DEVO FARCELA!
Percorsi la strada correndo a perdifiato.
Brividi di freddo lungo la schiena, gocce di sudore sulla fronte, i visceri contorti, paonazzo il viso, stringevo i denti e sconvolto ripetevo “devo farcela!”
Giunsi a casa, suonai ripetutamente il campanello, qualcuno mi aprì.
A due a due salii le scale, quelle parole erano martellanti:”devo farcela!”
Entrai in casa…ah….il bagno era libero: ce l’avevo fatta!
LA CORSA
Guardavo attorno guardingo… oltre il muretto…nessuno; davanti la siepe… nessuno.
Era giunto il momento: uscii da quel posto angusto, mi mossi con passi cauti, lenti dapprima, più veloci poi, fino a trasformarsi in una corsa frenetica. Nessuno lì vicino. Lo sforzo delle gambe, tutto il mio corpo proteso in avanti, la mano contro il muro…… “Mea libera tutti!”
SUPPLICHE INUTILI
Lo presi, con rabbia lo sfracellai contro il contenitore, buttai via ciò che era terribilmente inutile e con il giusto attrezzo lo sbattei e lo sbattei e ancora lo sbattei fino a fargli cambiare i connotati. Solo a quel punto potei accendere il fuoco, già sentivo i suoi lamenti, le suppliche, ma non cambiai idea: avevo proprio voglia di un uovo fritto.