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Domino
Avete mai notato quanto la vita sia come un percorso dove gli avvenimenti sono sistemati, l'uno dietro l'altro, come tante piccole tessere del domino?
Con più o meno cura vengono sistemate, a volte dalle nostre mani, quando rappresentano nostre scelte, a volte da mani altrui.
Ed è proprio in quest'ultimo caso, quando non siamo noi a decidere cosa e dove sistemare il pezzo di legno, che si rischia di più.
Non avendo il controllo della situazione non ci resta che aspettare di vedere cosa succederà una volta che quella parte verrà sistemata.
In quel momento esce tutto ciò che abbiamo nel subconscio: la considerazione verso l'altra persona; la considerazione verso noi stessi.
Ci ritroviamo ad avere fiducia, tranquilli; ci ritroviamo tesi o con un pizzico d'ansia; ci ritroviamo a sperare, a pregare.
Dentro di noi c'è sempre la speranza che quella aggiunta vada ad arricchire il nostro percorso, senza stravolgerlo.
Ma cosa succede quando questo domino, buttato nel nostro gioco, vacillando cade e, andando a colpire un altro pezzo crea una reazione a catena che sembra far crollare tutto?
Con più o meno cura vengono sistemate, a volte dalle nostre mani, quando rappresentano nostre scelte, a volte da mani altrui.
Ed è proprio in quest'ultimo caso, quando non siamo noi a decidere cosa e dove sistemare il pezzo di legno, che si rischia di più.
Non avendo il controllo della situazione non ci resta che aspettare di vedere cosa succederà una volta che quella parte verrà sistemata.
In quel momento esce tutto ciò che abbiamo nel subconscio: la considerazione verso l'altra persona; la considerazione verso noi stessi.
Ci ritroviamo ad avere fiducia, tranquilli; ci ritroviamo tesi o con un pizzico d'ansia; ci ritroviamo a sperare, a pregare.
Dentro di noi c'è sempre la speranza che quella aggiunta vada ad arricchire il nostro percorso, senza stravolgerlo.
Ma cosa succede quando questo domino, buttato nel nostro gioco, vacillando cade e, andando a colpire un altro pezzo crea una reazione a catena che sembra far crollare tutto?
È curioso come, per quello che nel gioco potrebbe sembrare un errore, capita delle volte che la caduta dei tasselli si fermi per prima che raggiunga quello in testa alla fila.
A volte la caduta si ferma appena prima di quel tassello che sembrava essere stato messo male.
Così nella vita, proprio come nel gioco, si deve avere la forza di spazzare via ciò che ormai è caduto e ripartire da quel momento di debolezza per potere ricominciare e renderlo la propria forza.
A volte la caduta si ferma appena prima di quel tassello che sembrava essere stato messo male.
Così nella vita, proprio come nel gioco, si deve avere la forza di spazzare via ciò che ormai è caduto e ripartire da quel momento di debolezza per potere ricominciare e renderlo la propria forza.
Pesce d'Aprile
Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di
chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni - basate più su
congetture teoriche che su dati scientificamente provati - che avvolgono la
nascita di questa tradizione in un alone di mistero.
L’ipotesi più
accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile
ad un periodo antecedente al 154
A.C., quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la
Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La
vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo
venivano derisi e scherniti.
Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo
di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno,
l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e
della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si
usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro
onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con
lazzi, burle e buffonerie.
Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di
far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino
che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della
Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio
rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni
tipo.
Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua
tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del
mondo.
Mutant Chronicles: Manuale Del Giocatore + Ambientazione
Il Manuale del Giocatore di
Mutant Chronicles
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