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mercoledì 7 marzo 2012

Pandolce genovese

Vi ho già raccontato quì come parte della mia famiglia sia genovese da generazioni e questa non è la prima ricetta ligure che ospito nel mio blog (oltre al pesto anche la capponada) Mia mamma, che ha vissuto da bimba diversi mesi a Genova è rimasta affezionata a questo dolce e ogni volta che può se ne fa mandare uno dai miei cugini. Fino all'altro giorno in cui ha conosciuto un'amico, Salvo, ottimo ballerino e anche ottimo cuoco a quanto pare,  che gli ha dato la ricetta per farselo da se. Il risultato...giudicate voi...perfetto....
Ingredienti: 300 grammi di farina 00, 150 grammi di zucchero, 130 grammi di burro morbido, 1 uovo, un pizzico di sale, 80 ml di latte, 15 grammi di pinoli, 230 grammi di uva passa, 1 bustina di vanillina, 10 grammi di lievito per torte, 6 grammi di aroma rum, 6 grammi di aroma arancia, 75 grammi di cedro candito, 75 grammi di arancio candito.
Procedimento: amalgamare il burro con lo zucchero e il pizzico di sale fino a formare una crema spumosa. Aggiungere quindi l'uovo intero battuto e 150 grammi di farina. Nel frattempo ammollare l'uvetta in acqua tiepida , strizzarla e passarla in un poco di farina. Unire al composto la vanillina, il lievito, il latte, la restante farina (150 grammi) e impastare ancora. Unire infine l'uvetta, le fialette di aroma i pinoli e i canditi.
Impastare ancora, formare una palla e schiacciarla fino a 5 cm di altezza su carta forno. Infornare per 40 minuti a 180°. Sfornare e mettere il pandolce in un tagliere di legno per farlo riposare. Mangiare freddo.

Grazie Salvo per la ricetta e grazie mamma per averlo realizzato....il sapore era identico a quello "originale"

venerdì 10 settembre 2010

La capponada genovese con le gallette del marinaio e a spasso per Monreale

Ero indecisa se dividere questo post in due, ma i due argomenti sono così strettamente legati che ho preferito scriverne uno lunghissimo...e lo dedico a Giuly, una mia cara lettrice...Comincio con il presentarvi la ricetta di oggi: la capponada genovese con le gallette del marinaio


...e diciamo subito che con questa ricetta partecipo alla raccolta ricette del blog Che gustosa dedicata al pomodoro : re dell'estate...


Passiamo ai fatti. Ricorderete che nel presentarvi la ricetta del pesto genovese vi ho raccontato che parte della mia famiglia vive a Genova. Domenica ho avuto il grandissimo piacere di incontrare i miei cugini (che non vedevo da sei anni) che, venuti a trascorrere una vacanza a San Vito Lo Capo, si sono fermati a Palermo un giorno per salutarci: eccoli... Giulia, Maria Grazia e Salvatore

Hanno portato in regalo dei prodotti tipici liguri: le gallette del marinaio, il pandolce Panarello e la mescolanza, oltre che a un graditissimo barattolo di pesto fatto da Maria Grazia.


Ops, scusate, ve l'ho detto che ormai è difficile fotografare le pietanze senza che non faccia capolino la pancia...
Nella mezza giornata che abbiamo trascorso insieme hanno deciso di andare a visitare Monreale, un paesino che sovrasta Palermo, molto folkloristico che inutile dire, consiglio a tutti di visitare...io vi faccio vedere qualche scorcio...
Panorama


Mia mamma, Maria Grazia e Giulia davanti una bancarella di souvenir


i Pupi


I carretti siciliani


Borse made in Sicily (o meglio in China)


Tamburelli per la tarantella


Il famoso Duomo del 1174


Giulia in posa davanti un carretto siciliano


Il mio piccolo fotografo...sulle orme di mamma


L'interno del magnifico Duomo ricchissimo di mosaici





Giulia e Davide davanti l'ingresso del Chiostro


Souvenir


La fede rosanero trasmessa già da piccoli...


Complesso architettonico dell'Abbazia Santa Maria Nuova



Finita la nostra passeggiata a Monreale passerei alla gustosissima ricetta della Capponada Genovese realizzata con le famose gallette del marinaio
Queste gallette prendono questo nome perchè erano soliti i marinai della Serenissima Repubblica Marinara di Genova farne una buona scorta prima dei loro lunghi viaggi in mare. Sono gallette praticamente secche che si mantengono per lunghissimo periodo


Ingredienti: per realizzare questo piatto marinaresco occorrono dei pomodori a grappolo maturi, tonno in scatola, capperi, olive e uova sode.
Procedimento: incidete il pomodoro e sbollentatelo in acqua calda giusto per facilitarvi la spellatura. Oppure potete lasciare la buccia se non è troppo dura oppure ancora usare il pomodoro ciliegino che è più tenero. Al pomodoro tagliato a pezzetti unire una scatoletta di tonno sbriciolata, dei capperi dissalati, olive nere, olio e pepe. Il sale non dovrebbe essere necessario per l'uso dei capperi...regolatevi voi.

Le gallette...eccole...

...vanno tenute in acqua qualche minuto per ammorbidirsi...

Poi tagliate a pezzetti e strizzate di piatto con le mani per togliere l'eccesso di acqua... condite con olio extravergine d'oliva...


Ponete sopra le gallette l'insalata di pomodoro e l'uovo sodo tagliato a spicchi...Questo piatto è molto più buono se lo preparate per tempo in maniera da fare insaporire le gallette con il sughetto che gli ingredienti dell'insalata rilasceranno...


Semplice, fresco, estivo, genuino...un ritorno agli antichi sapori ... gustatelo pensando ai marinai genovesi...

martedì 6 luglio 2010

Trenette col pesto genovese...per una bella storia di famiglia!

Bentrovati a tutti voi!!! Eccomi tornata dal mio soggiorno a San Vito Lo Capo. La settimana non è forse stata delle più rilassanti (col pancione e un bimbo di due anni e mezzo che ha un poco risentito del cambio di casa e degli orari) ma è valsa a cambiare aria....già aria di mare in cambio di smog di città!!! Mentre ero in spiaggia non facevo che pensare a questo post...Come ben sapete non sono di Genova ma di Palermo...e allora direte voi....che ci viene a insegnare....come si fa la pasta con il pesto???? Ebbene si perchè parte della mia famiglia è a Genova che abita!! Ed è la storia d'amore della zia Anna (sorella di mia mamma) e dello zio Egidio (genovese DOC) che vi voglio raccontare...

Durante la seconda guerra mondiale, mio nonno materno (il nonno Totò) appuntato di Pubblica Sicurezza, si dovette spostare con tutta la sua famiglia da Palermo a Lecce. Famiglia composta da una moglie (nonna Gaetana) in attesa della sesta figlia (mia mamma... nata infatti a Lecce in tempo di guerra) e dai figli Anna, Benedetto, Eleonora, Rosalia ed Elena. Nonno Totò, uomo generoso e dal cuore d'oro, si prese a simpatia un giovane soldato genovese, Egidio Casagrande anche lui semplice ed educato, con la nostalgia per la sua Genova e la sua famiglia. Lo accolse allora nella sua di famiglia per farlo sentire meno solo e a casa...Fu così che conobbe Anna, la più grande delle figlie allora quattordicenne...

Finita la guerra, circa cinque anni dopo, prima di tornare ognuno nella propria città Egidio si dichiarò ad Anna e si lasciarono con la promessa di sposarsi non appena possibile...Ecco una foto che Anna spedì da Palermo al suo Egidio...(quella bimba piccolina accanto ad Anna è la mia mamma...)

(Per il mio Egidio con grande amore Anna - Con tristezza nel cuore la ritorno alla mia cara Anna - Egidio) Questa la dedica dietro la foto...

Dopo pochi anni il 9 aprile 1949, nella chiesa di San Lorenzo Colli a Palermo coronano il loro sogno d'amore.
Ecco la famiglia al gran completo, in alto: Zio Benedetto, Zia Rosy, nonno Totò, zio Egidio, nonna Gaetana, zia Eleonora, zia Elena. In basso la mia mamma (con i fiori in mano) la zia Anna e....mio papà....si...quello vestito tutto di bianco è il mio papà....cosa ci fa in questa foto...ve lo racconto la prossima volta....

Fu così che la zia Anna, con molto coraggio, lasciò Palermo e la sua famiglia d'origine per formare la sua famiglia a Genova con il suo Egidio. Nacquero Rosa Gaetana e Angelo Salvatore ...i miei cugini anch'essi sposati (rispettivamente con Lillo e Maria Grazia) e con figli (Alessio e Giulia)...insomma ormai una parte importante della mia famiglia abita a Genova....volete che non abbia la ricetta originale delle trenette con il pesto????
:-)

Mia mamma me l'ha tramandata con dosi assolutamente ad occhio ma io ho chiesto a mia cugina Maria Grazia le dosi originali...
Per quattro persone: 250 grammi di foglie di basilico, 2 spicchi d'aglio privati dell'anima interna, 100 grammi di parmigiano grattugiato (oppure 50 parmigiano e 50 pecorino sardo per chi ama il sapore più forte), 20 grammi di pinoli, olio e sale qb.
Procedimento: se volete seguire il procedimento all'antica bisognerebbe pestare tutto nel mortaio...ma è più pratico ormai usare il frullatore. Iniziare inserendo i pinoli, l'aglio e il formaggio e l'olio extravergine d'oliva a poco a poco e prima che diventi una poltiglia inserire a poco a poco le foglie di basilico e il sale. Mettere il pesto dentro dei barattolini pressando bene e coprendo con altro olio...Questo barattolino mi è stato regalato dalla specialissima e soprattutto genovese da mille generazioni (come lei si è autodefinita) Alessandra del blog Menù Turistico in occasione della sua visita a Palermo per la presentazione del libro Gustando l'Italia

Adesso che il pesto è pronto non rimane che far cuocere le trenette in abbondante acqua salata e con una patata grattugiata dentro (oppure tagliata a fettine), scolarla ma non troppo e condirla con il pesto...

Questo è fra i migliori piatti estivi che possiamo gustare...Infine un grazie a Maria Grazia che mi ha fornito la ricetta con le dosi precise, ad Alessandra che mi ha permesso di gustare il pesto originale (si perchè il basilico ligure è molto diverso da quello siciliano che è troppo forte) e alla mia mamma che mi ha raccontato la storia della zia Anna e dello zio Egidio che non ci sono più ma che rivivono ogni istante attraverso i racconti e le foto che custodisco gelosamente in un album di famiglia!!!