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Thursday, 3 October 2013

Lo sgomento

Vedo le immagini che scorrono, i nostri occhi ormai si stanno abituando.
Una lunga fila di corpi, troppi,  tanti sacchi colorati di plastica, senza più nome, senza più identità, senza più storia .
Non sappiamo chi sono, ma sappiamo che fuggivano dalla guerra, dall'orrore, dalla dittatura, dalla fame e dalla miseria.
Quanti sacrifici pur  di sopravvivere, quanta paura, quanto dolore. Il viaggio della speranza per loro è finito qui,  in questa terra arida, bruciata dal sole, con tante anime buone, che non bastano a salvare tutti. 
Il mare li ha rigettati .   
Tante tombe senza nome, tante croci, senza preghiere, senza fiori.
Le  lacrime scendono. 
Quando finirà tutto questo?

Wednesday, 5 September 2012

L'Italia che brucia

Le mie competenze informatiche sono pressochè nulle e quindi con ritardo finalmente pubblico il post.

E' il 24 agosto e il bosco dietro Villakulle brucia e continuerà a bruciare durante la notte e anche  il giorno successivo.
Ancora una volta qualche squilibrato ha acceso un fiammifero .


 

 



Malgrado i grandi sforzi degli  aiuti e i relativi costi, ecco quello che resta del bosco di Villakulle!
L'ora delle passeggiate per la raccolta del  muschio per il Presepe è finita  e tutto è andato in fumo.


E ancora intorno a noi i monti bruciano, focolai  ovunque. 
Abbiamo lasciato Villakulle e ancora un'altra collina con una intera pineta bruciava.
 E' il monte dove  nella cappella si venera la Madonna della Guardia. 
La Madonna che dall'alto veglia i cittadini del paesino.
E tutti con  gli occhi rivolti verso l'alto attendevano fiduciosi il miracolo.

Thursday, 9 August 2012

Arrivederci

In silenzio nel cuore della notte ci hai lasciato.
Due lunghissimi mesi . Senza schiamazzi, così come sei vissuta, dignitosa fino alla fine.
La malattia aveva scavato il tuo corpo e la tua mente.
Solo pochi sprazzi di lucidità, un battito di ciglia, una stretta della mano. Piccoli incomprensibili suoni flebili.
Solo  la parola "mamma" risuonava sempre, veniva dal profondo del tuo cuore, come fosse stata una richiesta di aiuto.
Resterai nel mio cuore con le tue ansie e le ancestrali paure, resterà il ricordo di vita passata, di racconti antichi, dei viaggi tra i monti della Cortina e della Venezia di un tempo,  dove solitamente trascorrevi tutta l'estate e delle passeggiate nel bellissimo e raccolto eremo di   La Verna .
Resteranno le foto di bimbi , non dei tuoi bimbi  perchè è il dono mancato, ma dei tuoi nipoti.
Del mio Lè, che in te, per anni, aveva avuto la seconda madre.
Delle mie "piccole", come ancora le chiamavi, dei miei genitori, che non passava giorno che non mandavi a salutare e quasi ti scusavi perchè dicevi che a loro volevi "un bene dell'anima senza togliere nulla a me".
Come se il bene si potesse misurare.
Ti voglio ricordare sdraiata sul tappeto a giocare con le "piccole": la zia delle "fettine panate e delle patatine fritte".
Ora forse le cucinerai lassù per qualche altro bimbo.

Friday, 2 March 2012

Per non dimenticare ...



Un pensiero va a Rossella Urru che, come diceva Artisticamente , è stata rapita oltre quattro mesi fa in Algeria .
Rossella è stata rapita la notte fra il 22 e il 23 Ottobre 2011 nel sud dell’Algeria, in un campo profughi Saharawi, dove si trovava da due anni come coordinatrice del Cisp per gli aiuti alimentari. Era li solo per aiutare quel popolo così provato dalla fame e dalla miseria.

Ha solo 29 anni e ha il diritto di ritornare alla sua vita, all'affetto dei suoi cari, al lavoro nel quale credeva così tanto.

Wednesday, 29 June 2011

Il bambino nel pozzo.

Era una calda giornata di giugno, 30 anni fa. Una di quelle giornate in cui non tirava un alito di vento e l'aria era ferma, immobile.
Cosa poteva accadere in un giorno così tranquillo?
Ero seduta sui gradini della piscina dove Mr. Le' insegnava ai ragazzi l'uso delle bombole.
Aspettavo tranquilla e intanto la mia primogenita scalciava protetta nel pancione.
E un bambino cadeva nel pozzo
E tutto si fermò quel maledetto giorno.
All'uscita ci avviammo verso casa e li restammo incollati alla tivu' tutto i l giorno e tutta la notte. Come tutti gli italiani . Il Paese si fermò, la vita di tutti sospesa. Non si parlava d'altro.
Alfredino, con la sua canottierina e i suoi pantaloncini, parlava con ognuno di noi, poi piano piano la sua voce si affievoliva, poi più nulla.
Ce n'è voluto di tempo per tirarlo fuori, perchè continuava a scendere nel profondo del pozzo.
E più scendeva, più noi ci sentivamo colpevoli.
Perchè non avevamo salvato il piccolo.
Tutti noi colpevoli perchè questo non doveva succedere.

Sunday, 29 May 2011

Un'altra stella


C'è un'altra stella che brilla nel cielo e illumina la via!
Grazie Laura per aver donato a mia mamma tanti sorrisi e tante tenerezze!
e come dicevi in uno dei tuoi assaggi e piccoli piaceri

"...consegno alla vita un bambino felice
la sua gioia è la mia eternità..
il suo sorriso è senza tempo
la sua allegria è senza confni
il suo sguardo senza limiti
l'amore che lo ha generato senza fine..."

Tuesday, 15 March 2011

Lo tsunami



In un attimo tutto è perduto.
La casa, gli oggetti cari in essa custoditi, la foto del matrimonio, l'abito della festa, i giochi dei bambini, il giardinetto così curato, l'auto, il lavoro, ...gli affetti ... l'identità.

Vaghi con qualche busta in mano, pochi indumenti strappati al terremoto prima e alla furia delle acque poi , cammini lentamente, senza un lamento, in cerca di qualcosa o di qualcuno.

Qualcuno che forse non troverai, o qualcuno che forse perderai poi per quelle venefiche radiazioni che ti uccidono lentamente, che sono già dentro di te e tu ancora non lo sai.
E quando lo saprai sarà troppo tardi ...



Terremoti, cicloni, eruzioni vulcaniche, inondazioni, siccita' : 3 milioni di vittime in 20 anni...la Terra si sta ribellando! e l'uomo non può domarla...

Friday, 28 January 2011

Giornata della Memoria: 27 gennaio


SHEMÀ

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi
( Se questo è un uomo )

in memoria dei 6 milioni di ebrei,
20 milioni di russi,
10 milioni di cristiani,
e 1900 preti cattolici
che sono stati assassinati, massacrati, violentati,
bruciati, morti di fame e umiliati,
nel mentre la Germania e la Russia
volgevano lo sguardo in altre direzioni.

Thursday, 7 October 2010

Sarah

E' finita!
Quanto hanno scritto di te: di quanti profili avevi su Facebook, di quanto fossi stanca della tua solita vita in famiglia, forse ti eri allontanata con un ragazzo conosiuto in rete, a soli quindici anni eri già una ragazzina con una doppia vita.
Invece volevi solo vivere sognando come è giusto che fosse alla tua età.
Ma la tragedia si era già consumata.
E come troppo spesso accade si è consumata nella tua stessa famiglia.
Il mostro ti ha uccisa.
Ma quale famiglia riesce a nascondere segreti così orribili, quale madre in diretta televisiva apprende che sua figlia molto probabilmente è stata uccisa e non versa neanche una lacrima.
Sarah che vita è stata la tua?
Oggi finalmente riposi in pace ma non credo che chi ti era così vicino potrà mai perdonare e perdonarsi.

Sunday, 9 May 2010

Ricordi


E d'improvviso, come spesso accade quando si parla del passato, i ricordi ritornano.

Paola ha scritto un bellissimo post sui suoi ricordi, ha aperto la sua valigetta e dentro ha trovato le vecchie bamboline e tutti gli abitini cuciti dalla sua mamma .

Non ho una valigia da aprire, tutto quello che ho è solo nel mio cuore.
Ricordo la bambola che mia mamma mi mandò come regalo da un luogo lontano, avevo solo cinque anni: era una bellissima bambola grande con un completino rosso di maglia fatto con le sue mani.
Ricordo le sue raccomandazioni perchè la trattassi con cura.
Purtroppo come spesso accada tra i bambini, gli amici d'istituto, più grandicelli, presero la mia bambola, la spogliarono, vollero lavare il completino rosso, e poi la fecero cadere a terra e questa si ruppe. Ricordo il rumore sordo della testa che si rompeva sul pavimento di un rozzo bagno.
Le lacrime scendevano copiose sul mio viso ma senza singhiozzi: non si poteva far rumore.
Non ho mai raccontato questo alla mia mamma: le avrebbe fatto troppo male.

Non ho avuto una Barbi, non ho avuto una carrozzina per le bambole nè tanti giocattoli, ma ho avuto la fortuna di poter andare a scuola da sola già in prima elementare attraversando tutto il quartiere , senza pericoli, e di andare a giocare a nascondino nei campi di grano di periferia con gli altri ragazzi fino a sera tardi, quando finalmente mia mamma, dopo pomeriggi lunghissimi e faticosi, tornava a casa. Mio fratello la impegnava fino allo sfinimento.
Eppure ero felice, avevo i miei amici, , avevo uno zio poco più grande di me che mi adorava e mi chiamava "principessa" , avevo lei, mia madre, avevo qualcuno da amare e mi sentivo amata.

A volte, quasi per pudore, non racconto di ciò che non ho avuto. Ma racconto di quello che mia madre mi ha donato, con il suo affetto, le sue parole, una carezza, lei stanca ma sempre sorridente. Racconto del suo amore che mi ha accompagnato lungo sentieri non facili e che ancora oggi mi accompagna.

Monday, 5 April 2010

Arrivederci!


Sei andata via senza far rumore nella notte della Passione.
Così piccola eppure forte e indomabile, testarda e capace,
ora sei diventata una stella che brilla e illumina la via.
Come il Cristo risorto veglia su di noi.

Wednesday, 10 February 2010

Attimi

Ho già un dolore sordo in fondo allo stomaco.
E non sono ancora arrivata.
La giornata è umida e fredda, sveglia prestissimo e poi siamo fuori.
Solita coda, ritiri il numero che ti porta dentro. C'è la folla solita, quella cui è capitato qualcosa.
Ognuno ha la sua vita da raccontare, mentre siedi e aspetti, non puoi fare a meno di ascoltare le confidenze, le paure, quanti sospiri, quanti sussurri. Qualcuno cerca la tua comprensione e intanto il dolore si fa sempre più grande.
Quando varco quella porta è solo per accompagnare chi mi è caro. La sala non è grande. Lo sguardo in un attimo raccoglie quelli meno fortunati. Oggi ci sono due ragazzi molto giovani, gli occhi sorridenti, il viso composto di chi ancora crede, intanto il veleno che guarisce scorre lento ma lentamente uccide lo spirito.
La mattina è lunga, molto lunga.
Corro avanti e indietro, ogni tanto mi mandano via e io vado, ma poi rientro.
Tante figure in camice, sorridenti e disponibili, altre meno, anzi sono quasi dure. In fondo sono abituate al dolore e qualcuno dice che non possono farsi coinvolgere troppo.
Cerco il loro supporto, quante domande senza risposte, e non posso fare a meno di pensare a quella giovane che tiene la mano al suo ragazzo e nessuno osa disturbarli.
Un'altra giovane donna corre via piangendo.

Finalmente è finita e siamo fuori, piove.
La vita scorre, una giornata come tante.
Sono felice di essere qui.

Friday, 26 June 2009

Michael

Mi chiama Ale stamattina presto e mi dice disperata che è morto un grande!

Michael Jackson se ne è andato, proprio alle soglie del tour mondiale che doveva segnare il suo grande ritorno nello spettacolo.
Una vita segnata da una infanzia difficile, una adolescenza non priva di scandali giudiziari e soprattutto tanti problemi di salute che hanno minato il suo fisico ma non la sua arte.
Si è spento così il re del pop, fenomeno mediatico del nostro tempo, e la morte calca ancora di più la mano sulla chiara ed evidente debolezza umana e sulle sue distorsioni istintive .
Chi ama la musica non può non provare una fitta, una sorta di momentaneo soffocamento, nel veder morire artisti come Michael . Non ha importanza quale musica ascolti, è la travolgente forza interiore quasi un perfetto, e finalmente raggiunto, equilibrio delle nostre forze interiori che li rende irraggiungibili.
Ma vederli cadere e morire, non per morte naturale ma autoindotta, dopo aver intravisto quella energia dell’anima , non puoi non sentirti sconfitto, perchè è la consapevolezza umana ad essere il nostro peggior nemico.
Addio Michael, la tua essenza e vitalità saranno quell’elettricità trasportata dal vento che ognuno di noi cercherà di assorbire, almeno in piccolissima parte, per vivere anche un un solo giorno più vero degli altri.
Ti ricorderemo per quello che eri ma anche per ciò che hai voluto dare quando scrivevi "Heal the World".

Friday, 10 April 2009

Per ricordare

1 minuto di silenzio per ricordare chi non c'è più

Intanto ci prepariamo ad aiutare gli altri: la nostra azienda sta già dando un valido aiuto e anche noi offriremo dalla nostra retribuzione aiuti da versare alla Protezione Civile. Un piccolo gesto che ci unisce al popolo d'Abruzzo.

Tuesday, 7 April 2009

Paura

Wonder Perlina vuole leggere nuove e nuove non ne ho, se non le solite.

I fatti di questi giorni mi hanno colpito molto.

La notte scorsa è stata una lunghissima notte, svegliata alle 3 e trenta del mattino da questa grande scossa: dormivo e non capivo perchè qualcuno mi stesse spostando il letto, la finestra sbatteva, i bicchieri dentro la vetrinetta urtavano l'un l'altro, Minù si era infilata sotto le coperte!
Lello scatta in piedi e mi dice "tranquilla: è solo un terremoto!"
Tranquilla, ma come è possibile stare tranquilli: un attacco di tachicardia da paura. Tutti in piedi a controllare, ma cosa fare?

Non voglio immaginare cosa possa aver provato la gente d'Abruzzo.
Cosa provi quando all'improvviso tutto ti crolla addosso: oltre le macerie, anche tutto quello che per anni hai costruito con sacrificio.
E poi perdere le persone care ... non poterle rivedere più ...

La mattina seguente dai notiziari apprendo il luogo della catastrofe e mi rendo conto che proprio lì Lorenzo, il figlio di mio cugino, frequenta l'università, uno dei tanti pendolari dal frusinate.
Ma il destino con lui è stato buono: domenica sera era tardi per tornare a L'Aquila e decide di partire il mattino successivo molto presto.
I suoi due amici non ce l'hanno fatta!
La loro casa è caduta giù!
Lorenzo è vivo! Qualcuno piange, troppi piangono!

Perchè continuiamo a costruire case, come la casa dello studente, che vengono giù in zone ad alto rischio sismico?
Cosa fanno i potenti chiusi nelle loro ville complete di bunker atomici?

Thursday, 12 February 2009

Eluana



Arrivederci Eluana, finalmente da oggi riposa in pace!
Veglia da lassù tutti coloro che ti hanno amato...

Thursday, 25 September 2008

Arrivederci

Ci siamo quasi..domani sarà un giorno speciale per te, un po' meno per me.
Quattro anni e mezzo io da una parte e te dall'altra, "compagne di vetro", che tra un po' si oscurerà; sicuramente più tempo insieme tra queste mura che tra le pareti domestiche.
Quante ansie ma anche quante piccole soddisfazioni, quanti "inciuci" scoperti insieme, quante chiacchiere della platea abbiamo ascoltato, a volte spettatori, spesso anche attori, psicologi e consiglieri.
Niente più duty da raccontare, nè complaints e porterage da gestire.
Abbiamo provato gioia, ma anche dolore, paura e a volte rabbia per le parole dette e per altre non dette.

E durante questo pezzetto di vita hai trovato l'amore, quello vero, con la "A" maiuscola, come dici tu. I giorni tristi sono ormai lontani.

Il tempo scorre velocemente, ora sei pronta per un nuovo "challenge", direbbe il nostro amico francese, ... e parti.
Ha inizio un altro viaggio, un'altra grande avventura ...

Sono felice per te, spero tu possa trovare la giusta dimensione in una nuova realtà, nuovi traguardi da raggiungere: altre aule ti attendono, altri uomini e altre donne vorranno da te tanto e tu tanto dovrai dare, e come al solito, lo farai con un sorriso.

Un augurio speciale ad una persona speciale che si porta via un pezzetto anche della mia storia.

In bocca al lupo e grazie per esserci stata!

Tuesday, 11 September 2007

11 settembre


Sono trascorsi 6 anni da quel famoso 11 settembre del 2001.

Eppure da quel giorno c'è ancora qualcuno che aspetta ,senza troppe illusioni, di poter piangere su una tomba.

Anche la famiglia di Eddie lo ha atteso per anni, i suoi quattro figli lo hanno aspettato invano, finchè qualche mese fa è arrivata la notizia: per una nuova tecnica di esame del dna si poteva cercare di trarre nuove informazioni. Ma le informazioni dai frammenti di ossa ritrovati non diedero risultati.

Poi nell'ottobre scorso furono rinvenuti resti di potenziali 35 persone: piccoli frammenti di ossa che andavano da uno a otto centimetri. Il 24 luglio di quest'anno, Diane, la moglie di Eddie, ricevette la notizia. Le comunicavano che avevano trovato Eddie, o perlomeno quello che restava .

Era lui l'ultimo identificato delle Twin Towers.

Era la fine di un'incertezza, dei fantasmi, era la sicurezza che Eddie era morto intrappolato nelle Torri. Ma i resti di suo marito erano talmente poca cosa che le sono stati consegnati in una provetta.

2749 morti : morti per la follia umana; vite spezzate, corpi dissolti nelle macerie, polvere portata via dal vento, padri, madri, sorelle, fratelli, figli tolti ai loro cari.Pura follia generata da menti contorte, uomini che per fanatici ideali portano la morte tra la gente, che uccidono inneggiando al loro dio.
Chi sono costoro che ieri erano nostri vicini, che hanno studiato nelle nostre scuole, che hanno lavorato con noi? E quanti ancora si celano tra noi pronti a colpire?

Thursday, 6 September 2007

Addio


Una voce inconfondibile e un grande carisma, sul palco come nella vita.
Questa mattina è scomparso il tenore Luciano Pavarotti.

A nessuno potevano appartenere quelle melodie e parole acrobatiche come a lui.
Lui viveva le canzoni, la sua opera era una grande miscela di gioia e tristezza
"Se qualcuno può cantare l'opera, Luciano Pavarotti era un'opera"
La sua vita e il suo talento erano grandi ma il suo senso del servizio ai deboli e vulnerabili lo era di più. Amava nuove idee, nuove persone, nuove forme di canto...
Anche quando la voce era meno potente, le sue capacità interpretative continuavano a farne un gigante tra alcuni uomini alti".

Arrivederci Luciano: grande messaggero di emozioni, ambasciatore di pace nel mondo, la tua voce continuerà a cantare ai nostri cuori !

Saturday, 2 June 2007

Storia di un'amicizia

Ho sempre creduto nell'amicizia.
Quand'ero bambina avevo un'amichetta, la ricordo bene anche se ho dimenticato il suo nome. Poi durante l'adolescenza con la mia amica del cuore ho condiviso tanti pomeriggi fuori a giocare nei campi, quando ancora il cemento non aveva invaso la nostra città.
Più tardi è arrivato il gruppo, la comitiva: un periodo felice, tra gli studi e i primi amori e che , ancora oggi, mi ha lasciato una amicizia sincera.
Il tempo passa e con esso crescono anche nuove amicizie.
Nasce molto tempo fa, forte e salda, rafforzata anche dalla nascita dei figli: stessi problemi, stesse realtà quotidiane.
Amicizia, mi dico, significa condividere la gioia, i desideri e le speranze, ma anche le ansie, i dolori e la solitudine.
Amicizia significa ricevere, ma anche dare, comprendere e perdonare.
Amicizia significa confidare i propri pensieri all'altro e se l'altro tace, il nostro cuore non smetterà di ascoltare il suo cuore.
L'amicizia è un dono, è la nostra pace, poichè nasce senza interessi se non quello di scavarsi nello spirito e da esso trarne beneficio.
L'amicizia è la nostra mensa e la nostra dimora.
Ma all'improvviso qualcosa viene a turbare l'amicizia, e la sincerità cede il posto alla finzione. La fiducia diventa diffidenza, la stima ed il rispetto sono posti in dubbio. Vengo chiamata per essere giudicata. Provo a recuperare, ma qualcosa si è spezzato. La sincerità e la schiettezza dunque non ripagano.
Dove ho sbagliato? Cos'era dunque questa amicizia? E' bastato che qualcuno ponesse voce per dare discredito a tutto ciò?
Oggi restano solo i ricordi: le foto delle vacanze, delle feste e delle tante ricorrenze. Resta una telefonata ogni tanto, qualche rara serata trascorsa insieme, un po' di ipocrisia e...tanta, tanta amarezza.
Che ne è stato delle bellissime serate davanti a al caminetto acceso con tante castagne bruciacchiate, e quante risate al tavolo del Trivial? Che ne è stato delle ansie e delle angosce condivise per i nostri figli, per le loro incertezze, per il loro futuro, per le lacrime asciugate con il nostro amore?