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lunedì 25 marzo 2013

Kugelhupf a 4 mani

Pie', vojo fa un lievitato tosto, impegnativo! Trovane uno e poi lo facciamo insieme!

Miché, tu mi inviti a nozze! Lo sai che con certi impasti io ce sguazzo!

Appunto. Se non chiedo a te a chi chiedo....?

.....
(toccato nell'orgoglio, sa come stuzzicarmi, l'Allieva eh?)

Senti, fammece penza' mpochetto e poi ti faccio sapere.

...in realtà dopo questo scambio di battute avevo già in mente cosa.

E' un pò che infatti avevo preso di mira questo Kugelhupf di Paoletta, ma avevo sempre rimandato per motivi di tempo.

Poi arriva lei, fresca fresca e mi provoca....e allora...

TA-DAAA!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Miché, ho trovato! Facciamo il Kugelhupf

....

Oi? ci sei?

Scusa, non ho capito bene...cosa dovremmo fare io e te?

Il Kugelhupf

Uhm

Vai a guardarti il blog di Paoletta e poi mi dici.

Qualche ora dopo...

Pie', ho stampato tutto ora studio.

Per chi ancora non lo sapesse, Michela quando dice che stampa in realtà si ricopia tutto sul suo quadernino e se dice che studia vuol dire che ha già chiaro quello che vuole fare...e infatti:

Allora ci sono. L'unica cosa è che uvetta e canditi non piacciono a molti della mia famiglia. Penso di metterci il cioccolato.

OK. Vada per il cioccolato.
Io lo faccio come da ricetta, ok

in realtà poi ho cambiato qualcosina:

Ingredienti
300 g manitoba
150 g burro (io 120 g)
75 g zucchero
10 g Lievito di Birra fresco (io 8 g)
50 g Latte
75 g Acqua
2 Tuorli
2 Uova
6 g sale
1 cucchiaino di miele
Zeste arancio
 

A scelta
25 g uvetta (io 60 g)

25 g arancia candita (io 120 g)
oppure
100 g cioccolato tagliato a quadratini piccoli


Si parte con una Biga fatta con l'Acqua, Lievito di Birra, 75 g manitoba e il miele.
Si impasta e si lascia riposare 45’-60’.

Poi si passa all'impasto vero e proprio. Si uniscono i rimanenti ingredienti tranne il burro, l'uvetta e l'arancia candita (o il cioccolato). Si incorda.
Ci vorrà un po' di tempo, l'impasto è di quelli molto liquidi, ma voi non dubitate: l'impastatrice saprà fare il proprio dovere. Basta aver pazienza. ;)

Una volta incordato, si inizia ad inserire il burro un pezzo per volta, sempre continuando ad impastare per non perdere l'incordatura.

Infine si aggiungono l'uvette e i canditi (o il cioccolato)
Si mette l'impasto in un contenitore con chiusura ermetica e si lascia riposare 30’.
Quindi si ripone l'impsto in frigorifero, a 4°, per minimo 6 ore e un massimo di 24.


Una volta tolto si aspetta una mezzoretta, poi si fa un giro di pieghe al centro e si lascia riposare 15'.

Si forma bucando al centro con le dita infarinate e sistemandolo in uno stampo da ciambelloni o da Kugelhupf, imburrandolo e posizionando sul fondo un po' di mandorle.


Si lascia lievitare fino a quasi triplicare.

Si inforna a 180° per 20-30' Controllate con il solito metodo dello stecchino.

Sformate quando l'impasto si è raffreddato e apritelo solo dopo qualche ora:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Miché, allora? Come ti è venuto?

A Pie, è divino. Guarda qua! Lo devi prova' al cioccolato! Secondo me è ancora più buono!

....

Pie', ci sei? Piero? Pieroooooo?

Lo confesso: ero già con le mani in pasta per fare la versione al cioccolato!

E visto che c'ero ho pure fatto un piccolo filmato col cellulare; questa volta ve lo propongo senza musica e senza scritte, abbiate pietà per la qualità:


Sul risultato finale, invece....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
mmmmmmmmmmmm
Decisamente divino!!!!!

Se dovessi consigliarvi quale tra i due, non avrei dubbi: cioccolato forever!

Vi lascio con queste due fette...amichevolmente unite; a sinistra il classico, a destra quello al cioccolato.

Scegliete voi....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Chiudo con una nota tecnica, doverosa dopo aver scritto il post:

Il Kugelhupf è più facile a farsi che a scriversi.

Davvero! Non so quante volte ho dovuto correggere la grafia! :D :D :D



Ciao e alla Prossima.E non dimenticate di andare a vedere anche il Kugelhupf di Michela! ;)

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 9 novembre 2010

Il Pandorlato di Paoletta

Si avvicina il Natale.
Ogni anno si avvicina sempre prima.
Una volta le prime avvisaglie le percepivi attraverso le pubblicità televisive: panettoni, pandori, idee per un regalo.
I primi di dicembre stavamo tutti in attesa del primo segnale. Motta? Melegatti? Coca-Cola? (vi ricordate Oh Happy Day? No Fonzie, questa !). Chi apriva le danze?

Adesso le danze si aprono sempre un po' prima rispetto all'anno precedente. Fine novembre, metà novembre, primi di dicembre...Fine ottobre!!!!! E si, quest'anno ho visto in vendita le prime palline il 31 ottobre!!!

Ma dico?!?!?!? Siamo matti?!?!?! Andrà a finire che il 26 dicembre sulle tavole compariranno le uova di cioccolata!!! Correre, correre, correre...anticipare, vendere, vendere...Uffa, non se ne puo' più!!!


Diceeeee, ma allora perché tu oggi ci presenti il Pandorlato?

ehehehehehe, giusto! be' per due motivi principali.

  1. Non mi sono mai piaciute le regole, per cui un dolce quando mi va di farlo, lo faccio, indipendentemente dal periodo. Ho anche fatto la pastiera ad agosto e le frappe a settembre, che male c'è?
  2. E' un impasto a mio avviso molto impegnativo, difficile. Per cui se lo volete sulle vostre tavole a Natale, vi consiglio di esercitarvi prima con delle prove.
Ma che cos'è sto Pandorlato? Non l'ho mai sentito nominare e alla televisione non l'ho mai visto!

Infatti! E' un prodotto unico: Questo

(clickare per ingrandire)

E l'inventrice è Lei, Anisce
Io sono solo un  mero esecutore, ma con enorme piacere lo propongo a voi, così come ho fatto con tante altre ricette non mie.


La spiegazione è lunga e articolata, e Paoletta l'ha spiegata benissimo, come suo solito.


Io vi posto le fotografie del mio risultato:
(clickare per ingrandire)


e un piccolo dettaglio delle varie fasi della lievitazione.
L'impasto, infatti, una volta messo nel pirottino dovrà più o meno triplicare:

(clickare per ingrandire)
...e ci vorrà parecchio. Questa volta ci sono volute circa 6 ore, ma i tempi possono differire in funzione di tanti parametri, per cui regolatevi a vista prendendo spunto dalla sequenza della foto.

Una cosa importantissima: l'impasto finito deve essere ben incordato. Sarà un impasto molto morbido, burroso, per cui non sarà proprio una passeggiata lavorarlo. Scegliete una farina di forza con ottime capacità di assorbimento. Se poi volete un ripasso su come incordare potete sempre rivedervi questo filmato qui

Per gli amanti dei particolari (e si, perché è dai particolari che si vede e si puo' capire come è stata fatta la lavorazione) lascio qui una foto dell'interno di una fetta:

(clickare per ingrandire)

...direi che tutto sommato puo' andare. Lo sviluppo è abbastanza uniforme, gli alveoli (tranne uno) aperti in giusta misura. Un 6+ me lo attribuisco!

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 31 marzo 2010

I Croissant di Paoletta


Tutti noi Food-Bloggers siamo abilissimi a mangiare con gli occhi.


E' forse la nostra attività preferita, che peraltro offre il notevole vantaggio di non farci ingrassare, almeno rispetto a tutto quello che vediamo.

Siamo dei gran divoratori virtuali di piatti degli altri...ma questi piatti, poi, come sono realmente? Di cosa sanno? Sono effettivamente così buoni come sembrano in foto o come ci vengono descritti o come ce li immaginiamo?

Per saperlo veramente c'è solo un sistema: assaggiarli.

Ma poi, ad onor del vero, solo un attento quanto esperto palato puo' dar una risposta competente.

Per esempio essendo io pressoché astemio non potrò mai dire "oggettivamente" e con competenza quanto sia buono un vino, anche se il suo sapore mi piace: mi manca la cultura del vino, mi mancano anni di assaggi, mi manca la conoscenza della materia. Per cui mi arrendo e taccio...sorseggiando ogni tanto qua e là.

...però c'è un prodotto lievitato su cui mi sento discretamente preparato perché per anni e anni l'ho mangiato nei vari bar o nelle pasticcerie, in una continua ricerca di quello che sarebbe stato a mio giudizio il migliore, il numero uno, quello per cui potrei perdere la testa; l'avete ormai sicuramente capito: sto parlando di Monsieur le Croissant

Adesso vi voglio racconare la storia dell'assaggio che mi ha fatto perdere la testa:

Sabato 27 febbraio 2010

Clicke Clicke (questa suoneria ormai dovreste conoscerla, ce l'ha solo LEI!)
"Pronto?"
"Anisceeeeeeee"
"Oh Pie', pe' Mille Blogghe! Me chiami sempre quando stoancorda'!!! Che vvoi?"
"Anisce, te ricordi che domani vengo a Fabbbbro appedala', si?"
"E certo! Me so messa 'npostitte sulla digggitale"
"Vabbe', allora se vedemo ae 4 quanno ho finito, senza che te richiamo"
"Ok, tanto da casa mia so diesci minuti!"

A parte che poi ci siamo sentiti altre 15 volte, ma la cosa che non mi sarei mai aspettato è che Anisce il giorno dopo, impavida delle mie eventuali critiche, alle 4 mi si presenta con due di questi:


"A Pie', me devi di' come so, però devi esse sincero"

Ecco, adesso io non so proprio come continuare...perché a volte per esser troppo sinceri si rischia di sembrare esagerati, di parte...ma ve lo devo proprio dire così come lo dissi a lei qul giorno:

Questo è il croissant più buono che io abbia mai mangiato in vita mia !!!

Chi mi conosce bene sa quanto io sia iperanalitico e ipercritico nei giudizi delle cose che assaggio, consapevole che poi la critica rimane pur sempre un fattore strettamente soggettivo.

Ma quando si ha la possibilità di esprimere un giudizio di eccellenza su un qualcosa che ritieni di conoscere bene, come il croissant, penso che non si tratti più di gusti personali, né tanto meno di amicizia, come quella tra me e Paoletta.
Qui si tratta di vero talento (il suo) e di un enorme gioia (la mia).

E si, la gioia finalmente di poter aver conferma direttamente dal mio palato di quanto sia brava Paoletta con i lievitati.

Il croissant della foto che ho messo sopra è quello che egoisticamente mi son voluto portare a casa per sezionarlo, fotografarlo e mangiarlo gustandomelo per bene il giorno dopo a colazione.

Paoletta, grazie. Grazie per aver provato e riprovato la sfoglia fino all'esaurimento, per aver dosato gli ingredienti a perfezione dopo ripetute ricerche di equilibri, per aver introdotto quelle minime varianti, per aver riprovato tante volte fino a far schizzare il colesterolo e per aver spiegato passo passo (anche qui alla perfezione) tutto il procedimento, per mettermi in grado fare i tuoi meravigliosi croissant ogni volta che lo desidero,

Questi, come sai, li ho fatti sabato scorso. Li riconosci? Te li dedico:



e questa è la foto dell'interno:



a nido d'ape, giusto? :)))

Note Tecniche:

Vi rimetto anche qui il link del post di Paoletta con tutte le spiegazioni.

Di diverso ho fatto solo 2 cose; la prima, suggerita dalla stessa Paoletta vista la mia voglia di mangiarli caldi appena sfornati la mattina successiva, considerato che avevo finito di formarli la sera...



è stata di metterli in frigorifero 15 minuti dopo la formatura, ad temperatura pari a 10 gradi.
Li ho tirati fuori dopo circa 7 ore e tenuti a lievitare un'ora e mezzo prima di infornarli (15' a 200° modalità ventilato).

Per farvi confrontare visivamente la differenza di grandezza tra un croissant cotto e uno appena formato (in questo caso è un pezzo congelato) ho scattato anche questa:



Il secondo cambiamento è stato quello di spennellare con albume, mischiato a latte un po' di zucchero, prima di infornare. E' una variante che preferisco; voi ovviamente fate come meglio credete....ma FATE!!!! ;-)

Grazie e alla prossima

Lo Ziopiero

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