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lunedì 28 novembre 2016

Fagottino di Sfoglia con Cipolle Zuccherate e adagiato su Vellutata di Parmigiano


Oddio, scritto così il titolo sembra un film della Wertmuller!!!

MA questo, vi garantisco, è uno stuzzichino prelibato, la cui realizzazione è abbastanza facile, purché sappiate fare la sfoglia in casa.

E purché sappiate fare le cipolle zuccherate
E purché sappiate fare la fonduta di parmigiano.
E purché... no, basta purché!
Passiamo ai fatti, tanto son sicuro che tutte queste cose le sapete fare benissimo! :)))

Sulla sfoglia abbiamo ampiamente parlato qui.
Oggi posso solo che confermarvi che farla in casa è operazione davvero facile, purché... no, no senza purché! Fatela e basta! E vedrete: più volte la farete, sempre meglio vi verrà!

Cipolle Zuccherate

500g cipolle
70g zucchero semolato
80 g zucchero di canna
125g acqua

  • Tagliate le cipolle a fette sottili
  • Mettetele in una padella antiaderente
  • Aggiungete l'acqua
  • Spolverateci sopra lo zucchero

  • Coprite con un coperchio
  • Cuocete a fuoco lento girando ogni tanto
  • Spegnete il fuoco quando l'acqua è tutta evaporata e le cipolle saranno belle rapprese e dorate


 A questo punto preparate i fagottini:


  • Chiudeteli per bene 
  • Cuoceteli in forno a 180° per 20' circa o comunque fino a cottura della sfoglia ultimata

Nel frattempo preparate la 

Fonduta parmigiano 
per ogni porzione

70g latte magro
40g parmigiano grattugiato
5g fecola di patate 

  • Scaldate il latte e scioglietevi la fecola
  • Aggiungete il parmigiano 
  • Mescolate fino a far diventare il tutto una crema morbida e densa, senza grumi

Potete servire i fagottini ...



e, ovviamente, potete gustarli!!!



Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

p.s. sapete qual è la morte della cipolla? :)))))


Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 8 novembre 2016

Pasteis de Nata

Ne ho tanto sentito parlare.
Poi quest'anno, in Portogallo, ho potuto anche assaggiarli, appena sfornati.
Sì, perché andrebbero mangiati caldi o, meglio, tiepidi.
È uno dei loro dolci più caratteristici.
Lo potete trovare praticamente ovunque.

È un pasticcino di pasta sfoglia con dentro la crema, la cui superficie appare sempre bruciacchiata.



A Lisbona l'ho provato in 4 pasticcerie differenti, in modo da poter fare una giusta analisi e un corretto confronto.

Due di queste pasticcerie hanno superato il test: la Fabrica da Nata e la Pasteis de Belem i cui proprietari si vantano di avere la ricetta unica e segreta...

Seeeeeeee Vabbè!!!! Mo se la tirano troppo!!!

Di ricette dei Pasteis de Nata è pieno il web e quelle che ho visto, alla fine, si somigliano tutte.
Forse troppo.

Di fatto sembrerebe che basti foderare di pasta sfoglia gli stampi e riempire il tutto con la crema pasticcera.

Però... però... però... NON è così!

Già dall'assaggio il dubbio che quella fosse crema pasticcera mi era venuto.
Sì, ok, quasi tutti fanno li fanno così.

Però... però... però... NON è così!

Così ho voluto azzardare un procedimento diverso e il risultato a mio avviso è stato più che vincente.

La crema da forno, infatti, sempre crema è: Latte, Panna, Tuorli e Zucchero dosati opportunamente e addensati sul fuoco.
Ma quando poi la vai a metterre 30 minuti nel forno, questa subisce un altro processo di cottura e tende a diventare duretta.

E allora?

Semplice!
La crema la si fa cuocere una volta sola, direttamente nel forno e avvolta dal suo bell'involucro di pasta sfoglia!!!

E così risulterà delicatissima... mmmmmmmmmmmm

PASTEIS DE NATA dello Ziopiero

RICETTA
Per 8 pasteis

500g di Pasta Sfoglia
160g di latte
 80g di panna 35% di grassi
120g di zucchero
 15g di fecola di patate
  3 tuorli
Zeste di limone

  • Fate la sfoglia come spiegato qui
  • Foderateci poi gli stampi dei muffin

  • Livellate con un coltello

  • Mettete in frigorifero per almeno un'ora

Nel frattempo:
  • Montate uova e zucchero
  • Aggiungetevi la fecola di patate, mescolando per bene senza smontare il tutto
  • Scaldate latte e panna con le zeste di limone, senza arrivare a ebollizione
  • Versatele a filo nelle uova montate, continuando a mescolare per far amalgamare bene il tutto.
  • Prendete dal frigo i vostri gusci e versatevi dentro il composto


  • Infornate a 200° per 20-25', o fino a "bruciacchiatura" della crema. Al limite passateli 2' sotto al grill

Toglieteli dagli stampi (verranno via da soli)

Serviteli tiepidi (o caldi se amate bruciarvi la lingua!!!)



 Il bello dei Pasteis de Nata è che ne mangereste uno dopo l'altro!
Senza pudore!
Vanno giù che è una meraviglia!
Sono magici!
Vi si duplicheranno davanti ai vostri occhi!!!




Ah! Ovviamente i miei Pasteis de Nata sono i migliori di tutti!!!
E la ricetta - come avete potuto leggere - è segretissima!
:D :D :D :D :D





Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 3 marzo 2015

Croissant sfogliatissimi e con il lievito madre!!!!

Ve lo dico subito: se non fosse stato per LEI, la mia socia-panettoni, non li avrei mai fatti!
E nonostante ultimamente fossi stato tanto indaffarato a manipolare ogni bendidio, dopo aver visto questo risultato, non ho resistito!
Mi sono subito procurato la farina giusta (e sì, perché anche in questo caso la farina è FON-DA-MEN-TA-LE!) e mi sono studiato per filo e per segno tutto il suo procedimento.
E alla fine....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Taaaam! Li ho fatti anche ioooo!!! :))))

E senza neanche una Ziopiero-variante!!!!
Contenta?
Io sì! :))))

Ma passiamo subito ai fatti, che il post sarà lunghetto.
Iniziamo con lo sfatare una falsa convinzione:

Fare la sfoglia non è difficile

E neanche troppo impegnativo.
Basta un minimo di attenzione.
Inoltre non richiede molto del nostro tempo, ma solo un po' di organizzazione, poca poca!

E adesso seguitemi, perché con questa ricetta avrete i vostri cornetti pronti per la super colazione della domenica mattina! :)))

Sì, avete capito bene!
Domenica mattina!
E con un minimo di accortezza in più, li potete avere pronti anche per le altre mattine! ;)

I TEMPI

Vi faccio subito vedere la tabella di marcia che ho appositamente predisposto per chi non vuole impazzire con i calcoli dei tempi.
Poi, ovviamente, potete applicare tutte le varianti che preferite; sappiate solo che questi cornetti necessitano dalle 16 alle 20 ore di lievitazione se fatti d'inverno e dalle 8 alle 12 d'estate.



Come vedete il tempo di lavoro totale è di 1h 20' circa, distribuito in diversi momenti, quindi gestibilissimo.

La parte che porta via più tempo è la formatura (circa una mezz'oretta in tutto).
La seconda e la terza piega sono invece le operazioni più veloci (5 minuti l'una).

Le varie pause le decidete voi in base alle vostre esigenze, purché facciate riposare il primo impasto almeno 4 ore e l'impasto dopo le pieghe almeno un'ora.

Se seguirete la mia tabella vi occorreranno 20' la sera del venerdì, 20' totali sabato mattina e 30' sabato dopo pranzo. In questa maniera la mattinata del sabato è salva!
Visto come è facile?
(e vi pare poco?!!?!)


LA RICETTA

Impasto:
500g di farina 00 forte, ma non troppo (max W300)
150g di lievito madre già rinfrescato

1 tuorlo
90g di zucchero
15g di burro sciolto
9g sale

240g di acqua
Una bacca di vaniglia
Zeste di arancia
  • Mettete acqua, zucchero e sale in un pentolino
  • Pesate il tutto (per comodità)
  • Portate a ebollizione fino a completo scioglimento dello zucchero
  • Aggiungete acqua fredda fino a ripristinare il peso prima dell'ebollizione (l'eventuale calo di peso è dovuto ad un po' d'acqua evaporata)
  • Fate freddare
  • Sciogliete il burro e aggiungetevi subito i semi di vaniglia e le zeste di arancia; in questa maniera gli aromi sprigionano il massimo del loro potenziale
  • Tagliuzzate il lievito madre nella ciotola e aggiungetevi parte dello sciroppo (circa 75g)
  • Mescolate fino ad ottenere una sorta di cremina densa e omogenea
  • Inserite tutti i rimanenti ingredienti e impastate quasi fino ad incordare
  • Avvolgete poi l'impasto nella pellicola alimentare
  • Riponete in frigo per minimo 4 ore

Consigli:
È importante che l'impasto non sia incordato, altrimenti la sua eccessiva elasticità vi impedirà di stenderlo come si deve.
Prima di riporlo in frigorifero, dategli già una forma leggermente schiacciata, vi faciliterà la successiva operazione di stesura.

Sfogliatura:
290 g di burro freddo

  • Sistemate il burro (intero) tra due fogli di carta forno
  • Col mattarello iniziate a picchiettarlo per farlo leggermente ammorbidire
  • Fate poi rotolare il mattarello avanti e indietro fino ad ottenere un quadrato 20x20cm
  • Riponete il burro in frigorifero per almeno 4 ore, sempre avvolto dalla carta forno

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Consigli:
È importante che in questa fase il burro venga toccato il meno possibile con le mani, anzi meglio se non lo toccate proprio!
Le misure devono essere rispettate, poi capirete perché! ;)

Prima Piega
  • Infarinate il tavolo di lavoro
  • Stendete l'impasto fino ad ottenere un quadrato 30x30; se più grande, togliete la parte eccedente e conservatela in frigorifero avvolta nella pellicola trasparente
  • Tirate fuori dal frigo il panetto di burro e sistematelo al centro dell'impasto, come mostrato nella foto
  • Chiudete gli angoli del quadrato formato dall'impasto sopra il panetto di burro
  • Iniziate a stendere l'impasto sempre lungo la stessa direzione, fino ad ottenere un rettangolo lungo 60cm e alto circa 20-22cm.
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
 
Consiglio:
È importante che il rettangolo sia preciso, cioè tutti gli angoli di 90° e i lati non presentino ondulazioni, in pratica siano dritti. Nel caso non fosse così, allora rifilatelo e conservate gli scarti in frigorifero avvolti nella pellicola trasparente. Alla fine ci farete delle semplici ma ottime brioches!
  • A questo punto fate una piega a 3, cioè partendo dal lato lungo piegate su sé stesso un terzo dell'impasto e poi chiudete "a libro" l'altro terzo:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

  • Riponete l'impasto in frigo per minimo un'ora

Seconda e Terza Piega 
  • Togliete l'impasto dal frigo
  • Iniziate a stenderlo in modo di allungarlo* solo da un lato fino ad ottenere nuovamente un rettangolo preciso lungo 50-60cm (la lunghezza dipende da quanto impasto avete rifilato in precedenza e da quanto riuscirete a stenderlo) e sempre della stessa altezza, che se avete fatto le cose per bene dovrebbe essere di 20-22cm (anche qui se il rettangolo non è preciso rifilatelo come spiegato nella prima piega)
  • Rifilate le imperfezioni in modo da ottenere un rettangolo perfetto
  • Conservate i ritagli insieme agli altri precedentemente ottenuti
  • Fate la piega a tre
  • Riponete l'impasto in frigo per minimo un'ora prima di ripetere le stesse operazioni per la terza piega.
* l'impasto va steso in modo da "allungare" il lato corrispondente alla "costola" del libro (con riferimento alla foto precedente per "costola" del libro intendo il lato lungo a sinistra).

Con la terza piega avrete ottenuto la nostra sfoglia per i croissant, che se fatta bene avrà 27 strati alternati tra burro e impasto (3 pieghe per 3 volte fa 27, appunto).

Avrete anche ottenuto un po' di pasta brioches. Formatela, fatela lievitare e cuocetela. ;)

Formatura
  • Togliete la sfoglia dal frigo
  • Iniziate a stenderla allungandola solo da un lato (quello della "costola") fino ad ottenere nuovamente un rettangolo sempre della stessa altezza (che ormai sapete dovrà essere di 20-22cm). Questa volta la lunghezza finale dipenderà da quanto riuscirete a stendere il lato lungo. Potreste arrivare anche a 80-100cm
  • Rifilate i lati lunghi in modo da ottenere due linee belle dritte e parallele tra loro
  • Conservate questi tagli di sfoglia, che sono diversi dai precedenti (quelli delle brioches) perché avranno i canonici 27 strati
  • Armatevi di un righello e iniziando da un angolo del lato lungo (es. in basso a sinistra) fate un segno ogni 8 cm; saranno le basi dei triangoli che andranno a formare i croissant
  • Analogamente segnate la sfoglia anche sul lato opposto, sempre ogni 8cm ma partendo da 4cm dall'angolo (in alto a sinistra)
  • A questo punto, partendo dall'angolo in basso a sinistra, a incidete la sfoglia in modo da ottenere dei triangoli aventi la base di 8cm e l'altezza di 20cm
  • Conservate le parti di sfoglia avanzate dai due lati corti
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
  • Fate un taglio al centro della base di ogni triangolo
  • Per formare il cornetto prendete con le mani le estremità del triangolo (base e vertice) e tiratelo in modo da allungarlo
  • Poggiatelo poi sul tavolo di lavoro e iniziate ad arrotolarlo su sé stesso partendo dalla base e tenendo sempre teso l'impasto che via via arrotolerete
  • Il cornetto alla fine dovrà presentare i canonici 7 scalini:
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
  • Formate anche i ritagli di sfoglia dando una forma a vostra scelta, anche semplicemente arrotolandoli
  • Adagiate i vostri cornetti (e i ritagli formati) su una teglia dove avrete sistemato in precedenza della carta forno, facendo attenzione a riporre la punta centrale a contatto con la teglia, altrimenti in cottura questa tenderà ad alzarsi alterando l'estetica del prodotto finale
  • Coprite con della pellicola trasparente e mettete a lievitare per almeno 16 ore o fino a farli triplicare di volume.
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
 N.B. La temperatura di lievitazione è importantissima: non deve mai superare i 24°, altrimenti il burro inizierà a sciogliersi e...ciao ciao sfogliatura!!!

Cottura
Ingredienti per la rifinitura:
1 uovo (o anche solo l'albume)
2 cucchiai di latte
Zucchero

  • Sbattete l'uovo(o l'albume)
  • Diluiteci dentro il latte
  • Spennellate i cornetti facendo attenzione a non bucarli con il pennello
  • Spolverateci sopra lo zucchero
  • Infornate a 200° (forno ventilato) fino a cottura
  • Gustateli...

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

ESTETICAMENTE

Se il lavoro è fatto come si deve, la parte esterna dei cornetti dovrà mostrare tutti i giri delle varie sfogliature:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
e la parte interna dovrà essere "a nido d'ape".

...vabbè, penso parli da sola! :)))

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Questo tipo di alveolatura, detta a "nido d'ape" si potrà ottenere solo grazie ad una lavorazione precisa, ma ormai sapete come dovrete fare.
È conseguenza - come ci spiega qui Tamara - "dell'azione combinata di calore, vapore e impermeabilizzazione determinata dalla materia grassa usata. Grazie all'elevata temperatura l'acqua contenuta nelle sfoglia evapora e causa il distacco dei vari strati che si sono formati durante la preparazione. La materia grassa contenuta nei vari strati li rende impermeabili e non permette al vapore di uscire. Infine il calore cuocerà delle sottili lamelle che un volta fredde resteranno comunque ben distaccate tra loro. Questo processo è chiamato "lievitazione fisica".


CONSERVAZIONE E SUCCESSIVA CONSUMAZIONE
Questi cornetti si mantengono friabili e belli briciolosi fino al giorno dopo, perdendo però via via parte della loro croccantezza.

Potete conservarli surgelandoli o appena formati o dopo cotti.

Nel primo caso li dovrete togliere dal congelatore 24 ore prima della loro cottura e lasciarli lievitare, sempre ad una temperatura non superiore ai 24°. Una volta cotti non troverete nessuna differenza con quelli cotti e mangiati subito.

Se invece li avete congelati cotti, allora il mio consiglio è di iniziare a scongelarli dalla sera prima per poi scaldarli 5' nel forno a 200°; sentirete qualche piccola differenza rispetto a quelli cotti e mangiati subito, ma il risultato è comunque di buon livello.

Sempre se li avete congelati cotti e morite dalla voglia di mangiare un cornetto, potete sempre optare per lo scongelamento rapido (microonde) e poi passaggio nel forno, ma in questo caso, pur mantenendo quasi intatto il sapore, la perdita di fragranza è maggiore.

E le striscioline di sfoglia avanzate?
Eccole!
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Anche queste saranno gustosissime!

MATEMATICAMENTE
Attenzione:
Tutte le misure in centimetri che qui vi ho dato si riferiscono esclusivamente alle dosi indicate negli ingredienti e sono perfette per ottenere dei cornetti di giuste dimensioni e peso (40 grammi)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Qualora voleste fare metà dose, sappiate che non potrete ottenere una sfogliatura perfetta facendo un quadrato di burro 20x20 e un panetto 30x30, ma dovrete riproporzionare tutte misure: 14x14 per il quadrato di burro e 21x21 per l'impasto.
Quando andrete a chiudere l'impasto per la prima sfogliatura vi troverete un quadrato di circa 15cm per lato e di conseguenza dovrete stendere la pasta sfogliata allungandola su tutti e 4 i lati per arrivare ad avere un rettangolo di altezza 20 cm.
Si può fare, intendiamoci, ma è un'operazione un po' più difficile e onestamente non ne vale la pena.
Quindi...

NON CAMBIATE ASSOLUTAMENTE LE DOSI!

Che altro aggiungere?

Ah, sì! Un ultimo collage rappresentativo

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima. 

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 4 novembre 2014

L' APE-Cornetto - La storia di una sfida!

DiSceeee.... ma cos'è? 
Una nuova versione dell'Ape-Maya? 
Un cornetto che al posto delle punte ha un pungiglione che ti si ficca nel palato al primo morso?!?!?!

Ma nooooo!!!! Ma cosa ti viene in mente?!?!?!
L'APE-Cornetto è questo:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ammappelo!!! Sembra davvero un'ape!!! E la sfida qual è stata? Non farsi pungere mentre li formavi...?!?!?!? Dentro c'è il miele? Si fanno con la pappa reale???

(abbiate pietà di me, vi prego)

La storia di questi cornetti nasce a fine luglio da una mail di un lettore, Dario.


Ciao Ziopiero,

sono un appassionato frequentatore del tuo blog del quale apprezzo, oltre il dettaglio dei passaggi e la semplicità espositiva, soprattutto la leggerezza con cui tratti anche argomenti che potrebbero sembrare complicati, utilizzando anche con la giusta ironia nei post che serve a far prendere coraggio anche ad un hobbysta non esperto che vuole giocare a fare pasticci come te.

Ho provato moltissime tue ricette, tutte venute bene al primo colpo grazie al dettaglio delle spiegazioni, ma ti scrivo perché vorrei lanciarti una sfida ...

Ho provato a fare tanti tipi di cornetti, a pasta brioche, sfogliati, semi sfogliati ... carpiati, col salto mortale, con il nodo scorsoio, con le paillettes, fosforescenti, a LED ...  :-) insomma un po' di tutto, ma quello che mi sta facendo impazzire (ci sono andato vicino ma non è LUI!!!) è questo che qui a Napoli ho sentito chiamare cornetto ape. E' un cornetto - ovviamente per i miei gusti - fantastico : leggero, sfizioso, scioglievole, appena appena croccante fuori etc. etc.;

Praticamente è un cornetto fatto con due impasti (pasta brioches e pasta sfoglia) che vengono uniti, ti allego le foto perché sono certo che tu riuscirai a rifarli identici e così avrò la ricetta e la spiegazione dettagliata che mi manca (su internet non ci sono, io sono andato a tentativi); non è spennellato con albume o uovo, le versioni che ho fatto che più assomigliavano, sono quelle in cui ho spennellato o solo con latte o solo con burro fuso.
Io ho provato ad unire la pasta sfoglia classica con la pasta brioches della ricetta di montersino.

Dai Ziopiero, facci sognare, domina anche questo tipo di impasto !!!

Ciao e grazie per la pazienza che hai e per l'attenzione che vorrai dedicare.


Dario

E queste sono le foto inviate da Dario:




Immagino che anche voi riceviate tante mail dove vi chiedono spiegazioni, o semplicemente vi fanno i complimenti.

Ma con mail come questa, in cui ti viene lancita una sfida... occorre dare il meglio di sé!

E voi lo sapete bene: questo tipo di sfide sono sempre pronto a coglierle! :)))

E così è stato anche questa volta.

Devo confessare che Dario ha pazientemente aspettato che mi riprendessi da un'estate di svogliatezza estrema in cui al massimo ficcavo una fetta di pane sotto una di formaggio.

Poi un giorno, capìto che dovevo ancora esser provocato per benino, Dario mi scrive dicendomi:

"Piero, domani passo da Roma e vorrei farti assaggiare questi famosi cornetti-ape. Se ci sei te li porto"

Ovviamente c'ero!
E Dario, ovviamente, me li ha portati.

Adesso qualcuno di voi forse si starà chiedendo: ma come si sono riconosciuti? Ziopiero aveva un garofano rosso all'occhiello? Dario indossava un maglione a strisce gialle e nere orizzontali?

Niente di tutto ciò, tranquilli. :)))
È bastato uno sguardo, e ci siamo capiti al volo.
Oddio, finché Dario non è sceso dalla macchina qualche dubbio ancora ce l'avevo, ma quando ha aperto il portabagagli è salito su un profumo che sembrava di stare nel retrobottega di una pasticceria!
Era lui! Certamente! :)))

E come se non bastasse, oltre ad vassoio ricco di leccornìe, Dario, sapendo del mio smisurato amore verso la mozzarella di bufala, me ne ha portato una tale quantità che mi ha messo a tacere per almeno una settimana!

"Sai, sono di Caserta...volevo farti assaggiare le nostre specialità..." , sembrava quasi volersi giustificare, ma non senza una sottile punta di orgoglio patriottico :)

Dario, ma quanto cose hai portato?!?!?!? Kettepossino!!! :))))))

E mentre con una mano lo abbracciavo, con l'altra mi inguattavo il bottino! :)))

E subito dopo sapete cosa è successo?
Mi è tornata di botto la voglia di pasticciare!!!!

Così, una volta a casa, ho subito aperto il paccone! :)))

  Ape Cornetti Comprati
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Poi la sera, dopo un'abbuffata di mozzarella di bufala, ho vivisezionato un paio di cornetti e mi sono messo a studiare...

 Ape Cornetti Comprati - Interno
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Mumble mumble...
La doppia colorazione è data da due impasti diversi...
E sì, l'aveva scritto Dario...
La pasta...sembra pasta brioches...
Ma come faranno a venire le due strisce diverse....?
Ah, certo! Se cuocio a 160° la sfoglia rimane più chiara...ovvio.

Dunque pasta brioche più pasta sfoglia...
Poi le stendo separatamente, le unisco con la sfoglia sopra e formo...
Dovrebbe andare!

E così ho unito due mie ricette:

Pasta Sfoglia

Normalmente si fa con pari peso di burro e farina, ma in questo caso suggerisco di diminuire la dose di burro di 100g.

Panetto Grasso
400 gr burro
145 gr farina 00



Panetto Magro

355 gr farina 00
220 gr acqua fredda
10 gr sale


Tecniche, pieghe, mattarellate e riposi le potete vedere tutte in questo filmato che feci diversi anni fa, ma pur sempre valido ;)




Pasta Brioche

Prefermento
50 g licoli o lievito madre (25 g se fa molto caldo)
200 g farina manitoba
235 g di latte
  • Mescolate tutti gli ingredienti 
  • Coprite la ciotola
  • Lasciate fermentare per 8-10 ore
Impasto 
Tutto il prefermento
120 g farina manitoba
200 g farina 0
80 g di zucchero
2 uova intere
1 tuorlo
75 g di burro 
25 g di strutto sciolto 
zeste di arancia
8 g di sale
  • Sistemate l'impasto in ciotola e coprite
  • Lasciate riposare l'impasto per un paio d'ore
  • Stendete la pasta brioche 
  • Tagliatela in tanti dei triangoli isosceli 
  • Tagliate la pasta sfoglia dando la stessa forma dei triangoli
  • Stendete la sfoglia sopra la pasta brioche
  • Partendo dalla base formate i cornetti arrotolando i due triangoli sovrapposti
  • Adagiateli su una teglia facendo attenzione a posizionare la punta sotto
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
  • Coprite con la pellicola trasparente 
  • Lasciate lievitare per 8-10 ore
  • Infornate a 160° per circa 30' (controllate la cottura)
  • Sfornateli!
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Serviteli...

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Vivisezionateli!

Cornetto tagliato col coltello
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
In tutte le maniere...

Cornetto spezzato con le mani
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ah, e poi mangiateli pure, eh? :))))

Difficilmente avanzeranno, ma nel caso ciò avvenga sappiate che questi cornetti si possono tranquillamente conservare in una busta per alimenti anche per 10 giorni.
Potenza del lievito naturale!


Dario, a questo punto spero che il risultato ti abbia soddisfatto.
Io penso che ormai ci siamo, tu che dici?

E intanto....ora...sono io che lancio una sfida a tutti voi...

Fate questi Ape-Cornetti!!!

...e vi propongo anche un piccolo suggerimento: provate a mettere un pochino di lievito nella sfoglia!
E poi fatemi sapere eh?  ;)

 
Ciao e alla Prossima.

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 12 novembre 2012

Kranz al Cioccolato by Montersino

Lo confesso: sono stato a riposo per un bel po'!

Intendiamoci, riposo dalle preparazioni culinarie, non dal resto.

Anzi, per dirla tutta, riposo da preparazioni nuove.

Il tempo passato ultimamente in cucina l'ho dedicato a fare cose già fatte, per cui in cucina ci sono sempre stato, ma con meno spirito di iniziativa.

Sarà stata l'estate lunga (a Roma fino al 28 ottobre giravamo ancora in tenuta estiva), sarà pure stata la scia del lungo viaggio in Canada, che mi ha portato a scrivere ben 6 post!!!
Oppure la riscoperta della mia città, che mi fa passare intere ore della fine settimana in giro con la reflex al collo!

Sta di fatto che avevo poca voglia di sperimentare cose nuove, per cui ho rifatto cose già pubblicate, come l'Operà con l'accento sulla A, o la crostata di frutta (a proposito, rifatela!), un paio di Tiramisù, i soliti biscotti, il Ragù di Polpo...vabbe', avete capito, no? Fermo nun ce so' stato!!! :D :D :D

Insomma...tante cose ma poca inventiva, tranne qualche eccezione, come questo Tiramisù al Limoncello o lo strabiliante Profittamisù nel Bicchiere al Cioccolato.

...oddio, ora che ci penso alla fine non sono proprio stato con le mani in mano!!!! :D :D :D

Effettivamente, però, era un po' di tempo che non mettevo mano ai libri del mio pasticcere preferito e, prendendone uno a caso ho ritrovato un segno (uno dei tanti) proprio su questi Kranz al Cioccolato:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)
E' una preparazione simpatica, un minimo impegnativa, ma che se vi organizzate potete benissimo farla risultare piacevole.

Si tratta di mettere insieme una sfoglia al cioccolato, un impasto di brioche, marmellata e gocce di cioccolato. Detto così già li abbiamo semplificati!

Ecco a voi ingredienti, tempi e procedimento:

Sfoglia al cioccolato:
Per il Panetto semplice
325 g di farina
225 g di acqua
10 g di sale
25 g di cacao amaro in polvere


Per il Panetto grasso
500 g burro (io 400 g)
125 farina
25 g di cacao in polvere



Per il procedimento vi suggerisco vivamente di guardare questo filmato fatto tempo fa per voi.

La sfoglia, una volta pronta, può essere conservata in frigo un paio di giorni o congelata.

Passiamo ora alla Pasta Brioche. Vi riporto la ricetta originale, perché questa pasta si fa rapidamente e non presenta particolari difficoltà. Non vi aspettate, però, risultati straordinari, come ad esempio queste veneziane. Ma se volete delle semplici brioches veloci da fare tenete a mente queste dosi:

Pasta Brioche:
500 g farina 360 w (es. manitoba)
80 g latte intero
15 g lievito di birra (io 10 g)
165 g di uova intere (3 medie)
80 g di zucchero
25 g miele
8 g marsala
140 g di burro (io 100 g)
8 g di sale
semi di vaniglia (NO VANIGLINA!!!)


Impastare il tutto, tenendo da parte il sale, che aggiungerete a metà impasto, e il burro, che aggiungerete a piccole dosi e appena ammorbidito quando l'impasto risulta bello compatto (l'ideale sarebbe farlo incordare).

Fate quindi riposare l'impasto in frigorifero un paio d'ore, o anche tutta la notte, se volete gustarvi le brioches calde la mattina successiva! ;)

A questo punto occorre assemblare il tutto:

Stendete la sfoglia molto sottile (non come me che ho esagerato!). Diciamo che 2 millimetri è l'ottimale.

Stendete poi l'impasto un po' più alto (5 mm)

Spalmate sulla sfoglia un velo di marmellata (io di amarene), aggiungete le gocce di cioccolato e coprite con l'impasto delle brioches.

L'ideale sarebbe tagliare a metà il tutto e sopvrapporre in modo da avere sfoglia-marmellata-brioche-marmellata (che va riaggiunta)-sfoglia-marmellata-brioche.

Come avete notato dalle foto questo passaggio non l'ho fatto a causa della sfoglia troppo alta (erano circa 4 mm, ma quando mi sono accorto che eran troppi ...era pure troppo tardi!)

Sovrapposizione o meno, tagliate a strisce il panetto (lunghezza 10 cm, larghezza 3 cm) e attorcigliate su se stessi questi rettangoli, in modo da dare loro la tipica forma del Kranz.

Lasciate lievitare per un paio d'ore. Spennellate con dell'uovo sbattuto e informate a 180° fino a cottora.

Lasciate poi raffreddare su una gratella.
Serviteli!
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
OK?

Adesso veniamo al dunque. Avete certo notato la provenienza di quella tazza nella foto!
Ricordate Quebec City?

Bene. Quando abbiamo visto questa tazza non abbiamo resistito e l'abbiamo subito comprata, per evocare ogni mattina il nostro Viaggio in Canada :))).

E' una tazza piuttosto alta, anzi ve la faccio vedere per intero:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Una stanga di tazza! Mi stavo giusto chiedendo come poter sfruttare tutta questa altezza...ed ecco che mentre formavo i Kranz mi è venuta la risposta! Un...Kranzone!!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Mi sembra un'accoppiata perfetta!!!

Ma cosa ci sarà mai dall'altra parte della tazza....? Provate ad indovinare... ;)


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

p.s. regalo confezione di Ottimini Divella, quasi nuova. (manca solo un biscottino) :D :D :D

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 8 novembre 2010

Saint Honoré dello Ziopiero

(Sottotitolo: il-lo-la i-gli-le)

Primo dilemma: si articola al maschile o al femminile?
LA Saint Honoré o IL Saint Honoré....?
Uffa, ci ero passato per il/la Millefoglie...il/la gorgonzola...ora pure il/la Saint Honoré...

Mah...proviamo ad andare avanti cercando di non utlizzare l'articolo, o meglio usando dei sinonimi o qualche altro strategemma....un po' come facevo a scuola quando ero indeciso... avete presente i dubbi amletici?
Camice o camicie? Ricordo nel classico tema "Racconta delle tue vacanze", mi avventurai nella descrizione di cosa misi in valigia e alla voce 2 camicie (ma all'epoca non sapevo come si scrivesse il plurale), scrissi:
una camicia, anzi ora che ricordo bene erano due!
Ahahahaahah

...e l' andata a capo. L'azzeccavate? Mi impazzivo sempre...voi come facevate? Le sapevate tutte le regole? E come vi regolavate?
Io mi regolavo così: quando arrivavo verso la fine del rigo (o delle riga? Uff) scrivevo o un po' più largo o un po' più stretto proprio per evitare di dovere troncare la parola per andare a capo.
E così i miei temi erano ricchi di parole corte (quindi facilmente posizionabili) dai 3/4 del (della?) rigo (riga?) in poi.
Visti da lontano e strizzando gli occhi si  potevano riconoscere a distanza!!! Ve li immaginate?
:D :D: D

Dunque, questo dolce (tiè, il primo è andato) racchiude diverse basi della pasticceria: ci sono infatti creme, chantilly, sfoglia, caramello, pasta choux, pan di spagna (tutto attaccato? e spagna va scritto con la lettera maiuscola? Devo invetarmi uno strategemma pure qui), l'uso della sac a poche, la tecnica di inglobare due composti...insomma di capacità e di lavoro questa torta (e vai, evitato anche qui!!!!) ne richiede.

E poi, come ogni ricetta, a seconda di dove vai o di chi te la fornisce, troverai versioni differenti.

Nel mio caso vi dico subito che la mia musa ispiratrice è stata Antonia, si sempre lei.
Tempo fa pubblicò su Gennarino questa sua versione, poi mi telefonò e mi disse, col suo inconfondibile accento partenopeo (voi immaginatevela):
"Pie', guarda che la devi fare,eh? Ci conto"

...e voi sapete che quando Antonia chiama, Ziopiero risponde sempre!!!!
(ma che faccio oggi? Link pure il mio profilo!!! Aahahahahah)

Ho letto, ho studiato, ho chiesto, ma qualcosa non mi quadrava...sentivo che il mio senso estetico e il mio gusto avevano bisogno di qualcosa di diverso, una modifica, anche se piccola, ma la dovevo apportare.

Dunque, dicevamo che la torta (e tre, anche qui l'abbiamo sfangata con l'articolo) racchiude le basi della pasticceria, per cui concettualmente non è difficile, ma alla fine vi accorgerete che richiede impegno e tempo, per cui - specialmente per chi lavora e passa gan parte della giornata fuori casa - richiede anche organizzazione e programmazione dei tempi.

Ora vi dico come l'ho pensata io e poi vi proporrò anche una tabella di marcia:

Allora: lo strato di pasta sfoglia sotto ci vuole necessariamente, e fin qui siamo tutti d'accordo.
Dopo di che ho steso uno strato di salsa al cioccolato, la mia, quella che faccio sempre come copertura dei Profiteroles, che poi è la stessa che ho usato anche nel Parfait di Mandorle, dove troverete descrizione e procedimento.
Poi ho adagiato un sottile strato di pandispagna (qui tutta una parola, dimezziamo i rischi di errore), imbevuto con del marsala (o della marsala? in fondo finisce per "a", dovrebbe essere di genere femminile, no?).
Altro strato di cioccolata. (questa è una parola che adoro, la puoi usare sia al maschile sia al femminile... mmmmmmm, e non adoro solo la parola....)

Poi con la pasta dei bigné ho fatto sia un anello da sistemare sopra la sfoglia, dopo che questa è stata sfornata e calcolando che la pasta dei bigné cresce in cottura, sia tanti bigné (tanto se avanzano sapete cosa farci, vero?).

L'anello e i bigné li ho farciti con la mia chantilly di zabaione.
(ovviamente l'anello va tagliato a metà e poi riempito; i bigné li ho riempiti da sotto)

Quindi ho preparato il caramello, ho spennellato l'anello, ho sistemato i bigné (il caramello fa anche collante in modo che i bigné non cadano), e poi spennellato anche i bigné.

Ultime rifiniture: be', le potete vedere dalla foto. Panna tra i bigné e al centro a vostro piacere.

(clickare per ingrandire)

A dir la verità per la rifinitura centrale, al posto della panna, avrei voluto mettere una crema chiboust, ma vi confesso che ero stretto nei tempi per cui ho approfittato del fatto che la panna l'avevo già bella e montata per cui non ci ho pensato su due volte e l'ho usata.

A proposito dei tempi, come tabella di marcia vi suggerisco questa, partendo dal presupposto che la pasta sfoglia l'avete pronta nel freezer (quella non vi deve mai mancare) e che consumerete il dolce il quarto giorno a pranzo:

Primo pomeriggio: pan-di-spagna (coi trattini mi piace di più!). Per conservarlo celofanatelo (si potrà dire?)
Secondo pomeriggio: zabaione e crema di cioccolato. Coprite con celofan e mettete in frigo
Terzo pomeriggio: cuocete la sfoglia, fate e cuocete la pasta bigné
Quarto giorno (mattina): Montate panna, fate chantilly, fate caremello, montate la torta.

Chiaro?
Dolce lungo e impegnativo, ma di gran soddisfazione.
Volete sapere com'è? Ahahahaahhaah Davvero, ve lo devo dire? Sicuri?

...questa volta ve lo lascio immaginare....non ho parole per una descrizione....davvero!!!! Posso solo urlare:

Saint Honoré Forever !!!

...e anche questa volta son riuscito ad eviatre l'articolo!
(furbi gli anglosassoni: THE e te passa a paura!!!! :D :D :D)

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

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