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lunedì 16 luglio 2012

Cous Cous di Pesce!!!

Ma siiiii, facciamo un cous cous di pesce come si deve!!!!

Erano mesi che ci pensavo, ma poi o per un motivo o per un altro rimandavo sempre.

Diceeee...ma scusa, ma che ce vo' a fa 'n cus cus

Seeeee, vabbe', allora non ci siamo capiti!!!! Il Cous Cous è un'arte e come tale va interpretata!

La preparazione richiede tempo e attenzione, iniziando dalla scelta degli ingredienti, che non sempre sono gli stessi, ma vanno selezionati attraverso una accurata scelta del "pescato"

Per questo è importante sapere da chi andare a prendere il pesce, che ovviamente deve essere rigorosamente fresco!
E questa l'abbiamo detta!

Poi diciamo anche che il Cous Cous di pesce va cotto non nell'acqua, ma nel brodo di pesce!

E siamo a 2.

Poi non basta il brodo di pesce come liquido: va preparato un super intingolo, ma questo lo vediamo tra poco...


Ora armatevi del necessario di base (carote, sedano, cipolle) e sceglietevi del pesce che insaporisca per bene il vostro brodo (ed esempio lo scorfano va benissimo, ma non sottovalutate il merluzzo o i gronchi!)

Fate quindi il vostro brodo, filtratelo e tenetelo pronto.

Mentre cuoce il brodo, sbollite 3 pomodorini (ciliegino o pachino) per ogni porzione, pelateli e tagliateli in 4 cercando di conservare il loro succo. Mettete da parte anche questi.

Ora passiamo alla preparazione del super intingolo!

Iniziate col frullare una cipolla fino a farla diventare una specie di crema.
In una pentola soffriggete 2-3 spicchi d'aglio e poi toglieteli.
Ora versatevi la crema di cipolla e fatela appena rosolare.
Quindi mettete i pomodorini con il loro succo e dello zafferano sciolto in una tazzina di acqua tiepida.
Lasciate andare sul fuoco per un minuto.
Ora adagiatevi dentro il pesce (preferibilemente non quello del brodo, ormai stracotto).
Anche qui la scelta del pesce varia e non ha regole. Se è un pesce gorsso, tagliatelo a pezzetti (l'ideale sarebbe deliscarlo); potete anche mettere delle seppie, dei polipetti, insomma quello che trovate o più vi aggrada.
Coprite il tutto con dell'acqua, irrorate di spezie (io ho messo mentuccia essiccata, peperoncino e un mix di 4 tipi di pepe), aggiungetevi delle mandorle tritate e cuocete.
Questo è il spuer intingolo! :))

Passiamo ora alla cottura del cous cous: se lo prendete precotto, come ho fatto io, sceglietelo con cura, magari in un negozio di prodotto biologici; dico questo perché mi è capitato più volte di mangiare del cous cous industriale e vi confesso faceva abbastanza schifo (bleah!)
Io di solito lo prendo dal mio spacciatore di farine e apprezzo la differenza qualitativa.
Certo prima o poi incoccerò anche io la semola come questa simpatica signora...., ma per oggi passo!

Ora attenzione, perché insieme alla cottura del cous cous dovrete anche aprire una manciata di cozze e di vongole (mettetele in un padellone con olio e aglio, coprite e spegnete quando si sono aperte)


La contemporaneità di queste due operazioni è decisiva per avere il piatto caldo.

Per cuocere il cous cous calcolate 80 gr e minimo 100 gr di brodo e 1 cucchiaio di olio evo a testa.
Portate ad ebollizione  il brodo con l'olio, spegnete e gettatevi il cous cous; girate con una forchetta in modo che si sgrani e facendo attenzione che non si attacchi. Se vedete che diventa pappetta, aggiungete altro brodo caldo. Dopo 3-4 minuti (vedrete che il cous cous si sarà gonfiato) mettete una noce di burro e riponete sul fuoco basso, sempre continuando a girare; all'occorrenza aggiungete altro brodo caldo.

A questo punto avete tutti gli ingredienti pronti e potete comporre il piatto: montagnetta di cous cous, anzi vulcano perché ci dovrete fare un bel cratere al centro, versateci il super intingolo e anche l'acqua delle vongole e cozze. Cospargete poi col "pescato" e servite:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Tutto chiaro?

Riassumendo vi serviranno:

Pesce a volontà
Sedano, carote, cipolle.
Pomodorini
Cozze e Vongole
Spezie (menta essiccata, peperoncino e pepe)
...cous cous, naturalmente!


Bene! Ora ho detto proprio tutto!!!  :)))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

p.s. regalo confezione di Ottimini Divella, quasi nuova. (manca solo un biscottino) :D :D :D

Guardate anche le altre realizzazioni:

giovedì 15 marzo 2012

Timballo di Anelletti farcito con zucchine

Questo post sa di Sicilia.
Voi tutti sapete quanto ami questa terra e i loro abitanti, radiosi e ospitali come pochi.

Così oggi ho volulto fare un piatto molto siculo, almeno in alcune sue componenti.

Premessa:
Chi non dovesse conoscere gli anelletti è pregato di andarli subito a comprare!!!

Per me sono un formato di pasta straodinario. Si prestano a qualsiasi tipo di condimento e risultano particolarmente piacevoli da masticare.

Vi dico subito che non è facile trovarli fuori dall'isola. Non sono un formato molto diffuso, anche se qualche nota marca ha provato a produrli.

Fino a qualche tempo fa me li facevo spedire o ne facevo una scorta quando andavo giù, adesso devo dire che ho trovato un negozietto (siciliano, guarda caso) che li vende e della marca "giusta"!

Piccolo suggerimento: comprate quelli trafilati al bronzo, fanno la vera differenza e se potete, evitate la "nota marca" ;)

Veniamo a noi.

Per prima cosa va preparato il ragù.
Qui si rischia di accendere una miccia, e pure corta!

Non esiste una ricetta per il ragù, ma 10, 100, 1000! Forse di più

Anche io non lo faccio mai alla stessa maniera, pur attenendomi ad alcune regole "basilari" quali, ad esempio, i lunghi tenmpi di cottura.

Per questo anelletti l'ho fatto così, semplice semplice:

Occorrente:
Macinato di manzo e maiale
Carota, sedano, cipolla.
Estratto di pomodoro
Salsa di pomodoro
Olio, sale, chiodi di garofano.
Tempo...

Fate il solito battuto con carota, sedano e cipolla e soffriggetelo.
A parte scottate il macinato e unitelo al battuto affinché i sapori si amalghino per bene e la carne inizi a scottarsi.
Se avete una pentola di coccio fate il ragù la dentro ;)
Aggiungete poi l'estratto di pomodoro. Se non avete questo, sarete costretti a comprarlo...
Idem per la salsa, che io aggiungo 5 minuti dopo aver messo l'estratto.
Le quantità le lascio decidere a voi, ma per 400 gr di macinato non andate troppo oltre un litro di salsa.
Mettete poi i chiodi di garofano e portate la fiamma al minimo, coprendo la pentola ma non del tutto.

Lasciate andare per qualche ora, 5 almeno.

Il sugo deve risultare bello denso.

A questo punto avete il vostro bel ragù.

Per questo piatto ci ho aggiunto della besciamella.
Fatela come sapete farla voi, andrà sicuramente bene.
Le dosi che uso io sono 50 gr di burro, 50 gr di farina e mezzo litro di latte, oltre ad un pizzico di sale e a della noce moscata grattugiata, se vi piace.

Unite gli anelletti cotti molto al dente, quasi duri!

Come ulteriore condimento di questo piatto ho grattugiato abbondante ragusano stagionato; se non lo doveste trovare potete sostituirlo con del parmigiano regiano (ma non è la stessa cosa!!!).

A parte ho grigliato delle zucchine tagliate a fette sottili e le ho sistemate in uno stampo da ciambellone, precedentemente imburrato e ricoperto di pangrattato leggermente tostato ;)

Forno per 30 minuti, poi capovolgete lo stampo; il timballo scenderà nel piatto come per incanto!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Sull'uso delle zucchine: probabilmente molti di voi dissentiranno, in quanto per essere proprio siculo questo piatto andrebbe fatto con le melenzane fritte!

Ecco, si da il caso che io sia allergico alle melanzane, mannaggia alle allergie, ma questo piatto lo volevo fare comunque, per cui ho optato per le zucchine grigliate e devo dire ci stanno proprio bene.

Ne volete una fetta?

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
..se poi vi volete risparmiare il tempo di grigliatura di una gran quantità di zucchine (ne occorrono tante, ed è la parte più lunga di tutto il procedimento), potete sempre grigliarne una striscia a porzione, "coppare" gli anelletti e decorarli così:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Piaciute? A me tantissimo!!!  SLURP!!!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 14 luglio 2010

Pasta da Rosticceria Palermitana e...Brioches col Tuppo!!!

Ormai ogni volta che arrivo a Palermo, Nituzza e Cinzietta lo sanno: mi devono portare al Bar Alba! (tanto se non mi ci portano ci vado da solo!!!!)

Arancine e Calzoni fritti ripieni. E' una tradizione!
Le arancine le ho rifatte spesso (a proposito, le devo fare anche per voi, questa è una grave mancanza!!!!)

Invece ne "Li Calzuna" ancora non mi ci sono cimentato....perché? Pikké?!?!!?

La stessa domanda me la fece anche Cinzietta, proprio mentre mi stavo catafottendo il terzo calzone fritto durante l'ultimo incontro palermitano:

"Apie', picché sti calzuna nun te la fai alla casa? Impastari sai impastari, friggiri sai friggiri? Cosa ti manca?"

"Aaaa ricetta, Cinzie', me manca aaa ricetta!!!"

"Mmmmmiiiihhhh, e tu picché non me lo spiasti? Guadda che una cretinata je'! E' che noi, qua a Palemmo, non li facciamo mai pecché quelli che si vendono cioooppo buoni sono"


Così mi diede ricetta ed istruzioni...

....e aveva ragione!!!! Una cretinata jeee

1 kg di farina 00
150 gr di strutto
20 gr di sale
75 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra
520 gr di acqua

Sciogliete il lievito nell'acqua.

Poi mettete nella ciotola tutto il resto tranne il sale e iniziate ad impastare (a mano o a macchina) aggiungendo l'acqua piano piano. Il sale va alla fine. L'impasto dovrà risultare morbido.
Coprite la ciotola con un piatto e lasciate lievitare un'oretta (l'altro giorno da me lievitava di tutto, pure il cemento!!!) .
Formate e lasciate lievitare per un'altra ora.
Ora, se siete stati attenti, mi chiederete: ma come formo?
Giusto! Qui vi potete sbizzarrire come meglio credete. Per prima cosa ho formato dei calzoni da fare poi fritti e li ho farciti con uno strato di besciamella, mozzarella a fettone e tanto prosciutto cotto.
Potete anche metterli in forno a 180° per 20-22 minuti circa (dipende da quanto grandi sono i pezzi).
Oppure potete farci delle pizzette, farcite con ragu' di carne:

...oppure, udite udite, fateci queste:

Siiiiii! Le mitiche brioches col tuppo!!!
In questo caso dovete assolutamente impastare con delle zeste di arancia, magari scaldate in un paio di cucchiai di miele (al limite calate la quantità dello zucchero totale) e con un po' semi di vaniglia (non troppi).
Lo so, non sono venute perfette, ma era un esperimento per testare il sapore e vi posso dire: esperimento riuscito!!!
Che vi devo pure dire come le dovete mangiare? Lo sapete, no? Nooo?
Ma con la Granita di Mandorle!!!!
Ricordatevi, poi, che prima di qualsiasi tipo cottura la pasta va spennellata con latte e albume.
Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero
EDIT: ho dimenticato di dirvi che queste brioches si conservano perfettamente almeno 4 giorni in una busta trasparente per alimenti


Guardate anche le altre realizzazioni:


lunedì 12 luglio 2010

Granita di Mandorle

Per anni ho pensato che la granita fosse solo quella al caffé...

Per anni non sono andato in Sicilia...

Per anni mi son sbagliato!!!

Dopo l'ultima incursione in Trinacria e, soprattutto, dopo aver provato la granita a Belpasso, sono tornato con un'idea fissa in testa!

La dovevo fa pur'io!!!!

Così, guidato dai consigli di Letizia, Sandra e Laura, mi sono armato di tutto il necessario (acquistato in loco dallo stesso pusher di Letizia, pensate che onore) e l'altro giorno mi son messo all'opera....e alla fine...tadaaaaaaa:


Si parte dal latte di mandorle.

Fare un buon latte di mandorle e, conseguentemente, una granita, non è difficile.
Per fare un ottimo latte di mandorla, invece, occorre una materia prima di primissima scelta.

Si parte sempre da lì....mandorle polverizzate finemente insieme all'immancabile mandorla amara e unite ad altrettanto zucchero (a velo), amalgamati insieme da qualche goccio di albume.

Questo panetto si conserva in frigo avvolto accuratamente in cellophane; ogni volta che vi va un latte di mandorla, ne sciogliete una parte (es 100gr) in 4 parti di acqua (es. 400 gr).

C'è chi alla fine filtra. Per me meriterebbe l'ergastolo. (!)
Se il panetto è sciolto per bene, gli eventuali frammenti di rimasugli non vanno sprecati, ma bevuti!!!! Se il panetto è sciolto male, continuate a pestare ;-)

Un buon latte di mandorla è energia allo stato puro. Provatelo a bere dopo una seduta di sport...altro che bevande dal color dubbio vivace e dal contenuto radioattivo!!!!

Una volta fatto il latte di mandorla, il grosso è fatto!

Il passaggio alla granita richiede un ulteriore alchimia (detta così mi sembro il piccolo chimico!):

Per ogni litro di latte di mandorla aggiungete 150 gr di pasta di mandorle e 150 gr di zucchero (ce ne vuole ancora, fidatevi).

Personalmente mi son trovato bene con queste dosi, ma nulla vi vieta di cambiarle a vostro piacimento. ;-)

Fate poi la granita. Io la faccio con la gelatiera, controllandone via via la consistenza.

Il risultato visivo lo avete visto su. Per il resto...dovete fare voi!!!

"Si, vabbe', zzzipie', tutto facile, ma che d'è quella bestia che sta viscino ar bicchiere?"

Eheheheh, sapevo che non sarebbe sfuggita!

"Quella bestia" sarebbe una Brioche col Tuppo, fatta di corsa dallo Zio per testare delle dosi che gli erano venute in mente dopo averle assaggiate in vari bar del catanese.

In questa zona, infatti, la granita di mandorle insieme alla brioche col tuppo rappresenta il tipico pranzo estivo.

Ma come? Acqua ghiacciata e un panino ppe pranzo?

Seeee, voi provate a mangiarla e vedrete che starete belli "attuppati" fino a sera tardi!!

:D :D :D

Ma sta ricettuza ce la vuoi dare o no?

Mmmmm, ce la fate ad aspettare ancora un po'? Ho in serbo una doppia sorpresa per voi!

Eheheheheh....

Grazie e alla Prossima

venerdì 2 luglio 2010

Sicilia 2010 - Terza Parte

Terza e ultima parte del crono-foto-racconto.
Qui trovate la prima, e qui la seconda.

Ho visto che a molti di voi è venuta nostalgia, ad altri voglia.
Mi fa piacere: vuol dire che sono riuscito a trasmettervi qualche emozione su un argomento diverso da lievitati o gelati. :))

Eravamo rimasti al pomeriggio del sesto giorno, a quel meraviglio bagno all'isola delle correnti.

La foto di me che faccio il bagno ve la risparmio (anche perché sono un puntino in mezzo ad una distesa blu), piuttosto vi ripropongo questa, che per me è molto significativa:

La distesa blu è la stessa, il puntino stavola sta dietro la compattina digitale, ma la sensazione di pace che provo ogni volta che la vedo aumenta sempre di più...

Da questo posto incantato ci dirigiamo verso Pozzallo, ma non avendo né cartine né tantomeno navigatori satellitari (a proposito, li detesto!!!), ho pensato bene di seguire l'istinto e le nozioni base di geografia: dati due posti di mare lungo la stessa costa, partendo da uno dei due, una volta azzeccata la direzione prima o poi all'altro ci arrivi ...dice

E fu così che ci trovammo tra masserie, trazzere e mulattiere, scoprendo luoghi dove il tempo sembrava essersi fermato...c'era quel suono del silenzio, avete presente? ...ma non era l'unico rumore...

C'era anche il rumore del sole!

Si, perché a quelle temperature il sole FA rumore! Lo senti prima nelle orecchie, poi nella pelle, poi nell'animo.

E' un rumore quasi sordo, ma ti stordisce!

Se ti muovi troppo rapidamente ti sfianca, ti uccide...per vincerlo lo devi assecondare, ti ci devi far cullare, trasportare, inebriare...e dopo un po', lo stesso rumore, diventa il tuo compagno, il tuo alleato, il tuo angelo custode. Sarà forse questo vero il paradiso?

...

In lontananza scorgiamo un tale su una vecchia lambretta...

"Bonjoorno! Mi scusasse, agghiu andari a Pozzallo"
"Mmmiiih! Ma proprio a Pozzallo? E' complicato assai! Come ce lo posso spiecari?"
"Voi provate a spiarmelo, che poi a 'nzertari la schtrata ci penzu iu"
"Talìa quella trazzera. Ti ci devi ficcari dintra e come vedi che piega così (mi fa gesto con la mano mancina), allura devi girari, ma attento che rischi di catafotterti a mari"
"Non si preoccupasse. Me ne vado tambasiando chianu chianu, caccussì pure sto spittaculu me possu godiri"
"Scusate, ma di dove siete?"
"Paleemmo, piccheé?"
"Picché subbito lo capii"
(grazie Valentina per non avergli riso in faccia! ahahahaahahaahah)

Ovviamente sbagliai strada!!!!
:D :D :D :D

Ma io a Pozzalo dovevo arrivarci per forza; c'era la sorella di Cat ad aspettarmi insieme a suo marito. Mi spiace solo che Cat non sia potuta scendere in tempo, ma recupereremo anche questo ;-)
Abbiamo mangiato insieme e chiacchierato fino a tardi.
E' bello scoprire come ci si possa trovare bene con persone mai viste e conosciute...son bastati due sguardi e un sorriso spontaneo per legare subito. :))

7° Giorno

Scicli-Punta Secca-Donnafucata-Modica-Ragusa-Ibla
Nanna a Ragusa

Sensazioni e Commenti
La gita a Scicli l'ho fortemente voluta. Non avevo mai sentito nominare questo paese; poco prima di partire, un amico mi fa:
"Sono tornato dalla Sicilia con un grande rammarico: non ho visitato Scicli"
Ho gugglato, ho visto le foto e ho deciso che questo rammarico non avrei dovuto averlo anche io! E bbbene feci!!!






Poi, immancabilmente, ho fatto una cosa molto turistica ma che, visto che ce l'avevo di strada, mi sentivo di fare:

La riconoscete? La famosa "verandina".... :))))

E visto che siamo in tema Camilleri-Montalbano, ecco a voi una serie di foto scattate al Castello di Donnafugata:





Ci dirigiamo quindi a Modica:

Qui immancabile scopracciata di cioccolato modicano e - udite udite - granita di cioccolato!!!! Strepitosa-a-a-a!!!!

Il settimo giorno è stato molto impegnativo, infatti dopo Modica ci aspettava Ragusa e quindi Ibla.

...

Che cos'è l'attimo? Quanto dura un attimo? Quante emozioni si provano in un attimo?

Ragusa, tardo pomeriggio: era da poco finito un matrimonio...davanti la chiesa c'erano un'infinità di simil petali rossi, tutti perfettamente tondi...allegro addobbo per i neo-sposini...

Ecco un primo, leggero colpo di vento...poi un secondo...ed ecco che questi petali iniziano a compiere un veloce balletto davanti ai miei occhi, anzi..davanti all'obiettivo. Sarà durato 3 secondi, non di più, ma vedere sul sagrato tutte queste macchie rosse rotolare contemporaneamente verso la strada in un improbabile equilibrio è stato da brivido...

click, click, click...sarà venuto fuori qualcosa? Sarà riuscito ad immortalare l'attimo?



Forse non a perfezione, ma a sufficienza per farvi intuire qualcosa...

Poi scendiamo ad Ibla, dove ho mangiato il gelato più buono (tra quelli comprati) di questi ultimi anni:
Gelati Di Vini
Piazza Duomo 20

Ottimi gelati aromatizzati con vini particolari. Chi mi conosce sa che è raro che mi esprima in termini esaltanti verso gli esercizi commerciali. In Sicilia mi è capitato spesso! :))

La piazza è questa, con lo sfondo San Giorgio, un raro quanto curioso esempio di asimmetria rispetto alla piazza:
Ormai di luce ce n'era ben poca.
Prima di andar via, una suggestiva (almeno per me che c'ero) immagine di Ibla illuminata di notte:


8° Giorno
Caltagirone - Piazza Armerina - Agrigento
Nanna ad Agrigento

Sensazioni e Commenti
Perché Caltagirone? Perché una deviazione così lunga per vedere solo un paese?
Perché Piazza Armerina?

...ogni cosa ha il suo perché!

Prima di tutto quando Antonia ha saputo che sarei andato in Sicilia mi ha subito detto: devi assolutamente andare a Caltagirone e Piazza Armerina. Ed io di Antonia mi fido.

Poi, quando ho avvertito Lunanerazzurra che sarei andato in Sicilia, lei mi ha detto:
"Lavoro a Piazza Armerina. Se passi di lì mi farebbe piacere conoscerti"

Dopo queste premesse, io a Caltagirone e Piazza Armerina ci andato senza preoccuparmi della sfacchinata.
E non me ne sono pentito affatto!

A Caltagirone ho visto il più bel presepe animato che abbia mai visto in vita mia, sapientemente spiegato e illustrato direttamente da uno dei due ideatori e realizzatori.
Pensate che questo presepe dei Fratelli Milazzo ha fatto il giro del mondo, ha rappresentato l'Italia all'Innaugurazione del Parlamento Europeo, è stato visto e ammirato da milioni di persone. E' interamente in terracotta, curato fin nei minimi particolari, ed è una ricostruzione fedele di come si svolgeva la vita in Sicilia alla fine dell'Ottocento. Merita la visita, peraltro fatta all'interno di una chiesa sconsacrata, cornice più che suggestiva!

A Piazza Armerina ho conosciuto Lunanerazzurra e insieme abbiamo passato tanto tempo, parlando di tutto tranne che di cucina e fotografia!!! Incredibile, no?

Luna è una ragazza dolcissima, eclettica, pronta a farsi in quattro per gli amici. Entusiasta della vita e orgogliosa della sua Sicilia fino al punto di dispiacersi se qualcosa non ci fosse piaciuto!
Tranquilla, Luna: è stato tutto meraviglioso! :))

Non mancate di andarvi a leggere il suo resoconto di questo nostro splendido incontro. Mi ha veramente commosso...

Valentina poi ci ha immortalati in questo affettuosissimo abbraccio:


Poi mi ha letteralmente riempito la macchina di prodotti della sua terra...
Per fortuna che all'andata avevo furbescamente riempito il trolley solo a metà ;-)

Ultimo scatto panoramico a Piazza Armerina


...e poi via di corsa verso Agrigento...

9° Giorno (mattina)
Valle dei Templi-Realmonte Scala dei Turchi-Palermo
Nanna a Palermo, a casa di Anita :)

Sensazioni e Commenti
Spesso quando si sente parlare troppo spesso di un posto, il momento in cui lo si visita ti sembra di esserci già stato. Mi è successo a N.Y. (vista in troppi film, in troppa televisione), a San Francisco (unico telefilm che guardavo da ragazzo era "Sulle strade della California"), a Parigi, a Londra...e così via....

Questo però non è successo nella Valle dei Templi.

Per quanto te la puoi immaginare e fantasticare, c'è sempre un aspetto che non riesci ad immaginarti: l'imponenza!

E inevitabilmente la tua mente ti proietta indietro nel tempo, a quando cioé gli uomini che venivano dal mare se la trovavano davanti, intatta, enorme, imponente, appunto.

L'effetto e l'impatto visivo deve essere stato sconvolgente.
I pensieri nelle menti di questi uomini (certamente non infettati da nozioni e tecnologie nostrane) saranno stati strabilianti, sovraumani

Nel mio piccolo ho cercato di rappresentare la valle con queste tre semplici, modeste immagini:



...

Prima di dirigerci a Palermo, facciamo tappa alla Scala dei Turchi, un pezzo di scogliera costituita di marna, una roccia calcarea di colore bianco, racchiusa tra due spiagge e non più lunga di 600 metri, dove la forza del mare ha modellato nel tempo una specie di scalinata:



Il posto è suggestivo, l'acqua (almeno quel giorno) non era invitante.
Perciò alla fine risaliamo e andiamo direttamente a Palermo (posso dire mio paese d'origine? ahahaha)

9° - 10° - 11° Giorno
Palermo

Sensazioni e Commenti
A Palermo ormai mi sento a casa. In un anno ci sono stato già 3 volte. Anita ci ha accolto e ospitato come fa con i suoi figli, fratelli e nipoti. Ci ha coccolato e deliziato.
Insieme a lei l'immancabile Cinzietta, che appena finiva u travagghiu si precipitava da noi!
E' stato il giusto epilogo di una vacanza perfetta.

A Palermo abbiamo tambasiato strada strada, solo per il piacere degli occhi. Abbiamo mangiato il cibo da strada, rivisto monumenti, mercati e persone. In particolare vorrei raccontarvi quest'episodio, che mi ha veramente emozionato:

Quando a febbraio andai a Palermo insieme a Paoletta, Angela, Mariella e Antonia, passammo un intera giornata a fotografare i volti e i gesti delle persone.
Devo dire che abbiamo fatto una cosa all'apparenza molto turistica, alla quale i mercanti palermitani ben si prestano felici di far felice un turista. E' vero che il tempo dedicato ad ogni singolo scatto non fu proprio "turistico", ma forse questa gran quantità di tempo fu interpretata dai soggetti più come una esasperata quanto esagerata rottura di cabasisi piuttosto che una ricerca dell'attimo vincente.
Fatto sta che prima di partire per la Sicilia, ho stampato e portato con me gli ingrandimenti di una serie di foto che a mio avviso meglio rappresentavano le persone e i soggetti; queste foto le ho poi portate direttamente agli interessati, tra cui Rocky Basile, detto il Re della Vucciria, e Pippo Basile, detto Il Docente.

La meraviglia, sincera, dei due fratelli mi ha commosso.

Entrambi si ricordavano perfettamente di me e Paoletta, Rocky mi ha subito riconosciuto come lo ZioPaolo, facendo un simpatico mix, e Pippo non la smetteva mai di ringrazirmi e di offrirmi tutto il possibile: vi dico solo che dal vicino polparo, dove esserci ingozzati con un mega polpo freschissimo, non appena ho fatto la mossa di estrarre il portafoglio, ho sentito dirmi:
"Levacci manu! e' già tutto pacaaato"

Ecco, questa è la Sicilia: un continuo adoperarsi spontaneamente per il benessere e il piacere altrui.

Vi saluto con questa frase, e vi allego le uniche due cartine di cui disponevo durante il viaggio: sono una testimonianza sintetica del percorso effettuato e che ho cercato in questi 3 post di rivivere con voi.
Le strade non saranno dettagliatissime come quelle di un navigatore satellitare, ma poco importa. In Sicilia è bello anche perdersi...


Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero


mercoledì 30 giugno 2010

Sicilia 2010 - Seconda Parte

Rieccoci qui.

Dunque dunque, dove eravamo rimasti? Ah si: ai saluti del terzo giorno.
Tanta tristezza ma anche tanta voglia di continuare il viaggio...che prosegue così:

3° Giorno (pomeriggio)
Valle dell’Anapo-Floridia-Ortigia
Nanna a Ortigia

Sensazioni e commenti
Dopo i saluti ci prende immancabilmente il magone.
Inizio a digitare sms a raffica sulla tastiera del telefonino...Laura, Sandra, Letizia, Laura, Sandra...

La Sicilia ti prende, la Sicilia ti incanta, la Sicilia VA vissuta, insieme alla Sicilianità e ai Siciliani.

In ogni momento, in ogni luogo, mille occhi puntati su di te, pronti ad aiutarti, a venirti incontro, a parlare, ad emozionarti.

A chiunque ci fossimo rivolti, per qualsiasi indicazione, abbiamo trovato come risposta cordialità, simpatia, disponibilità, interesse...

...e poi... gli occhi...guardo sempre una persona negli occhi, cercando di leggere attraverso questi l'animo di chi ho davanti...e il Siciliano gli occhi non li abbassa mai, ma non per sfida, per rispetto!

Ho visto occhi bellissimi, intensi, profondi, chiari, scuri, tutti incantevoli!!!!
Se andate in Sicilia, prima di guardare i monumenti, guardate gli occhi delle persone....

Nel pomeriggio del terzo giorno partiamo alla volta della Necropoli di Pantalica. Purtroppo non siamo riusciti a vederla, la segnaletica lasciava molto a desiderare, una unica strada interrotta e la prospettiva di diversi chilometri a piedi sotto il sole ci ha fatto dirottare l'itinerario verso la vicina Valle dell'Anapo, ugualmente meritevole.
Lo scenario era molto suggestivo, ma dopo aver camminato un bel po' in mezzo alle gole, siamo dovuti tornare indietro: era tardi ed eravamo stanchi.

Ma la Sicilia è ricca di sorprese. Quando meno te l'aspetti eccoti una chiesa che ti spunta da dietro l'angolo, in un paesino neanche segnalato dalle guide turistiche.

Qui per esempio stavamo attraversando Floridia, piccolo paese dell'entroterra, quando dallo specchietto retrovisore della macchina mi appare questa chiesa:


Come si fa a non rimanerne incantati? Barocco ovunque!!!!

La sera, finalmente, arriviamo ad Ortigia, altra perla...
Prima di cenare scatto un paio di foto (sfocate, poco nitide!) a Piazza Duomo:




Domani ci aspetta una giornata molto impegnativa!!!

4° Giorno
Ortigia (Acquario Tropicale, Piazza Duomo, Mercato, Varie)
Siracusa
(Giro in barca lungo la costa, Neapolis, Teatro Greco, Orecchio di Dionisio, Latomie, Museo Archeologico Paolo Orsi, Catacombe San Giovanni, Santuario delle Lacrime)
Nanna a Ortigia

Sensazioni e commenti
Abbiamo dormito in un appartamento di un vecchio palazzo; ci siamo sentiti un po' siciliani anche noi: spesa al mercatino, chiacchiere con i commercianti, assaggi vari, complimenti a destra e manca (Cristi', pure se era a manca e a destra qui era uguale :D :D :D).

Poi iniziamo subito con un fuori programma: la visita all'acquario tropicale.

E qui andrebbe aperta una lunga parentesi su come i siciliani affrontano il loro lavoro: in ogni posto, in ogni museo, in ogni angolo, tutte le persone o le guide ci hanno parlato e descritto le meraviglie che custodivano come se fossero di loro proprietà o una loro creazione, con la stessa gioia con cui noi parliamo di un lievitato riuscito bene! Un vero senso di appartenenza!

La custode dell'acquario, in particolare, aveva un rapporto personale con tutti (dico tutti!) i pesci!!!!
Si avvicinava, ci parlava, si emozionava, li rimproverava... e i pesci le rispondevano!!! Giuro!!!

Quest'amore, questa attenzione, questa cura, anche verso le cose pubbliche oltre che verso i propri prodotti, l'ho riscontrato in tutti i siciliani...ed è stata una piacevolissima sensazione. Dovremmo essere tutti un po' così: Siciliani. :))

Dopo l'acquario, abbiamo affittato una barca e siamo andati lungo la costa siracusana...Qui lo spettacolo è davvero sorprendente. Non so cosa vedrete di queste foto...al limite...sognatele...

Roccia a forma di cuore

Grotte:

Vi assicuro che i riflessi (viola, se non li vedete) sono reali!!!
L'acqua cambiava continuamente di colore a seconda dei fondali e delle rocce vicine....
Per caso vi devo descrivere anche il bagno che mi sono fatto?!?!?
...provate ad immaginarvelo... vi dico solo che è stato ancor più bello!!!!

Suggestiva poi la visita a Neapolis, la parte più archeologica si Siracusa, e in particolare l'Orecchio di Dionisio: è da vedere (e non ho fatto foto perché non è da fotografare, ma da sentire!!!)

Ricchissimo poi il museo Paolo Orsi: sono stati catalogati decine di migliaia di reperti, molti dei quali intatti!

Affascinanti quanto interessanti poi le catacombe sotto la chiesa di San Giovanni (anche qui la guida mi ha stupito per la competenza e l'entusiasmo che trasmetteva attraverso le sue parole)

5° Giorno
Cavagrande-Noto
Nanna a Noto Marina, presso una masseria siciliana ;-)

Sensazioni e commenti
Dopo aver fatto l'ultima spesa al mercato di Ortigia (prodotti eccellenti, che a Roma ce li sognamo proprio!!), partiamo per andare a Cavagrande, una gola spaccata tra due montagne, la cui discesa, impegnativa (per non parlare poi della relativa salita sotto il sole a picco) ti premia con la vista (e l'uso) di una serie di laghetti formati da un torrente...uno spettacolo della natura, che ti devi conquistare....ma poi sei ampiamente ricompensato!!!
Se "gugglate" troverete tante belle immagini.
Io per voi ho scelto questa:
E' inutile dirvi che in questo laghetto lo ziopiero si è fatto una gran bel bagno!!!

Pomeriggio a Noto. Altra bomboniera barocca. Da non mancare, soprattutto la notte, quando viene tutta illuminata....

6° Giorno
Oasi di Vendicari-Calamosche-Marzamemi-Capo Passero-Isola delle Correnti-Pozzallo
Nanna a Pozzallo

Sensazioni e commenti
Forse uno dei giorni più belli emotivamente parlando.
Lascio la parola alle immagini, sperando possano trasmettervi sia le bellezze sia le sensazioni...

Marzamemi, un borghetto sul mare

Portopalo, verso Capo Passero

L'Isola dei mie sogni:

L'Isola delle Correnti, dove si congiungono lo Ionio e il Mediterraneo

Sempre l'Isola delle Correnti

Qui ho fatto un bagno meraviglioso...e la cosa incredibile è che ero SOLO!!!!
L'occhio si perdeva nelle varie tonalità del blu, mai interrotte da animo umano....
E' un posto incantato, lontano dalla calca...incredibile...ce l'ho ancora negli occhi...

...e con quest'immagine negli occhi vi saluto, dandovi appuntamento alle terza e ultima parte del viaggio-racconto.

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: Continua qui

lunedì 28 giugno 2010

Sicilia 2010 - Prima Parte

Avviso e Cortesia:
Una persona mi ha segnalato che le foto di questo post si vedono tutte sgranate.
Personalmente non riscontro tale problema, ma non escludo che altri possano riscontrarlo, per cui vi chiedo la cortesia di segnalarmelo, indicandomi, se possibile, caratteristiche di navigazione (browser che usate, risoluzione, ecc).
Appena capito dov'è il problema, cercherò di rimediare.
Grazie e scusate
Lo Ziopiero


Se dovessi raccontare tutte le emozioni, le meraviglie, i contatti umani, gli odori, i sapori, i brividi, le sensazioni...allora dovrei riportare esattamente tutti i minuti vissuti in questa meravigliosa terra e sicuramente il racconto sarebbe più lungo della vacanza!!!

E allora? Come fare a sintetizzare, ad estrarre l'essenza di questi 10 giorni incantevoli?

Adotterò la tecnica più semplice, anche se brutale, cercando di procedere progressivamente secondo l'evolversi cronologico degli eventi :)

Premessa:
Questo viaggio è stato fortemente voluto da me e mia figlia Valentina; lo scorso anno, infatti, quando facemmo la prima esperienza di vacanza itinerante, approdammo in Sicilia (Palermo) consapevoli che i 7 giorni a disposizione sarebbero bastati a vedere solo una parte dell'isola.
Così, dopo Palermo, Segesta, Scopello, San Vito lo Capo, Favignana, Marettimo, Erice, Marsala, Mazzara, e Selinunte, ce ne ripartimmo con la promessa che ci saremmo tornati. E così fu.

La Programmazione:
Verso aprile di quest'anno iniziai a cercare di capire come incastrare in una settimana tutte le cose che ci eravamo proposti di vedere, senza corse e affanni, pena lo stramazzare al suolo ogni sera.

Dopo un po' che cercavo di ottimizzare percorsi e visite, mi sono accorto che l'impresa organizzativa non era proprio delle più semplici :0

Inoltre, parlando sia con gli amici siciliani sia con amici che ci erano già stati, ogni giorno venivano fuori indicazioni su posti e luoghi "assolutamente da non perdere" e la lista, quindi, si andava allungando sempre più!!!!

L'impresa si stava delineando assai sfidante!

Così, come primo passo, pensai di estendere i giorni (o meglio le notti) da 7 a 10 ;-)
Poi, ogni volta che stilavo un possibile itinerario, lo sottoponevo agli autoctoni...i quali, puntualmente:
"Mmmiiiihhh, ma non ce la farai mai!!! Per vedere tutte quelle cose dovrai rimanere almeno un mese!!!!"
Diciamo che su una cosa avevano sicuramente ragione...sarei dovuto rimanere un mese e anche di più, perché la Sicilia merita davvero e i Siciliani sono persone adorabili.

L'Itinerario:
Alla fine, comunque, ho tenuto fede alle mie intenzioni e ho preparato l'itinerario più sfidante possibile, ma fattibilissimo.
Lo riporto qui in maniera dettagliata, giorno per giorno (e alla fine metterò pure le cartine) anche perché potrebbe tornar utile a chi volesse fare un giro simile o anche solo una parte.

Solo per darvi un'idea della grandezza della Sicilia, vi dico che pur non avendola visitata tutta, ma si e no un terzo, alla fine i chilometri percorsi sono stati 1.250!!!

Foto ne ho fatte poche e scattate tutte con la mia vecchia compattina, utilissima in questi casi perché me la ficcavo in tasca risparmiandomi il trasporto di borsoni con obiettivi e attrezzature varie. O si fotografa, O si fa il turista :))

Allora, siete pronti?
Si parte!

1° Giorno
Arrivo a Catania (ore 10.00)-Affitto Auto e subito di corsa con questo itinerario:
Belpasso-Etna-Castagno dei Cento Cavalli-Faraglioni Acitrezza-Aci Castello
Nanna a Cannizzaro (CT)

Sensazioni e commenti
L'inizio delle vacanze e l'arrivo sul posto sono sempre due momenti eccitanti. L'adrenalina inizia a salirti già da quando ti suona la sveglia (che chissà com'è quel giorno ti trova puntualmente sveglio!!!).
Ma il momento in cui l'adrenalia ha toccato il massimo è stato indubbiamente quando ho incontrato loro, le 3 fimmine speciali, 3 foodbloggers d'eccezione, con le quali abbiamo desiderato e preparato questo incontro manco fosse stata la finale dei mondiali!
Sandra, Laura e Letizia mi hanno incantato per la loro simpatia, bellezza e ospitalità!
Poi, e questa menzione è d'obbligo, Letizia ci ha fatto assaggiare la migliore granita di mandorle tostate e la migliore brioche col tuppo che io abbia mai mangiato.
Signorello - Pasticceria
Via Xix Traversa, 80
Belpasso
Parola dello Ziopiero: ne vale il viaggio!

Dopo aver consumato il pranzo tipico catanese (granita e brioche, appunto), Laura e Guido ci hanno portato sull'Etna.
Ho sperato fino all'ultimo in un risveglio improvviso ed effervescente, ma mi son dovuto accontentare della vista, in ogni caso suggestiva: una montagna particolare, diversa, dove la vegetazione trova terreno fertile e ti lascia negli occhi il contrasto tra il nero della lava e il giallo delle ginestre, prepotentemente sbocciate tra la terra bruciata.
Se ci riuscirò, ci tornerò, magari d'inverno, quando sarà tutta innevata e magari mi regalerà qualche colata rossa, proprio come il Ripuddu 'nnivicato....per adesso mi son dovuto accontentare di vedere un cratere spento:

(quel puntino sul bordo del cratere in alto a destra è mia figlia Valentina...giusto per capire le dimensioni...)

Nel tardo pomeriggio Laura e Guido ci hanno portato a vedere i Faraglioni di Acireale:

"Azzipie', ma ce la facciamo una foto insieme?"
"Cerrrrrrrrrrrrrto che SI!!!"


2° Giorno
Gole Alcantara-Taormina (via Romana-Anfiteatro)-Castelmola-Isola Bella (Taormina)-Catania (Corso Vittorio Emanuele, via Etnea, Giri Vari)
Nanna a Cannizzaro (CT)

Sensazioni e commenti
Per chi vive in città, svegliarsi al mattino con davanti il mare è sempre una sensazione stupenda, unica. Quella vista ce l'ho ancora negli occhi. Non ci sono foto che possano riprodurla, ma ve ne mostro comunque una, per me simbolica. Per me è una foto che... respira!!!


Ecco altri momenti significativi della giornata:

Gole dell'Alcantara
Vista dell'Etna da Taromina

Isola Bella vista da Taromina
Foto ricordo dell'albergo


3° Giorno (mattina)
Continua la visita a Catania insieme a Sandra, Laura ed Elio.
Vediamo il Duomo, le Terme Achilleane, Piazza Stesicoro, Via dei Crociferi e tante altre cose ancora. Ci mangiamo insieme qualche arancino e... Inevitabilmente arriva anche il momento dei saluti; le facce, lo si intuisce, sono un po' meste, ma i cuori sono felici, anche perché ci siamo dati appuntamento alla prossima volta


Per oggi mi fermo qui. Nel post successivo vi racconterò il resto del viaggio.

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: Andate anche a leggervi gli altri post che parlano di questi incontri; qui c'è quello di Sandra, qui quello di Laura e qui quello di Letizia :))

Piesse 2: Continua qui

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