15 anni e frequentavo il ginnasio; quella mattina la nostra professoressa di francese decise di farci conoscere questa dolcissima poesia : ce la lesse.... nella sua voce c'era un trasporto tale da affascinare tutta la classe; specialmente noi ragazze, più romantiche dei nostri compagni, fummo come ribaltate in un' atmosfera di sogno....
Voglio riportarla nel mio blog, nella versione orig
inale: con il cuore colmo di una melanconica nostalgia , trascrivendola mi sembrerà di risentire quel suono particolare, quasi una musica..... così ... forse, chissà, sarà un po' come avere ancora 15 anni....


Rappelle- toi Barbara

Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là
Et tu marchais souriante
Epanouie ravie ruisselante
Sous la pluie
Rappelle-toi Barbara

Il pleuvait sans cesse sur Brest
Et je t'ai croisée rue de Siam
Tu souriais
Et moi je souriais de meme
Rappelle-toi Barbara
Toi que je ne connaissais pas
Toi qui ne me connaissais pas
Rappelle-toi
Rappelle-toi quand meme ce jour-là
N'oublie pas
Un homme sous un porche s'abritait
Et il a crié ton nom
Barbara
Et tu as couru vers lui sous la pluie
Ruisselante ravie épanouie
Et tu t'es jetée dans ses bras

Rappelle-toi cela Barbara
Et ne m'en veux pas si je te tutoie
Je dis tu à tous ceux que j'aime
Meme si je ne les ai vu qu'une seule fois
Je dis tu à tous ceux qui s'aiment
Meme si je ne les connais pas
Rappelle-toi Barbara
N'oublie pas
Cette pluie sage et heureuse
Sur ton visage heureux
Sur cette ville heureuse
Cette pluie sur la mer

Sur l'arsenal
Sur le bateau d'Ouessant

Oh, Barbara
Quelle connerie la guerre
Qu'es-tu devenue maintenant
Sous cette pluie de fer
De feu d'acier de sang
Et celui qui te serrait dans ses bras
Amoureusement
Est-il mort disparu ou bien encore vivant
Oh Barbara
Il pleut sans cesse sur Brest

Comme il pleuvait avant
Mais ce n'est plus pareil et tout est abimé
C'est une pluie de deuil terrible et désolée
Ce n'est meme plus l'orage
De fer d'acier de sang
Tout simplement des nuages
Qui crèvent comme des chiens
Des chiens qui disparaissent
Au fil de l'eau sur Brest
Et vont pourrir au loin
Au loin très loin de Brest
Dont il ne reste rien.


Traduzione:
Ricordati Barbara-pioveva senza sosta su Brest quel giorno-e tu camminavi sorridente-rapita raggiante gocciolante-sotto la pioggia-Ricordati Barbara-pioveva senza sosta su Brest -e io ti ho incontrata in rue de Siam- sorridevi-ed io anche sorridevo-Ricordati Barbara-tu che io non conoscevo-tu che non mi conoscevi-Ricordati-Ricordati comunque quel giorno-non dimenticare-un uomo sotto un portico si riparava- e ha gridato il tuo nome-Barbara- e tu sei corsa da lui sotto la pioggia-gocciolante raggiante rapita-e ti sei gettata tra le sue braccia-ricordati questo Barbara-e non volermene se ti do del tu-io dico tu a tutti quelli che amo-anche se non li ho visti che una sola volta-io dico tu a tutti quelli che si amano- anche se non li conosco-Ricordati Barbara-non dimenticare-questa pioggia saggia e felice-sul tuo viso felice-su questa città felice-questa pioggia sul mare-sull'arsenale-sul battello d'Ouessant-Oh Barbara - che coglioneria la guerra-che cosa sei diventata ora-sotto questa pioggia di ferro-di fuoco d'acciaio di sangue-e lui che ti stringeva tra le sue braccia-amorosamente-è morto disperso oppure ancora vivo-Oh Barbara- piove senza sosta su Brest-come pioveva prima-ma non è più lostesso e tutto è crollato-è una pioggia di lutto terribile e desolata-non è neppure più la tempesta-di ferro d'acciaio di sangue-
ma semplicemente di nuvole-che crepano come cani -dei cani che scompaiono-sul filo dell'acqua a Brest- e vanno a imputridire lontano- lontano molto lontano da Brest-di cui non resta niente.