
(Venezia-Biennale 2011)
Il primo ricordo che ho dell'Università è l'incontro tra noi matricole appena iscritte, ed i docenti di Filosofia, quelli della mia facoltà.
Alla fine un anziano professore ci chiese se avevamo domande.
Io, dopo aver vinto delle resistenze, presi coraggio e chiesi:
“Secondo voi, cos'è la Filosofia? Chi è il filosofo oggi? A che serve la Filosofia?"
Non so che faccia avessi mentre rivolgevo la mia domanda, che forse deve essere stata interpretata come ironica, tanto che la risposta fu una risatina bonaria.
I docenti si guardarono tra loro, compiaciuti, come a voler dire "eh...ragazzo, non è una domanda a cui si può rispondere in due parole...."
"Bene, - disse il docente - vi facciamo tanti auguri per il vostro corso di studi"; fece segno di alzarsi, e l'incontro finì così.
Restai un po’ a disagio, così come le altre matricole, perché in realtà l'argomento ci toccava tutti nel profondo.
Facciamo un balzo in avanti di diversi anni. Durante un seminario a cui partecipavo per preparare la tesi, il mio professore alzò gli occhi dai fogli, e preso da una improvvisa illuminazione disse:
"Immaginate un sistema circolatorio. Dentro ci sono centinaia di migliaia di
globuli rossi che lo percorrono a velocità pazzesca seguendo un verso ben preciso.
Il tempo per percorrere il sistema è di circa un minuto.
Immaginate che un solo globulo rosso si metta da parte e dica:
“Sono un globulo rosso. Viaggio dentro un sistema circolatorio a velocità pazzesca assieme a tutti gli altri porto ossigeno agli organi e per compiere un
giro impiego circa un minuto. “
Ecco – disse il professore – quello è il filosofo!"
Attraverso la conoscenza è possibile rendersi consapevoli del sistema complesso dentro cui tutti siamo immersi, fino ad esserne liberi, senza subirlo.
Questo piccolo episodio è forse uno degli eventi più significativi che mi porto dall'Università.
Viviamo in un periodo apparentemente buio, dove regna l'incertezza sul presente e sul futuro, ma se sapremo trasformarci in quel globulo rosso, capaci di fermarci a riflettere senza farci travolgere dagli eventi, senza correre dove vanno tutti perché si fa così, conquisteremo una forza inarrestabile.
Se sapremo resistere all'omologazione imperante, per difendere la nostra unicità, metteremo in moto dei cambiamenti virtuosi, profondi, attorno a noi. Se sapremo inseguire i nostri sogni, accettandone i rischi con passione bruciante, non ci sarà crisi ad impedire i nostri passi.
Ma soprattutto portiamo ossigeno, come quel globulo rosso!
Regaliamo ossigeno ad un mondo che non ne ha più, dove tutto sembra piatto e scontato, dove la sopravvivenza sembra essere ormai l'unico fine.
Regaliamo ossigeno, e la nostra esistenza si trasformerà in un’avventura che vale davvero la pena di essere vissuta!
Grazie.