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Se dovessi rinascere

Se dovessi rinascere, sceglierei di essere la madre di mia madre.

Se potessi scegliere chi essere sceglierei sicuramente di essere la madre di mia madre.

Perché?

Beh, le darei tutti i baci che le mancavano da bambina. Le leggerei tutte le favole che nessuno le ha mai letto. Le rimboccherei le coperte di notte e le direi con tutto il mio amore quanto le voglio bene.

Le insegnerei che la vita è bella tra le braccia di chi ti ama.

Le comprerei una mela caramellata. 

Le canterei canzoni. 

Giocheremmo per terra. 

La pettinerei ogni mattina prima di mandarla a scuola.

Non avrebbe dovuto lavorare così piccola. 

Non avrebbe dovuto piangere così tanto. 

Non sarebbe cresciuta cucendo il suo cuore con tristezza. 

E sarebbe una bambina felice.

Se potessi essere qualcun altro, sarei sua madre senza esitazione, le insegnerei che l'amore non è dolore e quanto è meraviglioso svegliarsi ogni mattina al suo fianco.

Perché se la amo così tanto come sua figlia, pensate quanto la amerei tenendola tra le mie braccia appena nata!

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Fatti Con Lo Stampino

Tutti credono di essere diversi.
Tutti vogliono essere diversi.
"Non sarò mai come mia madre!"
E invece ci comporteremo nello stesso modo con i nostri figli.
"Non sarò mai come quella ragazza!"
Quella che veste attillato per attirare l'attenzione.
Chi può dire se un giorno, cercando disperatamente di attirare l'attenzione di qualcuno non ci abbasseremo a questi mezzucci?
"Non mi ridurrò mai così!"
Cosa ne sappiamo noi di cosa tiene in serbo per noi il futuro?
La verità è che siamo tutti uguali.
Fatti con lo stampino.

Auguri Papà


Tutti in fermento.
A fare i biscotti, a scrivere poesuccie.
Tutto per ricordare l'altra persona che donò i geni necessari per permetterti di venire al mondo.
A casa mia è un giorno normale.
Non si sente volare una mosca.
Il fermento lo fa solo la frutta matura in frigo.
Ma anche nel silenzio, anche quando nessuno vuole parlarne per non farci ricordare il mio pensiero va in alto.
Beh, ovunque tu sia...
Auguri papà.

Criterio

Devo vedermi con amici.
Mi preparo per uscire.
"Criterio!"
Sento gridare dalla stanza accanto.
Mia madre, sempre ansiosa.
"Criterio!"
Si ripete, imperativa.
Nel caso una volta non bastasse.
"Criterio!"
Continua.
Elencando una lista di cose improbabili
dalle quali devo stare in guardia.
"Criterio!"
Neanche andassi in guerra.
Esco di casa sorridendo e dicendo dentro di me:
"Criterio!"

L'Amore Secondo Luciana Littizzetto


Gli uomini fanno fatica a dire ti amo. 
Lo dicono solo in caso di estrema necessità, tipo quando proprio non ne possono fare a meno, sennò dicono dei surrogati. 
Dei derivati del ti amo. 
Che fanno danni come i derivati delle banche. 
Dite delle cose tipo: sei molto importante per me. 
E cosa vuol dire molto importante? 
Anche non pestare una cacca di cane prima di portare le scarpe al calzolaio è molto importante, ma non è mica la stessa cosa che dire ti amo. 
Dite cose tipo: Mi fai stare bene. 
Ma mi fai stare bene lascialo dire a Biagio Antonacci. 
Dillo al tuo medico Shiatzu quando ti schiaccia i piedi per metterti a posto la cervicale. 
Oppure sprecate quelle parole tipo tesoro, meraviglia, splendore… 
Ma splendore cosa? Guardami. Splendo? Non sono mica una plafoniera? 
Ma dite ti amo, pezzi di cretini! 
Se la prima volta vi vergognate mettete la testa nel sacchetto del pane? 
Dite “ti amo” mentre vi lavate i denti? Sglrlb? 
Va bene anche quello. 
Poi al limite cambiate idea. 
Dire una volta ti amo non crea nè impotenza nè assuefazione. 
Poi il bello è che non capite nulla anche quando siamo noi a dirvi parole d’amore… 
Se vi diciamo cose romantiche tipo: Amore, guarda che luna… 
Voi rispondete: "Minchia l’una? Pensavo fossero le undici." 
Andiamo che mi è scaduto il parcheggio. 
Ma noi vi amiamo lo stesso. Cosi come siete…. 
Vi amiamo anche quando vi vantate di aver scritto il vostro nome facendo pipì sulla neve, amiamo i vostri piedi anche se sono armi di distruzione di massa, vi amiamo anche se di notte russate che ci sembra di dormire ai piedi dello Stromboli, vi amiamo anche se per trovarvi per casa basta seguire le tracce come per gli animali servatici, giacca, camicia, canotta, tutto lasciato per terra finchè sul divano non trovi un tizio con la felpa della Sampdoria che gioca alla Playstation.
Vi amiamo quando per fare un caffè ne spargete un quarto sul tappetino e due quarti sul gas. E poi dite che viene leggero.
Vi amiamo quando avvitate la caffettiera fino allo spasimo che per aprirla dobbiamo chiamare i pompieri, e poi non chiudete i barattoli, appoggiate solo il coperchio sopra cosi appena lo prendi sbadabam cade tutto. Vi amiamo quando sparecchiate la tavola con la tecnica del discobolo, mettendo in frigo la pentola della minestra che poggia su due mandarini. 
Vi amiamo quando a Natale scavate il panettone con le dita, quando per farvi un caffè sporcate la cucina che neanche 10 Benedette Parodi.
E pure quando per farvi la doccia allagate il bagno e lasciate la malloppa di peli nello scarico, che sembra di stare insieme a un setter irlandese! 
Vi amiamo quando diciamo voglio un figlio da te e voi rispondete “Magari un cane” e noi vorremmo abbandonare VOI in autostrada non il cane. 
Vi amiamo quando andate a lavare la macchina e ci chiudete dentro coi finestrini aperti.
Vi amiamo quando fate quelle battute tipo prima di fidanzarti guarda la madre, perché la figlia diventerà cosi.
Voi no. Voi spesso siete pirla fin da subito. 
Vi amiamo quando mettete nella lavastoviglie i coltelli di punta, che quando noi la svuotiamo ci scarnifichiamo, e quando invece di sostituire il rotolo finito della carta igienica usate il tubetto di cartone grigio come cannocchiale.
E’ per amore vostro che facciamo finta di addormentarci abbracciati anche se dormire sul vostro omero ci dà un po’ la sensazione di appoggiare la mandibola su un ramo secco di castagno.
E vi amiamo anche se considerate come dogma assoluto che l’arrosto della mamma è più buono di quello che facciamo noi. 
Il creatore non ha detto: "e la suocera fece l’arrosto fatelo sempre cosi in memoria di me".
Insomma, noi vi amiamo anche quando date il peggio, vi amiamo nella buona ma soprattutto nella schifosa sorte. 
Vi amiamo perché amiamo l’amore che è un apostrofo rosa tra le parole.
E’ irrecuperabile, ma quasi quasi me lo tengo.
Perchè San valentino è la festa dell’amore, declinato in tutte le sue forme. 
L’amore delle persone che si amano. 
Anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini. 
Ma che ci interessa quello che fanno a letto?
L'importante è che le persone si vogliano bene.
Solo questo conta.
Pensa che bello sarebbe vivere in un paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti. 
Ma non solo i diritti dei soldi. 
Quelli dell’anima. 
Quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d’ospedale senza nessuno che mi cacci via perchè non siamo parenti. 
E poi vorremmo un San Valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle. 
Dirci che siamo donne con le palle non è un complimento. Non le vogliamo. 
Abbiamo già le tette. Tra l’altro sono due e sferiche anche quelle. 
Vogliamo solo rispetto. 
In Italia in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, compagna, figlia, amante, sorella, ex.
Magari in famiglia. 
Perché non è che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto è amore.
La uccide perché la considera una sua proprietà. 
Perché non concepisce che una donna appartenga a se stessa, sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro.
E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore, ma l’amore con la violenza e le botte non c’entrano un tubo. 
L’amore, con gli schiaffi e i pugni c’entra come la libertà con la prigione. 
Noi a Torino, che risentiamo della nobiltà reale, diciamo che è come passare dal risotto alla merda.
Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. 
Salviamolo nell’hard disk. 
Vogliamo credere che ci ami? Bene. 
Allora ci ama male. 
Non è questo l’amore. 
Un uomo che ci picchia è uno stronzo. 
Sempre. 
E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo. 
Perché tanto arriverà anche il secondo, e poi un terzo e un quarto. 
L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia.
Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. 
Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via.
- Luciana Littizzetto -

Sanremo

Sanremo è un po' come una di quelle cene di famiglia.
Una di quelle che si fanno una volta all'anno.
Una di quelle dove non conosci praticamente nessuno 
perché ci si vede solo in quell'occasione.
Una di quelle dove devi stare seduto e buono 
ad ascoltare le storie degli anziani.
Nessuno ci vuole davvero andare.
Nessuno ci andrebbe volontariamente.
Vorresti fare qualunque altra cosa.
E invece anche quell'anno sei lì.
Ti senti moralmente obbligato a partecipare.

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