“Jona che visse nella balena” è un film di Roberto Faenza tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore Jona Oberski. La storia è quella realmente vissuta dall’autore del libro, rinchiuso all’eta’ di tre anni con i suoi genitori nel campo di concentramento di Bergen–Belsen e sopravvissuto alle persecuzioni naziste contro gli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.Il film ci presenta un bambino che in tenera età si trova a dover affrontare prove durissime come la morte del padre, provato dalle fatiche e dagli stenti durante la prigionia. Anche la madre, straziata da questo dolore, dall’angoscia, dalla fatica e dalle sofferenze stremata nel fisico e nella mente, dopo la liberazione non sopravviverà e lascerà il suo piccolo bambino solo e disperato! Per questo, mi ha colpito molto una frase che la mamma ripeteva sempre al piccolo Jona: “Qualsiasi cosa accada, guarda sempre il cielo”, E’ una frase che tocca il cuore e lo riempie di emozioni perché malgrado le delusioni e la disperazione, la madre vuole insegnare al figlio ad essere sereno e fiducioso anche davanti alla piu’ grande malvagità e ferocia che l’uomo poteva dimostrare: l’omicidio di milioni di Ebrei. Infatti il cielo, con la sua immensità dà serenità, aiuta a sognare e a dimenticare....
Oggi Jona è un grande scienziato.
27 gennaio 2012 giornata della memoria