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domenica 15 febbraio 2015

Chi non muore si rivede!

Lo so lo so.....il blog è stato un po' abbandonato, ma troppe cose stanno a bollire in pentola e non riesco più a seguire tutto.
Questo articolo però merita e fa riflettere, allora ho voluto dargli uno spazio perchè in molti possano applaudire a quelle 7 mamme responsabili e al loro sindaco eccezionale!


Dorgali, distruggono i lampioni del parco
Le mamme li accompagnano dal sindaco





Dorgali, distruggono i lampioni del parco Le mamme li accompagnano dal sindacoCala Gonone



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Dopo l'autodenuncia il sindaco li ha nominati amministratori della località turistica di Cala Gonone.

Hanno distrutto i lampioni del parco Palmasera a Cala Gonone, località turistica sulla costa orientale della Sardegna, e le mamme di sette ragazzini, tutti al di sotto dei 14 anni, responsabili dell'azione, hanno portato i loro figli dal sindaco di Dorgali, Angelo Carta, per autodenunciarsi. Ed il primo cittadino - che è anche consigliere regionale del Psd'Az - per "punizione" li ha nominati amministratori di Cala Gonone. A raccontare il fatto è lo stesso Carta, nella sua pagina Facebook, affinché "questo sia di esempio per tutti". "Quel giorno le sette mamme arrivarono nel mio ufficio con i ragazzi - racconta Angelo Carta - erano già consapevoli della fesseria compiuta e desiderosi di poter in qualche modo riparare". Dopo la discussione il sindaco decide per loro una "punizione": "I ragazzi vengono nominati amministratori di Calagonone, con la responsabilità di individuare le cose che non vanno e quelle che devono essere fatte per migliorarlo. Ogni settimana hanno un calendario di interventi che mi devono inviare: per esempio pulire il giardino della scuola, pulire la pineta, la spiaggia, raccogliere rifiuti abbandonati; io approvo o modifico il programma di lavoro per la settimana successiva e aspetto il nuovo programma per il venerdì seguente. Mi hanno chiesto quando finirà - prosegue il sindaco - io a mia volta ho chiesto perché avevano fatto il danno al parco. Mi hanno risposto: boh, anch'io ho risposto loro boh". "Ringrazio queste mamme - conclude Carta - che hanno dimostrato di tenere a cuore l'educazione dei figli. Il loro comportamento mi auguro sia di esempio per tutti noi e un augurio di buon lavoro ai nuovi amministratori di Gonone".

mercoledì 2 luglio 2014

Perchè le persone gridano? Munch e Gandhi

Ho trovato due brani interessanti:

Munch scriveva: .... Mi ricordo benissimo, era l'estate del 1893. Una serata piacevole, con il bel tempo, insieme a due amici all'ora del tramonto. [...] Cosa mai avrebbe potuto succedere? Il sole stava calando sul fiordo, le nuvole erano color rosso sangue. Improvvisamente, ho sentito un urlo che attraversava la natura. Un grido forte, terribile, acuto, che mi è entrato in testa, come una frustata. D'improvviso l'atmosfera serena si è fatta angosciante, simile a una stretta soffocante: tutti i colori del cielo mi sono sembrati stravolti, irreali, violentissimi. [...] Anch'io mi sono messo a gridare, tappandomi le orecchie, e mi sono sentito un pupazzo, fatto solo di occhi e di bocca, senza corpo, senza peso, senza volontà, se non quella di urlare, urlare, urlare... Ma nessuno mi stava ascoltando: ho capito che dovevo gridare attraverso la pittura, e allora ho dipinto le nuvole come se fossero cariche di sangue, ho fatto urlare i colori. Non mi riconoscete, ma quell'uomo sono io. [...] L'intera scena sembra irreale, ma vorrei farvi capire come ho vissuto quei momenti. [...] Attraverso, l'arte cerco di vedere chiaro nella mia relazione con il mondo, e se possibile aiutare anche chi osserva le mie opere a capirle, a guardarsi dentro. 

" L'urlo " di Munch 1885 da Google

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” disse uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: “allora non è possibile parlargli a voce bassa?”
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:
“Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro.
D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano.
E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo:
“Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.” (Gandhi)


Mahatma Gandhi da Google
Per quanti motivi, dunque, si grida?
Paura, dolore, angoscia, prevaricazione, maleducazione, ma anche: gioia, entusiasmo, gioco;  esiste persino l'urlo liberatorio del leone in yoga...
Yoga o non yoga le grida, io, proprio non riesco più a sopportarle!
E voi?