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domenica 25 agosto 2013

direzione obbligata


sulla strada un cartello "direzione obbligata"

e se provassi andare in senso contrario........?

mercoledì 24 luglio 2013

Stato d'Animo

 Ferdi riflette
  (foto S.I.R)


Allora, tu dici che le tue ossessioni sono dure a morire? È questo che sono gli uomini? Ossessioni? Non ti viene mai voglia di dare un taglio al gioco del dolore e della caccia e degli scacchi e delle corna? Non riesci a formulare un giudizio di valore? Non riesci a scegliere qualcuno? Qualcuno accanto a cui coricarti e guardare il soffitto e ascoltare musica, fumare sigarette, parlare, ridere e lasciarti andare? Non ti farebbe sentire bene il fatto di diventare qualcosa? Cazzo. Qualcuno dovrebbe esserci. Una persona per un'altra persona, anche se dovessi essere tu stessa. È su questo che sto lavorando: me stesso per me stesso, piano piano, e poi forse potrò aprire la porta a qualcun altro. (C.Bukowski)

giovedì 11 luglio 2013

"I figli sono come aquiloni" Erma Bombeck




I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.

CHE GRANDE VERITA'

mercoledì 8 febbraio 2012

Giovanni Allevi - Regaliamo ossigeno!


(Venezia-Biennale 2011)


Il primo ricordo che ho dell'Università è l'incontro tra noi matricole appena iscritte, ed i docenti di Filosofia, quelli della mia facoltà.
Alla fine un anziano professore ci chiese se avevamo domande.
Io, dopo aver vinto delle resistenze, presi coraggio e chiesi:
“Secondo voi, cos'è la Filosofia? Chi è il filosofo oggi? A che serve la Filosofia?"
Non so che faccia avessi mentre rivolgevo la mia domanda, che forse deve essere stata interpretata come ironica, tanto che la risposta fu una risatina bonaria.
I docenti si guardarono tra loro, compiaciuti, come a voler dire "eh...ragazzo, non è una domanda a cui si può rispondere in due parole...."
"Bene, - disse il docente - vi facciamo tanti auguri per il vostro corso di studi"; fece segno di alzarsi, e l'incontro finì così.
Restai un po’ a disagio, così come le altre matricole, perché in realtà l'argomento ci toccava tutti nel profondo.
Facciamo un balzo in avanti di diversi anni. Durante un seminario a cui partecipavo per preparare la tesi, il mio professore alzò gli occhi dai fogli, e preso da una improvvisa illuminazione disse:
"Immaginate un sistema circolatorio. Dentro ci sono centinaia di migliaia di
globuli rossi che lo percorrono a velocità pazzesca seguendo un verso ben preciso.
Il tempo per percorrere il sistema è di circa un minuto.
Immaginate che un solo globulo rosso si metta da parte e dica:
“Sono un globulo rosso. Viaggio dentro un sistema circolatorio a velocità pazzesca assieme a tutti gli altri porto ossigeno agli organi e per compiere un
giro impiego circa un minuto. “
Ecco – disse il professore – quello è il filosofo!"
Attraverso la conoscenza è possibile rendersi consapevoli del sistema complesso dentro cui tutti siamo immersi, fino ad esserne liberi, senza subirlo.
Questo piccolo episodio è forse uno degli eventi più significativi che mi porto dall'Università.
Viviamo in un periodo apparentemente buio, dove regna l'incertezza sul presente e sul futuro, ma se sapremo trasformarci in quel globulo rosso, capaci di fermarci a riflettere senza farci travolgere dagli eventi, senza correre dove vanno tutti perché si fa così, conquisteremo una forza inarrestabile.
Se sapremo resistere all'omologazione imperante, per difendere la nostra unicità, metteremo in moto dei cambiamenti virtuosi, profondi, attorno a noi. Se sapremo inseguire i nostri sogni, accettandone i rischi con passione bruciante, non ci sarà crisi ad impedire i nostri passi.
Ma soprattutto portiamo ossigeno, come quel globulo rosso!
Regaliamo ossigeno ad un mondo che non ne ha più, dove tutto sembra piatto e scontato, dove la sopravvivenza sembra essere ormai l'unico fine.
Regaliamo ossigeno, e la nostra esistenza si trasformerà in un’avventura che vale davvero la pena di essere vissuta!
Grazie.

giovedì 26 gennaio 2012

Jona che visse nella balena




“Jona che visse nella balena” è un film di Roberto Faenza tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore Jona Oberski. La storia è quella realmente vissuta dall’autore del libro, rinchiuso all’eta’ di tre anni con i suoi genitori nel campo di concentramento di Bergen–Belsen e sopravvissuto alle persecuzioni naziste contro gli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.Il film ci presenta un bambino che in tenera età si trova a dover affrontare prove durissime come la morte del padre, provato dalle fatiche e dagli stenti durante la prigionia. Anche la madre, straziata da questo dolore, dall’angoscia, dalla fatica e dalle sofferenze stremata nel fisico e nella mente, dopo la liberazione non sopravviverà e lascerà il suo piccolo bambino solo e disperato! Per questo, mi ha colpito molto una frase che la mamma ripeteva sempre al piccolo Jona: “Qualsiasi cosa accada, guarda sempre il cielo”, E’ una frase che tocca il cuore e lo riempie di emozioni perché malgrado le delusioni e la disperazione, la madre vuole insegnare al figlio ad essere sereno e fiducioso anche davanti alla piu’ grande malvagità e ferocia che l’uomo poteva dimostrare: l’omicidio di milioni di Ebrei. Infatti il cielo, con la sua immensità dà serenità, aiuta a sognare e a dimenticare....
Oggi Jona è un grande scienziato.


                  27 gennaio 2012                             giornata della memoria

lunedì 16 gennaio 2012

Le navi crociera a Venezia



(Foto SIR - Crociera Venezia-Istanbul - 2007)

-Far passare le navi da crociera lontano da zone di particolare pregio ambientale «è una norma di buonsenso». Lo ha detto il ministro all'Ambiente, Corrado Clini. «Il buonsenso suggerisce che - continua -, se il valore principale da tutelare è quello del nostro patrimonio naturale e paesaggistico, risorsa fondamentale per il nostro turismo, dobbiamo evitare che venga messo a rischio». -
Corriere della sera

venerdì 29 gennaio 2010

la vita... un dono




La notizia mi ha commosso, il pensiero della paura che quella ragazzina ha avuto, sepolta dalle macerie, per tutti questi giorni... e la forza che ha dimostrato nel voler vivere, mi ha fatto pensare che a volte la speranza è una risorsa che può cambiare il corso dell'esistenza.


UN DONO

di Mahatma Gandhi
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.

venerdì 27 novembre 2009

la vita




a passeggio per Mestre, di sera....con l'animo in pace, consapevole di non essere sola.




La vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero,
è un arcobaleno inesauribile di colori,
un concerto interminabile di rumori,
un caos fantasmagorico di voci e di volti,
di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono
per tessere la catena di eventi
che determinano il nostro personale destino.......
oriana fallaci

martedì 20 ottobre 2009

baricco

A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma dico nulla, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto , fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Ma perchè proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. ...
Non si capisce. E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non l'ami più....
(da Novecento)

sabato 8 agosto 2009

l'anima è piena di stelle cadenti (Hugo)



Hai mai visto un stella cadente?
Se la risposta e' si, sai che e' uno spettacolo di pochi secondi. Ma finche' dura, quella stella brilla come nessun'altra nel cielo e mentre attraversa il firmamento tutti si fermano con il naso all'insu' a guardarla.
Tanta gente ammaliata dalla sua magia spera che un desiderio impossibile si avveri.
(Sergio Bambaren)

domenica 5 aprile 2009

il cambiamento per restare se stessi

foto internet

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"

La celebre battuta di Tancredi, nel Gattopardo, fu un'intuizione geniale di Tomasi di Lampedusa, usata da lì in poi per denunciare il trasformismo e l'avversione della classe dirigente italica al vero cambiamento.
Ma anche una grande verità psicologica: la vera evoluzione nasce da un cambiamento che consente di restare fedeli a se' stessi.
La vita stessa è movimento, ogni giorno è diverso, ci alziamo, andiamo a lavorare torniamo a casa, andiamo a dormire: sembra che le giornate siano tutte uguali, invece abbiamo pensieri nuovi, proviamo sentimenti diversi, incontriamo persone sconosciute e anche se non ne siamo consapevoli innestiamo
un cambiamento nella nostra vita.

Altra parola che è in sintonia con il cambiamento è

osare
andare al di là dei preconcetti, dalla idea che abbiamo di noi, e
allargare la nostra esperienza cercando di capire altre culture
essere attenti e gioire dei cambiamenti che sentiamo dentro.
La realtà (e la nostra vita) non è immutabile, ma è trasformabile..
che bella cosa vero?

lunedì 30 marzo 2009

dal fango


Il fiore del loto cresce dal fango; quanto più esso è denso e profondo, tanto più il fiore sarà meraviglioso.
Come il Loto affonda le sue radici nella putrida melma dello stagno,
eppure genera un fiore splendido, bianco e incontaminato,
così coloro che si risvegliano alla nuova coscienza illuminata,
si riscattano dalla sofferenza della condizione umana
divenendo loro stessi dei Buddha (cioè dei risvegliati).
Quindi il Loto è il simbolo di ciò che l'uomo ha già dentro sé stesso e che deve semplicemente lasciar sbocciare.

domenica 1 marzo 2009

semplificare


Sfrondare la nostra esistenza da tutto quello che riteniamo superfluo, 
alla ricerca di una crescita interiore.
Privilegiare un'essenzialità non solo estetica e formale, ma anche di valori, e di scelta di  vita. Come concederci giornate di contatto puro con la natura.
Fuori stagione.
Per distillare il gusto del tempo, la gioia dell'attimo, il senso pieno del qui e ora.
(s.m.)

martedì 20 gennaio 2009

tu


ascolto
e questo rumore sordo
è un battito:
il mio cuore

gioco
e il vento nei miei capelli
è un brivido:
il tuo amore

penso
e la salsedine nell'aria
è un profumo:
nostalgia





giovedì 1 gennaio 2009

tra me e ...me

parlare di sè non è mai facile, si ha sempre paura di scoprirsi un pò troppo, o dire delle cose che nel momento in cui si scrive sono così, ma un momento dopo non sono più le stesse, e si ha paura di fissare "solo" il momento negativo o troppo positivo, che non corrisponde mai alla realtà.

In questo momento sono alla ricerca. Ricerca di cosa? mi chiedo, come se le cose costruite non fossero tangibili, lavoro, casa, figlio....una serenità interiore che è frutto di anni di esperienze, testardaggini, lavorio continuo tra il mio es e il mio super-io, eppure qualcosa mi manca...io che sono sempre stata molto sicura di me, ora che sono quello che infine volevo essere mi manca qualcosa.

Ho imparato che se vuoi delle cose devi cercarle...poco importa se le trovi o no importante è cercare, ed è questa l'adrenalina che muove l'essere umano e soprattutto muove me.

Nella mia vita ho fatto molte cose, forse troppe, seguendo la scia delle passioni, la ricerca e il mettersi sempre in gioco, è scritto nel mio DNA, ma ora mi chiedo cosa cerco? Cosa voglio ancora?

Un amore nuovo? per farne che? Uomini che sono disposti ad ascoltare e condividere non sono molti, e io ora al compromesso non ci credo più, soprattutto se sono io quella che deve cedere. Ma come per tutte le cose che la vita ti offre e che sarebbe stupido rifiutare, anche un nuovo incontro può darti dei risvolti imprevisti, e io questa porta la lascio solo socchiusa.
Lavoro, me lo sono costruito io, ci sto bene.
Soldi, non ne ho, ma non mi importa, ho da che vivere.
Il figlio è diventato da tenera piantina, un giovane albero, forte, pronto a dare i suoi frutti.
Gli ideali, ecco questo è un tasto dolente, mi sembra di tornare indietro, gli ideali condivisi, che ti facevano sentire parte di un mondo più giusto, sembrano quei pacchi che gli indigeni tengono in testa per non farli bagnare quando attraversano acque putride e nauseabonde, li difendi, ma non hai più la forza di combattere, in prima linea, tanto anche se lo fai, la tua voce non è più così forte.

Questo è un bilancio, io li faccio sempre a fine anno e poi con il nuovo anno, mi dò delle nuove regole da seguire, degli obiettivi da raggiungere...mi ricarico di nuovi sogni da credere.

Buon anno Signora in rosso!

domenica 14 dicembre 2008

il cielo è sempre più..


l'altra metà del cielo.......
ma quale cielo?
quello nuvoloso, quello nero della notte
senza stelle o quello
dell'arcobaleno
dietro le case;

quello dell'alba o quello del tramonto;

quello che si guarda al mattino per vedere che tempo fa o quello che non si guarda mai perchè teniamo gli occhi bassi;


quello delle nuvole o quello d'estate con il sole accecante;


quello dove volano le rondini o quello che si vede tra i rami dell'ulivo;


quello che si intravede tra le sbarre di un carcere, dalla finestra di un ospedale
o quello carico di nubi nere prima del temporale;


quello della Cina, quello dell'Iran o meglio ancora quello delle periferie delle nostre città; quello visto con gli occhi di un bimbo o quello visto attraverso gli occhiali di una persona anziana;


quello che si specchia sul mare o quello che diventa giallo nel deserto...

quale metà del cielo?

Le foto sono della Signora in rosso (parco San Giuliano - Mestre)


mercoledì 10 dicembre 2008

ogni occasione è buona......

in questo film d'animazione, il vecchio saggio dice:
Il passato è storia, il futuro è mistero, il presente è un dono

per questo si chiama PRESENTE


Guardare oltre


Venezia - Ponte della Costituzione (Calatrava) in costruzione
foto di Signora in rosso

Avevamo vent’anni
e oltre il ponte oltre il ponte ch’è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.
Oltre il ponte Italo Calvino e Sergio Liberovici

queste poche righe (di un testo più lungo, e fatto per raccontare la guerra) imparate a memoria quando ero ragazzina, mi hanno fatto pensare a come anche noi dobbiamo sempre guardare oltre il ponte e oltre il fuoco....