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Sunday, 5 July 2009

Il complesso di superioritá


"Capita a tutti di rifugiarsi in un complesso di superiorità, è tipico narcisismo difensivo ed è persino banale sentirsi superiori a qualcosa, o a qualcuno. Quando ci sentiamo maltrattati è un sollievo dare la colpa alla mediocrità del mondo, alla canaglia umana che non ci conosce e non ci riconosce.
È una grande consolazione sentirsi un buon cavallo male impiegato. D' altra parte, dal complesso di superiorità non si esce con il successo. Quando infatti l'umanità ci tratta bene, ci dà gloria e onori, e di nuovo il complesso di superiorità che ci tenta, che occupa il mondo delle nostre ombre.
Il complesso di superiorità è malessere, insicurezza, è la percezione di fare parte, a pieno titolo, di quella realtà mediocre dalla quale si vorrebbe tanto star fuori.
Questo atteggiamento non dovrebbe stupire nessuno in una società che coltiva il miraggio della normalità e la scambia per una perfezione di massa, imitando modelli in cui solo pochi idioti si riconoscono.
Quindi il complesso di superiorità è il sopratacco di chi non vuole somigliare a se stesso. La vera superiorità, invece, sta sempre un passo indietro rispetto alle cose che muove, e si fa beffe di tutto ma non si sbrodola mai, perché con la disinvoltura, il riserbo, la eleganza, l'ironia, ci possiede e ci rapisce".

A. N. Franco

Dipinto di Laura Tedeschi "Il Sentiero" collezione privata Viktor Baron - Polonia

Sunday, 14 June 2009

La societá aperta ed i suoi nemici - Il pensiero di Karl Popper


"La questione che tutti si pongono è stata sempre: "chi deve governare?" Questa domanda ha provocato risposte definite sterili, tipo: i migliori, i filosofi, un sovrano illuminato, il popolo, la razza superiore. Si tratta anche di una risposta falsa perché presuppone governanti buoni ed onesti. Per Popper occorre liberarsi di questa domanda, superandola con un'altra: «Come possiamo organizzare le istituzioni politiche in modo da impedire che i governanti cattivi ed incompetenti facciano troppo danno?»
Serve un controllo istituzionale dei governanti. Solo attuandolo risolveremo il paradosso delle democrazie, ovvero il paradosso di un popolo che sceglie la tirannide.

La manifestazione più evidente del totalitarismo è la società chiusa, di stampo tribale e collettivista, dominata dai tabu, dove la vita degli individui è regolata da norme rigide imposte d'autorità. «Una società chiusa assomiglia ad un gregge o a una tribù per il fatto che è un'unità semi-organica i cui membri sono tenuti insieme da vincoli.» Al contrario, la società aperta è quella nella quale gli uomini sono liberi di assumere il timone della loro vita, liberi di manifestare un atteggiamento critico, liberi di basare le loro decisioni sull'autorità della propria intelligenza.

Popper tracciò una linea di demarcazione tra totalitarismo e libertà che si espresse in una netta distinzione tra dittatura e democrazia.
In una democrazia i poteri dei governanti devono essere limitati ed il criterio della democrazia è questo: in una democrazia i governanti - cioè il governo - possono essere licenziati senza spargimenti di sangue. Quindi se gli uomini al potere non salvaguardano quelle istituzioni che assicurano alla minoranza la possibilità di lavorare per un cambiamento pacifico, il loro governo è una tirannia".

Dalla recensione al libro di Karl Popper
"La societá aperta ed i suoi nemici" Armando Editore
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Nella foto: Karl Popper

Thursday, 11 June 2009

Ultimi tormentoni


La new entry, ormai da qualche tempo, è: ASSOLUTAMENTE SI. Il suo uso sta dilagando e si sta consolidando. Nell'ordinaria lingua quotidiana Assolutamente è sempre stato usato a rinforzo di una negazione spesso implicita. MAMMA, POSSO USARE LA MACCHINA? ASSOLUTAMENTE (No). Assolutamente sì suona chic ed efficiente, professionale, cittadino, teatrale.
Una cosa da riunione di lavoro, ma con una nota di charme: Partiamo con quel progetto?. Assolutamente Sì. Assolutamente no è assolutamente in disuso.

Altro tormentone é: PIUTTOSTO CHE (sono cresciuta nella convinzione che: PIUTTOSTO CHE significasse: INVECE DI "Preferisco il mare piuttosto che la montagna", credo sia invece un uso del centro Italia usarlo in questo senso: "preferisco alla carne il melone PIUTTOSTO CHE albicocche, pesche" viene usato per indicare ANCHE (che é un po' il contrario di: INVECE DI é molto interessante questa cosa linguistica),
ció non toglie che il: PIUTTOSTO CHE inteso come: ANCHE ci perseguita.

Nella foto: "Malizia" Laura Tedeschi - Pastello - 30x40

Wednesday, 10 June 2009

Considerazioni sul lusso



Un oggetto di lusso non é legato al prezzo, ma all'amore e alla cura con cui é stato creato e al valore che raggiunge con il tempo attraverso la vita di chi lo possiede.

Saranno le comunicazioni di massa, sarà la produzione di serie, sarà l'attuale globalizzazione estetica. Fatto sta che la raffinatezza, l'anticonformismo, l'originalità, difficilmente si alleano al lusso, che sempre di più si allontana dalla vera arte per decadere a equivalente di ricchezza sfacciata, "nouveaurichisme", sguaiatezza di magnati analfabeti.
Una sensazione prossima alla nausea accompagna questo genere di eccessi: barboncini tosati e imparrucati come una dama del Settecento, con collari di platino e diamanti. Divani tappezzati in zebra e leopardo. Abiti in tessuto maculato, ..
Quello che un tempo era stato un lusso è diventato spesso una banale esperienza quotidiana. Forse per una democratizzazione accellerata? Un miglioramento "materiale" a cui non corrisponde un equivalente miglioramento culturale.
Evidentemente la massificazione, la globalizzazione non possono che uccidere il lusso. Sarà troppo lusso? Diceva mia nonna quando le portavo un mazzo di fiori per la sua festa.
Non è certo un vero lusso il viaggio alle Seychelles, vestire Armani o la griffe di Gucci.
Il conformismo di queste pratiche costituisce l'antilusso, anche se molti degli adepti non se ne sono ancora resi conto.
Ebbene, proprio qui sta l'equivoco: non è il lusso che cercano questi adepti alle microtorture, ma l'adesione alletica del clan, che in fondo, è l'opposto del lusso. Perché il vero lusso dovrebbe esprimersi nella opposizione alla serialità, al conformismo, a tutto ciò che è massificato e ripetuto. Ma questa sacrosanta opposizione, purtroppo, risulta quasi inesistente e forse non può più appartenere alla nostra società democratica.