| Inkscape Anna-Marina |
E visto che sono qui, perchè non ricordare qualche Capodanno del passato?
Mi rivedo bimbetta da scuola elementare, seduta su quella sedia del soggiorno dalla spalliera per me molto alta, le gambe penzoloni; a quei tempi le sedie non dondolavano come oggi per la vecchiaia, se ne stavano ben ferme sulle quattro gambe, pronte ad accogliere tutta la famiglia per festeggiare il compleanno di papà. Doppia festa dunque, perciò la mamma preparava la tavola con tovaglia bianca di lino e il servizio buono di piatti dalle tinte delicate. I calici di cristallo sottilissimo tintinnavano appena sfiorati, accompagnati dalle raffinate caraffe per acqua e vino, il tovagliolo bianco, piegato a ventaglio, rendeva l'aspetto del tutto proprio elegante.
Così ogni anno...
Nulla veniva modificato, ma sempre un'atmosfera di complice intesa dava quel tocco di novità conosciuta.
Quando si era tutti un po' piccoli, giocavamo a tombola: papà teneva il banco declamando i vari detti perchè indovinassimo il numero, e le caselline andavano riempiendosi con le mezze lenticchie ( o forse pisellini...ahi ahi ahi non ricordo bene) fino a combinare gli ambi, le terne, le quaterne, le cinquine e, con gridolini di gioia, le tombole.
Talvolta il gioco veniva sostituito dal monopoli e allora fra case, alberghi, vicoli, prigioni....le ore volavano leggere e felici.
Crescendo papà ci aveva insegnato a giocare a carte; la tradizione voleva che nel periodo natalizio prima e nelle vacanze estive poi, si giocasse a scopa, ramino, pinnacolo, canasta. Che partite! Riempivamo i pomeriggi con risate, grida di gioia, di disdetta, non mancavano le arrabbiature di papà se non si giocava bene. La mamma gli chiedeva di pazientare con noi, ma lui rispondeva sempre che "giocava per vincere", povera me, troppo spesso sua compagna di coppia!!!
Il tempo non si ferma e sempre, ogni capodanno si continuava con il gioco delle carte; quanti attorno a quel tavolo della cucina: ormai sposati e circondati da marmocchi continuavamo a giocare a 7 e mezzo, a zecchinetta....; la cucina la mamma l'aveva voluta grande, sapeva in anticipo che l'avremmo riempita tutta al punto da starci stretti stretti, ma tutti assieme....
E ora che il tronco non c'è più, i rami e la loro chioma continuano a respirare l'ossigeno che mamma e papà hanno generosamente donato loro; ossigeno che è amore, comprensione, rispetto, aiuto reciproco.
Oggi è il I gennaio, oggi è il compleanno di papà e qui in casa abbiamo giocato a scala quaranta e a canasta.... ricordandolo!
Auguri!!!